Scuola differenza tra nord e sud

L’invalsi ( Istituto nazionale per la valutazione delle scuole) ha effettuato una ricerca sull’apprendimento che hanno i ragazzi del sud da quelli del nord, fin dalle scuole elementari.
I ragazzi delle regioni meridionali in media hanno dato risposte non corrette a differenza dei bambini delle regioni settentrionali.
La ricerca è stata effettuata con dei test d’italiano e matematica. Naturalmente le persone campionate hanno la stessa età.
Vediamo un po’di numeri a confronto.
Per quanto riguarda il test d’italiano, in seconda elementare, i bambini hanno dato una percentuale di risposte corrette inferiore del 6% rispetto ad una seconda elementare del nord. Lo stesso test è stato ripresentato in quinta dove il divario tra nord e sud passa dal 6% al 2%.
Sempre in seconda elementare il test di matematica ha portato una stessa percentuale di errori tra nord e sud, ma si allarga abbondantemente in quinta, dove la percentuale tocca il 4%.
In base ai risultati della ricerca si è acceso un sostanziale dibattito.
Il presidente dell’istituto nazionale Invalsi ha detto che non va bene che ci sia gia un divario cosi grande tra i paesi del nord e quelli del sud, poiché con il passare del tempo la povertà di conoscenze si tradurrà in carriere di lavoro e bassi salari.
Per vedere altri confronti e commenti visita il sito Confronto24.it
Prove Invalsi: bocciate anche al Liceo Donatelli di Terni

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Venerdì 25 novembre il collegio docenti del Liceo scientifico R. Donatelli di Terni ha votato quasi all’unanimità (5 voti favorevoli su 60 professori) la non disponibilità dei docenti e del liceo ai quiz INVALSI.
La scelta è stata motivata dalla consapevolezza della inutilità di tali prove, dal loro essere un modo subdolo di valutazione del docente e della scuola, ma soprattutto ha pesato la necessità di discutere dei reali problemi della scuola e dei tagli pesanti alla scuola stessa. Tra l’altro quei due o tre docenti che l’anno passato avevano somministrato e corretto le prove INVALSI e non hanno ricevuto alcun incentivo in denaro, forte è stata la delusione di non aver visto i risultati finali, aver constatato gli errori nella somministrazione e non aver ricevuto neanche i correttori!
Sempre più scuole e docenti anche della provincia di Terni rifiutano la truffa dei quiz INVALSI, rinviandoli al mittente, presentati da MIUR e dirigenti scolastici come obbligatori (ma non lo sono!) strumenti di valutazione degli studenti, in verità veri e propri cavalli di troia per valutare invece scuole e docenti e riproporre una gerarchia (ranking) stipendiale mutuata dalle imprese, che nelle scuole USA si è rivelata completamente fallimentare per la didattica e le scuole stesse già 20 anni fa.
Nel 2000 i docenti licenziarono il ministro L. Berlinguer che cercò di gerarchizzare la categoria col nefasto concorsaccio. Oggi prima la Moratti, poi Fioroni, la Gelmini ed infine, il neoministro F. Profumo, di estradizione economico-aziendalistica, tentano lo stesso colpo, prima espellendo (e cancellando) posti di lavoro e cattedre per decine di migliaia di precari docenti ed ATA e, proponendo una sorta di bestiale darwinismo sociale tra docenti ed istituti scolastici, che attacca il carattere collegiale dell’insegnare. Lorsignori stanno tentando una gerarchizzazione pseudomeritocratica (attraverso l’INVALSI!!) dei docenti, promettendo le briciole ai più conformi e tagli agli altri, un attacco frontale alla la finalità più alta della scuola riconosciuta dall’art.3 della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Ricordiamo le dichiarazioni della ex ministra Gelmini ““Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi”. Un’ulteriore conferma l’abbiamo avuta quando finalmente il MIUR ha reso disponibile sul suo sito lo statuto dell’Invalsi (decreto n. 11 prot. 5657 del 2/9/11). Il documento, formato da 20 articoli, ne definisce natura giuridica, composizione, missione e obiettivi. All’articolo 2 leggiamo che l’Invalsi “concorrere alle azioni di sviluppo della cultura del merito promosse dalla Fondazione per il merito…” e all’articolo 4 comma e si aggiunge che l’Invalsi ha anche l’obiettivo di collaborare “… alle attività di valutazione del sistema scolastico al fine di realizzare iniziative di valorizzazione del merito …”. Più chiaro di così: mentre si massacra la scuola pubblica (e insieme ad essa le pensioni, la sanità, gli stipendi, i diritti dei lavoratori), si cerca di far passare un modello meritocratico per il quale, se la tua scuola non ha soldi e il tuo stipendio è una miseria, la colpa alla fin fine è di chi ci lavora. Nel discorso di insediamento ricordiamo le parole di Monti sulla scuola pubblica(NB non sta parlando di un’azienda): “Un ritorno credibile a più alti tassi di crescita deve basarsi su misure volte a innalzare il capitale umano e fisico e la produttività dei fattori. La valorizzazione del capitale umano deve essere un aspetto centrale: sarà necessario mirare all’accrescimento dei livelli d’istruzione della forza lavoro, che sono ancora oggi nettamente inferiori alla media europea, anche tra i più giovani. Vi contribuiranno interventi mirati sulle scuole e sulle aree in ritardo, identificando i fabbisogni, anche mediante i test elaborati dall’INVALSI, e la revisione del sistema di selezione, allocazione e valorizzazione degli insegnanti.” Più chiaro di così? Boicottiamo e bocciamo i quiz INVALSI.
