Vademecum Iscrizioni Scolastiche: tutto quel che c’è da sapere

Ansia a pieno regime per centinaia di migliaia di famiglie alle prese con le iscrizioni scolastiche. Ai genitori non sfugge affatto che una croce in più o in meno può mettere in forse tre e anche cinque anni di serenità familiare. Tra le eventualità più temute svettano nell’ordine: un insegnante troppo severo, un tempo scuola che non collima con le esigenze lavorative della famiglia e un edificio scolastico difficilmente raggiungibile. Ecco allora una guida dettagliata che viene dall’esperienza dei genitori dell’ A.Ge. Toscana e dal servizio di consulenza gratuita che l’Associazione svolge ormai da numerosi anni.
“Per una buona scelta può aiutare molto il passaparola fra genitori –dichiara la presidente regionale Rita Manzani Di Goro- ma è anche necessario ascoltare bene le indicazioni fornite dalla scuola e riflettere attentamente sulla scelta che si va a fare”.
La prima decisione riguarda il modello orario: tempo corto o tempo lungo? Bisognerebbe pensare in primo luogo al bambino, ma di fatto occorre confrontarsi con l’effettiva presenza di adulti che possano prendersi cura di lui all’uscita dalla scuola. E non va dimenticato che nella primaria il tempo pieno (40 ore) è rimasto una scuola di tutto rispetto, in confronto agli altri orari (24-27-30 ore) che anche a causa dei tagli agli organici vedono una girandola di insegnanti alternarsi nelle classi.
Per l’infanzia è da privilegiare l’iscrizione a 40 ore, soprattutto se la scuola è dotata di spazi per far riposare i più piccini dopo pranzo. Si sconsiglia invece il tempo prolungato fino a 50 ore, perché in quel caso vanno a sparire completamente le ore di compresenza degli insegnanti e non c’è più tempo per star dietro ai più piccoli oppure per fare interventi differenziati nelle sezioni che accolgono bambini di età e grado di maturazione diversi.
L’anticipo delle iscrizioni, previsto per i bambini che compiono 3 o 6 anni entro il 30 aprile 2012, è in genere da sconsigliare, perché non è detto che un bimbo vispo e intelligente sia emotivamente maturo per questo passaggio anticipato. A quella età un anno di differenza rispetto ai compagni di classe vuol dire molto e a ben guardare si rischia di rubare un anno di infanzia ai nostri figli con la prospettiva di farli diventare dei disoccupati un anno prima.
“I genitori hanno diritto di scegliere fra tutte le possibili opzioni –prosegue Di Goro- senza limitazioni da parte della scuola, che non può decidere a priori di puntare solo su alcune, scoraggiando la scelta di altre. Il nostro consiglio comunque è quello di dare una sola preferenza, perché altrimenti la scuola può legittimamente assegnarci un tempo scuola che risulta essere la nostra seconda, terza o anche quarta scelta”.
Prima dell’inizio delle iscrizioni il consiglio di circolo/istituto deve deliberare i criteri di accoglimento delle domande di iscrizioni alle quali il Dirigente scolastico si deve attenere per non superare il numero massimo di alunni che possono essere accolti in base agli spazi nelle aule e alle strutture disponibili (palestre, laboratori ecc.), stabilendo i criteri di precedenza per l’accoglimento delle domande e l’articolazione del tempo scuola su 5 o 6 giorni. Patti chiari e amicizia lunga, insomma, perché non si può scegliere al buio.
Anche questo comunque non basta, perché per sapere come sarà articolata la classe di nostro figlio occorre conoscere cosa ha scelto la maggioranza dei genitori e se la dotazione di organico sarà adeguata alle richieste: la scuola anzi ha il dovere di avvertire le famiglie che le domande saranno accolte solo a determinate condizioni. È giusto sapere che il Ministero garantisce una dotazione di insegnanti di scuola primaria di 27 ore per classe e di 40 ore per il solo tempo pieno già esistente, per cui ci potranno essere difficoltà a costituire una classe a 30 ore o una nuova prima a tempo pieno. Le classi che già funzionano a 30 o 33 ore hanno invece diritto a completare il ciclo con il tempo scuola assegnato in precedenza.
