Liceo delle scienze umane (analisi e proposte)

August 22, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: riforma dei licei 

 

Alla cortese attenzione della redazione di “Scuola Magazine”

Apprezzando la vostra importante funzione nel campo della “informazione” su tematiche scolastiche, abbiamo deciso di inviarvi un documento relativo al nuovo liceo delle scienze umane composto da un ampio gruppo di docenti di scienze umane e sociali. Sperando possa essere pubblicato nel vostro portale o possa fornirvi alcuni spunti per un vostro prossimo articolo, vi salutiamo cordialmente.

Gruppo Docenti A036 – www.liceoscienzeumane.blogspot.com

Liceo delle scienze umane: analisi e proposte

In qualità di “tecnici” della formazione abbiamo esaminato in questi mesi le proposte di riforma avanzate dal ministro Gelmini. Siamo convinti che si tratti di un’imortante occasione di cambiamento; quindi ci è parso doveroso contribuire attivamente per una sua migliore riuscita. Dalla nostra analisi del nuovo liceo delle scienze umane sono emerse infatti alcune criticità che potrebbero essere facilmente corrette per garantire un miglior percorso formativo alle future generazioni nonché un più efficace utilizzo del denaro pubblico.

Le sperimentazioni negli istituti ex magistrali

La riforma cancellerà dal 2010 tutte le sperimentazioni attualmente presenti negli ex istituti magistrali.
Pur nella loro varietà esse sono riconducibili a tre grandi gruppi:

l’ indirizzo socio-psico-pedagogico, che rappresenta ancor oggi il percorso più ricco e completo tra quelli emersi nel campo degli ex-magistrali in quanto prevede lo studio di tutte le maggiori scienze umane (psicologia, sociologia, pedagogia, diritto ed economia), sia nella loro struttura teorica sia nella loro applicazione pratica di ricerca;
l’indirizzo sociale (la cui versione più diffusa è il liceo delle scienze sociali), che ha abbandonato latino e pedagogia per concentrarsi maggiormente su sociologia, antropologia e psicologia sociale;
l’ indirizzo psico-pedagogico (rappresentato dal liceo delle scienze umane e dal liceo della formazione), che si è concentrato sull’ambito complementare delle discipline psicologiche, integrate in alcuni casi con la pedagogia.

Il liceo delle scienze umane della riforma Gelmini

La riforma prevede la sostituzione di tutte le sperimentazioni esistenti negli ex istituti magistrali con due soli indirizzi:

un nuovo liceo delle scienze umane, che ripropone la struttura e i programmi della riforma Moratti (decreto 226/05), eliminando però le materie di indirizzo presenti nel biennio e concentrando l’insegnamento delle scienze umane sulla storia della pedagogia;
un’opzione economico-sociale, che nella sua struttura ricorda molto l’attuale liceo delle scienze sociali, poiché elimina l’insegnamento del latino per mantenere invece quello di diritto ed economia e sostituisce le “scienze umane” con le “scienze sociali”, presenti in tutti e cinque gli anni.
Mentre le sperimentazioni che hanno potenziato le discipline sociali (come il liceo delle scienze sociali) vengono comunque conservate attraverso l’opzione economico-sociale, quelle che hanno sviluppato invece con successo l’area psicologica (come il vecchio liceo delle scienze umane o il liceo della formazione) e quelle che garantivano una formazione più completa e ad ampio spettro (come il liceo socio-psico-pedagogico) vengono sostanzialmente cancellate.

Dovrebbero infatti confluire nel nuovo liceo delle scienze umane nel quale però: 1) sono state completamente eliminate le ore di introduzione alle discipline di indirizzo prima presenti nel biennio, 2) le scienze umane sono ridotte a sole 12 ore nell’intero quinquennio e 3) viene a mancare qualsiasi trattazione sistematica della psicologia o della sociologia.

Gli elementi critici del liceo delle scienze umane e le nostre proposte

L’opzione tradizionale del nuovo liceo delle scienze umane è senza dubbio quella che suscita maggiori perplessità dal punto di vista didattico. I nodi critici sono prevalentemente tre.

