Regolamento sulla valutazione, uno strappo al principio della laicità

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Regolamento sulla valutazione, uno strappo al principio della laicità
Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil.
Il regolamento sulla valutazione, pubblicato il 19 agosto ma in vigore dal 22 giugno, nonostante la sentenza del Tar, conferma la partecipazione degli insegnanti di religione agli scrutini e non prevede lo stesso criterio per quelli delle materie alternative.
Il Ministro Gelmini ritiene di potere ignorare le leggi promulgando regolamenti già in vigore da due mesi e discriminare coloro i quali non si avvalgono dell’ ora di religione.
Siamo di fronte alla violazione dei principi e dei valori costituzionali, a partire dalla laicità, e questo non può essere tollerato in un Paese democratico.
Occorre, perciò, una forte risposta morale e civile alla deriva autoritaria che calpesta i diritti fondamentali delle persone.
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Organici e libri di testo: i pronunciamenti del TAR del Lazio

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Organici e libri di testo: i pronunciamenti del TAR del Lazio
Sugli organici decisione rinviata ad ottobre, mentre sui libri di testo si conferma che la legge non può essere modificata da una circolare
Dopo tanto tuonare, piovve……Non così per le tanto attese sentenze del TAR del Lazio sui ricorsi contro il taglio degli organici (ordinanza collegiale n. 1005/09 e la sentenza n. 7531/09) presentati da noi, e su quello (sentenza 7528/09) presentato da un gruppo di docenti sui libri di testo.
Nel rinviare, a breve, ad un commento più analitico, rileviamo che, in particolare sugli organici, il TAR non se l’è sentita di assumere una decisione definitiva su una materia così rilevante come gli organici, nei tempi utili affinché si potesse poi procedere, nel caso che il ricorso fosse accolto, a rivedere, in tutto o in parte, le decisioni assunte dal MIUR in materia di organici. Con il rinvio ad ottobre, infatti, si rischia di vanificare la tempestività di una decisione fondamentale per l’ inizio dell’anno scolastico.
La richiesta di chiarimenti al Miur, alla base del rinvio a ottobre, è testimonianza, a nostro avviso, della consistenza delle nostre argomentazioni e dell’”imbarazzo“, da parte del giudice amministrativo, a contraddire le decisioni assunte dal Miur in una materia così decisiva per il sistema pubblico dell’istruzione.
Dalle richieste di chiarimento emerge,comunque, il dubbio, da parte del giudice, che il Miur abbia agito legalmente, come se la normativa fosse vigente mentre, invece, ne attendiamo ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Per quanto attiene alla sentenza definitiva sui libri di testo, il TAR accoglie il ricorso di quei docenti che, con il patrocino della FLC di Milano, avevano impugnato la circolare sui libri di testo ed abroga il comma che impone “la non modificabilità delle scelte da parte degli insegnanti e della scuola nell’arco dei due periodi previsti” (cinque anni per la primaria e sei anni per la secondaria), contrariamente a quanto previsto dalla norma, che ne prevede la derogabilità per esigenze motivate.
Siamo davvero ad un’emergenza democratica, se le regole possono essere ritenute vincolanti, e quindi produrre i loro effetti, prima ancora di essere definitive! Altro che Stato di diritto!
Il fatto che il TAR non abbia certezze sul modo di procedere dell’Amministrazione che – sia detto per inciso- riteniamo abbia agito succube di una volontà politica che ritiene di poter imporre il suo diktat, a prescindere dal rispetto delle procedure e delle regole, non fa altro che aumentare le nostre preoccupazioni non solo sui destini del sistema scolastico pubblico del paese, ma su quelli del nostro assetto democratico e della libertà di tutti, che è altra cosa dal pensiero unico e dalla volontà di pochi!
Roma, 27 luglio 2009
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Tagli alle medie: 2.487 docenti in esubero e oltre 6.500 precari licenziati

