La scuola non può reggere ulteriori tagli!

Riceviamo e pubblichiamo un appello della Cisl Scuola di Sassari in merito ai tagli che si avranno nei prossimi anni nella scuola pubblica.
A breve gli Uffici Scolastici Regionali avranno l’infausto compito di far quadrare i numeri assegnati dal MIUR con il reale fabbisogno delle scuole.
Sarà una missione impossibile perché gli organici attuali hanno già imposto condizioni gravose al limite della funzionalità.
La nostra scuola non può reggere ulteriori tagli!
La CISL Scuola assume come obiettivo prioritario l’assoluta salvaguardia del fabbisogno reale per il buon funzionamento.
Tante volte abbiamo denunciato le conseguenze di tali interventi e continueremo a farlo. La “Riforma Gelmini” ha comportato conseguenze pesantissime sul nostro territorio:
Ha reso più gravose le condizioni di lavoro del personale;
Ha determinato una vera e propria emergenza occupazionale, rendendo indispensabili le misure cosiddette “salva precari”;
Ha condizionato in negativo i pur necessari processi di riforma della secondaria;
Ha messo in crisi, nella primaria, assetti consolidati e collaudati della didattica;
fondamento di buone performance riconosciute anche in ambito internazionale.
Così difendiamo la scuola pubblica

Oggi 12 Marzo, giornata di difesa della scuola pubblica, diciamo la nostra. Con un blitz alle porte del MIUR abbiamo esposto un grande striscione lungo 7 metri in cui a malapena siamo riusciti ad inserire con un carattere di scrittura minuscolo tutte le nostre proposte per una scuola migliore riassunte nell’AltraRiforma.
Dichiara Jacopo Lanza per l’ Unione degli Studenti: “Il ministro Gelmini ci ha più volte accusato di essere conservatori, anche la manifestazione di oggi ha ben poche rivendicazioni per cambiare la scuola” continua Lanza “Queste sono le proposte elaborate da migliaia di studenti durante le assemblee e le occupazioni di questo autunno. Abbiamo deciso di lanciare una sfida ai partiti del centro-sinistra riassumendo i temi dell’AltraRiforma in 10 domande alle quali aspettiamo immediata risposta”
Il testo dell’altrariforma è disponibile in pdf: http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrariforma_scuola
Oggi partiremo in corteo alle 12:30 da Piazzale Aldo Moro.Anche gli studenti universitari si riuniranno a Roma il 26 e 27 marzo per discutere in un’assemblea nazionale dell’AltraRiforma dell’Università cui parteciperanno centinaia di studenti da tutto il paese.
Unione degli Studenti
A un’operaia Fiom da un’operaia Miur – di Marcella Raiola

