Nuovi tagli all’istruzione, Gelmini impreparata

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Rete della Conoscenza.
Durante la puntata di Ballarò del 19 aprile il ministro Gelmini ha dimostrato la tesi che abbiamo portato avanti nei tre anni in cui ci siamo mobilitati: Tremonti taglia, la Gelmini tace. Davanti alla dimostrazione concreta dei tagli che il Ministro Tremonti ha presentato in Europa, il ministro Gelmini si è dimostrato impreparato, a differenza di quelli studenti che lei chiama facinorosi e senza voglia di studiare, mentre invece lottano per un futuro migliore.
“Questa è la prova concreta del fatto che la Gelmini sia purtroppo una figura fantoccio di questo governo, per nulla in grado di influire sulla politica, tanto che non è neanche informata di ciò che il Ministro Tremonti porta avanti in autonomia.” dichiara Mariano di Palma dell’ Unione degli Studenti.
“Dopo che ci hanno preso in giro – continua Di Palma – dicendoci che quelli del 2008 sarebbero stati gli ultimi tagli all’istruzione e che dal giorno dopo si sarebbe cominciato ad investire, arriva l’ennesima umiliazione per una generazione che chiede accesso al futuro e alla conoscenza. La riduzione della spesa per l’istruzione sotto il 3,6 % del PIL significa voler strangolare la scuola e senza investimenti in saperi e formazione questo paese non uscirà mai dalla crisi, come invece altri paesi europei fanno.”
Come Unione degli Studenti ribadiamo il fatto che il ministro Gelmini non sia in grado di assolvere minimamente ai propri compiti di gestione e miglioramento della scuola come tutto il governo che in questi anni ha solo aggravato i problemi del paese. Lo ribadiremo bloccando quest’ennesimo scempio, parallizzando l’intero paese il 6 maggio assieme ai lavoratori che incroceranno le braccia in quella giornata per lo sciopero generale indetto dalla CGIL. Gli studenti faranno sentire la propria voce scendendo in ogni piazza del paese assieme ai lavoratori. Da soli siamo invisibili ma insieme saremo invicibili!
Docenti della scuola: pioggia di ricorsi al Tar

Sono partiti i ricorsi al Tar del Lazio di A.D.I.D.A., Associazione Docenti Invisibili da Abilitare, per annullare il Decreto del Ministro Gelmini che ha istituito il numero chiuso per l’abilitazione all’ insegnamento. “Siamo tra i pochi Paesi in Europa che si distingue per un numero chiuso per l’insegnamento” riferisce la Coordinatrice Nazionale di Adida “il Ministro Gelmini ha istituito una triplice prova con un test di ingresso per docenti che insegnano come precari della Scuola anche da oltre 20 anni; sono migliaia i docenti assunti e sfruttati con contratti a tempo determinato ad essere colpiti da un decreto che pregiudica non solo i loro diritti ma anche tutto il servizio scolastico nazionale che subirà un ulteriore duro colpo”. Adida in poche settimane ha raccolto oltre 10.000 adesioni e ha già notificato più di seimila ricorsi mediante un pool di legali esperti del settore coordinati dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Riccardo Gozzi. Il Tar del Lazio si pronuncerà nei prossimi giorni sulla sospensione di questo Decreto.
www.associazioneadida.it
Scuola, appalti per la pulizia: ecco come si spreca il denaro pubblico

