Contestazioni a Bologna: la Gelmini non si presenta e al suo posto vanno in scena le ballerine brasiliane

September 11, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

Guardate e fate girare questo video davvero emblematico di quello che succede in genere quando si decide di promuovere una manifestazione spontanea di protesta contro i tagli alla scuola. Alla festa della libertà di Bologna i poliziotti in tenuta antisommossa hanno accolto i cittadini che manifestavano contro la riforma della scuola e sono volate manganellate. Difficile vedendo queste immagini non annusare aria e clima da  G8 di Genova. Ricordiamo sempre che lì sono avvenute delle cose incredibili, da stato sudamericano degli anni ’70.
Era previsto un intervento del ministro  Gelmini che alla fine non si è presentata, al suo posto lo spettacolo di ballerine brasiliane. Il finale di questo video è decisamente emblematico!

Riforma della scuola: il punto di Cisl Scuola

January 14, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Riforma Gelmini 

Le istruzioni per il programma annuale: nitida fotografia di un paesaggio desolante.
Le nostre scuole sono ancora una volta costrette a fare i conti (è proprio il caso di dirlo, parlando di bilanci, o come si usa oggi “programmi annuali”) con una drammatica mancanza di risorse. La nota/circolare inviata dal MIUR lo scorso 14 dicembre (protocollo 9537) ha un unico pregio: quello di restituire, con evidenza quasi fotografica, l’immagine desolante delle difficoltà che ancora una volta segnano la gestione delle istituzioni scolastiche; difficoltà per le quali non è prospettata, né si intravvede, alcuna soluzione.

Il quadro è quello noto: un bilancio costituito per la maggior parte da fondi contrattuali, che ne rappresentano circa i due terzi. Il resto sono le disponibilità, davvero esigue, derivanti dai parametri a suo tempo individuati nel D.M. 21/07 (ancorché la circolare inviata alle scuole non vi faccia esplicito riferimento), con cui andrebbero coperte sia le spese di funzionamento che quelle per le supplenze.

Per queste ultime, si prevede la possibilità di un’integrazione delle risorse assegnate solo a fronte del superamento di un non meglio precisato “tasso d’assenteismo medio nazionale per tipologia di scuola … previa verifica dell’effettiva inderogabilità dell’ulteriore fabbisogno”.

Di tutto si avvertiva il bisogno, meno che dell’ennesima intimidazione, neanche troppo velata, rivolta ai Dirigenti Scolastici perché continuino a usare la lesina nel conferimento delle supplenze.

Già molto evidenti e gravi sono le ripercussioni che in questo modo si stanno producendo sul buon andamento dell’attività scolastica, pregiudicata dal ricorso a modalità di sostituzione dei docenti che comportano nel ciclo primario un sistematico stravolgimento delle attività programmate (smistamento di alunni tra classi diverse, utilizzo improprio di docenti specialisti, rotazione di più docenti nella stessa classe per supplire colleghi assenti, etc.) o si traducono, nella secondaria di II grado, in una decurtazione pesante del tempo scuola, con frequenti ingressi posticipati e uscite anticipate degli alunni.

Diventa in questo modo sempre più pesante l’impegno dei docenti per garantire, comunque, un decente livello di qualità dell’azione didattica.

Illuminante – a suo modo – il “passaggio” presente nella suddetta nota 9537 circa i residui attivi, per i quali si dispone l’inserimento in un apposito aggregato contenente “disponibilità da programmare”, in attesa di una riscossione di là da venire.


L’istruzione contabile, nella sua asetticità, evoca in realtà la prospettiva di una possibile “radiazione” di tali residui, che non a caso abbiamo a suo tempo definito come i “titoli tossici” delle scuole italiane, vittime di un’insolvenza scandalosa, di cui l’Amministrazione dovrà prima o poi assumersi la responsabilità.

Diventa così ancor più attuale, e insisteremo nel riproporla, la richiesta di una puntuale e dettagliata ricognizione sulla genesi di tali residui, perché è davvero inaccettabile che si metta in discussione il diritto delle scuole a veder reintegrate le somme che sono state nel frattempo impegnate e spese per far fronte a inderogabili esigenze di ordinaria funzionalità del servizio.

