Report dal convegno su reclutamento dei docenti nelle scuole secondarie

April 4, 2011 by admin · Leave a Comment
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“Per portare chiarezza su nuove ipotesi di reclutamento dei docenti nelle scuole secondarie e fornire materiali di conoscenza ai docenti interessati”, l’ Assessorato per l’Istruzione e la Formazione Professionale della Regione Sicilia ha organizzato, ieri, una “tavola rotonda” presso l’ Istituto Alberghiero “P. Borsellino” di Palermo.
Presenti il Sen. Mario Pittoni (Lega Nord), il Sen. Ferrara (Pdl), il Dott. Bocchieri (segreteria tecnica del ministro), il Dott. Giuseppe Italia (vicario del vacante posto del D. G. dell’USR Sicilia), l’on.Tonino Russo (PD), l’on. Alessandra Siragusa (PD), il sen. Giovanni Pistorio (MPA).
La platea, composta da diversi rappresentanti sindacali (per l’USB scuola Palermo: Luigi Del Prete, Rita Todaro e Loredana Puccio), movimentisti e precari della scuola, ha assistito sconcertata, polemica e irrisoria all’illustrazione di una proposta che, se trasformata in legge, decreterebbe la fine di qualunque tipo di reclutamento equo per il personale della scuola.
L’obiettivo dell’incontro, infatti, era quello di illustrare i contenuti dell’ormai nota proposta di legge sulla creazione di “albi regionali”, portata avanti negli ultimi anni dal senatore leghista Mario Pittoni e secondo il quale risulta essere osteggiata dai precari del Sud a causa della dis-informazione dei quotidiani. In effetti il senatore ha dimostrato di avere perfettamente ragione: l’ipotesi da egli illustrata, nata dalla: “disomogeneità culturale presente sul territorio italiano” (antropologia Lombrosiana), assume caratteristiche peggiori di quanto si possa pensare.
In sintesi si ipotizza la creazione di “albi regionali” (uno per ogni regione) divisi in due “settori”, denominati “A” e “B”. Nel canale “A” confluirebbero, d’ufficio, tutti gli attuali iscritti nelle graduatorie ad esaurimento.
Nel canale “B” confluirebbero, invece, i nuovi abilitati, tanto cari alla Lega Nord e al Governo tutto che ritiene che le proprie proposte di formazione e reclutamento degli insegnanti siano le migliori esistenti e portate avanti “negli ultimi 150 anni”.
Naturalmente, d’ufficio, tutti gli iscritti del canale “A” verrebbero inseriti nella regione di appartenenza della propria provincia di riferimento (non in base a criteri residenziali o domiciliari, ma in base alla scelta della prima attuale provincia delle GaE).
Gli iscritti al canale “A”, però, potrebbero decidere di iscriversi anche in quello “B” (viceversa non sarà possibile). Come? – il 20% del punteggio degli iscritti nel canale “A”, sarebbe riportato in quello “B”;
- il restante 80% sarebbe il prodotto di un test d’accesso (naturalmente si potrebbe pure totalizzare un punteggio basso nel test, o non superarlo affatto e quindi non riportare il 100% del punteggio che si ha nel canale “A” in quello “B”).
Secondo il verde senatore questo “doppio canale” aumenterebbe le possibilità dei “meritevoli” di trovare un lavoro: in realtà, sappiamo tutti molto bene che i posti disponibili restano quelli che sono, al netto dei tagli, quindi non comprendiamo dove si trovi questo “aumento di possibilità lavorative”.
I posti “realmente disponibili” sarebbero equamente distribuiti nella misura del 50% per il canale “A” e per il 50% per il canale “B”, ma il democratico e liberale senatore si è dimostrato particolarmente propenso ad incoraggiare il pubblico presente in sala, sottolineando che, per gli anni che trascorrerebbero dall’approvazione della proposta alle nuove forme di formazione dei futuri abilitati, i posti andrebbero assegnati per intero al personale del canale “A”.
Qualcuno potrebbe pensare che una volta inseriti in uno, o in tutti e due, di questi canali, il contratto a tempo indeterminato sarebbe assicurato. E invece no. Anche se il senatore ha riferito che gli inserimenti nel famoso canale “B” sarebbero subordinati al reale numero di posti disponibili, il tempo indeterminato scatterebbe solo dopo un periodo iniziale “di prova”, di almeno 3 anni, e previo superamento di un ulteriore concorso!
Il senatore, paradossalmente venuto “per portare chiarezza su nuove ipotesi di reclutamento dei docenti nelle scuole secondarie”, ha glissato numerose domande provenienti dai precari che, giustamente arrabbiati, hanno alzato il tono della discussione, perché sentitisi presi in giro. Al di là delle “future” forme di formazione e reclutamento, ovviamente, ai precari preme conoscere quali saranno le modalità di aggiornamento delle graduatorie che a breve verranno riaperte. Su questo punto il senatore non ha risposto, anche se pressato da incalzanti domande. Così la stessa domanda è stata posta al Dott. Bocchieri, facente parte della segreteria tecnica del ministro. La risposta fornita è stata che anche se la Corte Costituzionale, che ha cassato l’intero articolo in cui si parlava sì delle code, ma anche del pettine, risulta apertamente “a favore del pettine”, il ministero ha interpellato l’Avvocatura di Stato per capire come muoversi (l’orientamento del ministero pare essere quello di “non riapertura” delle GaE se non ai fini dell’aggiornamento del punteggio) giacché ci ritroviamo, paradossalmente, nella stessa situazione del 2007: aggiornamento in un’unica provincia (la prima, naturalmente) senza possibilità di trasferimenti. Se l’Avvocatura di Stato darà loro parere favorevole, verosimilmente, il prossimo decreto riguardante le GaE riguarderà solo l’aggiornamento del punteggio.
Tralasciamo il resoconto delle polemiche sorte con il sen. Giovanni Pistorio (MPA) che, secondo quanto da egli stesso affermato, non conosceva neanche l’ordine del giorno della tavola rotonda e omettiamo anche il penoso racconto del Sen. Ferrara (Pdl) che, avendo un figlio ingegnere e dottorando in Francia, ha svolto alcune “ricerche” e si è reso conto che gli amici francesi pagano meglio i ricercatori e spendono meno in istruzione ed evitiamo anche di riportare gli sgradevolissimi commenti del senatore Pittoni riguardo alle presunte valutazioni “generose” che i professori meridionali attribuiscono ai propri studenti rispetto ai docenti del Nord, maggiormente “severi”.
Al personale della scuola SI DEVONO risposte chiare ed inequivocabili, adesso! Garantire i punteggi acquisiti e smetterla con i venditori di fumo!

