Scuola: il Ministro Profumo premia gli istituti professionali più meritevoli

Il ministro Profumo ha consegnato i cosiddetti Oscar della scuola, atti a premiare i primi 30 classificati di una gara speciale tra gli alunni degli istituti tecnici e professionali. La classifica è stata stilata dopo una Gara nazionale di capacità professionale a cui hanno preso parte gli alunni che si sono diplomati nell’anno scolastico 2009/2010 e quelli che hanno frequentato il IV superiore nell’anno scolastico 2010/2011. Durante la consegna di suddetti Oscar, il ministro Profumo ha ribadito una sua ferma convinzione: si deve necessariamente rafforzare l’istruzione e la formazione tecnica, anche perché le percentuali italiane sono molto più basse rispetto a quelle degli altri Paesi europei. Il nostro Paese ha bisogno di personale tecnico capace e competente e per questo è necessario formare quante più persone possibili per sopperire a questa mancanza. Le scuole vincitrici si sono distinte per il loro modo di insegnare e formare quanti decidono di intraprendere un percorso tecnico o professionale.
Istruzione e formazione professionale: le Marche ritirino la delibera e il decreto regionale
Quale futuro si riserva agli istituti professionali nelle Marche alla luce del riordino della scuola secondaria superiore definita dal Governo e della recente delibera della Giunta Regionale Marche e del connesso Decreto Dirigenziale per l’avvio dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale? Un futuro di incertezze e di difficoltà.
Infatti, a differenza delle altre Regioni, esclusa la Lombardia, le Marche hanno deciso di attivare i percorsi per il rilascio delle nuove qualifiche triennali. Ma per la fretta di decidere entro il 30 giugno non ha garantito né un passaggio al Tavolo interistituzionale per la scuola né in Consiglio Regionale: una scelta di tale portata avrebbe meritato una riflessione maggiore e la condivisione di tutti i soggetti interessati: famiglie, scuole, Enti locali, Organizzazioni Sindacali.
La CGIL Marche e la FLC esprimono la propria contrarietà a tali scelte e auspicano il ritiro di tali atti e una loro profonda cambiamento basato su:
•Un aumento considerevole delle risorse stanziate e una loro diversa assegnazione;
•Il riconoscimento di un ruolo e un peso maggiore agli istituti professionali rispetto alle altre agenzie formative, valorizzando il patrimonio di competenze ed esperienze nel segmento dell’obbligo scolastico. La Regione ha fatto la scelta opposta, non trattando le scuole statali neanche alla stessa stregua delle agenzie private. Infatti, l’art. 4 del Decreto dirigenziale del 21.7.2010 stabilisce che le scuole statali, benché regolarmente accreditate, possano presentare domanda di finanziamento per i percorsi triennali solo ed esclusivamente in associazione con una o più strutture formative; dunque, vincoli per le scuole statali e vantaggi per le agenzie formative, che aprono il varco a vantaggio dei privati in segmenti finora in capo al sistema della scuola statale.
Questa costituisce una scelta sbagliata e preoccupante che deve assolutamente essere rivista.
•Manca un progetto complessivo di sistema di istruzione e formazione professionale regionale di qualità e la saldatura a un quadro istituzionale certo e definito, così come risulta incerta la composizione numerica delle classi.
In definitiva, non si comprende in alcun modo la fretta della Regione nell’appropriarsi delle proprie competenze, in assenza di un quadro chiaro e definito e soprattutto in assenza di adeguate risorse finanziarie, peraltro fortemente ridimensionate dalla manovra governativa.
Per queste ragioni la CGIL Marche e la FLC CGIL Marche chiedono che la Regione Marche ripensi le proprie decisioni e in particolare ritiri il Decreto del Dirigente della PF n.184/IDS_06 del 21.7.2010
Ancona, 2 agosto 2010
La CGIL Marche e la FLC CGIL Marche
Riduzioni orarie negli istituti tecnici e professionali: il provvedimento del Ministero
Il Miur ha pubblicato il giorno 1 giugno 2010, con la nota di accompagnamento prot. 1892, i due Decreti Interministeriali relativi alle riduzioni orarie delle classi consequenziali degli istituti tecnici (seconde, terze e quarte) e degli istituti professionali (seconde e terze), malgrado i regolamenti non siano ancora stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale.
