Ultim’ora: Ora di religione nel credito. Esulta la Gelmini.

Ora di religione nel credito.Gelmini esulta per la sentenza. La notizia della decisione dei giudici diffusa dal ministero di viale Trastevere. Cambia la valutazione alla vigilia degli scrutini.
Leggete l’intero articolo inserito ora sul sito di Repubblica.
Scuola, si all’insegnamento di storia delle religioni

Scuola, si all’insegnamento di storia delle religioni
Quanto più è protetto in Italia l’insegnamento della «religione cattolica», tanto più gli italiani rimangono ignoranti in tema religioso, un argomento certamente essenziale per qualunque essere umano. Dovrebbe allora essere inserito negli attuali ordinamenti didattici l’insegnamento di Storia delle religioni, impartito da un docente reclutato con gli stessi strumenti giuridici che valgono per ogni altra disciplina e, naturalmente, sottoposto solo all’autorità delle istituzioni della Repubblica.
Sarebbe, questo, un modo per fermare quel processo di progressivo controllo della Chiesa cattolica sulla vita della nostra Nazione che ha impedito di attuare uno dei principi fondamentali della vita pubblica: «libera Chiesa in libero Stato».
Per queste ragioni, chiediamo al Governo e al Parlamento che tale proposta venga seriamente considerata e, al di là delle strumentalizzazioni che non giovano né alla scuola né alla Chiesa, che sulla questione si apra un serio dibattito che abbia al centro la formazione di una coscienza consapevole di quei principi essenziali di cui le religioni sono portatrici.
Comunicato stampa a cura di www.associazionedocenti.it
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Regolamento sulla valutazione, uno strappo al principio della laicità

Via: www.flcgil.it
Regolamento sulla valutazione, uno strappo al principio della laicità
Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.
Il regolamento sulla valutazione, pubblicato il 19 agosto ma in vigore dal 22 giugno, nonostante la sentenza del Tar, conferma la partecipazione degli insegnanti di religione agli scrutini e non prevede lo stesso criterio per quelli delle materie alternative.
Il Ministro Gelmini ritiene di potere ignorare le leggi promulgando regolamenti già in vigore da due mesi e discriminare coloro i quali non si avvalgono dell’ ora di religione.
Siamo di fronte alla violazione dei principi e dei valori costituzionali, a partire dalla laicità, e questo non può essere tollerato in un Paese democratico.
Occorre, perciò, una forte risposta morale e civile alla deriva autoritaria che calpesta i diritti fondamentali delle persone.
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