Tagli alle superiori: 3.643 docenti in esubero e oltre 6.000 precari licenziati

July 14, 2009 by admin · Leave a Comment
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Tagli alle superiori: 3.643 docenti in esubero e oltre 6.000 precari licenziati

I dati dopo i trasferimenti confermano la drammaticità dei tagli

Dal riepilogo dell’organico della scuola secondaria di secondo grado dopo i trasferimenti pubblicati il 26 giugno, è possibile ricavare immediatamente l’ effetto dei tagli voluti da Gelmini e Tremonti: oltre 3600 professori di ruolo non trovano posto nelle scuole della loro provincia e quindi sono dichiarati soprannumerari.
Inoltre, in molti casi per rientrare nei tagli imposti, sono state costituite cattedre in organico di diritto illegittimamente
a più di 18 ore in aperta violazione del Ccnl.

Il dato conferma quanto avevamo sostenuto, malgrado i tentativi di rassicurazione del Ministro: ci sarà meno scuola, ma anche meno docenti, sia di ruolo che precari.

Questa situazione di esubero, infatti, si aggiungerà alla riduzione dei posti determinando il licenziamento, solo per i docenti della scuola secondaria di secondo grado, di oltre 6.000 lavoratori precari per i quali il Ministero, dopo alcuni annunci propagandistici, non ha ancora fornito risposte concrete.


Dopo i dati della primaria, questo è un altro effetto tangibile dei tagli al quale si aggiungeranno a breve quelli per secondaria di primo grado e per il personale ATA oltre agli ulteriori tagli previsti in organico fatto.

Di fronte a questa intollerabile situazione la FLC Cgil prosegue nelle sue iniziative di contrasto alla politica di tagli e di smantellamento della scuola pubblica e sarà in piazza Montecitorio il 15 luglio per sostenere le rivendicazioni e i diritti dei lavoratori precari della scuola.

Roma, 13 luglio 2009

 

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Le scuole non sono obbligate a istituire il docente unico: lo dice la Corte dei Conti

July 10, 2009 by admin · 1 Comment
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La Corte dei Conti sottolinea che su sua richiesta di spiegazioni, la stessa Amministrazione, sostiene che le scuole sono autonome nel decidere se adottare il maestro unico.

Come abbiamo sempre sostenuto e sottolineato, anche di recente, vista la forte discussione che è partita nelle scuole a tale proposito, il maestro unico non è un obbligo.

Per due ragioni: la scuola è autonoma in forza della legge Costituzionale 3/2001, la scuola organizza le risorse che le vengono assegnate, anche quelle professionali, come meglio crede, in forza dell’articolo 5 commi 1 e 4 del DPR 275/99 che reca il Regolamento dell’ autonomia scolastica.

Ora la Corte dei Conti, sia pure in un contesto non tanto fausto, che è quello dell’approvazione definitiva del Regolamento sul primo ciclo, esplicita il proprio parere, in sede di registrazione dello stesso Regolamento, sottolineando positivamente la risposta dell’Amministrazione sul fatto che le scuole non sono obbligate al maestro unico.


Evidentemente la stessa Corte dei Conti ha costretto il MIUR ad ammettere che il docente unico non è prescrittivo. Infatti nel parere la Corte afferma come l’Amministrazione sottolinei che il modello del docente unico – di cui al d.l. n. 137/2008, convertito in legge n. 169 del 30 ottobre 2008 – viene sì indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle possibili articolazioni del tempo-scuola, ma pur sempre “tenuto conto della richiesta delle famiglie e nel rispetto dell’autonomia scolastica”. In sostanza, l’indicazione del modello non avrebbe alcun carattere prescrittivo, lasciando piena libertà alle scuole di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi secondo la propria programmazione e valutazione.”

Non avevamo dubbi e lo abbiamo detto sin dall’inizio. Ora ci pare che non li può avere più nessuno.

Ciò non ci impedirà comunque di impugnare l’intero regolamento.

Roma, 10 luglio 2009


Organici Ata: tagliati altri mille posti

July 10, 2009 by admin · 1 Comment
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Organici Ata: tagliati altri mille posti

Continuano i saccheggi a danno della scuola pubblica. Sale il numero dei licenziamenti di Dsga, assistenti e collaboratori. La FLC predispone l’impugnativa del regolamento.