In primo luogo l’assenza, nel biennio, della disciplina caratterizzante; in questo modo si compromette l’identità dell’indirizzo, privandolo della sua specificità (sarebbe come eliminare latino e greco dal liceo classico o matematica e fisica dallo scientifico). Più che un liceo delle “scienze umane” rischia di diventare un generico corso di “discipline umanistiche” (latino, italiano, lingue straniere, storia dell’arte, etc.), cioè qualcosa di completamente diverso da tutte le sperimentazioni che dovrebbe sostituire.
Problematica è anche la riduzione delle scienze umane alla mera storia della pedagogia, in quanto essa rappresenta solo un aspetto marginale di tali discipline. Considerando il fatto che gran parte dei ragazzi si iscriveva al socio-psico-pedagogico e al vecchio liceo delle scienze umane animata da un forte interesse per la psicologia o la sociologia, ci chiediamo quanti iscritti possa riuscire ad attrarre un liceo incentrato prevalentemente sulla storia della pedagogia.
La mancanza di una trattazione sistematica di psicologia e sociologia, inoltre, priva lo studente di strumenti indispensabili per affrontare con competenza e serenità la complessità del mondo attuale, le relazioni sociali ed i legami affettivi. Dunque non consente proprio quella formazione umana interiore che tale liceo dovrebbe per eccellenza promuovere.
Per tutelare il valore dei nostri istituti ci sembra essenziale, quindi, avanzare alcune proposte.

Chiediamo di reinserire le discipline di indirizzo anche nel biennio, affrontando nei primi due anni un programma simile a quello previsto dai progetti brocca del socio-pscio-pedagogico (“Elementi di psicologia e sociologia”), già testato con successo da quasi un ventennio; permette infatti di introdurre le scienze umane attraverso temi molto vicini ai vissuti quotidiani degli studenti, stimolando il loro interesse e quindi l’apprendimento.
Chiediamo di assegnare le ore di scienze umane del triennio allo studio sistematico di psicologia e sociologia, dedicando eventualmente il quinto anno ad attività laboratoriali di ricerca attiva, che permettano di esercitare ed applicare le conoscenze apprese trasformandole in solide competenze pratiche (esattamente come avveniva con la disciplina di “Metodologie della ricerca” nel socio-psico-pedagogico).
Proponiamo, infine, di associare l’insegnamento di pedagogia a quello di filosofia. La distinzione delle due discipline ha creato in passato notevoli problemi quando erano assegnate a docenti differenti; risultava difficile, infatti, mantenere la sincronia e la coerenza tra i due programmi, che dovrebbero procedere invece in parallelo poiché vengono esaminati, soprattutto in terza e quarta, gli stessi identici autori. L’accorpamento delle due materie consente di gestire in modo più lineare il programma, affrontando, rispetto ad ogni autore, prima i fondamenti filosofici e poi le teorie pedagogiche. Eventualmente si potrebbe creare un’unica disciplina denominata appunto “filosofia e storia della pedagogia”.

Gli elementi critici dell’opzione economico-sociale e le nostre proposte

L’opzione economico-sociale riprende ampiamente il liceo delle scienze sociali, dunque un curricolo ormai solido e ben sviluppato. Rispetto alle sperimentazioni attuali la disciplina che risulta più penalizzata è senza alcun dubbio quella delle scienze sociali, che perde quasi metà delle ore finora assegnatele. Colpire in questo modo proprio la disciplina caratterizzante toglie sicuramente forza a questo indirizzo e mina la sua efficacia formativa.

Perciò chiediamo di incrementare nell’opzione economico-sociale le ore di scienze sociali, soprattutto al biennio nel momento cioè in cui si formano le abilità di base dello studente.
Ci sembra poi necessario mantenere una stretta correlazione tra filosofia e scienze sociali assegnando entrambe le discipline al medesimo docente, in modo da legare l’insegnamento della filosofia ai temi fondamentali di tale indirizzo piuttosto che a storia.

Osservazioni generali sul monteore del biennio

Dal punto di vista strettamente pedagogico suggeriamo, infine, di elevare nuovamente il monteore settimanale del biennio a 30. La riduzione del tempo scuola rischia di generare effetti negativi in studenti che non hanno ancora acquisito la necessaria autonomia di studio; per questo non ci sembra adeguato ridurre l’orario scolastico a ragazzi di età inferiore ai 16 anni.

