SCUOLA, MIUR PRENDE POSIZIONE SU CONTRIBUTO VOLONTARIO: “I PRESIDI NON LO POSSONO IMPORRE”

Lavori nella scuola? Resta aggiornato sulla nostra pagina Facebook o su Twitter.
“Dopo le numerose denunce e vertenze che abbiamo portato avanti in centinaia di scuole sul problema del contributo volontario, dopo i servizi televisivi e le inchieste giornalistiche che hanno confermato ulteriormente gli abusi che avvengono quotidianamente in queste settimane sui contributi alle scuole, il MIUR con una circolare ha finalmente ribadito il corretto comportamento che presidi ed istituzioni scolastiche devono avere su questo argomento – dichiara l’Unione degli Studenti in una nota stampa -.
Nella circolare vengono ribadite alla luce dei numerosissimi comportamenti scorretti registrati, le questioni che abbiamo sempre tenuto a sottolineare: il contributo è volontario e non può essere in alcun modo imposto, di questo le istituzioni devono dare comunicazione chiara e trasparente a studenti e famiglie, la scuola è un servizio di cui si usufruisce gratuitamente ed il mancato pagamento di contributi ulteriori non può essere sanzionato in alcun modo.
Questa circolare – conclude l’Unione degli Studenti – è un prezioso strumento nelle mani degli studenti che hanno subito comportamenti scorretti da parte delle scuole, perchè oltre a ribadire i termini di legge demanda agli Uffici Scolastici Regionali di prendere provvedimenti anche sanzionatori nei confronti delle istituzioni scolastiche che non avranno un comportamento corretto.
UNIONE DEGLI STUDENTI
UDS: MIUR AVVANTAGGIA LOBBY EDITORIALI

Con la circolare n. 378 del 25 gennaio il MIUR ha cancellato l’obbligo di adozione sessennale nelle scuole. Uno strumento che provava a mantenere i costi dei libri sotto una certa soglia, evitando cambi annuali di edizioni identiche, contenendo parzialmente il fenomeno del caro-libro. Un attacco spudorato al diritto allo studio.
“E’ uno scandalo che il Ministero abbia cancellato così in sordina l’obbligo di adozione per sei anni dei libri – dichiara Roberto Campanelli, coordinatore nazionale Unione degli Studenti – per quanto ritenessimo questo strumento insufficiente a combattere il caro-libri, era pur sempre una forma di contenimento. Con questo gesto il ministro Profumo si è schierato apertamente dalla parte delle lobby editoriali e contro il diritto allo studio degli studenti”
“Siamo stati rintronati per un anno dal Ministro che parlava di digitalizzazione dei libri di testo e modernizzazione – prosegue nella nota l’Unione degli Studenti – ed ora ci troviamo nella stassa situazione di un anno fa, senza aver fatto un solo passo avanti, anzi compiendone indietro. In tempi di crisi è inammissibile che si sdoganino in questo modo le minime garanzie per chi studia!”
UNIONE DEGLI STUDENTI