Scuola: il futuro dei docenti

In questo blog troverete notizie su provveditorato, scuola, docenti, supplenze.
Esito dell’incontro del 18 novembre al MIUR – Si apre un’intensa fase di negoziato
L’incontro di mercoledì 18 novembre, che faceva seguito a quello avvenuto la settimana precedente con la presenza del ministro Gelmini, ha avuto carattere sostanzialmente interlocutorio, essendosi prevalentemente limitato all’individuazione dei temi ritenuti prioritari, su cui attivare specifici “tavoli di confronto tecnico”.
La riunione ha offerto, tuttavia, l’opportunità per ribadire alcune questioni poste con forza dalla CISL Scuola nel corso dell’incontro con il Ministro, in particolare sull’avvio della riforma del II ciclo e ha fatto registrare alcune importanti comunicazioni da parte dell’Amministrazione.
Il Capo Dipartimento per l’Istruzione, dott. Giuseppe Cosentino, infatti, nella sua comunicazione di apertura ha accennato all’imminente pubblicazione della direttiva sui collocamenti in pensione ai sensi dell’art. 72 della legge 133/08, essendosi positivamente sciolte le riserve sulla possibilità di derogare dal collocamento forzoso in pensione di chi ha maturato 40 anni di contribuzione, ma attende nel corso del triennio 2009-11 il passaggio ad una successiva classe di stipendio.
Non avrà invece alcuna rilevanza, a differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, l’appartenenza o meno a classi di concorso in esubero: in tal modo l’Amministrazione ritiene di poter incrementare il numero delle cessazioni dal servizio, liberando così posti su cui attivare una significativa tornata di assunzioni in ruolo. Al riguardo, è stato ribadito l’obiettivo di una integrale copertura del turn over, nell’ambito di un impegno che il Ministro intende assumere di una più estesa stabilizzazione dei rapporti di lavoro sia per l’area docente che per il personale ATA.
Il Capo Dipartimento ha poi reso noto che il confronto con le Regioni è ripreso sui temi relativi all’attuazione del Titolo V, annunciando un “incontro tecnico” in avvio della prossima settimana che dovrebbe preludere alla ripresa e alla conclusione del confronto in sede politico. Obiettivo del confronto è, fra l’altro, individuare soluzioni che assicurino in prospettiva una più stretta correlazione fra la gestione dell’organico e gli interventi sulla rete scolastica.
Facendo riferimento all’imminente avvio della riforma del secondo ciclo, il Capo Dipartimento ha confermato che i nuovi indirizzi potranno essere attivati, ove occorra, nell’ambito dell’attuale modello organizzativo degli Istituti di Istruzione Superiore (IIS), rinviando ad una fase successiva l’eventuale costituzione di istituti ad indirizzo unitario, ferma restando ovviamente la competenza esclusiva delle Regioni nel “disegno” degli assetti delle istituzioni scolastiche.
Accennando alle misure straordinarie per il personale precario – essendo in quel momento in corso la seduta del Senato che ha concluso l’iter di conversione in legge del decrteo-legge 134/09 – è stata annunciata la pubblicazione di una nota contenente precise indicazioni per un corretta gestione delle intese regionali.
Il dott. Cosentino ha comunicato, inoltre, l’avvenuta espressione di parere favorevole da parte del Ministero dell’Ecomnomia e delle Finanze (MEF) sullo schema di Regolamento concernente la formazione iniziale del personale docente, sottolineando l’urgenza di provvedere in tempi rapidi alla definizione della nuova disciplina del reclutamento.
Il Capo Dipartimento, infine, si è soffermato sulla questione della valorizzazione del merito e delle modalità di gestione delle risorse che l’art. 64 del decreto-legge 112/08 rende a tal fine disponibili, attraverso il reinvestimento di una quota pari al 30% delle economie realizzate nel triennio 2009/10 – 2011/12 con la manovra sugli organici. Al riguardo, è stata riportata la volontà del Ministro di seguire la via negoziale e del confronto fra le parti, escludendo interventi unilaterali di natura legislativa: secondo il MIUR alla questione del merito, pur evidentemente collegata alla complessiva disciplina contrattuale, deve essere riconosciuta una specificità derivante anche dalla destinazione di risorse mirate e sulla quale, in ogni caso, è urgente portare a qualche esito una riflessione che si è lungamente protratta nel tempo, interessando più di una tornata contrattuale.
In conclusione, sono stati proposti alcuni “tavoli di confronto” sulle seguenti materie:
•nuovi ordinamenti e misure di accompagnamento;
•reclutamento del personale docente;
•valorizzazione del merito;
•organici e autonomia delle scuole.
Ad essi si aggiunge quello già previsto in parallelo al “tavolo sulla mobilità”, per le ricadute che in tale ambito derivano dalla nuova strutturazione delle classi di concorso.