Limitare gli esuberi nella classe di concorso A036 per razionalizzare la spesa

Il pesante taglio nelle discipline di indirizzo previsto dalla riforma Gelmini e l’assegnazione dell’insegnamento di filosofia nel liceo delle scienze umane ai soli docenti della A037 comportano una drastica riduzione del personale della classe di concorso A036 (filosofia, psicologia e scienze umane). Dal 40 al 50% di questi docenti perderà il suo posto di lavoro; molti di loro, essendo ormai assunti in ruolo, non potranno essere licenziati.

Le nostre proposte, oltre a migliorare l’efficacia didattica e formativa del liceo delle scienze umane, consentono anche, dal punto di vista del mero calcolo finanziario, di limitare il numero di docenti in esubero nella classe di concorso A036, traducendosi immediatamente in una maggior razionalizzazione della spesa pubblica.

Sintesi delle richieste per creare un migliore liceo delle scienze umane

reinserire le discipline di indirizzo (le scienze umane) nel biennio
associare l’insegnamento di filosofia a quello di storia della pedagogia (liceo delle scienze umane) o a quello di scienze sociali (opzione economico-sociale), affidandoli al medesimo docente
incrementare, sia nel liceo delle scienze umane tradizionale sia nell’opzione economico-sociale, le ore dedicate alle discipline di indirizzo (scienze umane e sociali)
reintrodurre nei programmi del triennio del liceo delle scienze umane lo studio sistematico di psicologia e sociologia

Gruppo “Docenti A036″ – docentia036@gmail.com  - www.liceoscienzeumane.blogspot.com


Scuola, CdM approva riforma dei licei, si parte dal 2010

 

Da 400 indirizzi sperimentali a 6 licei più autonomia per le scuole e razionalizzazione dei piani di studio

Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.

Con questa riforma si vuole:
fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;
razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;
caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;
riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;
consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.
Il Regolamento recante “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” approvato oggi completa la riforma della scuola secondaria superiore avviata dal ministro Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti tecnici e professionali e partirà dal 2010.

Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà a regime nel 2013.

Le novità della riforma:

Per cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotte in 6 licei.

Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all’istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo:
Liceo artistico, articolato in tre indirizzi:
arti figurative – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;
architettura, design, ambiente – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;
audiovisivo, multimedia, scenografia – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.

Liceo classico. Con la riforma sarà finalmente introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio.

Liceo scientifico. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico tecnologica che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.

Liceo linguistico. Il liceo linguistico prevederà l’insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera.

Liceo musicale e coreutico. E’ una delle novità della riforma. Il liceo musicale sarà articolato nelle due sezioni musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivati in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza.
Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di:
cogliere i valori estetici delle opere musicali;
conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale, analizzandoli mediante l’ascolto, la visione e la decodifica dei testi;
individuare le ragioni e i contesti storici relativi ad opere, autori, personaggi, artisti, movimenti, correnti musicali e allestimenti coreutici;
conoscere ed analizzare gli elementi strutturali del linguaggio musicale e coreutico sotto gli aspetti della composizione, dell’interpretazione, dell’esecuzione e dell’improvvisazione;
conoscere le relazioni tra musica, motricità, emotività e scienze cognitive.
Liceo delle scienze umane. Altra novità della riforma è il liceo delle scienze umane. Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica.
Le scuole potranno attivare l’opzione sezione economico-sociale in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.
Altre novità introdotte:
valorizzazione della lingua latina. Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; come opzione negli altri licei;
incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione liceale degli studenti (gli insegnamenti di fisica e scienze possono essere attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel biennio del liceo classico);
potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.
presenza nel liceo scientifico di una opzione in cui confluisce l’esperienza del liceo tecnologico, che ha rappresentato negli anni trascorsi un significativo filone di innovazione;
presenza delle discipline giuridiche ed economiche sia nel liceo scientifico (opzione tecnologica), sia nel liceo delle scienze sociali (opzione economico-sociale), sia negli altri licei attraverso la quota di autonomia.
insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera, che ci allinea alle migliori esperienze del resto d’Europa.
Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità.
Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera, dell’artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32), perché questi ultimi prevedono materie pratiche ed esercitazioni.
Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.


