Convocato dai COBAS lo sciopero degli scrutini il 14 e 15 giugno

CONFERENZA STAMPA
Giovedì 5 maggio ore 17,30
Sede Cobas- Via Rocco Cocchia,6 Salerno
Sta per concludersi un altro anno scolastico disastroso, ma il prossimo, con gli ulteriori tagli degli organici annunciati, vedrà le scuole salernitane allo
sbando totale: 432 cattedre in meno, ulteriori tagli al sostegno e 300 posti
Ata eliminati , sono solo i primi numeri della devastazione.
Per giunta, il MIUR vuole far svolgere nelle scuole tra il 10 e il 13 maggio i quiz Invalsi con i quali, si intenderebbe “premiare e punire”, con l’utilizzo
anche del decreto Brunetta, docenti e scuole.
I quiz Invalsi sono un insulto alla scuola pubblica, alla didattica di
qualità, alla professionalità dei docenti, ad ogni forma seria di apprendimento degli studenti. Trasformiamo i giorni dei quiz in Giorni dell’Indignazione
contro l’Invalsi da parte di docenti, genitori e studenti. Facciamo appello ad
essi perché impediscano l’interruzione della didattica e lo svolgimento dei
quiz Invalsi nelle scuole, perché non vi partecipino e dissuadano tutti/e dal
farlo.
Continuiamo la lotta e a manifestare la nostra indignazione con i due giorni
di sciopero degli scrutini il 14 e 15 giugno. Vogliamo la cancellazione dei
tagli degli organici, l’apertura a settembre della trattativa per il contratto
bloccato, l’inserimento nella Finanziaria d’autunno delle somme per gli scatti
di anzianità scippati a docenti ed Ata, l’assunzione dei precari su tutti i
posti vacanti e disponibili, la fine della pratica illegale di svolgimento dei
quiz Invalsi nelle scuole durante l’orario di lezione.
COBAS SCUOLA SALERNO
Comitato insegnanti e ata precari
A maggio contro l’INVALSI, a giugno sciopero degli scrutini

10-13 maggio Giorni dell’Indignazione contro i quiz Invalsi
Convocato dai COBAS lo sciopero degli scrutini a giugno
I quiz Invalsi sono un insulto alla scuola pubblica, alla didattica di qualità, alla professionalità dei docenti, ad ogni forma seria di apprendimento degli studenti. Come già successo in altri paesi, l’insegnamento a quiz provoca la degenerazione e l’immiserimento dell’istruzione, ridotta ad addestramento a domande/risposte inutili e spesso demenziali e truffaldine. Per giunta, sulla base di questi quiz, che il MIUR vuole far svolgere nelle scuole tra il 10 e il 13 maggio, si intenderebbe premiare e punire, con l’utilizzo anche del decreto Brunetta, docenti e scuole. Nonostante non ci sia alcun obbligo di legge o contrattuale per i docenti (ma solo per l’istituto Invalsi), i presidi insistono, contro ogni regola e logica, a volerli svolgere nelle scuole, con interruzione illegale della didattica, senza peraltro alcuna decisione in merito di Collegi docenti e Consigli di Istituto, e a vessare, con imposizioni altrettanto illegali, i docenti affinché svolgano e correggano i quiz.
Trasformiamo i giorni dei quiz in Giorni dell’Indignazione contro l’Invalsi da parte di docenti, genitori e studenti. Facciamo appello ad essi perché impediscano l’interruzione della didattica e lo svolgimento dei quiz Invalsi nelle scuole, perché non vi partecipino e dissuadano tutti/e dal farlo.
CHI FA I QUIZ INVALSI DANNEGGIA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE!
Inoltre l’Assemblea nazionale dei COBAS ha convocato due giorni di sciopero degli scrutini a giugno. Vogliamo la cancellazione dei tagli degli organici, l’apertura a settembre della trattativa per il contratto bloccato, l’inserimento nella Finanziaria d’autunno delle somme per gli scatti di anzianità scippati a docenti ed Ata, l’assunzione dei precari su tutti i posti vacanti e disponibili, la fine della pratica illegale di svolgimento dei quiz Invalsi nelle scuole durante l’orario di lezione.
Il calendario degli scioperi sarà il seguente: 9-10 giugno Marche e Puglia; 10-11 giugno Veneto; 16-17 giugno Liguria e prov. Bolzano; 14-15 giugno tutte le altre regioni, la prov. di Trento e le scuole all’estero. Decideremo successivamente quali iniziative di piazza svolgere nelle giornate di sciopero, con particolare riferimento a quelle del 14 e del 15.
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
Varata la manovra finanziaria: restano i tagli ed il blocco di contratti e scatti nella scuola