Ha ragione il ministro Gelmini quando dice che le ditte appaltatrici non puliscono le scuole. Lo diciamo anche noi genitori da più di dieci anni, ma nessuno ci ha mai dato ascolto. E non è solo un’impressione nostra, perché le scuole non sono per nulla contente del servizio.
Ora che però anche il ministro se n’è accorto, vorremmo sapere perché dobbiamo tenercele ancora. Proprio il ministro Gelmini nella direttiva 103 del 30 dicembre dice chiaramente che non c’è alcun obbligo di legge di rinnovare gli appalti e tutti lo sanno che le ditte costano ben più degli 11.800 collaboratori scolastici lasciati a casa.
In Toscana sono stati accantonati ben 608 posti di collaboratore scolastico in 227 scuole a fronte di una spesa per gli appalti che per il solo semestre gennaio/giugno 2011 supera gli 8,5 milioni di euro. C’è chi ha avuto il taglio di un bidello, chi invece di tre o quattro oppure anche di dodici, ma non in tutte le scuole: in Italia solo 4.000 su oltre 10.000. E perché, chiediamo noi, forse che i bambini non sono tutti uguali e non hanno tutti lo stesso diritto di stare in una scuola pulita?
Il meglio però deve ancora venire con l’a.s. 2011/12, perché con il terzo anno consecutivo di tagli all’organico del personale ATA quei bidelli accantonati farebbero proprio comodo. Non lo sa il ministro che le scuole con tanti plessi rischiano di non poter più garantire la sorveglianza dei nostri figli per l’intera giornata? I dirigenti scolastici già ce lo dicono: a partire dal prossimo anno alcune scuole resteranno senza collaboratore scolastico per una parte della giornata per carenza di organico. Ci siamo informati ed è vero: come si fa a coprire la sorveglianza di 11 scuole a orario lungo con solo 20 collaboratori scolastici? Altro che bidello al piano come sarebbe invece necessario per assicurare un adeguato livello di sicurezza…
Insomma le ditte di pulizie puliscono meno, costano di più e non assicurano quel servizio insostituibile di cura degli alunni che da sempre svolgono i bidelli. Se quello che preme è rispettare il dettato legislativo di razionalizzazione della spesa tramite la “revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi” (L. 133/08), allora conviene togliere le ditte e riassumere i collaboratori scolastici e si deve fare adesso, in quanto “a legislazione vigente non è prevista alcuna proroga per l’anno 2011 e seguenti delle attività di pulizia” e la mancanza della copertura dei posti “comporterebbe l’impossibilità di garantire i livelli minimi di igiene nei locali scolastici e pertanto l’interruzione del pubblico servizio dell’istruzione, ivi inclusa quella obbligatoria”.
Associazione Genitori A.Ge. Toscana
Di Menna (Uil Scuola): meno frasi ad effetto, è ora di discutere di aumenti

Continuando a rappresentare la scuola dal ‘suo’ punto di vista il ministro Gelmini rischia di diventare una ‘opinionista’ – è il commento del segretario della Uil Scuola, Massimo Di Menna alle affermazioni del ministro dell’istruzione ospite ieri nella trasmissione che tempo che fa.
La scuola è un settore complesso, con molte professionalità, una dimensione nazionale e un compito che la rendono essenziale per lo sviluppo del Paese.
Ci vorrebbero – aggiunge Di Menna – meno frasi ‘ad effetto’ e più azioni concrete.
Sui professori pagati poco perché troppo numerosi, inviterei il ministro a preoccuparsi della circostanza per la quale in Italia abbiamo il maggior numero di politici (come evidenziato in una recente ricerca della Uil) rispetto agli altri paesi europei e i meglio pagati – ribatte il segretario della Uil Scuola.
Il nodo resta quello delle risorse –ammonisce Di Menna – quali scelte si intendono perseguire per il nostro sistema di istruzione. I dati Ocse pongono l’Italia agli ultimi posti nel rapporto spesa per istruzione/Pil. L’Istat ci ha ricordato che siamo passati dal 4% al 3,7% riducendo ancora di più la quota di ricchezza nazionale destinata all’istruzione (a fronte di una media europea del 5,1%).
Anche nel rapporto spesa per istruzione e resto della spesa pubblica siamo al 9,7% a fronte della media europea dell’11%.
Non si tratta semplicemente di un problema di rientro dal debito pubblico che non consente di avere risorse adeguate, ma di qualificare la spesa pubblica. Occorre ridurre le spese improduttive, gli sprechi, la burocrazia ridondante, le eccessive spese per la politica e indirizzare risorse agli investimenti per l’istruzione.
Su questo e su un piano di graduale aumento delle retribuzioni sollecitiamo il ministero a rappresentare questa esigenza nel dibattito politico e nell’azione di governo.
Occorre rassicurare tutti che la stragrande maggioranza dei ragazzi studia in scuole pulite. Migliore utilizzo del personale e l’efficacia della spesa sono aspetti che competono alla responsabilità del ministro al quale abbiamo fatto più volte proposte per riorganizzarle al meglio sulla base delle concrete esigenze delle scuole.

