Afam: nomine in ruolo

Anche questa proposta tra gli ordini del giorno accolti in sede di conversione del DL 134/09
AFAM: le graduatorie ex L.143/04 potrebbero essere utili anche per le nomine in ruolo
In occasione della conversione in legge (Legge 167 del 24 novembre 2009) del DL 134/09, meglio conosciuto come “salva precari” è stato accolto dal Governo un ordine del giorno, che riguarda la stragrande maggioranza dei precari in servizio nelle accademie, nei conservatori di musica e negli istituti musicali pareggiati.
Quando sarà emanato il provvedimento, per il quale il Governo ha assunto l’impegno: “trasformazione ad esaurimento delle graduatorie permanenti di cui all’articolo 2-bis del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, ai fini del conferimento di incarichi di insegnamento a tempo indeterminato e determinato per coloro che, inseriti nelle suddette graduatorie, abbiano maturato almeno 3 anni di incarico annuale di insegnamento nelle predette istituzioni”, per l’AFAM si prospetta una soluzione che, seppur parziale, potrà dare risposta a gran parte del precariato docente oggi in servizio.
Resta comunque irrisolto il problema dei molti posti vacanti che non potranno essere coperti da tali graduatoria per mancanza di aspiranti tanto che le istituzioni hanno bandito concorsi a livello di sede e stipulato contratti sempre e solo a tempo determinato.
Rimane anche irrisolto il problema del precariato per il personale tecnico e amministrativo che dall’ultima stabilizzazione ha già raggiunto un numero significativo in relazione alla dotazione organica del comparto: duecento tra amministrativi e coadiutori, circa il 10% dell’organico complessivo.
Per il comparto dell’AFAM, la legge in questione avrebbe dovuto assumere gli emendamenti a suo tempo presentati e finalizzati a sanare e risolvere il precariato creatosi dall’approvazione della riforma ad oggi; sarebbe stata l’occasione per chiudere con un sistema analogo a quello della scuola, oggi inadeguato per le istituzioni dell’AFAM, e per lasciare il posto a criteri e parametri di tipo universitario.
Inoltre, i tempi di attuazione della riforma si stanno prolungando più di quanto si potesse immaginare e, proprio il regolamento che disciplina il reclutamento nel comparto dell’AFAM non ha nemmeno iniziato l’iter per la sua approvazione.
Questo ha fatto sì che, a fronte di un organico bloccato al 1999, di graduatorie nazionali ad esaurimento definite a fine anni ’90 e nel 2001 sulla base dell’art.2 comma 6 della L.508/99, i posti lasciati liberi dai docenti andati in pensione abbiano creato la presenza di circa 700 precari pari al 10% dell’organico i quali, senza norme ad hoc, non hanno la possibilità di essere stabilizzati.
Incontro col Ministro Gelmini del 10 giugno 2009, ecco il resoconto

Via: www.snals.it
Comunicato stampa
Il Ministro Gelmini ha introdotto la riunione, a cui erano presenti tutti i vertici dell’Amministrazione, facendo il punto su una serie di questioni aperte. Il suo intervento si può sintetizzare per temi:
1. riforme:
· è definitivamente concluso l’iter relativo alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo;
· è stato avviato l’iter del secondo ciclo con l’approvazione, in prima lettura, del riordino degli istituti tecnici e professionali e con l’imminente approvazione da parte del prossimo Consiglio dei Ministri del sistema dei licei. Al riguardo ha affermato che la sua volontà è di cercare la massima condivisione possibile e che tra le due “letture” ci sono tempi distesi e, quindi, spazi sia per i pareri istituzionali sia per affinare la proposta;
2. nomine in ruolo:
è stata avviata la richiesta per 25.000 nomine (17.000 docenti e 8.000 ATA): da parte del MEF ci sono segnali di apertura e si sta operando per ottenere la autorizzazione necessaria per il massimo numero possibile;
3. tutele del personale precario:
