Iscrizioni scuola primaria
Le iscrizioni costituiscono un passaggio estremamente importante per la scuola e per i diritti delle bambine e dei bambini ad una buona scuola; su di esse si fonda, fra l’altro, la determinazione degli organici assegnati alle scuole.
Per questo abbiamo pubblicato, venerdì scorso, un fascicolo con schede di lettura, approfondimenti, indicazioni della circolare n. 4/10.
E’ bene ricordare che l’anno scorso fu proprio in occasione delle iscrizioni che il disegno del Ministro Gelmini, all’epoca impegnatissima a propugnare il modello a 24 ore settimanali con “maestro unico”, ricevette una sonora bocciatura da parte dei genitori.
E’ stato grazie alle scuole se, in omaggio ad un senso di responsabilità perfino esagerato, si è cercato in ogni modo di rispondere alle esigenze dei genitori in termini di orario. Ciò in molti casi ha comportato la rinuncia alla compresenza, l’adozione di orari spezzati per i docenti, l’intervento in una singola classe di una girandola di insegnanti ed altre soluzioni acrobatiche. La qualità dell’offerta formativa ne è uscita un po’ sacrificata.
Il Ministro e il Presidente del Consiglio, i quali in diverse occasioni avevano assicurato che le scelte dei genitori sarebbero state soddisfatte, devono ancora degnarsi di spiegare una sola volta perché, a fronte di una percentuale inferiore al 3% del totale dei genitori che avevano scelto le 24 ore, equivalenti a meno di un 1% di classi, non sono stati modificati di una virgola i criteri di determinazione degli organici.
La circolare n. 4/10 per l’a.s. 2010/11 indica per la scuola primaria che “all’atto dell’iscrizione i genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario”.
L’allegato scheda B “Domanda di iscrizione alla scuola primaria” prevede però che il genitore “indica in ordine di preferenza (da 1 -prima scelta- a 4)” il modello orario.
E i modelli orari previsti dalla scheda sono 4: 24, 27, fino a 30 ore, 40 ore per il tempo pieno.
Si costruisce così la premessa di una vera mistificazione: in tal modo qualsiasi sia il modello orario che sarà effettivamente erogato dalla scuola, apparirà come “opzione del genitore”!
Un principio di responsabilità comporterebbe invece un’attenzione a rendere conto di eventuali, probabili, iati tra le richieste dei genitori e le risposte dell’amministrazione.
Noi vogliamo perseguire l’obiettivo di difendere ed attualizzare gli elementi che hanno costruito la qualità della nostra scuola primaria. Peraltro, ci fa piacere constatare che non siamo i soli ad essere consapevoli della centralità del ruolo e della mission della scuola primaria, visto che anche Italia Futura, la fondazione presieduta da Luca di Montezemolo, se n’è recentemente occupata riconoscendone, in qualche modo, l’importanza.
Per questo diventa ora rilevante ciò che le scuole faranno.
Fortunatamente, la circolare stessa chiarisce che i modelli allegati alla circolare sono proposti a scopo orientativo come tracce da contestualizzare.
Come per il modulo relativo alle scelte degli alunni che non si avvalgono dell’Insegnamento della Religione Cattolica, di cui ci siamo occupati ieri, sottolineiamo che le scuole possono attivarsi per elaborare un POF che individui modelli attenti alla qualità; che tendano ad attestarsi sulle 40 ore settimanali (con due insegnanti per classe) e sulle 30 ore (prevedendo un limite al numero massimo di insegnanti che operano in ciascuna classe); che evitino forme di prevalenza, suscettibili di tradursi in disparità tra classi di uno stesso istituto e in forme surrettizie di gerarchizzazione tra docenti e discipline; che prevedano un utilizzo pedagogicamente fondato della compresenza.
Il POF, attento alla qualità, dovrà trovare corrispondenza e rappresentazione nel modello di domanda di iscrizione che le scuole a quel punto elaboreranno in piena e legittima autonomia.
E’ opportuno che i modelli orari ed organizzativi programmati dalle scuole autonome siano illustrati in assemblee rivolte ai genitori, prima di acquisire le iscrizioni, in modo tale che le scelte espresse siano l’esito di una informazione corretta e puntuale.