I genitori hanno anche diritto di sapere che per costituire una classe a 24 ore occorrono 15 domande concordi. Visto che una classe può arrivare al massimo a 27 alunni ciò significa che le altre famiglie si dovranno eventualmente adattare. Lo stesso vale per la scuola dell’infanzia, con l’avvertenza che per costituire una classe occorrono 18 domande e che il numero massimo di alunni può arrivare a 29.
Specialmente nei piccoli centri sarebbe opportuno che i genitori concordassero quale scelta effettuare, in modo da garantire meglio tutti e non affidarsi alla lotteria degli accomodamenti finali. Nei centri più grandi attenzione alla ripartizione fra singoli plessi, perché alla fine il dirigente avrà la necessità di far quadrare domande, aule e organici e capita spesso che qualcuno rimanga sacrificato nelle sue aspettative.
La richiesta è spesso superiore alla disponibilità di posti e allora molte scuole per graduare le domande in eccesso fanno riferimento alla residenza del bambino. Questo può costituire un elemento di precedenza oppure un punteggio aggiuntivo; si può anche fare riferimento allo stradario comunale come pure al luogo di lavoro dei genitori, alla presenza dei nonni e al domicilio.
Attenzione dunque ai criteri stabiliti dal consiglio di circolo/istituto per le liste di attesa, ai punteggi e alle priorità, con l’avvertenza che la delibera deve essere adottata prima dell’inizio delle iscrizioni e che tutti i requisiti debbono essere posseduti e documentati entro la data di chiusura, e cioè il 12 febbraio 2011. Questa scadenza è tassativa: le domande presentate successivamente non possono essere accolte per la scuola dell’infanzia e vengono poste in coda a tutte le altre negli altri ordini di scuola.
L’iscrizione alla scuola media e superiore è effettuata presso la scuola attualmente frequentata, che provvederà all’inoltro delle domande. La domanda va presentata per una sola scuola, ma attenzione perché, come recita la circolare 101/2010, “Non sempre la domanda di iscrizione può trovare accoglimento. La indisponibilità di posti, di servizi e di strutture può infatti ostacolare la soddisfazione delle richieste”, per cui il dirigente scolastico può contattare gli esclusi e concordare con loro il trasferimento ad altra scuola.
Solo per la scuola superiore si possono indicare in subordine uno o due istituti di proprio gradimento e in mancanza di posti il preside ricevente provvederà al successivo inoltro delle domande in eccedenza.
Per le classi intermedie e all’interno dello stesso istituto comprensivo è prevista l’iscrizione d’ufficio, con obbligo di versare la quota assicurativa e, negli ultimi due anni di scuola superiore, il contributo richiesto.
Dall’infanzia fino alla terza superiore il contributo è volontario e consigliato, a patto che la scuola lo utilizzi per aumentare la qualità dell’offerta formativa e rendiconti ai genitori le modalità di utilizzo. Da non dimenticare che tasse e contributi scolastici sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi dei genitori.
I moduli per le iscrizioni devono essere disponibili sui siti internet delle scuole che ne sono dotate.
Un capitolo apposito per gli alunni portatori di handicap. Il DPR 81/2009 stabilisce che le classi che li accolgono “sono costituite di norma con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate”. È necessario dunque che tutta la documentazione sia in regola entro i tempi previsti e che il dirigente faccia un’accurata relazione circa la necessità di mantenere il numero degli alunni entro un certo limite. Questo può influire molto sul numero e la tipologia delle classi che si vanno a formare.