Rappresentazione fedele di un paesaggio desolante, che in modo puntuale ed efficace descrive: così ci appare la nota inviata alle scuole.

Farla oggetto di impugnativa ha dunque ben poco senso, trattandosi dell’effetto, e non della causa, di un disagio che nasce altrove e che abbiamo ripetutamente denunciato nelle iniziative vertenziali della CISL Scuola, da ultimo quella dello scorso 30 ottobre.

L’autonomia delle scuole deve poter contare sulla disponibilità di adeguate risorse che ne consentano il buon funzionamento, prima condizione per sostenere l’efficacia dell’azione didattica.

I Dirigenti Scolastici e i DSGA possiedono certamente le competenze necessarie per la gestione dei loro bilanci: da tempo si chiede loro molto di più, pretendendo il “miracolo” di una scuola che funziona senza soldi, o che funziona solo trasformando il fondo d’istituto – risorsa contrattuale e salariale – in una sorta di “cassa depositi e prestiti” cui attingere per coprire impropriamente, in emergenza, uno svariato fabbisogno.

Un cenno particolare merita l’indicazione di attuare un taglio del 25% sulle previsioni di spesa per i servizi appaltati. E’ davvero difficile immaginare come sia possibile gestire, in corso d’anno, un’ipotetica riduzione delle prestazioni rese dalle ditte, la cui presenza – peraltro – ha comportato, in sede di definizione degli organici, una contrazione di posti. In questo modo si riducono, di fatto, quelle prestazioni che in qualche misura “compensano” il “taglio” dei collaboratori scolastici: “taglio” che risulta conseguentemente ancor più pesante e insostenibile.

Su questi temi, che rappresentano da tempo una vera e propria emergenza per la scuola pubblica italiana, il nostro impegno non è mai venuto meno: l’imminente incontro con il Ministro sarà per noi l’occasione nella quale riproporre con forza, al massimo livello di interlocuzione politica, la richiesta di un cambiamento di segno nelle politiche scolastiche.

Chi afferma l’urgenza di riformare la scuola, ha il dovere di metterla da subito in condizioni di far fronte almeno all’ordinario funzionamento, assicurandole per questo le risorse necessarie.

Via: www.cislscuola.it

Onorevoli Ministri, di Rosalinda Gianguzzi

January 5, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Racconti sulla scuola 

La riforma della scuola in questi giorni, furoreggia in tutte le televisioni.
Si parla di riforma dell’università si, riforma dell’università no, forse si o forse tra un po’.
E in egual modo di occupazioni, atti di forza, inviti alla prudenza, smentite o precisazioni.

Gli unici di cui non si parla più sono i precari della scuola.
Se non per dir loro, solidarietà, o come ha affermato il ministro Calderoli, “protesta legittima”, ma alla fine PICCHE!
Non è chiaro cosa la “legittima”, se poi si dice che combattiamo per diritti che non abbiamo!

In mezzo ad una strada eravamo, ed in mezzo ad una strada siamo.
Ebbene si, per noi malgrado l’articolo 3 della Costituzione “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”, malgrado i concorsi vinti, malgrado una legge Finanziaria, malgrado tante parole di comprensione, malgrado SIAMO STATI I PRIMI A PROTESTARE (lo sapete bene voi e i giornalisti che hanno taciuto volontariamente, è da mesi che ricevete le nostre email), per noi NIENTE!

Si tratta per l’Università, si apre il dibattito con gli studenti, PER NOI NIENTE!

La legge 133, è stata posta come una lapide sul problema precariato.
Ma quelli che avete sepolto, o meglio coperti, nascosti, sono persone vive.
Con famiglie, impegni, mutui, figli, rate.
Le cose comuni di gente comune.

Noi siamo in crisi E NOI siamo la crisi per capirci.
E ci vuole una bella faccia tosta a pensare “peggio per voi”, era un rischio, lo sapevate avete giocato d’azzardo ed avete perso!

Come vedete vi leggo anche i pensieri!

No Signori deputati, è la società che ha perso e continuerà a perdere!
Ha perso gente preparata che faceva un lavoro per il quale aveva competenze, gente che pagava le tasse, gente che “comprava” facendo girare l’economia.