La CISL Scuola, nel dichiarare la propria disponibilità all’attivazione dei “tavoli di confronto”
•ha sottolineato come la pratica di corrette e costruttive relazioni sindacali rappresenti da sempre una precisa scelta di comportamento per un’organizzazione la cui identità si fonda sul primato della contrattazione. In questo senso la CISL Scuola vuol leggere nell’apertura dei “tavoli negoziali” una scelta di metodo, non sempre chiaramente e convintamene espressa dalla controparte, su cui pertanto non solo offre disponibilità, ma rivendica continuità e coerenza di impegno;
•ha ribadito le condizioni che devono concorrere a rendere praticabile l’avvio della riforma del secondo ciclo dal prossimo anno scolastico: un avvio che deve essere circoscritto alle sole classi prime; essere contestuale per tutte le tipologie di istituto (licei, tecnici, professionali); essere accompagnato da una revisione dell’entità e dei tempi della manovra sugli organici; essere sostenuto da forti misure di accompagnamento;
•si è detta disponibile – sulla valorizzazione del merito – ad avviare un confronto che in ogni caso deve trovare l’indispensabile raccordo con il rinnovo del CCNL, di cui la questione del merito rappresenta un aspetto non isolabile dal contesto di una generale rivalutazione delle retribuzioni di tutto il personale. Ricondurre la materia all’ambito del negoziato, oltre a rappresentare una scelta rispondente a criteri di corretta individuazione delle prerogative e delle competenze, offre maggiori garanzie rispetto al rischio di indebite forzature o enfatizzazioni su temi che richiedono, invece, la capacità di individuare e costruire soluzioni sostenute quanto più possibile da ampi margini di condivisione.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Capo Dipartimento Programmazione e Risorse, dott. Giovanni Biondi, per una specifica e dettagliata illustrazione delle iniziative avviate dal MIUR per l’informazione e il coinvolgimento delle scuole sulla riforma del II ciclo.
Via: www.cislscuola.it
Contratti scuola: mobilitazione della uil

MOBILITAZIONE PER I CONTRATTI
Avviate dalla UIL le procedure di conciliazione
per il personale dei comparti dello Stato:
UIL nazionale: comunicato stampa
Con una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed ai
ministri della Pubblica Amministrazione, dell’Istruzione e dell’Economia,
Brunetta, Gelmini e Tremonti, la Uil ha chiesto al Governo che siano compiuti
tutti gli atti necessari all’avvio delle procedure di confronto e contrattazione
previste dall’Accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali,
sottoscritta lo scorso 30 Aprile con il Governo, e confermata nel Dpef 2010–
2013, per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti, chiedendo anche chevengano definiti gli stanziamenti coerenti.
La Uil, ha inoltre chiesto al ministro Brunetta di attivare un ulteriore tavolo diconfronto perché anche la Conferenza delle Regioni e le associazioni
rappresentative del sistema delle autonomie condividano l’Accordo sul nuovomodello contrattuale.
Intanto le categorie del personale facente capo alle amministrazioni centrali
dello Stato (stato, parastato e scuola), congiuntamente alla Uil hanno
proclamato lo stato d’agitazione dei comparti e richiesto l’apertura delle
procedure di conciliazione, per giungere, in assenza della definizione dei
contratti, allo sciopero generale del settore.
Provveditorato

Provveditorato agli studi
Il provveditore agli studi era preposto ad un ufficio periferico del Ministero della pubblica istruzione denominato provveditorato agli studi, dal quale dipendevano gli insegnanti di scuola secondaria, elementare e materna, gli ispettori, i presidi e i direttori didattici.
Istituiti dalla legge 13 novembre 1859, n. 3725 (nota come legge Casati) con competenza provinciale, i provveditorati agli studi vennero ridotti a 19 con competenza regionale dalla riforma Gentile, per ritornare nuovamente alla competenza provinciale nel 1936.
Con l’art. 8 del D.P.R. 11 agosto 2003, n. 319 i provveditorati agli studi sono stati soppressi e le loro competenze, notevolmente ridimensionate a seguito dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, trasferite agli uffici scolastici regionali, che si articolano a livello provinciale in centri servizi amministrativi (CSA), dal 2006 denominati uffici scolastici provinciali.
Milano, la FLC Cgil denuncia al Prefetto i “mali” della scuola milanese

Questo blog si occupa di scuola, provveditorato e supplenze .
Milano, la FLC Cgil denuncia al Prefetto i “mali” della scuola milanese
Martedì 27 ottobre la FLC Cgil di Milano ha incontrato il Prefetto di Milano per rappresentargli alcune gravi situazioni che impediscono alla scuola milanese di poter assicurare la qualità e la continuità del servizio, le condizioni di sicurezza e di igiene che sarebbero necessarie, il rispetto dei curricoli di studio, la certezza del contratto di lavoro per il personale docente e ATA.
L’intento è stato quello di rompere il silenzio sulle difficoltà delle scuole e di far emergere la verità sulle mutate condizioni di lavoro cui è costretto il personale docente e ATA.
A conclusione dell’incontro il Prefetto si è impegnato a riferire la nostra protesta ai soggetti istituzionali interessati affinché siano coinvolti nelle problematiche da noi evidenziate.