USB scuola Palermo
Via Michele Cipolla 74
www.usbscuolapalermo.blogspot.com

Scuola: sulle anzianità il Governo risponda subito

June 16, 2010 by admin · Leave a Comment
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Gli interventi di Bonanni e Scrima nell’odierna manifestazione unitaria.
Una bella manifestazione, quella svoltasi oggi al Teatro Quirino di Roma, con un obiettivo chiaro e preciso: cambiare le disposizioni che penalizzano ingiustamente, nella manovra finanziaria, il personale della scuola, attraverso il blocco triennale delle progressioni per anzianità.

Una manifestazione nel segno dell’unità e dell’autonomia, con la quale la CISL, insieme a UIL, SNALS e GILDA, chiede al Governo di assumere in prima persona e con urgenza l’iniziativa per una modifica del decreto nel corso del dibattito in Parlamento.

“Chiediamo al Governo” – ha detto Raffaele Bonanni – “di fare per le progressioni di anzianità del personale scolastico ciò che ha già fatto per le liquidazioni: rivedere le sue posizioni, per rendere più equo e sostenibile il carico dei sacrifici richiesti ai lavoratori. Non escludiamo ulteriori e più incisive azioni di lotta, se la nostra richiesta non verrà accolta”.

Francesco Scrima, intervenendo a nome della CISL Scuola, ha richiamato la natura contrattuale della struttura retributiva del personale scolastico, ribadendo come sia inaccettabile e iniquo aggiungere al mancato rinnovo del CCNL oggi vigente anche una sua pesante manomissione: “I lavoratori della scuola, e soltanto loro, non solo non potrebbero rivalutare le loro retribuzioni, ma se le vedrebbero seccamente ridotte, pagando in misura scandalosamente più alta di quanto non accada ad alti dirigenti dello Stato, cui si chiede molto di meno pur essendo retribuiti molto di più”.

Nei prossimi giorni continuerà il pressing che da tempo la CISL sta conducendo nei confronti dei ministri dell’Economia e dell’Istruzione, con un’azione di sensibilizzazione e coinvolgimento rivolta a tutte le rappresentanze politiche e parlamentari.