Noi, inoltre non abbiamo giocato, abbiamo “vissuto”!
Non potevamo aspettare voi per “cominciare a vivere”, ma avevamo fiducia!

Fiducia in uno Stato (di diritto) che non ha interesse a gettare per strada, gente che lavora, e scusate se insisto paga le tasse (perchè non combattete gli evasori?), senza scatti d’anzianità, che lavora la dove serve, pagata 10 mesi l’anno!

Fiducia che chi saliva al potere avrebbe sempre e comunque cercato di “occupare” chi non lavorava, non chi punto dopo punto, anno dopo anno, cercava sempre più di trovarsi in “zona franca”, garantito da una GRADUATORIA AD ESAURIMENTO!

Non storcete il muso: franca intesa come stabilità lavorativa, non come passaporto per non far nulla!
Non esistono fannulloni nella scuola sapete perchè?

Perchè siamo gli unici che 5ore su 5 sono al contatto con un’utenza media di 25 persone!
Alle quali DEVI fare lezione, semplicemente perchè con i ragazzi di oggi non si può abbassare la guardia!

Sono critici, informati consapevoli, già dalle elementari.
Voi parlate di merito e valutazione, bene noi siamo valutati giorno per giorno, da loro, giudici inflessibili, ai quali non puoi raccontare barzellette!

E comunque il termine “stabilità” che tanto contestate ricordate che è garante di diritti inviolabili:
-il diritto di lavorare fino alla pensione (garanzia di non essere soppiantato da uno più giovano ed economico).
-la tutela delle lavoratrici madri (garanzia di non trovarsi per strada perchè hai usufruito dei 3 mesi di congedo).
-il diritto a fare bene il proprio lavoro in orari UMANI (c’è chi si vanta di lavorare 15h ore al giorno, io ritengo che bisogna lavorare il massimo NEL PROPRIO ORARIO, anche se poi non è mai così, ma in questo caso deve essere una scelta, la passione per ciò che fai, non un obbligo, per evitare di essere scalzato).

E’ una bella parola la “competitività”, ma se non diventa alibi per coprire magagne e trucchetti che sbattono per strada la povera gente, in quel caso è una CAROGNATA!

Scusate il gergo non consono, ma dato che per noi “giovani maestre” si lustrano i manganelli, mi esprimo con il massimo della ferocia e della violenza che riesco ad esprimere!

Un’ultima cosa voglio ricordarVi, che Voi come noi siete servitori dello stato e PRECARI (con la differenza che il vostro periodo di precariato, vi assicura il benessere di una vita intera di lavoro nostro), Vi prego perciò di ASCOLTARE IL POPOLO SOVRANO, e calibrare le vostre azioni per docenti, e alunni e non PER LA SCUOLA, per i cittadini e non PER LO STATO!
Perchè un GRANDE MAESTRO, NON UN FANNULLONE ha scritto “le leggi sono fatte per gli uomini, non gli uomini per le leggi”!
Cordialmente
Gianguzzi Rosalinda

PS TROVATE IL MODO DI FERMARE LA MATTANZA DEI PRECARI!

Rosalinda Gianguzzi

Insegnante precaria della scuola primaria siciliana.
Mamma e docente per vocazione, scrittrice per diletto


Dichiarazione del Ministro Mariastella Gelmini: bene consulta

July 3, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Riforma Gelmini 

 

Comunicato stampa

Dichiarazione del Ministro Mariastella Gelmini

Gelmini: bene consulta. Conservato impianto del riordino del sistema scolastico. I punti giudicati incostituzionali sono marginali.
Roma, 2 luglio 2009
“Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell’impianto complessivo dell’ articolo 64 del Dl. 112/2008.

Per quanto riguarda specificamente le due disposizioni di cui è stata affermata l’incostituzionalità va precisato che nessuno dei provvedimenti attuativi del menzionato articolo 64 si fonda su di esse e che in particolare per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli comuni la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall’articolo 3 del Dl. 154/2008.

Per quel che riguarda invece criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica si era già proceduto a trovare un accordo sul nella conferenza Stato- regioni- enti locali. Per questo i punti giudicati incostituzionali sono da ritenersi marginali e da tempo superati”.


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