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS.
I COBAS INVITANO AD INTENSIFICARE LA LOTTA
Il Parlamento ha varato definitivamente la Manovra Finanziaria-Massacro che, nonostante il grande successo dello sciopero degli scrutini indetto dai COBAS che ha bloccato per due giorni 25 mila classi, prevede, insieme ad altri provvedimenti disastrosi, i tagli alla scuola pubblica (spariranno da settembre 41 mila posti di lavoro, con massiccia espulsione di precari) ed il blocco dei contratti, mentre per gli scatti di anzianità lo sciopero degli scrutini ha spinto Tremonti a partorire un furbesco emendamento di apparente modifica del blocco per ingannare docenti ed Ata.
Tale emendamento promette un decreto ad hoc per un possibile recupero degli scatti bloccati che, data la cifra citata,sarebbe irrisorio e di cui non si danno neanche tempi certi, lasciando nei fatti in vigore il blocco e smentendo clamorosamente le vanterie alla Bonanni (il segretario generale Cisl, sindacato che non ha mosso un dito contro la Finanziaria ), che si era pavoneggiato sostenendo di aver convinto Tremonti a ripristinare gli scatti senza un’ora di sciopero.
Ricordiamo che, a fronte di stipendi inferiori del 50% alla media dell’Europa
occidentale, il blocco triennale dei contratti (che varrà per tutto il Pubblico
Impiego) sottrarrà a docenti ed Ata una media di 2000 euro nel triennio, mentre ancora più pesante sarà il blocco triennale degli scatti di anzianità (unica forma di avanzamento economico nella scuola) che deruberà i lavoratori/trici di 30 – 40 mila euro nel corso dell’intera carriera.
I COBAS decidono pertanto fin d’ora di intensificare la lotta, dicendo NO alla
scuola-miseria e agli stipendi-miseria.
Contro l’impoverimento della scuola pubblica, i tagli di posti di lavoro,
classi, materie ed orario, l’espulsione dei precari, la riforma delle scuole
superiori, per “sbloccarsi” recuperando scatti di anzianità e contratto, i
COBAS invitano docenti ed Ata a rifiutare fin da settembre ogni forma di
“collaborazionismo” nelle scuole, ogni genere di attività aggiuntiva e lavoro
volontario oltre gli stretti impegni contrattuali, bloccando tutti i progetti e
le attività aggiuntive (con conseguente distribuzione egualitaria del fondo di
istituto), le cattedre extra-large oltre le 18 ore (che sottraggono posti di
lavoro ai precari), le attività di coordinamento, le gite scolastiche, l’
accettazione in aula di alunni/e di altre classi.
Ulteriori iniziative di lotta verranno decise, se il governo continuerà ad
essere sordo rispetto alla protesta del popolo della scuola pubblica, nella
riunione dell’Esecutivo Nazionale dei COBAS che si terrà a Roma (11-12
settembre) alla ripresa delle lezioni scolastiche.
Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS
Il Senato approva la scuola-miseria, la lotta si intensifica

Restano i tagli scuola ed il blocco di contratti e scatti: i COBAS invitano ad intensificare la lotta.
Malgrado il grande successo dello sciopero degli scrutini indetto dai COBAS, che ha bloccato per due giorni 25 mila classi con una amplissima partecipazione di docenti, il Senato ha approvato, insieme ad altri provvedimenti disastrosi, i tagli alla scuola pubblica (spariranno da settembre 41 mila posti di lavoro, con massiccia espulsione di precari) ed il blocco dei contratti, mentre per gli scatti di anzianità lo sciopero degli scrutini ha spinto Tremonti a partorire un furbesco emendamento di apparente modifica del blocco per ingannare docenti ed Ata. Tale emendamento promette un decreto ad hoc per un recupero salariale che, data la cifra citata, sarebbe irrisorio e di cui non si danno neanche tempi certi, lasciando nei fatti in vigore il blocco e smentendo clamorosamente le vanterie alla Bonanni (il segretario generale Cisl, sindacato che non ha mosso un dito contro la Finanziaria), che si era pavoneggiato sostenendo di aver convinto Tremonti a ripristinare gli scatti senza un’ora di sciopero. Ricordiamo che, a fronte di stipendi inferiori del 50% alla media dell’Europa occidentale, il blocco triennale dei contratti (che varrà per tutto il Pubblico Impiego) sottrarrà a docenti ed Ata una media di 2000 euro nel triennio, mentre ancora più pesante sarà il blocco triennale degli scatti di anzianità (unica forma di avanzamento economico nella scuola) che deruberà i lavoratori/trici di cifre oscillanti tra i 30 e i 40 mila euro nel corso dell’intera carriera. Poichè appare altamente improbabile che la Camera voglia operare modifiche, i COBAS decidono fin d’ora di intensificare la lotta dopo lo sciopero degli scrutini, dicendo NO alla scuola-miseria e agli stipendi-miseria. Contro l’impoverimento della scuola pubblica, i tagli di posti di lavoro, classi, materie ed orario, l’espulsione dei precari, la riforma delle scuole superiori, per “sbloccarsi” recuperando scatti di anzianità e contratto, i COBAS invitano docenti ed Ata a rifiutare fin da settembre ogni forma di “collaborazionismo” nelle scuole, ogni genere di attività aggiuntiva e lavoro volontario oltre gli stretti impegni contrattuali, bloccando tutti i progetti e le attività aggiuntive (con conseguente distribuzione egualitaria del fondo di istituto), le cattedre extra-large oltre le 18 ore (che sottraggono posti di lavoro ai precari), le attività di coordinamento, le gite scolastiche, l’accettazione in aula di alunni/e di altre classi.
Ulteriori iniziative di lotta verranno decise, se il governo continuerà ad essere sordo rispetto alla protesta del popolo della scuola pubblica, nella riunione dell’Esecutivo Nazionale dei COBAS che si terrà a Roma (11-12 settembre) alla ripresa delle lezioni scolastiche.
Piero Bernocchi
portavoce nazionale COBAS

