28 gennaio, sciopero generale: in prima fila metalmeccanici, scuola e università

Sciopero scuola del 28 gennaio: riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS.
Mentre si sta svolgendo, con ottima partecipazione nelle principali città, lo sciopero del trasporto urbano, convocato dai Cobas e da altri sindacati di base, crescono le adesioni allo sciopero generale che venerdi 28 gennaio coinvolgerà i lavoratori/trici del pubblico impiego e del privato, e che avrà come protagonisti principali i metalmeccanici, la scuola e l’Università. Lo sciopero dei metalmeccanici, convocato da Fiom, COBAS e altri sindacati di base, è la risposta al tremendo attacco che il padronato parassitario e reazionario, guidato dal capo-banda Fiat Marchionne, un finanziere che in un mese guadagna più di un operaio in tutta la sua vita, sta sferrando contro ciò che resta dei diritti degli operai. La esaltante risposta dei lavoratori/trici di Mirafiori all’Accordo-Vergogna va raccolta e potenziata nelle piazze il 28 da un vasto fronte sociale, con l’obiettivo di rovesciare la politica economica e sociale del padronato e del governo, facendo pagare la crisi a chi l’ha provocata e l’ha utilizzata per incrementare i propri profitti. Ma grande protagonista sarà anche il popolo della scuola pubblica, in prima linea da mesi contro l’immiserimento spaventoso dell’istruzione. Il taglio di 140.000 posti di lavoro in tre anni, l’espulsione in massa dei precari, la riduzione di ore di lezione e di materie, l’aumento fino a 35 del numero di alunni per classe, il taglio al sostegno stanno disgregando la scuola pubblica; e lo stesso avviene all’ Università, con il massiccio taglio di fondi e con l’espulsione di migliaia di ricercatori, usando quella “riforma” Gelmini che ha provocato la rivolta degli studenti ma che è stata ugualmente varata da un governo intenzionato ad imporre una SCUOLA-MISERIA e UNA UNIVERSITA’-MISERIA. Ulteriori gravissimi colpi sono stati portati a docenti ed ATA con il blocco dei contratti per un triennio (come in tutto il pubblico impiego), con una perdita media di 2000 euro e con il blocco degli scatti di anzianità, un furto di 3 anni lavorati che ruba tra i 30 e i 40.000 euro. E’ poi entrato in vigore, nel pubblico impiego, il decreto Brunetta che intende annullare la contrattazione e i diritti sindacali, dando grandi poteri decisionali ai dirigenti, e che ora arbitrariamente si vorrebbe imporre anche alla scuola. E infine, Gelmini ha provato a far partire (in 4 province) una truffaldina sperimentazione sul presunto “merito”, per individuare una fascia di scuole “migliori” e docenti “più bravi”. L’ennesimo tentativo di introdurre una fasulla “meritocrazia” è per ora fallito grazie al massiccio rifiuto dei docenti: ma Gelmini lo ha esteso ad altre due province, cercando di imporre lo stesso “la meritocrazia d’ufficio”.
Lo sciopero del 28, che vedrà in campo anche i lavoratori della Sanità, delle Poste, del restante Pubblico Impiego, della Telecom e dell’industria, vuole anche evidenziare lo stato miserevole della democrazia sindacale, sottratta da decenni ai COBAS e al sindacalismo di base dal monopolio Cgil-Cisl-Uil e oggi in dubbio pure per quella parte minoritaria della Cgil che non può accettare la totale sottomissione a Marchionne e soci. Metteremo in campo il 28 il più’ ampio fronte sociale per battere l’arroganza padronale e governativa, smascherare la finta “opposizione” parlamentare e i sindacati collaborazionisti, riconquistare i posti di lavoro, il reddito, le pensioni, l’istruzione e le altre strutture sociali pubbliche, i beni comuni, i diritti politici, sociali e sindacali.
Manifestazioni regionali e provinciali si svolgeranno a TORINO, FIRENZE, GENOVA, NAPOLI (Pomigliano), SALERNO, PALERMO, CAGLIARI, BARI, TRIESTE, LIVORNO, POTENZA, PADOVA, TERNI, SIRACUSA, LANCIANO.
A ROMA CORTEO DA P.della REPUBBLICA ORE 10
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
Cobas: la scuola si ferma il 15 ottobre

Comunicato stampa di Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS
Venerdi scorso decine di migliaia di studenti sono scesi in piazza in tante città contro la scuola-miseria di Tremonti-Gelmini. Il 15 ottobre saranno docenti ed Ata a bloccare la scuola per impedire che venga portato a termine l’immiserimento, praticato negli ultimi venti anni da tutti i governi, della istruzione pubblica mediante l’eliminazione berlusconiana di 140 mila posti di lavoro e l’espulsione dei precari. Il 15 ottobre i COBAS hanno indetto lo sciopero della scuola per l’intera giornata per imporre la cancellazione dei tagli di orario, materie e posti di lavoro, l’assunzione stabile dei precari, investimenti ai livelli medi europei, il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti, la restituzione del diritto di assemblea.