Progressioni di anzianità, ma non solo: per la CISL è fondamentale che il Governo assicuri da subito un congruo numero di assunzioni a tempo indeterminato, per la copertura dei posti oggi vacanti e disponibili, per contrastare il fenomeno del precariato muovendosi, nonostante le difficoltà del contesto, in una prospettiva di stabilizzazione del lavoro nella scuola.

Roma, 15 giugno 2010

Uil Scuola: doppia manovra insostenibile per insegnanti e personale della scuola

June 4, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Sindacato 

Forte protesta del mondo della scuola. E’ mobilitazione perché in Parlamento venga cambiata.

Quello che la manovra chiede al personale della scuola è un triplo balzello: blocco del contratto, blocco degli aumenti per anzianità, riduzione permanente della retribuzione con conseguenze sul trattamento pensionistico.

Misure quindi che non si limitano all’emergenza ma dispiegano i loro effetti oltre il triennio con un effetto domino che diviene permanente.

E’ iniquo che, mentre per tutte le alte qualifiche, con retribuzioni ben più elevate, il testo prevede il recupero e la validità ai fini pensionistici, per il personale della scuola questa previsione non c’è.

“Non c’è alcuna ragione per misure di questo tipo – commenta Massimo Di Menna – di fronte a tanto accanimento viene da pensare che chi l’ha scritta deve essere stato bocciato a scuola. Una rivalsa.”

Dopo i tagli di organico ora si interviene pesantemente sulle retribuzioni.

Si tratta di un carico che il personale della scuola non è in grado di sostenere.
Dai calcoli fatti dall’ufficio studi della Uil Scuola (vedi la scheda di dettaglio delle diverse posizioni)

un collaboratore scolastico perde 1.136 € lordi l’anno (pari al 6,60%)
un insegnante di scuola elementare perde 2.500 euro lordi l’anno (pari al 9,96%)
un insegnante di secondaria di primo grado perde 2.800 euro lordi l’anno (pari al 9,15%)
un insegnante di secondaria di secondo grado perde oltre 3 mila euro lordi l’anno (- 10,76%)
Quello che dovrebbe essere considerato un settore strategico, sul quale puntare per dare forza alla ripresa e al rilancio della nostra economia, appare come un settore dal quale sottrarre soldi certi.

Il prelievo operato sul personale della scuola è davvero sproporzionato e ingiusto, sia rispetto alle altre categorie che mantengono – pur in presenza del blocco degli scatti di anzianità – il mantenimento ai fini giuridici del triennio, sia rispetto alle quote di prelievo superiori ai manager di Stato che hanno stipendi tra i 90 mila e i 150 mila euro.

La Uil Scuola ha deciso di contrastare queste misure con una forte mobilitazione dei lavoratori della scuola perché in Parlamento il testo della manovra venga cambiato.

Di Menna: “Il personale della scuola non appartiene

May 27, 2010 by admin · Leave a Comment
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Personale della scuola: un comunicato del segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna.

Siamo consapevoli che si tratta di una manovra necessaria per il Paese ma c’è una questione grossa come un macigno che è “l’equità”– sostiene il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, commentando la manovra all’esame del Consiglio dei Ministri.

Sembra di assistere ad un accanimento sugli insegnanti e sul personale della scuola, continua Di Menna aggiungendo che, dopo la consistente riduzione degli organici, che, non pochi problemi sta creando alle scuole e pesanti effetti ha sul personale, si mira ora alle retribuzioni.

Abbiamo già assistito allo scandalo che vede, sul fronte fiscale, un insegnante di scuola elementare guadagnare ben più di un gioielliere – osserva Di Menna – non possiamo assistere ad interventi sulle retribuzioni degli insegnanti, anche quelle derivanti dal contratto vigente, come se fossero grandi manager di Stato.

Insistiamo sulla necessità di immissioni in ruolo del personale precario sui posti vacanti, misura questa – fa notare Di Menna – che non rappresenta alcun costo.

Va riconosciuto il lavoro di quei tanti che nella scuola danno l’anima per farla funzionare e darle qualità. Verificheremo – continua il segretario della Uil Scuola – i provvedimenti del Governo una volta conosciuti i testi e, se dovesse esserci l’accanimento verso una categoria già colpita da tagli e responsabilizzata rispetto alle innovazioni, decideremo come rappresentare in modo chiaro e incisivo la voce e il disagio dei lavoratori della scuola.

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