Dalla circolare sulle iscrizioni per l’a.s. 2011/12 ancora un paio di indicazioni utili per i genitori: il nulla osta al trasferimento in corso d’anno è un diritto e non può essere in alcun modo negato o ritardato da parte della scuola di appartenenza.
Quanto all’insegnamento della religione cattolica, la domanda va presentata solo all’inizio di ogni ciclo di istruzione e la scelta può essere modificata anno per anno entro il termine delle iscrizioni. La scelta delle attività alternative invece può essere effettuata entro l’inizio del nuovo anno scolastico.
“Anche per le scuole medie valgono i criteri già indicati –aggiunge Jachen Gaudenz, presidente dell’A.Ge. Arcipelago Toscano – L’importante è operare una sola scelta e non barrare anche le alternative, altrimenti vi è una discrezionalità nella scuola ad operare delle scelte contro cui non è possibile opporsi. Importante è che le attività pomeridiane siano di effettivo recupero o approfondimento con specifici progetti e non una prosecuzione delle lezioni curricolari mattutine”.
“Diversa è la situazione per le scuole superiori. Il più delle volte c’è mancanza di comunicazione tra i genitori degli alunni che già frequentano il corso superiore e quelli che hanno i figli in terza media, per cui si lascia solo alla scuola la promozione dell’istituto, che non sempre è rappresentato fedelmente. A volte vengono mostrati aspetti della scuola, come ad esempio laboratori o attività complementari, corsi di recupero e valorizzazione delle eccellenze di cui i ragazzi non potranno poi usufruire”.
“Le iscrizioni avvengono spesso sulla base della simpatia ispirata dall’Istituto durante l’orientamento, dai compagni, da esigenze familiari anziché privilegiando le attitudini e le indicazioni dei docenti –conclude Gaudenz- Purtroppo effettuare le iscrizioni a febbraio, se da una parte è utile per programmare le cattedre e le strutture per l’anno successivo, dall’altra è troppo precoce per far manifestare all’alunno un interesse che lo condizionerà per il successivo quinquennio. È quindi necessario che i genitori si confrontino e chiedano fin d’ora una copia del Pof relativo all’anno di iscrizione del proprio figlio per verificare la proposta della scuola, e che durante l’anno pretendano il rispetto di quanto indicato. Il Piano dell’offerta formativa è un vero e proprio contratto fra scuola e famiglie e come tale va rispettato”.
Per approfondimenti: www.agetoscana.it , agetoscana@age.it
Scuola: trasparenza nelle iscrizioni

ISCRIZIONI SCOLASTICHE: TRASPARENZA INNANZI TUTTO (comunicato stampa AGE)
Che i genitori vivano con trepidazione l’ iscrizione dei figli a scuola è cosa risaputa, quello che suscita sorpresa è che sia un Direttore generale, quello dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia per l’esattezza, a preoccuparsi che le informazioni giungano ai genitori con chiarezza e tempestività. La nota, che risale al 21 dicembre scorso, assume tutta la sua importanza adesso che si avvicinano le iscrizioni.
La parola d’ordine è stabilire i criteri per tempo, e cioè adesso, e l’onere ricade tutto sugli organi di governo delle scuole, ossia i Consigli di circolo e d’istituto, di cui fanno parte anche i genitori. Secondo il Direttore Giuseppe Colosio numero degli iscritti e qualità del servizio erogato sono strettamente interdipendenti, per cui “ciascun dirigente scolastico e ciascun Consiglio di Istituto dovrebbero individuare quale sia il numero massimo di studenti annualmente accoglibili, non soltanto con riferimento agli spazi fisici delle aule, ma anche e soprattutto rispetto alle dotazioni strutturali (palestre, laboratori, biblioteche) e alla strumentazione didattica, anche di tipo multimediale”.
Anzi un’attenta gestione delle iscrizioni, in stretto raccordo con l’ente locale competente, dovrà mirare all’eliminazione di sistemazioni improprie qual è il caso di molte succursali. Semaforo rosso anche per le aule di dimensioni ridotte, che non potranno essere portate come giustificazione dell’aumento delle classi.