Ma il 15 torneranno in piazza con noi anche gli studenti e in 12 città, nelle manifestazioni regionali, ci saranno quei Comitati e Coordinamenti dei precari e dei genitori che si oppongono alla scuola-miseria di Gelmini e Tremonti ma che non dimenticano quanto hanno contribuito all’impoverimento della scuola pubblica anche quei partiti del centrosinistra che furono in posizione dominante nei due governi Prodi. Ed è motivo di grande soddisfazione per noi il fatto che in molte città anche lavoratori di altre categorie scenderanno in campo per difendere la scuola pubblica come bene comune, convocando scioperi di settore o provinciali per poter essere con noi.
A TORINO (P.Arbarello ore 9.30, manifestazione per il Piemonte) saranno in piazza con docenti, Ata e studenti, anche i lavoratori della FIAT, in sciopero contro l’arroganza di Marchionne, che organizzeranno pullman dallo stabilimento di Mirafiori, e operai di altre fabbriche metalmeccaniche e chimiche, lavoratori della Sanità e del Pubblico Impiego, nel quadro dello sciopero provinciale generale convocato dai COBAS.
A L’AQUILA (V.Leonardo da Vinci, ore 10) massacrata dal terremoto e dalla gestione corrotta della “ricostruzione”, tanti cittadini si uniranno a docenti, Ata e studenti per chiedere almeno la restituzione degli organici dello scorso anno: e vi confluiranno, con pullman da Pescara, anche gli operai della SEVEL-FIAT in lotta contro la distruzione di posti di lavoro e di diritti.
Ad ADRO (BS) (P.Umberto I ore 10, manifestazione della Lombardia) i COBAS rappresenteranno l’indignazione del popolo della scuola pubblica contro quel leghismo reazionario che predica una scuola divisa per censo, etnie, religioni, che è ostile alla scuola di tutti/e e per tutti/e e che la vorrebbe affidare a fazioni, partiti e privati.
A VENEZIA (manifestazione del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia) da P.le Stazione S.Lucia (ore 10.30) partirà un corteo di barche sul Canal Grande che si recherà alla Direzione scolastica regionale.
A BARI (USR V.Castromediano ore 10) la protesta si rivolgerà anche contro la ignobile decisione della provincia BAT (Barletta-Andria-Trani), che, scimmiottando le peggiori scuole statunitensi, vorrebbe introdurre la pubblicità delle aziende e dei “marchi” industriali in cambio di finanziamenti.
Altre manifestazioni regionali di docenti, Ata, precari, studenti e lavoratori di altre categorie si svolgeranno a GENOVA (Largo Pertini ore 9.30), a BOLOGNA (USP V.Castagnoli ore 9.30), a PISA (P.XX Settembre ore 10), a NAPOLI (P.Mancini ore 9.30), a CAGLIARI (P.Garibaldi ore 10) e a PALERMO (P.Politeama ore 9.30).
A ROMA l’appuntamento è alle 10 davanti al Ministero della Istruzione di V.Trastevere, dove confluirà anche il corteo dei Collettivi studenteschi di Senza Tregua che partirà da Porta S.Paolo/P.le dei Partigiani alle 9.
Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS
Cobas: il 15 ottobre sciopero generale della scuola con 12 manifestazioni nelle città italiane

Con l’arroganza e la protervia che caratterizzano l’intera azione del governo Berlusconi, la ministra Gelmini e il “suo” Ministero dell’Istruzione (tutt’altro che Pubblica) hanno dichiarato di infischiarsene totalmente della sentenza del Consiglio di Stato che nei giorni scorsi aveva giudicato illegittimo il brutale taglio di ore di lezione operato, nel quadro della “riforma Gelmini”, negli istituti tecnici e nei professionali.
E’ la stessa protervia da oligarchi con la quale, incuranti delle lotte di docenti ed Ata precari e “stabili”, di studenti e genitori, Tremonti-Gelmini hanno deciso di portare a termine il massacro della scuola con l’eliminazione di 140 mila posti di lavoro in tre anni e l’espulsione in massa di quei precari che per anni hanno sostenuto un’istituzione per la quale nell’ultimo ventennio i governi di centrodestra e centrosinistra hanno sempre ridotto l’investimento (oggi è meno del 9% della spesa complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%: e i precari non sono mai stati assunti stabilmente perché costano il 30% in meno degli “stabili).