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Tagli alle medie: 2.487 docenti in esubero e oltre 6.500 precari licenziati
I dati dopo i trasferimenti confermano la drammaticità dei tagli
Dal riepilogo dell’ organico della scuola secondaria di primo grado dopo i trasferimenti pubblicati il 17 luglio, è evidente l’effetto dei tagli voluti da Gelmini e Tremonti: oltre 2400 professori di ruolo non trovano posto nelle scuole della loro provincia e quindi sono dichiarati soprannumerari.
Questa situazione di esubero si aggiungerà alla riduzione dei posti determinando il licenziamento, solo per i docenti della scuola secondaria di secondo grado, di oltre 6.500 docenti precari per i quali il Ministero, dopo alcuni annunci propagandistici, non ha ancora fornito risposte concrete.
Dopo i dati della primaria, e della secondaria di secondo grado questo è un altro effetto tangibile dei tagli al quale si aggiungeranno a breve quelli per il personale ATA oltre agli ulteriori tagli previsti in organico fatto.
Roma, 21 luglio 2009
Ulteriore colpo di mano del Governo per salvare i provvedimenti del Ministro Gelmini

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Ulteriore colpo di mano del Governo per salvare i provvedimenti del Ministro Gelmini
Le Commissioni riunite V e VI della Camera dei Deputati hanno approvato qualche giorno fa un emendamento che “salva” il Piano programmatico.
Le Commissioni riunite V e VI della Camera dei Deputati giovedì 16 luglio scorso hanno approvato un emendamento al DL 78/09 (cosiddetto Decreto anti-crisi) che, oltre a confermare la norma di interpretazione autentica per quanto riguarda i termini di adozione dei Regolamenti attuativi della legge 133/08 introduce un’ulteriore interpretazione relativa, questa volta, allo schema di Piano programmatico.
L’art. 17, comma 25, emendato, recita: “L’articolo 64, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si interpreta nel senso che il Piano programmatico si intende perfezionato con l’acquisizione dei pareri previsti dalla medesima disposizione e all’eventuale recepimento dei relativi contenuti si provvede con i regolamentiattuativi dello stesso. Il termine di cui all’articolo 64, comma 4, del medesimo decreto-legge n. 112 del 2008 si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri degli schemi di regolamenti di cui al medesimo articolo”.
Per comprendere il significato di questo emendamento è necessario fare un passo indietro.
Lo schema di Piano programmatico è quel provvedimento che ha pianificato la cancellazione di 130.000 posti di lavoro nella scuola nei prossimi 3 anni, fra docenti e personale ATA e che ha attuato quindi le disposizioni del famigerato art. 64 della legge 133/2008.
Il Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia, ai sensi del citato art. 64, avrebbe dovuto predisporre il Piano programmatico dopo aver sentito la Conferenza Unificata e acquisito i pareri delle competenti Commissioni parlamentari. Successivamente si sarebbero dovuti adottare i regolamenti attuativi del Piano stesso.
La bozza di Piano programmatico è stata predisposta nel mese di settembre e ha iniziato il suo percorso che sintetizziamo come segue:
•Conferenza unificata Stato-Regioni: parere negativo a maggioranza
•Commissione istruzione del Senato: parere favorevole con condizioni
•Commissione cultura della Camera: parere favorevole con condizioni
È del tutto evidente che il Ministro avrebbe dovuto tenere in debito conto dei rilievi delle Commissioni e del parere negativo della Conferenza Unificata e, sulla base di questi, predisporre definitivamente il Piano programmatico.
Sappiamo bene che così non è avvenuto, anzi, del Piano si è persa traccia per molti mesi.
Persino il Tar Lazio, con l’ordinanza con la quale ha fissato l’udienza di merito del ricorso della FLC Cgil rilevava che “e che riguardo alla impugnativa della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 manca il Piano programmatico di interventi, allo stato ancora al livello di bozza di decreto interministeriale previsto dall’art. 64, comma 3 della menzionata legge n. 133 del 2008″.
Adesso il colpo di mano: il Governo interpreta sé stesso, stabilendo che il perfezionamento del Piano è avvenuto con l’acquisizione dei pareri e che al recepimento, eventuale, dei relativi contenuti, si è provveduto con i Regolamenti stessi.
In realtà non si può parlare neppure di interpretazione autentica in questo caso, in quanto il testo dell’art. 64 è chiarissimo: al contrario questo intervento va rubricato come una sorta di “toppa” utile per mettere al sicuro i provvedimenti attuativi dello stesso Piano e dell’art. 64.
Eravamo stati facili profeti qualche giorno fa prevedendo un intervento-sanatoria su questo punto!
Il nostro giudizio viene confermato da questo ulteriore atto: questa modalità di procedere del Governo rappresentare un vulnus per la certezza del diritto e per il corretto funzionamento di un sistema complesso quale quello dell’istruzione.
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