COBAS TERNI
Invalsi e stipendi

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei Cobas Reggio Emilia
Una ulteriore conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto: le prove INVALSI misurano i docenti e serviranno ad applicare la riforma Brunetta nella scuola. Materiale per impedire, nei collegi docenti, l’approvazione delle prove invalsi
Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi
In un’intervista riportata il 9/10 dal quotidiano “La Repubblica” al ministro Gelmini (clicca qui per il testo integrale), figura il seguente botta e risposta con l’intervistatore:È pentita di qualche scelta?“Non sono riuscita a spiegare come il paese debba ricredersi sul ruolo dell’insegnante. Ha perso valore sociale, prestigio”.Gli insegnanti pensano sia colpa sua. “Credo che i buoni docenti debbano essere pagati meglio di coloro che hanno solo scelto un impiego pubblico. Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi”.Non entriamo nel merito dei giudizi espressi dal ministro, ma ci interessa fissare l’attenzione sull’ultima riga: Non riusciremo ad aumentare gli stipendi, ma vareremo un sistema di incentivi basato sui test Invalsi.Dunque tutto quello che avevamo segnalato in tempi non sospetti era vero!I test Invalsi sono lo strumento con cui il ministero si appresta a valutare su base meritocratica gli insegnanti, con buona pace di chi ci ha sempre risposto che erano le illazioni dei “soliti facinorosi”.Se la Gelmini intendeva rassicurare insegnanti e genitori, noi non lo siamo per niente.Cosa succederà, si pagheranno di più gli insegnanti delle classi che ottengono punteggi più alti?E questo come si riverbererà sulla formazione delle classi, sull’assegnazione delle cattedre, sul preoccupante rischio di ufficializzare la distinzione tra “sezioni migliori” e “sezioni peggiori”?“Per forza mio figlio va male: ha un insegnante di serie B!” (il quale, magari, è bravissimo, ma gli è capitata una classe problematica…).E rispetto ai quiz (non ci dilunghiamo più di tanto, per il materiale cliccate qui…) come la mettiamo?Cederemo all’allenamento degli studenti per poter dimostrare che siamo dei bravi insegnanti (e per accedere a qualche palanca in più…)?E, vista la situazione economica in cui giornalmente viviamo e la retribuzione a dir poco umiliante che gli insegnanti percepiscono, vi sembra così amena l’idea che qualche docente possa suggerire le risposte esatte agli studenti per potersi pagare le rate del mutuo della casa…?L’idea della valutazione/incentivazione basata sui risultati di questi test, così come sul numero di promozioni, sul numero di iscrizioni, non ci convince e ci pare anzi assai pericolosa.Chiediamo a tutti (genitori ed insegnanti) di impegnarsi affinché la logica dei test Invalsi subisca un arresto; non è un’impresa impossibile ma è senza dubbio collegata alla necessità di condurre azioni coordinate.Maggio (il mese dei test…) è ancora lontano: cominciamo a ragionarci sopra fin da ora?
COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it www.cobas-scuola.it
Mozione Invalsi primi collegi

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Cobas Scuola RE.
INVALSI: ATTENZIONE AI PRIMI COLLEGI DOCENTI! NON INSERIAMO LE PROVE NEL PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITA’ E NEL POF
I presidi hanno provato a dirlo in tutte le scuole d’Italia che le prove INVALSI sono obbligatorie, ma sono stati sonoramente smentiti: prima dal MIUR (Nota n. 2792 del 20.4.11), da varie sentenze e poi dall’archiviazione di tutti i provvedimenti disciplinari che alcuni presidi avevano pensato di intraprendere contro quei colleghi che si erano rifiutati di somministrare e/o correggere le prove o rinunciare alle proprie ore curriculari.
E’ proprio la Nota 2972 a suggerire ai presidi il comportamento per il prossimo anno, laddove afferma: «il piano annuale delle attività […] non può non contemplare tra gli impegni aggiuntivi dei docenti, anche se a carattere ricorrente, le attività di somministrazione e correzione delle prove INVALSI. Conseguentemente,. […] il riconoscimento economico per tali attività potrà essere individuato, in sede di contrattazione integrativa di istituto».