Nuova organizzazione

La nuova organizzazione dei licei prevede:

Maggiore autonomia scolastica:
Possibilità per le istituzioni scolastiche di usufruire di una quota di flessibilità degli orari del 20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso questa quota, ogni scuola può decidere di diversificare le proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in un apposito elenco.
Possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali anche assumendo esperti qualificati attraverso il proprio bilancio.
Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università
Possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stage o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie).
Nuove articolazioni del collegio dei docenti:
costituzione in ogni scuola di dipartimenti disciplinari, che riuniscono i docenti di uno stesso ambito disciplinare, per sostenere la didattica, la ricerca, la progettazione dei percorsi.
costituzione di un comitato scientifico composto paritariamente da docenti ed esperti del mondo della cultura e del lavoro.
Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico non ledono comunque la sovranità del collegio docenti.


Le novità sui licei

June 5, 2009 by admin · 1 Comment
Filed under: Licei 

Oggi pomeriggio, 4 giugno, avrà luogo l’incontro tra Ministero e OO.SS. su futuri licei. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei regolamenti di istituti tecnici e professionali, ora tocca a quelli dei licei, “rimasti momentaneamente indietro” rispetto ai tempi di approvazione.
Lunedì prossimo è previsto anche un incontro sulle nuove classi di concorso, tema su cui non è mai avvenuto un confronto con il Ministero.
In previsione dell’incontro odierno ci è stato recapitato un nuovo schema relativo a regolamento, piani orari, confluenze, profilo dello studente ecc. L’impianto complessivo non si discosta molto da quanto già detto in merito nelle note precedenti, a cui comunque rimandiamo. Vi sono però alcune significative novità, che elenchiamo qui di seguito.

Orario dei bienni
L’orario dei bienni di tutti i licei (tranne gli artistici e i musicali) viene abbassato a 27 ore settimanali contro le trenta previste fin dall’inizio. Solo il liceo classico compensa nel triennio questa riduzione di orario arrivando a 31 ore settimanali. La riduzione di orario comporta, come minimo, una ulteriore perdita di organico del 2% nel liceo classico e di perdite superiori fino all’8% nelle altre sezioni. La cosa si riflette anche sul carattere non unitario e non simmetrico del sistema aumentando le differenze tra liceo classico e altri licei da una parte e tra licei e istituti tecnici e professionali dall’altra.

Liceo scientifico-tecnologico
Come già anticipato a seguito dell’incontro su tecnici e professionali viene previsto un percorsi liceale di tipo scientifico-tecnologico. Esso si configura non come una sezione o un indirizzo ma come una opzione, da attivarsi senza oneri ulteriori per lo Stato, formulazione tutta da esplorare, che sembra rimandare allo status quo di questa sperimentazione che passerebbe dunque in ordinamento.
Il modello orario prevede rispetto allo scientifico la scomparsa del latino e l’introduzione di discipline tecnico-scientifiche come informatica, chimica e tecnologia nonché il rafforzamento orario di biologia.
E’ una scelta questa, che in qualche modo rimette in pista il liceo scientifico-tecnologico, che la FLC Cgil, unitamente a numerose sperimentazioni scientifico-tecnologiche, aveva sostenuto e caldeggiato e che aveva visto il mese scorso anche un’iniziativa dell’ufficio facente capo all’ex-ministro Berlinguer per un “liceo scientifico scientifico”. Ma non è escluso che alla scelta abbia contribuito anche la scelta di rimettere in qualche modo in pista il liceo tecnologico della Moratti.
Resta ora da vedere l’attuazione del percorso: il testo, come dicevamo, lo riferisce ad una opzione da attivarsi nei licei scientifici, ma sappiamo che i due terzi delle sperimentazioni scientifico-tecnologiche attuali è negli istituti tecnici e un’altra parte cospicua negli ex-magistrali.

Liceo economico-sociale
Una novità assoluta è l’introduzione a fianco del liceo delle scienze umane di una opzione economico-sociale, con le stesse caratteristiche istitutive e con le stesse cautele più sopra evidenziate per il liceo scientifico-tecnologico. Le quali saranno oggetto nell’incontro di oggi delle stesse richieste di chiarimento.
Il modello orario anche qui prevede, al posto di latino, discipline quali diritto e economia e un rafforzamento delle discipline afferenti all’area delle scienze sociali rispetto a quelle afferenti all’area psico-pedagogica.
Anche in questo caso la scelta sembra far tesoro delle critiche che come FLC avevamo rivolto al percorso di scienze sociali, troppo simile a nostro avviso al profilo pedagogico del vecchio istituto magistrale. Naturalmente fa tesoro anche della mobilitazione che le sperimentazioni dei licei scienze sociali avevano messo in campo. Ma anche in questo caso, almeno nella denominazione che al sociale associa l’economico (alla francese!), non è eslcuso che si possa ritrovare una traccia del liceo economico della Moratti.