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento della nostra amica e oramai nostra editorialista preferita Marcella Raiola.
Toccata (e molto) dalla vicenda degli operai Mirafiori, domenica notte ho pubblicato su Facebook la nota che vi “incollo” qui sotto. Ebbene: HO RICEVUTO, FINORA, BEN 206 commossi ringraziamenti, molti dei quali da ex operai, operai e figli di operai, che mi hanno detto di essersi sentiti interpretati, amati, capiti… Sono intenerita, consolata e frastornata. Soprattutto, sono felice perché constato che esiste un ALTRO paese, suscettibile di essere coinvolto e convinto dalla Parola,un paese che crede nella solidarietà e nella dignità del Lavoro Umano inteso come progetto esistenziale complessivo e non solo come meccanica riproduzione seriale di oggetti spesso inutili. C’è una ricostruzione “possibile” da gestire. INSIEME.
Grazie!
A UN’OPERAIA FIOM DA UN’OPERAIA MIUR
pubblicata da Marcella Raiola il giorno domenica 16 gennaio 2011 alle ore 3.27
Non so niente della fabbrica. Non so niente dei tornelli che girano quando fuori è notte e nebbia densa come sugna. So di pensiline, di attese lunghe al freddo dell’alba, di trenini che mi portano in un altro scomposto anfratto del Vesuvio, e di umidità che intride le ossa, mentre cammino per strade ancora silenziose e grigie, andando verso un posto con quadri d’ardesia docili al gesso, per scrivere le parole che contano e che hanno contato, per capire come vanno le cose e come sono andate, per decidere se seguire quelli che le hanno cambiate, per stanchezza, violenza o convinzione, o se accettarle così come sono, per egoismo, garanzia di privilegio o viltà.
Non so nulla di olio che cade sulle spalle da una carrozzeria che sovrasta e sghignazza, da un motore che pesa e minaccia, né di frastuono vibrante che introna e rintrona alle tempie come i latrati di Cerbero; non so di puzzo acre di vernici, di braccia che non ne possono più di stare alzate, di bocca impastata, occhi arrossati; so di insulti e calunnie, di delazioni e rabbia, di incomprensione e viltà, di urla e solidarietà, di soddisfazione e piaggeria, di delusione e frustrazione, di disillusione e fiducia malriposta, di sonno traditore che prende sul treno del ritorno e corde vocali che un tempo vibravano per cantare le arie di Zerlina e di Donn’Anna, e che ora a stento producono un suono baritonale e greve.
Non so ancora nulla di controlli occhiuti, di pause pipì, di incentivazioni, compensi e scompensi, di pensiero diffratto, polverizzato, arreso, sotto un casco giallo o blu rigato. So di alienazione e sconforto, di impotenza ineludibile e lungimiranza necessaria. So che sono chiamata e vocata a sperare che quel che faccio serva a tutti e so che tu sei indotta e costretta a sperare che quel che fai serva al maggior numero possibile di noi e di “altri”, anche se tu, quel che fai con le tue mani, non lo compri perché puoi o riesci a farne a meno, o non lo compri perché non puoi permetterti la tua stessa creatura…
Ma il tuo “NO” è stato un corso accelerato di vita di fabbrica. Il tuo “NO” mi ha messo l’elmetto giallo in testa, addosso la tua tuta scura e la tua resistenza; il tuo “NO” ti ha fatto uscire dal telecomando annoiato, dalle pagine di storia snobbata, sorvolata, dalle statistiche e dagli indici di borsa seguiti con insofferenza e indifferenza. Il tuo “NO” è il partito che non mi accolse, la mia formazione politica contratta in monosillabo olofrastico, il mio turno di prova, la mia sirena, la mia mensa, la mia paura, la mia assemblea. Il tuo “NO” ha vinto quello che le parole hanno interesse a vincere: la partita con l’anima di chi legge. E il tuo “NO” è più di uno stilema prezioso, di una definizione liberatoria; il tuo “NO” è più dell’insolente degnazione, della corrispondenza biunivoca, della realizzazione incoativa, della duttile coesistenza di sviluppi, delle parole belle, esaltanti, roboanti, distintive, delle parole sottili ed eleganti che mi fanno sentire padrona del mio destino, padrona del Destino.
Il tuo “NO” è stato l’affresco più bello, il museo dei musei, il capolavoro della galleria, l’altezza squadrata della Mole. Ricca e piena è diventata l’anima, istruita dal tuo “NO”. Ora so di che si parla quando si parla di te; ora so a che si attenta quando ti si impone di dire “SI” o “NO”. Ora so con quanta forza e con quanto sdegno devo dire il mio “NO” ogni volta che verranno ad estorcermi un “SI”. Non sciuperò il tuo “NO” d’acciaio; contaci! Sarà duro anche il mio. Duro come l’ardesia.
Salva precari: cambia la tempistica per gli elenchi definitivi

Il Miur proroga la pubblicazione delle graduatorie prioritarie definitive al 5 novembre 2010. Pubblichiamo questa nota di Gilda degli Insegnanti in merito agli elenchi definitivi per il decreto Salva Precari.
In risposta alle numerose richieste di proroga della produzione degli elenchi definitivi, al fine di garantire la massima accuratezza possibile nei controlli sulle domande pervenute, con nota prot. n.9644 del 29 ottobre il MIUR ha disposto la seguente nuova tempistica:
4 novembre: prenotazione elenchi prioritari definitivi;
5 novembre: popolamento della banca dati per le convocazioni dagli elenchi prioritari.
Alla data del 5 novembre saranno parimenti effettuati gli scarichi per l´inoltro all´INPS dell´elenco dei beneficiari.