COMUNICATO STAMPA
In data 27 ottobre la FLC CGIL di Milano ha incontrato il Prefetto di Milano per rappresentargli alcune gravi situazioni che impediscono alla scuola milanese di poter assicurare la qualità e la continuità del servizio, le condizioni di sicurezza e di igiene che sarebbero necessarie, il rispetto dei curricoli di studio, la certezza del contratto di lavoro per il personale docente e ATA.
I tagli imposti alla scuola comportano una effettiva riduzione dell’offerta formativa. Così è per l’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria, le attività di sostegno per gli alunni diversamente abili, le attività alternative insegnamento della religione cattolica, e altre ancora sono state oggetto di tagli che pregiudicano la realizzazione del curricolo e mettono la scuola in condizioni di non poter rispondere alle richiesta delle famiglie.
Al silenzio sulle difficoltà delle scuole si contrappone una incomprensibile campagna di minimizzazione della realtà ad opera del Ministro Gelmini e del direttore scolastico regionale Colosio orientata ad assicurare l’immagine di una scuola funzionante, con organici disponibili fin dal primo giorno di scuola, con risorse adeguate al regolare funzionamento. Si nasconde così la verità sulle mutate condizioni di lavoro cui è costretto il personale docente e ATA:
1)SERVIZIO DI PRE E POST SCUOLA
Non è più possibile oggi continuare ad assicurare il servizio di pre e post scuola, servizio che avrebbe dovuto essere garantito dall’ente locale con proprio personale; la convenzione tra stato e enti locali ormai risalente a più di 10 anni fa, mai rinnovata, è di fatto inapplicata .Nelle attuali condizioni garantire il pre e post scuola con personale statale comporta lo stravolgimento dell’organizzazione del lavoro nelle scuole, mettendo ancora a rischio sicurezza, igiene, vigilanza;
2)LINGUA INGLESE NELLA PRIMARIA
Nella scuola primaria mancano centinaia di ore di inglese per assicurare il curricolo, mancano gli specialisti nell’organico e i posti rimangono scoperti per il diniego del direttore scolastico regionale ad autorizzarne la copertura; ai dirigenti scolastici si impongono scelte drastiche di ricorrere a forme di lavoro straordinario e di smontare i progetti di Tempo Pieno; proposte inammissibili e al limite della legalità
3)SOSTEGNO ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
In tutti gli ordini di scuola sono sottratte decine centinaia di ore di sostegno agli alunni diversamente abili; secondo i dati dell’ufficio scolastico provinciale non sono stati attivati circa 280 posti per “esaurimento” dell’organico disponibile, secondo la stessa fonte il rapporto docente/allievi diversamente abili a Milano è di 1 docente ogni 2,44 allievi, mentre lo standard nazionale previsto dal MIUR è di 1 doc. per 2 allievi; se fosse rispettato anche nella nostra provincia il parametro nazionale occorrerebbe incrementare gli organici di sostegno di oltre 1000 unità… ma anche su questo il direttore scolastico regionale Colosio tace;
4)SOFFERENZE FINANZIARIE
Le scuole milanesi sono in grave sofferenza per gli ingenti crediti che vantano dal MIUR fin dall’anno 2006/07; i dirigenti scolastici sono in condizioni di non avere risorse finanziarie per nominare i supplenti, non pagano le ore eccedenti assegnate al personale docente e ATA, non hanno risorse per il normale funzionamento scolastico; gli stessi dati della direzione scolastica regionale della scorsa primavera riferiscono di una media di 140 – 160 mila € di crediti per istituto, crediti riferiti ad attività regolarmente autorizzate e svolte per le quali i lavoratori stanno avviando cause davanti alla magistratura del lavoro;
5)RICHIAMO AI DIRIGENTI SCOLASTICI
Al silenzio imposto sulle condizioni della scuola milanese contribuisce anche l’iniziativa, insolita per la nostra realtà, di un Direttore Scolastico regionale che chiede spiegazioni scritte ed in alcuni casi promuove ispezioni per quei dirigenti che sugli organi di stampa hanno rappresentato le difficoltà incontrate per garantire una scuola sicura e di qualità; stupisce in tutto questo che il Direttore Scolastico dott. Colosio affermi di venire a conoscenza dalla stampa dei guai della scuola milanese, come se decine di incontri con le OO.SS. non fossero state sufficienti nelle settimane e nei mesi scorsi a farglielo capire; stupisce che si chieda ai Dirigenti Scolastici da un lato di comunicare con la stampa quando ci sono iniziative della scuola da valorizzare, dall’altro di riferire direttamente al Direttore Regionale quando le scuole sono in difficoltà, tenuto conto che gli stessi da mesi non ottengono alcuna risposta su tutti i temi sui quali la scuola milanese manifesta le proprie sofferenze.
A conclusione dell’incontro il Prefetto si è impegnato a riferire ai soggetti istituzionali interessati affinchè siano coinvolti nelle problematiche da noi sollevate.
Milano, 28.10.09
Il Segretario Generale
FLC CGIL di Milano
Attilio Paparazzo