· è in corso di approfondimento la stesura di un provvedimento ad hoc nei confronti del personale docente incluso nelle graduatorie “ad esaurimento” che abbia fruito di nomina annpersonale docente incluso nelle graduatorie uale o fino al termine dell’attività didattica per l’anno scolastico 2008/2009 e che al termine delle operazioni di nomina del prossimo anno non ne fruiscano più per effetto della contrazione di posti (la stima è di un massimo di 18.000 unità). Questo provvedimento è basato sul principio della continuità nel lavoro dato che questo personale è destinato, grazie al consistente turn-over, a rientrare in nomina negli anni successivi e, quindi, è opportuno mantenerlo di fatto in servizio. Nella stesura sono coinvolti diversi soggetti (MEF, Welfare, INPS e Regioni). Lo stato di avanzamento è a buon punto e anche dalle Regioni si è recepita una concreta disponibilità ad utilizzare parte dei fondi a loro disposizione per questa operazione. Si tratta di un provvedimento basato sulla trasformazione di quella che oggi è una “indennità di disoccupazione” in una “indennità di disponibilità” che comporterebbe per il personale: una nomina giuridica dal 1° settembre 2009 con relativo punteggio per l’anno scolastico, la precedenza assoluta nelle supplenze anche brevi e la corresponsione immediata a partire dall’inizio dell’anno scolastico o della retribuzione per i periodi di servizio effettivo e dell’ indennità per i periodi di interruzione. Il tutto, ovviamente, fino al termine delle lezioni;
· sono allo studio iniziative anche per il personale ATA. In questo caso le possibilità di rientro in servizio del personale che non fruisse più di nomina nell’a.s. 2008/2009 è legata al turn-over, che sarebbe però assolutamente insufficiente, ma, soprattutto al rientro della decurtazione degli organici legata alle esternalizzazioni. Questa diversa situazione, rispetto al personale docente, implica la ricerca di provvedimenti di altra natura;
4. avvio tavoli tematici legati, prioritariamente:
· al precariato;
· al monitoraggio delle esigenze sopravvenute “sul fatto” per l’avvio del prossimo anno scolastico;
· all’iter attuativo delle riforme;
· alla gestione delle ricadute delle riforme sul personale.
E’ poi intervenuto il Capo Dipartimento, Dott. Cosentino, per fornire alcune integrazioni e specifiche. Queste hanno riguardato i seguenti punti:
Ø la volontà di chiudere entro giugno tutto il complesso dei provvedimenti legati all’attuazione dell’art. 64, almeno in prima lettura. Al riguardo ha citato, in particolare, il provvedimento relativo all’educazione degli adulti (CPA);
Ø la volontà di realizzare una gestione, pur in una logica obbligata di forte contenimento, dell’organico di fatto per superare situazioni particolari e non farle divenire ingestibili ed inaccettabili;
Ø chiarimenti tecnici sull’ipotesi di tutela dei precari. Al riguardo ha sottolineato con forza la volontà manifestata dalle Regioni e precisato che molte di esse hanno già prodotto atti concreti e formalizzati. Ha citato esplicitamente, a titolo di esempio: Puglia, Lombardia, Sardegna, Campania, Abruzzo …. Le risorse regionali derivano dai fondi, anche europei, a loro disposizione per la lotta alla dispersione tramite varie iniziative, quali, ad esempio: allungamento del tempo scuola, sdoppiamento classi numerose o con particolari problemi, più efficace rapporto docenti/discenti …
Per lo SNALS-CONFSAL è intervenuto il Segretario Generale, Prof. Nigi, che era accompagnato dal Vicario, Prof. Massenti. Nel suo intervento ha ribadito le note richieste del sindacato a tutela dei precari sia in termini di stabilizzazione tramite le nomine in ruolo sia, nell’immediato, garantendo la continuità di servizio a coloro che avevano fruito di nomina almeno fino al termine delle lezioni per il corrente anno scolastico. Ha, quindi, apprezzato gli impegni del Ministro per il personale docente e la volontà manifestata di voler operare, seppur con le specificità necessarie, a tutela anche del personale ATA.
Sul tema della riforma del secondo ciclo, nel riservarsi di formulare le richieste di modifica ed integrazione nel corso dei futuri specifici confronti, ha chiesto con forza che l’avvio della stessa avvenga con la necessaria gradualità anche per la necessaria garanzia di continuità degli studenti.
Concludendo il suo intervento ha ribadito la disponibilità dello SNALS-CONFSAL a partecipare attivamente ai diversi tavoli tecnici per realizzare tutti i possibili miglioramenti dei provvedimenti nella logica della realizzazione della miglior qualità possibile del sistema scolastico e della tutela di tutti gli operatori, dirigenti, docenti e ATA.
Il Ministro in conclusione di riunione ha manifestato la volontà di venire incontro, per quanto lo consente la difficile situazione economica, alle richieste formulate con qualche spiraglio di apertura anche nei confronti della gradualità di avvio del secondo ciclo a partire dall’anno scolastico 2010/2011.