“Ci pare importante la sottolineatura del Direttore Colosio sulla necessità che i Consigli deliberino al più presto i criteri per le liste d’attesa –dichiara Sabina Greco, presidente provinciale dell’Associazione Genitori A.Ge. di Bergamo- I genitori hanno diritto di sapere per tempo quale potrà essere l’esito dell’iscrizione e anche di essere messi al riparo da criteri impropri come l’ordine di presentazione delle domande. Quanto al criterio territoriale del bacino di utenza concordiamo sul fatto che esso possa essere applicato solo se esplicitamente deliberato e unicamente come priorità nell’accogliere gli iscritti”.
L’A.Ge. di Bergamo ritiene importante anche che i genitori degli alunni possano liberamente esprimere la propria preferenza rispetto a tutti i modelli orari previsti e non solo su alcuni, potendo scegliere tra:
• 25, 40 o sino a 50 ore settimanali per la scuola dell’infanzia;
• 24, 27, sino a 30 ore o 40 ore settimanali per la scuola primaria;
• 30, 36 o sino a 40 ore settimanali per la scuola secondaria di I grado.
Sarà cura del dirigente scolastico informare le famiglie sul fatto che le richieste dovranno essere valutate in relazione ai vincoli numerici previsti per la formazione delle classi e ai limiti di organico assegnati e che non necessariamente potranno essere soddisfatte. Stessa trasparenza sull’ammissione al tempo pieno.
È bene anche che sia stato chiarito che è responsabilità dei Consigli di circolo e di istituto deliberare in merito all’articolazione del tempo scuola su 5 o 6 giorni, con divieto di scegliere modalità che inducano le famiglie a non scegliere determinati modelli orari.
Infine è opportuno che sia stato ribadito che la scelta per l’insegnamento della religione cattolica va fatta al momento dell’iscrizione a ciascun ciclo di studi e non ogni anno, mentre il modulo relativo alla scelta tra le varie attività alternative si può compilare all’inizio dell’anno scolastico.
A.Ge. Provinciale BERGAMO – Via Ghislanzoni, 38 – 24122 Bergamo – Tel 035 222868 – Fax 035 4131091 – ageprovbg@age.it - age.bergamo@tiscali.it - www.agebergamo.it
Iscrizione scuola primaria: occhio all’inganno

Riceviamo e pubblichiamo, in merito all’ iscrizione scuola primaria, un comunicato stampa della Flc Cgil di Bari.
Il Ministero della pubblica istruzione ha emanato, il 30 dicembre 2010, la circolare per le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2011/2012. La FLC CGIL di Bari ritiene utile diffondere tra i genitori che iscrivono i propri figli alla prima classe alcune informazioni.
Tutte le famiglie devono sapere che:
- Anche quest’anno ci saranno ben 4 i modelli di orario settimanale: 24, 27, 30, 40 ore. Purtroppo,però, dietro questa varietà si nasconde, in realtà, un inganno perché le scuole obbligheranno i genitori a indicare tutti i modelli orari, sia pure con l’ordine di preferenza che riterranno opportuno, ma le scuole potranno garantire solo il modello a 27 ore (!?!?);
- visti i famigerati tagli agli organici imposti dalla Gelmini, per il prossimo anno scolastico il tempo scuola di 30 ore settimanali non sarà attuabile: infatti gli organici degli insegnanti saranno calcolati per coprire il modello delle 27 ore di lezione e non più di 30 (se non per le quarte e quinte classi); il che non è affatto una bazzecola: un bambino che avrà frequentato 5 anni di scuola primaria per 27 ore settimanali piuttosto che per 30 si ritroverà con ben 18 settimane di tempo scuola in meno, più di mezzo anno rubato ai suoi ritmi di apprendimento!