Nel mese di giugno abbiamo dato notizia dell’emanazione dello Schema di Decreto Interministeriale per la determinazione degli organici del personale ATA per l’ anno scolastico 2009/2010.

A distanza di tre settimane, il Miur ha rettificato le tabelle allegate al decreto, determinando la riduzione di ulteriori mille posti.

Secondo il Miur si tratterebbe di un semplice errore materiale. Per noi, invece, è una questione sostanziale privare la scuola pubblica di risorse professionali e licenziare altre mille persone.

In allegato la nota n.10169 di rettifica con le tabelle dei tagli ripartiti per profili e per regione.

ALLEGATO:

Nota 10169 del 8 luglio 2009 – Rettifica tabelle decreto interministeriale organici ata a.s. 2009-2010 (303,88 kB)

Roma, 9 luglio 2009

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Regolamenti attuativi: termini rispettati per decreto

July 3, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Riforma Gelmini 

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Regolamenti attuativi: termini rispettati per decreto

Governo ha compiuto un nuovo “blitz”, per mezzo del quale, maldestramente, intende rimettersi nei termini…ma invano!

Dopo i dubbi e le perplessità sollevate nei giorni scorsi rispetto alla scadenza dei termini per quanto attiene l’emanazione dei regolamenti attuativi dell’art 64 della legge 133/08, il Governo ritiene di aver risolto la questione, facendo approvare dal Parlamento, all’interno del Decreto Legge n. 78 del 1 luglio scorso, il comma 25 dell’art. 17, in cui si prevede: “Il termine di cui all’articolo 64, comma 4, del decreto legislativo 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli schemi di regolamenti di cui al medesimo articolo”.

Il Ministro, quindi, consapevole di non aver adottato i regolamenti nei termini indicati da una norma di legge approvata dalla medesima maggioranza parlamentare, ma nel contempo preoccupato delle possibili ricadute di tale circostanza sui successivi atti applicativi e, quindi, sull’avvio del prossimo anno scolastico e su tutte le operazioni in corso, ha richiesto alla propria maggioranza di utilizzare lo strumento del Decreto Legge per stabilire che la prima lettura da parte del Consiglio dei Ministri coincide con l’adozione. Una norma di interpretazione autentica, nascosta in un articolo ove non si parla di proroghe dei termini, ma di controlli e di competenze della Corte dei Conti.


Ma la norma di cui all’art. 64 parla chiaramente di adozione e non di prima lettura, e non necessitava di alcuna interpretazione!

L’interpretazione autentica, come è noto e come spesso, peraltro, precisato anche dalla giurisprudenza, è un istituto a cui si può ricorrere non per essere “rimessi in corsa”, ma per chiarire eventuali disposizioni legislative il cui testo è poco chiaro. In questo caso, invece, il legislatore è stato chiarissimo e nessuna norma doveva essere soggetta a chiarimenti ulteriori.

Lo stesso TAR del Lazio, con l’ordinanza con la quale ha fissato l’udienza di merito del ricorso della FLC Cgil e di quello proposto nell’interesse di alcuni genitori ed Enti locali, ha affermato che “manca il regolamento di cui art. 17, comma 2 della L. 23 agosto 1988, n. 400 come previsto dall’art. 64 comma 4 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112 convertito in L. 6 agosto 2008, n. 133, allo stato soltanto firmato e che riguardo alla impugnativa della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 manca il piano programmatico di interventi, allo stato ancora al livello di bozza di decreto interministeriale previsto dall’art. 64, comma 3 della menzionata legge n. 133 del 2008″.

Il Ministro si è dimenticato, però, del Piano programmatico, che ad oggi non è stato adottato: forse, nei prossimi giorni, il Governo ricorrerà nuovamente alla decretazione d’urgenza per ricondurlo entro i termini previsti?

Un uso così smodato della decretazione d’urgenza non è certo previsto dalla Costituzione, che ne limita in modo chiarissimo gli ambiti e le condizioni.

Nel denunciare la gravità di questo modo di procedere, chiediamo che sia ripristinato il rispetto dei principi fondanti lo Stato di diritto.

Roma, 2 luglio 2009


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