Liceo classico
Scompare dalla caratterizzazione del liceo classico la formulazione che solo per questo e non per gli altri licei e istituti faceva riferimento alla spendibilità del diploma in tutte le facoltà universitarie. Si tratta anche in questo caso di una richiesta più volte avanzata dalla FLC, che leggeva in quella formulazione il rischio di un ritorno a prima della liberalizzazione degli accessi universitari e, soprattutto, della parificazione dei titoli superiori del 1970.

Liceo musicale-coreutico
E’ prevista l’attivazione in prima battute di 40 sezioni di liceo musicale e di 10 di liceo coreutico. Eventuali altre sezioni potranno essere attivate di concerto col Ministero dell’economia e delle finanze. Ma l’attivazione è subordinata alla esistenza di risorse assicurate attraverso convenzioni con i conservatori e con l’Accademia di danza (o altre istituzioni accreditate), l’esistenza di risorse finanziarie o umane, ivi compresi docenti di educazione musicale con specializzazione nella classe A077 nei limiti delle dotazioni organiche regionale.
Siamo di fronte a una serie di vincoli poco chiari ma sicuramente ristretti, sia sul fronte dei numeri (40 + 10), che dell’autonomia delle nuove istituzioni, le quali, come si può desumere dal testo, sono ancora molto vincolate a conservatori e accademie.

La flessibilità
La flessibilità didattica, concepita, come abbiamo già più volte segnalato, come flessibilità curricolare, originariamente limitata per i licei (a differenza di tecnici e professionali) al 20% comprensivo delle competenze regionali, viene alzata al 30% nelle terze e nelle quarte, per poi tornare al 20% nelle quinte.
Il percorso quindi si configura anche in questo caso come un 2 + 2 + 1 , con rispettivamente 20%, 30%, 20% di flessibilità.

L’organizzazione didattica e la gestione
Anche per licei come per gli istituti tecnici e professionali si prevede l’organizzazione della didattica per dipartimenti disciplinari che fanno capo a un comitato scientifico ( la parola tecnico qui è scomparsa, quasi non si addicesse ai licei!!!!). Quest’ultimo si configura come paritetico tra soggetti interni e soggetti esterni, questi ultimi individuati in esperti del mondo del lavoro, delle professioni, della ricerca scientifica e tecnologica, dell’università e dell’AFAM con funzioni “consultive e di proposta” in merito agli spazi di “autonomia e flessibilità”.
In merito la FLC Cgil mantiene ed estende tutte le critiche del caso già espresse per gli istituti tecnici e professionali.

Unitarietà e simmetricità del sistema
Bisognerebbe dire disunitarietà e asimmetricità. Infatti i nuovi licei, come avevamo già denunciato in precedenza, avevano fin dalla prima stesura e conservano tuttora nell’articolazione disciplinare e oraria forti elementi di scoordinamento tra loro e con i percorsi tecnici e professionali . Anzi lo scoordinamento con l’introduzione delle nuove opzioni è persino aumentato, a partire dal fatto che a questo punto i percorsi liceali sono di fatto 12 contro i 6 ufficializzati (2 licei monopercorso, 4 opzioni tra scientifico e scienze umane, 2 sezioni nel musicale-coreutico, 3 indirizzi di cui uno di fatto diviso in 2 opzioni nell’artistico).
In questi 12 licei non si trovano aree comuni per discipline ed orario, tanto meno nel biennio iniziale.
Se rispetto ai primi piani orari scompaiono alcune asimmetrie disciplinari dovute a discipline calderone uniche (storia e filosofia, matematica e fisica in alcune sezioni) ne compaiono però di nuove (storia e geografia materia unica con voto unico ma non ovunque), mentre persiste un insegnamento non coordinato tra biennio iniziale e triennio terminale dell’insegnamento delle scienze naturali, al quale si aggiungono anche differenze di denominazione (scienze naturali, scienze della terra, biologia).


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