- ancora più grave il confronto con il modello a 40 ore: in questo caso un bambino che frequenta per 27 ore settimanali, rispetto a un bambino che svolge settimanalmente 40 ore di lezione, perde un periodo di formazione pari a 13 ore settimanali che, per 33 settimane annue, equivale a 369 ore in un anno ovvero 1.845 ore nel quinquennio (complessivamente un anno e mezzo di scuola rubato ai suoi ritmi di apprendimento nel quinquennio!!);
- nel frattempo, il numero di alunni nelle classi della scuola primaria è stato aumentato fino al punto da portare la Puglia e Bari ai primi posti in Italia di questa triste classifica;
- a conferma di quanto detto sopra, non per caso, in provincia di Bari, nella sola scuola primaria, in due anni sono stati cancellati posti d’insegnamento per ben 1.000 unità!
Con meno insegnanti,con classi più numerose, con meno tempo scuola sarà sempre più difficile portare avanti una didattica di qualità. Quali soluzioni potrebbero risultare determinanti per salvaguardare un’adeguata qualità dell’apprendimento?
LA FLC CGIL BARI CHIEDE ALLE FAMIGLIE DI:
- esprimere con chiarezza e senza esitazioni solo ed esclusivamente la scelte dei modelli orari basati sulle 40 e sulle 30 ore rifiutandosi categoricamente di indicare altre preferenze;
- attivarsi sin da ora con gli Enti locali (Sindaci e giunte comunali) affinché garantiscano il necessario sostegno ai bisogni espressi dalle Scuole soprattutto per l’attivazione del tempo pieno; anche la FLC CGIL di Bari, farà la sua parte invitando le proprie strutture comunali a richiedere tavoli comunali di concertazione;
- invitare anche i Dirigenti Scolastici a persistere in tali richieste al Sindaco, come indicato, il 14 gennaio u.s., proprio dal Dirigente dell’ambito territoriale di Bari dott. Giovanni Lacoppola.
Ai genitori con figli in condizione di disabilità si ricorda, infine, che, sul diritto all’istruzione del disabile, si è pronunciata, con la sentenza n. 80 del febbraio 2010, la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale la legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissava un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno. A questi genitori continueremo ad offrire il nostro supporto legale.
Bari, 17 gennaio 2011 Per la Segreteria FLC – CGIL Bari
Claudio Menga
PRIMA DELL’ISCRIZIONE ALLA PRIMARIA: OCCHIO ALL’INGANNO
Il Ministero della pubblica istruzione ha emanato, il 30 dicembre 2010, la circolare per le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2011/2012. La FLC CGIL di Bari ritiene utile diffondere tra i genitori che iscrivono i propri figli alla prima classe alcune informazioni.
TUTTE LE FAMIGLIE DEVONO SAPERE CHE
-
Anche quest’anno ci saranno ben 4 i modelli di orario settimanale: 24, 27, 30, 40 ore. Purtroppo,però, dietro questa varietà si nasconde, in realtà, un inganno perché le scuole obbligheranno i genitori a indicare tutti i modelli orari, sia pure con l’ordine di preferenza che riterranno opportuno, ma le scuole potranno garantire solo il modello a 27 ore (!?!?);
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visti i famigerati tagli agli organici imposti dalla Gelmini, per il prossimo anno scolastico il tempo scuola di 30 ore settimanali non sarà attuabile: infatti gli organici degli insegnanti saranno calcolati per coprire il modello delle 27 ore di lezione e non più di 30 (se non per le quarte e quinte classi); il che non è affatto una bazzecola: un bambino che avrà frequentato 5 anni di scuola primaria per 27 ore settimanali piuttosto che per 30 si ritroverà con ben 18 settimane di tempo scuola in meno, più di mezzo anno rubato ai suoi ritmi di apprendimento!
