Scuola: il viceministro dell’Istruzione darà risposte fra 15 giorni. Anche a chi fa lo sciopero della fame!
Ieri il viceministro all’Istruzione, Giuseppe Pizza, ha detto ai precari siciliani della scuola che si farà risentire tra 15 giorni. Detto a chi sta facendo da 10 giorni lo sciopero della fame sembra uno scherzo. Ma è vero. I tre precari non ci stanno. Pietro e Salvo staranno ancora in via Praga a Palermo. Mentre Giacomo è volato a Roma per stare davanti a Montecitorio. Con lui, Caterina e Giusto.
Lettera pubblicata da Salvatore Altadonna (che sta facendo lo sciopero della fame a Palermo) il giorno venerdì 27 agosto 2010 alle ore 7.19.
Sciopero della fame 11° giorno
Caro Berlusconi
L’umidità di un’altra notte è passata. La sofferenza di un nuovo giorno inizia.
Vorrei informarti che il servo che hai mandato ieri (sotto-segretario PIZZA) per misurare la temperatura del tuo granaio di voti in Sicilia ha fallito.
Un Governo che opera dei tagli al fine di ottimizzare un bilancio
è un Governo coscienzioso
Un Governo che opera dei tagli affamando le famiglie
è criminalità organizzata in cerca di nuova manovalanza
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Precari della scuola a Montecitorio
E’ arrivata a Roma la protesta dei precari siciliani della scuola.
Questa mattina manifestazione davanti a Montecitorio .
Ecco il Servizio Video di Cristiana Palazzoni
Precari siciliani della scuola: qualcuno inizia lo sciopero della fame
Per i precari siciliani della scuola si preparano tempi duri, molti probabilmente rimarranno senza cattedra il prossimo anno scolastico.
Il mondo dei lavoratori precari della scuola sta vivendo, ancora una volta, una stagione drammatica.
In Sicilia, al taglio di 4200 posti di lavoro l’anno scorso, si aggiunge l’
ulteriore taglio di circa 5000 posti.
Si comprende bene che ad ogni unità lavorativa corrisponde una famiglia,
troppo spesso monoreddito, che si trova a non avere più quell’unico introito
che consentiva il mantenimento di una minima dignità di vita.
Il malcontento di tanti padri e madri di famiglia siciliani che devono
affrontare le contingenze quotidiane (dal mutuo, alle bollette, alla spesa
alimentare) senza più alcun reddito per soddisfare tali necessità primarie,
sfocia nell’esasperazione data anche dalla sordità delle istituzioni a tre anni
di proteste e richieste di equità. Non trascuriamo, infatti, le discrepanze in
atto tra i lavoratori del sud (falcidiati) e quelli del nord (maggiormente
tutelati).
Tale esasperazione ha condotto, ieri 16 agosto, ad un ennesimo presidio in via Praga, a Palermo, ove si trovano l’ ufficio scolastico provinciale ed una sede dell’ufficio scolastico regionale, ed alla proclamazione da parte di un docente, Salvatore Altadonna, e di un collaboratore scolastico, Pietro di
Grusa, dello sciopero della fame, volto ad ottenere degli incontri utili a
salvaguardare il diritto al lavoro e alla dignità di ciascuno di quelle
migliaia precari che per anni ed anni hanno portato avanti, con la loro opera precaria e preziosa, la Scuola Pubblica Italiana.