Via: www.flcgil.it
Iscrizioni a.s. 2010-2011: scadenza al 27 febbraio 2010
Questo blog si occupa di scuola con temi sul provveditorato e docenti scuola.
Iscrizioni a.s. 2010-2011: scadenza al 27 febbraio 2010
Con una nota, il Miur ufficializza il preannunciato rinvio delle iscrizioni che dovrebbe superare le innumerevoli criticità derivanti dalla forzatura, tutta ideologica, di voler attuare una riorganizzazione della scuola secondaria superiore ancora lontana dall’essere chiara e definita
Anche quest’anno, come l’anno scorso, il ministro dell’istruzione ha deciso lo slittamento di un mese delle iscrizioni per l’a.s. 2010-2011 al 27 febbraio 2010. La nota del Miur, emanata il 26 ottobre scorso, motiva lo spostamento con la necessità di “una conoscenza approfondita delle nuove opportunità educative e formative” che deriverebbero dalla definizione (in corso) dei Regolamenti per la scuola secondaria superiore.
Il Ministro ha deciso di aggirare l’ostacolo del confronto con le Regioni, approfittando dello stallo istituzionale (creato ad arte dal Governo e faticosamente superato, dopo mesi, nell’incontro del 23 ottobre scorso), per inviare direttamente alle Commissioni parlamentari i testi dei Regolamenti per il loro necessario parere.
Sui Regolamenti, va ricordato, che si è già espresso il CNPI con un giudizio fortemente critico soprattutto su quelli relativi alla revisione degli istituti professionali e dei licei.
La nota informa che il Miur, insieme all’Ansas (Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica), sta predisponendo azioni utili per accompagnare i processi in atto. Pertanto, i prossimi mesi di gennaio e febbraio saranno dedicati ad attività di informazione ed orientamento per le famiglie e gli studenti, per una migliore scelta del percorso di scuola secondaria superiore. Nell’illustrazione delle novità previste dai Regolamenti si sottolinea, inoltre, che un ruolo specifico potrà essere svolto dalle associazioni professionali, familiari e studentesche.
La FLC Cgil ribadisce il proprio giudizio negativo sulla forzatura, tutta ideologica, di attuazione a tutti i costi di una riorganizzazione tutt’altro che chiara e definita di un segmento di scuola complesso e nel contempo molto delicato per il futuro formativo ma anche di vita degli studenti.
Il rinvio di un mese delle iscrizioni non è assolutamente sufficiente per superare le criticità di un progetto che non c’è (se si esclude l’obiettivo del taglio ) di revisione dell’attuale struttura della scuola secondaria superiore; né il tempo comunque ristretto e la conseguente fretta consentono agli studenti ed alle famiglie quella ponderatezza necessaria per una scelta così rilevante.
Come già avvenuto lo scorso anno, il rinvio rischia solo di aggiungere altra confusione alla situazione di caos ed abbandono in cui versa tutta la scuola pubblica del nostro paese.
La complessità e la delicatezza delle tematiche, legate ad una seria revisione e modifica dell’assetto ordinamentale della scuola secondaria superiore, senz’altro necessari, richiederebbero ben altre attenzioni e confronti approfonditi con tutti i soggetti interessati ad un serio ed efficace cambiamento.
Viceversa la fretta con cui il Ministro sta procedendo esclude la possibilità del confronto e dell’ascolto della stessa scuola su cui i suoi provvedimenti calano dall’alto, imposti da una esigenza tutta economica finanziaria.
Ma, come ben sa chi conosce la scuola, non c’è niente di peggio e di meno efficace per la qualificazione del nostro sistema di istruzione che l’imposizione.
Essendo la scuola il luogo per eccellenza del dialogo e della relazione, è necessario che queste siano le modalità con cui realizzare anche i cambiamenti.
Ma il Governo appare interessato ad altro e con furore ideologico verso tutto ciò che è “pubblico” è intenzionato solo a fare cassa, tagliando risorse economiche e professionali al nostro sistema pubblico di istruzione.
Via: www.flcgil.it