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ancora più grave il confronto con il modello a 40 ore: in questo caso un bambino che frequenta per 27 ore settimanali, rispetto a un bambino che svolge settimanalmente 40 ore di lezione, perde un periodo di formazione pari a 13 ore settimanali che, per 33 settimane annue, equivale a 369 ore in un anno ovvero 1.845 ore nel quinquennio (complessivamente un anno e mezzo di scuola rubato ai suoi ritmi di apprendimento nel quinquennio!!);
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nel frattempo, il numero di alunni nelle classi della scuola primaria è stato aumentato fino al punto da portare la Puglia e Bari ai primi posti in Italia di questa triste classifica;
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a conferma di quanto detto sopra, non per caso, in provincia di Bari, nella sola scuola primaria, in due anni sono stati cancellati posti d’insegnamento per ben 1.000 unità!
Con meno insegnanti,con classi più numerose, con meno tempo scuola sarà sempre più difficile portare avanti una didattica di qualità. Quali soluzioni potrebbero risultare determinanti per salvaguardare un’adeguata qualità dell’apprendimento?
LA FLC CGIL BARI CHIEDE ALLE FAMIGLIE DI:
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esprimere con chiarezza e senza esitazioni solo ed esclusivamente la scelte dei modelli orari basati sulle 40 e sulle 30 ore rifiutandosi categoricamente di indicare altre preferenze;
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attivarsi sin da ora con gli Enti locali (Sindaci e giunte comunali) affinché garantiscano il necessario sostegno ai bisogni espressi dalle Scuole soprattutto per l’attivazione del tempo pieno; anche la FLC CGIL di Bari, farà la sua parte invitando le proprie strutture comunali a richiedere tavoli comunali di concertazione;
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invitare anche i Dirigenti Scolastici a persistere in tali richieste al Sindaco, come indicato, il 14 gennaio u.s., proprio dal Dirigente dell’ambito territoriale di Bari dott. Giovanni Lacoppola.
Ai genitori con figli in condizione di disabilità si ricorda, infine, che, sul diritto all’istruzione del disabile, si è pronunciata, con la sentenza n. 80 del febbraio 2010, la Corte Costituzionale, dichiarando incostituzionale la legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissava un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno. A questi genitori continueremo ad offrire il nostro supporto legale.
Bari, 17 gennaio 2011 Per la Segreteria FLC – CGIL Bari
Claudio Menga
Tar del Lazio sulle iscrizioni scuole secondarie

IL TAR DEL LAZIO SOSPENDE L’EFFICACIA DELLE CIRCOLARI DELLA GELMINI SULLE ISCRIZIONI NELLE SCUOLE SECONDARIE, SUGLI ORGANICI DI OGNI ORDINE E GRADO E SULLA MOBILITA’.
di Comitato bolognese Scuola e Costituzione
I provvedimenti del Governo sulla scuola non solo distruggono la scuola pubblica con un taglio di 8 miliardi di euro, di 87.000 posti di insegnamento e di 45.000 posti di personale non insegnante, ma sono illegittimi.
Il TAR del LAZIO, con ordinanza n. 1023 del 25-6-10, ha accolto la richiesta dei legali dei ricorrenti, Maria Virgilio e Corrado Mauceri e ha disposto la sospensione dei provvedimenti impugnati ed ha ordinato al Ministro di depositare nel termine di quindici giorni una ” documentata relazione che riferendo sui fatti di causa, controdeduca puntualmente sui motivi dedotti con il ricorso”.
Il TAR ha rinviato al 19 luglio la prossima udienza per decidere se confermare o meno la sospensione dei provvedimenti impugnati.
La sospensione comporta che fino a quella data tutte le operazioni sull’organico e i relativi trasferimenti del personale perdente posto e quelle sulle iscrizioni sono congelate. La serie di illegittimità compiute dal Ministro, che – usando circolari come fossero leggi – ha forzato tempi e procedure della riforma al solo scopo di incassare i tagli di spesa , ha messo nel caos le scuole e mette a rischio l’inizio regolare del prossimo anno scolastico.