E’ stata subito evidente a tutti l’assoluta inconsistenza giuridica di tali affermazioni (e infatti poi tutti i giudici ci hanno dato ragione); infatti i casi sono due:
1) o le prove INVALSI rientrano nella funzione docente ? allora rientrano negli obblighi di lavoro pagate dallo stipendio ministeriale: CCNL art.28 c.4 (attività di insegnamento e attività funzionali all’insegnamento); si tratta di un elenco di obblighi di lavoro in cui NON RIENTRANO la correzione e la somministrazione delle prove INVALSI. Questa ipotesi è scartata a priori anche dal MIUR che infatti nella sua Nota non si prova nemmeno a ventilare un’obbligatorietà di questo tipo;
2) o le prove INVALSI rientrano nelle attività aggiuntive ? sono pagate con il fondo d’istituto: ma se è così, allora queste attività sono facoltative visto che NON ESISTONO ATTIVITÀ AGGIUNTIVE OBBLIGATORIE: esse sono sottoposte all’approvazione del Collegio docenti che, in piena autonomia, può accoglierle o respingerle. «Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa» (CCNL art.28 c.4)
Non dubitiamo che i solerti presidi italiani arriveranno ben preparati nei primi collegi dell’a.s. 2011/2012 e proveranno a inserire le prove INVALSI nelle attività che autonomamente (cioè volontariamente) la scuola decide di svolgere. Ma sarà per noi molto facile respingere questo tentativo: è il Collegio che delibera il piano delle attività e il POF e che ovviamente decide cosa ci sta dentro; richiamiamo l’art. 28 del contratto, sosteniamo che il piano delle attività lo decide il Collegio (e non il preside) e pretendiamo che da esso siano eliminate le attività relative alla somministrazione e correzione delle prove INVALSI. Non facciamoci intimorire, né dall’autoritarismo dei presidi né dal collaborazionismo di alcuni colleghi; e ricordiamo:
- non è vero che il piano deve essere approvato nel suo complesso (o tutto o niente); è prerogativa del Collegio Docenti accogliere in tutto o in parte la proposta di piano delle attività del preside
- non si sta discutendo se le prove INVALSI siano obbligatorie o meno (non sarà questo l’oggetto del contendere nei collegi di settembre, non facciamoci trascinare in questa discussione); si sta deliberando sul piano delle attività ed è solo il Collegio a decidere quali attività aggiuntive inserire o meno;
- non cadiamo nella trappola: “La correzione e somministrazione sono volontarie, ma intanto inseriamo le prove nel piano attività, così chi deciderà di collaborare, potrà essere pagato”; la battaglia contro le prove INVALSI non è tanto una questione stipendiale, ma soprattutto una battaglia culturale in difesa della qualità della scuola: è dunque la scuola nel suo complesso che, inserendo o meno i quiz tra le sue attività aggiuntive, fa una scelta didattico-culturale, indipendentemente da chi individualmente somministra/corregge le prove (tanto i presidi hanno sempre una corte a cui ricorrere). Infatti è proprio questo il senso delle attività aggiuntive da inserire nel piano annuale delle attività: «Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa» (ancora CNCL art. 28 c.4)
ESEMPIO DI MOZIONE PER IL COLLEGIO DOCENTI
Il Collegio Docenti dell’Istituto……………………………. riunito il ……………………………………., esprime un giudizio negativo sulle prove INVALSI, in quanto le stesse non si presentano solamente come strumenti esterni di rilevazione degli apprendimenti, ma interferiscono nell’atto didattico-educativo e rappresentano uno strumento che, in vista delle rilevazioni, modifica l’attività didattica e le sue metodologie proponendo una standardizzazione degli insegnamenti e mettendo in secondo piano le capacità di analisi, sintesi ed elaborazione critica degli allievi. Pertanto le prove INVALSI non paiono coerenti con il piano educativo e didattico della nostra istituzione scolastica e dunque, in base ai poteri conferiti al Collegio Docenti dal Decreto Legislativo, n. 297/1994 (Il Collegio docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico art.7 c. 2) e dal CCNL (Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa art. 28 c.4)
delibera
di non inserire nel piano annuale delle attività/nel POF relativo all’a.s. 2011/2011 le attività di somministrazione e correzione delle prove INVALSI.
Nel caso la mozione andasse in minoranza nel Collegio, fatela verbalizzare con i nominativi dei colleghi che la sostengono e motivate il vostro personale rifiuto come “opzione metodologica di gruppo minoritario” che, come recita l’art. 8 dpr 275, entra a far parte del POF. Nessuno poi vi potrà obbligare a somministrare e/o correggere le prove.
“LORO” NON SONO ANDATI IN VACANZA:
MENTRE CONTINUANO A TAGLIARE I POSTI DI LAVORO DEI COLLEGHI PRECARI, NELLA FINANZIARIA DI TREMONTI HANNO TROVATO IL MODO DI AUMENTARE VISTOSAMENTE LE RISORSE PER L’ISTITUTO DI VALUTAZIONE NAZIONALE!
MENTRE BLOCCANO CONTINUAMENTE I NOSTRI STIPENDI, IL MINISTRO GELMINI HA DICHIARATO CHE LE SPERIMENTAZIONI SUL MERITO DEI DOCENTI (STIPENDI DIFFERENZIATI) SARANNO FORTEMENTE IMPLEMENTATE (TUTTE LE SPERIMENTAZIONI HANNO, TRA I LORO PARAMETRI, I RISULTATI DELLE PROVE INVALSI)
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