I testi forniti sostituiscono gli schemi di decreto già resi noti il 10 Maggio scorso e confermano la portata distruttiva su questi due importanti segmenti della scuola italiana: una riduzione indiscriminata del tempo scuola che lede il patto formativo e rende difficile il raggiungimento degli obiettivi previsti dagli attuali ordinamenti.
Per quanto ci riguarda, ribadiamo il nostro impegno nella tutela del personale, attivando tutte le azioni, comprese quelle legali, per evitare lo scempio che si prefigura.
Nella nota di accompagnamento si forniscono alcune indicazioni operative sulle questioni più controverse.
Si chiarisce che la definizione delle riduzioni, nel caso di classi di concorso che prevedano più insegnamenti, è demandata al Dirigente scolastico, sentito il Collegio Docenti.
Per quanto riguarda le maxi-sperimentazioni la riduzione sarà operata dai Direttori Regionali, d’intesa con i Dirigenti scolastici interessati, tenendo a riferimento le riduzioni operate dal Decreto interministeriale per il corrispondente o similare indirizzo di ordinamento.
Viene anche chiarito che gli indirizzi liceali non subiscono alcuna riduzione anche se presenti nell’istruzione tecnica (è il caso per esempio dell’indirizzo Scientifico Tecnologico).
Via: Cgil
Istituti tecnici e professionali: riduzione dell’orario delle lezioni nelle classi successive alla prima
Istituti tecnici e professionali: riduzione dell’orario delle lezioni
Il MIUR ha emanato la nota prot. n. 1892 del 1 giugno 2010 con la quale sono ufficializzati, relativamente agli istituti tecnici e agli istituti professionali, i Decreti Interministeriali di riduzione dell’orario delle lezioni nelle classi successive alla prima.
Con i detti decreti interministeriali sono state individuate, per singolo indirizzo, le classi di concorso e le quantità orarie da ridurre, che il sistema informativo provvederà ad eliminare nella formulazione delle cattedre. Qualora la classe di concorso comprenda più insegnamenti, sarà cura invece del dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, procedere alla individuazione delle ore degli insegnamenti da ridurre.
Poiché per le classi maxisperimentali non esiste al sistema un quadro orario prestabilito e non è, pertanto, possibile operare le riduzioni a livello centrale, sarà cura degli Uffici scolastici provinciali, d’intesa con il dirigente scolastico, procedere alla riduzione delle ore tenendo a riferimento le riduzioni operate dal Decreto interministeriale per la corrispondente o similare indirizzo di ordinamento.
Analoga procedura dovrà essere seguita nei casi in cui risultino mancanti taluni indirizzi perché riferiti a singole istituzioni scolastiche.
Il MIUR ha emanato la nota prot. n. 1892 del 1 giugno 2010 con la quale sono ufficializzati, relativamente agli istituti tecnici e agli istituti professionali, i Decreti Interministeriali di riduzione dell’orario delle lezioni nelle classi successive alla prima.
Con i detti decreti interministeriali sono state individuate, per singolo indirizzo, le classi di concorso e le quantità orarie da ridurre, che il sistema informativo provvederà ad eliminare nella formulazione delle cattedre. Qualora la classe di concorso comprenda più insegnamenti, sarà cura invece del dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti, procedere alla individuazione delle ore degli insegnamenti da ridurre.
Poiché per le classi maxisperimentali non esiste al sistema un quadro orario prestabilito e non è, pertanto, possibile operare le riduzioni a livello centrale, sarà cura degli Uffici scolastici provinciali, d’intesa con il dirigente scolastico, procedere alla riduzione delle ore tenendo a riferimento le riduzioni operate dal Decreto interministeriale per la corrispondente o similare indirizzo di ordinamento.
Analoga procedura dovrà essere seguita nei casi in cui risultino mancanti taluni indirizzi perché riferiti a singole istituzioni scolastiche.
Via: Gilda degli insegnanti

