Programma annuale 2010: l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte proroga i termini
In Piemonte scade il 28 febbraio la presentazione del programma annuale 2010. Una proroga in attesa di superare le difficoltà create dalla nota ministeriale del 14 dicembre. Per la FLC un risultato positivo che dà voce al disagio delle scuole.
In Piemonte le scuole avranno tempo fino al 28 febbraio per presentare il programma annuale 2010.
Questo è quanto stabilisce la circolare regionale n.13 del 19 gennaio 2010.
Secondo l’ufficio scolastico regionale la riduzione del 25% delle spese per i contratti di pulizia, prevista dalla nota ministeriale del 14 dicembre, è insostenibile e va rivista.
Tale risultato è il frutto di un tavolo congiunto tra Regione,Usr, associazioni delle scuole, dirigenti scolastici, cooperative, Anci e OO.SS., fortemente sollecitato dalla Flc Cgil Piemonte, che invierà al Ministero ed alla Conferenza Unificata un documento con richiesta di revoca del provvedimento.
Riteniamo questa decisione un fatto importante perché evidenzia le oggettive difficoltà delle scuole a predisporre in poche settimane il programma sulla base di una nota arrivata in ritardo e con un forte impatto sulla qualità del servizio.
Auspichiamo che altri Uffici Scolasti Regionali promuovano analoghe iniziative sostenendo le richieste delle scuole e delle parti sociali.
Via: www.flcgil.it
Finanziamenti alle scuole
la FLC impugna la nota sul programma annuale 2010. In una recente nota diffusa il 22 dicembre 2009 il Miur detta le regole per il programma annuale 2010. Si tagliano ulteriormente le risorse e si costringono le scuole a pasticciare i conti rendendo la gestione economico-finanziaria tutt’altro che trasparente. Vengono ignorati come se non esistessero il Regolamento di contabilità e il cosiddetto “Capitolone”. Per la FLC una nota illegittima che mette le scuole nelle condizioni di non poterla applicare.
Le scuole devono approvare il programma annuale entro il 15 dicembre e il Miur il 22 dicembre, con una nota datata 14 dicembre, comunica a ciascuna scuola la dotazione finanziaria di cui può disporre. Si tratta di un budget minimale e che non finanzia tutte le voci di spesa. Ma c’è un aggravante: la nota cambia le regole del gioco che sono state fissate nel corso degli anni da due leggi (la normativa sull’autonomia scolastica, da cui deriva il regolamento di contabilità; e la legge finanziaria 2007, da cui deriva il capitolone). Ancora una volta questo Ministro con grande disinvoltura tenta di stravolgere una legge con una comunicazione interna.
Nella nota si ignorano i criteri di distribuzione delle risorse, che finora poggiavano su requisiti precisi come il numero degli alunni, il numero dei laboratori, quindi la tipologia di scuola, ecc. Adesso, invece, soldi per il funzionamento delle scuole non ce ne sono, così quello che il Miur suggerisce di fare è di utilizzare i fondi contrattuali – quelli che servono all’arricchimento dell’offerta formativa, ai progetti innovativi – per pagare i supplenti e per le necessità di tutti i giorni. Si condannano ancora una volta le scuole alla sopravvivenza, a meno di non chiedere contributi alle famiglie. Quindi la scuola statale subisce l’ennesimo taglio finanziario e ha difficoltà a espletare la sua funzione istituzionale di garantire il diritto allo studio, salvo che le famiglie non se lo paghino, mentre le scuole private escono indenni da qualunque taglio di finanziamento.
Nella nota si riducono anche i costi per le ditte di pulizie.Si riducono i servizi di pulizia e sorveglianza. È un fatto gravissimo per il quale abbiamo già chiesto un incontro urgente al Miur.
In pratica la nota impone alle scuole di ridurre di colpo – senza nessun riferimento alla realtà e ai bisogni – del 25% i contratti esterni di pulizia e sorveglianza (e per fare questo rispolvera un regio decreto del 1923!).
I crediti che le singole scuole vantano nei confronti del Ministero (circa un miliardo di euro, cifra certificata) per spese obbligatorie a suo carico (pagamento supplenze e compensi per esami di stato) vanno trattati secondo la nota come disponibilità da programmare e non come componente attiva del bilancio della scuola. Da crediti esigibili, cioè soldi che devono rientrare perché sono stati anticipati per cassa, stornati da altre voci, si trasformano in una voce incerta su cui non si può più fare affidamento.
L’azione e le proposte della FLC CGIL
Per tutte queste ragioni la FLC ha deciso di impugnare la nota del 14 dicembre in sede legale, di chiedere un incontro urgente al Miur e di mettere a disposizione delle scuole alcune proposte operative per la stesura del programma 2010. Nei prossimi giorni apriremo uno spazio di ascolto e di raccolta delle proposte di Dirigenti scolastici, Direttori dei servizi g.a. e Consigli di Istituto.
Sono anni che tutto il sistema di istruzione è vittima di tagli dissennati, di interventi legislativi confusi, di indicazioni contraddittorie in un clima da caccia alle streghe. Se non si cambia strada non c’è futuro.
Questo argomento verrà trattato anche con il prossimo numero della rivista “Articolo 33″.
Via: www.flcgil.it