Questo rende ancor più importante lo sciopero nazionale della scuola, indetto dai COBAS per il 15 ottobre per esigere la cancellazione dei tagli di orario, materie, organici e posti di lavoro, l’assunzione stabile dei precari, investimenti nell’istruzione almeno ai livelli medi europei, il recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti, la restituzione del diritto di assemblea nelle scuole a tutti. Il 15 sciopereranno e manifesteranno con noi, oltre a tanti docenti ed ATA “stabili”, quelle strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che difendono l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma che non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.
Le manifestazioni, regionali e interregionali, si svolgeranno a
ROMA (MIUR V.le Trastevere ore 10)
TORINO (P.Arbarello ore 9.30)
ADRO (BS) (P.Umberto I ore 10)
VENEZIA (P.le Stazione S.Lucia ore 10.30)
GENOVA (Largo Pertini ore 9.30)
BOLOGNA (USP V.Castagnoli ore 9.30)
PISA (P.XX Settembre ore 10)
L’AQUILA (V.Leonardo da Vinci ore 10)
NAPOLI (P.Mancini ore 9.30)
CAGLIARI (P.Garibaldi ore 10)
BARI (USR V.Castromediano ore 10)
PALERMO (P.Politeama ore 9.30)
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
Cobas: il 15 ottobre blocchiamo le scuole

Pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS, sullo sciopero della scuola del 15 ottobre.
IL GOVERNO HA BLOCCATO SCATTI DI ANZIANITA’ E CONTRATTO
IL 15 OTTOBRE BLOCCHIAMO LE SCUOLE
Quando nelle settimane scorse rivolgemmo un appello alle strutture organizzate e ai sindacati che si erano dichiarati contrari ai tagli, all’espulsione dei precari e al blocco di scatti di anzianità e contratti, affinchè si giungesse ad uno sciopero generale comune contro la scuola-miseria, non pensavamo che fosse facile arrivarci.
Ma non ci aspettavamo che i sindacati “rappresentativi”, che pure si presentano divisi e litigiosi tra loro, si ritrovassero invece uniti nel cercare di depotenziare lo sciopero da noi convocato, in assenza di loro risposte, per il 15 ottobre. La FLC-CGIL, che pure aveva definito l’espulsione dei precari “il più grande licenziamento di massa in Italia”, ha partorito il topolino dello sciopero di un’ora, che si traduce al più nell’ingresso posticipato di un’ora degli studenti, piazzandolo una settimana prima del 15 ottobre. E molto peggio hanno fatto CISL e UIL che, pur di oscurare un tema centrale nello sciopero del 15, stanno raccontando ai loro iscritti/e e alle agenzie di stampa la favoletta dell’annullamento del blocco triennale degli scatti di anzianità e dei contratti, grazie ai loro conciliaboli con la ministra Gelmini.
A parte che qualsiasi successo su questo fronte sarebbe e sarà comunque addebitabile solo alle lotte dei docenti ed ATA (a partire dalla massiccia partecipazione allo sciopero degli scrutini di giugno da noi indetto), la realtà è purtroppo ben diversa. Alcuni lavoratori/trici hanno ricevuto lo scatto stipendiale a settembre non già per la cancellazione del blocco ma semplicemente perché esso riguarda gli anni 2011-2012-2013. Laddove l’articolo di legge parla di “anni non utili al fine della maturazione degli scatti”, si riferisce agli anni scolastici a partire dall’attuale 2010-2011 e quindi quello 2009-2010 era ancora utile ai fini degli scatti, visto che la legge è stata approvata nel luglio 2010 e non vi erano previsti risparmi per il 2010 ma dal 2011 fino a tutto il 2013. Al proposito è anche bene precisare che si tratta non già di un blocco che coinvolge “solo” coloro che matureranno lo scatto di anzianità negli anni compresi tra il 2011 e il 2013, ma di un vero e proprio furto di tre anni per tutti/e: saranno cioè, se non costringiamo il governo a sbloccare gli scatti, tre anni perduti per tutti/e, come se, al fine della progressione stipendiale, non fossero lavorati.
Lo sblocco integrale di scatti e contratti resta dunque un punto centrale della piattaforma dello sciopero generale della scuola del 15 ottobre (con manifestazioni regionali, a Roma al MIUR ore 10), insieme all’immediato ripristino – dopo che nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha confermato l’illegittimità del taglio di ore di lezione apportato dalla catastrofica “riforma Gelmini” negli istituti tecnici e professionali – dell’orario e degli organici precedenti in tali istituti, alla cancellazione di tutti i tagli, all’assunzione stabile dei precari, a massicci investimenti nella scuola pubblica. Con noi il 15 manifesteranno anche le strutture dei precari, degli studenti e dei genitori che difendono l’istruzione pubblica contro il governo della scuola-miseria ma che non fanno sconti a quei partiti del centrosinistra che, quando per due volte furono al governo in posizione dominante, contribuirono anch’essi all’immiserimento della scuola pubblica.
Piero Bernocchi – portavoce nazionale COBAS