L’arroganza del Ministro è giunta fino al punto da non partecipare all’udienza davanti al TAR del 24 giugno, neppure presentando memoria scritta.Il ricorso è stato presentato da 755 docenti, genitori, personale Ata, studenti, unitamente al Comitato Nazionale per la scuola della Repubblica, al Comitato Bolognese Scuola e Costituzione e al Crides di Roma, ed è stato organizzato dai Coordinamenti scuole superiori di Roma, Bologna, Firenze, Pisa, Padova, Vicenza, Parma, Modena, Ferrara, Milano nonché dal Tavolo regionale della Toscana per la difesa della scuola statale.Il danno derivante dalla operazione governativa è gravissimo. I genitori hanno dovuto procedere all’iscrizione dei figli alle prime classi dei nuovi indirizzi per l’a.s. 2010/11:
1. senza conoscere i programmi di studio
2. sulla base del piano dell’offerta formativa dello scorso anno che gli Istituti non sono stati in grado di aggiornare, in mancanza dei programmi e dei regolamenti definitivi;
3. gli iscritti alle prime classi dei professionali non hanno alcuna garanzia che gli istituti statali siano in grado di offrire la qualifica professionale triennale finora prevista, visto che la competenza al riguardo è soggetta alle decisioni delle singole Regioni.
I genitori e gli studenti già iscritti agli istituti tecnici e professionali e che frequenteranno le prossime classi seconde terze e quarte si troveranno a loro insaputa dal prossimo settembre l’orario ridotto da 2 a 4 ore. Essi sono stati iscritti d’ufficio alla classe successiva senza essere informati del cambiamento e senza conoscere le materie soggette alla riduzione d’orario.
I Collegi dei docenti sono stati impossibilitati a definire un nuovo piano dell’offerta formativa:
1. i nuovi indirizzi di studio sono stati imposti tramite pubblicazione sul sito del Ministero nel mese di marzo. In tal modo è stato impedito agli Istituti di avanzare le loro motivate proposte di modifica delle confluenze fra gli indirizzi del vecchio e del nuovo ordinamento, come pure previsto dall’art.13 c.5 del regolamento di revisione dei Licei;
2. i Collegi non sono stati in grado di definire il loro nuovo piano dell’offerta formativa da presentare ai genitori all’atto dell’iscrizione;
3. è stato imposto ai Collegi l’adozione dei libri di testo entro il 31 maggio per le nuove classi prime senza che fossero definiti i nuovi programmi (Indicazioni per i Licei, Linee guida per i Tecnici e Professionali), che sono stati modificati più volte e sono ancora in via di pubblicazione definitiva. Molti collegi hanno rifiutato di deliberare al riguardo, altri hanno adottato testi improvvisati e definiti in base alle prime bozze dei programmi, che sono state poi profondamente modificate anche in seguito al parere del CNPI e delle Associazioni professionali.
E’ incerto a quali insegnanti verrà affidato l’insegnamento delle discipline introdotte dai nuovi ordinamenti e non previste dai precedenti.
Sono in enorme ritardo le operazioni di definizione dell’organico e quindi quelle di mobilità; in questo momento sono in fase di definizione quelle della sola scuola primaria.
I docenti si troveranno trasferiti d’ufficio sulla base di un organico basato per il prossimo anno su classi di concorso “atipiche” ovvero di classi prodotte da una commistione fra le vecchie classi e quelle previste dal regolamento di revisione, previsto dal comma 3 dell’art. 64 della Legge 133/08, che risulta approvato dal CDM il 12/06/09, ma è rimasto congelato nel suo iter.
In tal modo alcune graduatorie verranno penalizzate dall’unificazione con altre.
I testi dell’ordinanza, dei motivi aggiunti, del ricorso e la memoria depositata sono disponibili all’indirizzo www.scuolaecostituzione.it

