Gli insegnanti danesi in sciopero da tre settimane

April 23, 2013 by admin · Leave a Comment
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Da Pasqua ormai decine di migliaia d’insegnanti disertano le scuole lasciando a casa 600 mila alunni. Una protesta a oltranza contro l’aumento dell’orario di lavoro e un modello di risparmio dei costi che trasformerà le scuole in ‘discount’.

In Italia bastano quattro ore di sciopero in uno qualsiasi dei servizi pubblici a far scatenare stampa, classe politica e opinione pubblica qualunquista contro quei lavoratori che si ‘permettono’ di bloccare una qualche attività per rivendicare i propri sacrosanti diritti.
Ma a qualche centinaia di chilometri a nord delle Alpi c’è un piccolo paese dove ormai da tre settimane è in corso un duro braccio di ferro tra gli insegnanti delle scuole superiori e degli istituti tecnici e il governo. E’ da Pasqua ormai che il sindacato dei lavoratori della scuola della Danimarca ha convocato uno sciopero a oltranza (!) contro un piano governativo che porterà a un aumento netto dell’orario di lavoro e a un crollo della qualità della docenza.

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Sciopero contro la scuola-quiz e il Sistema di svalutazione

March 12, 2013 by admin · Leave a Comment
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Colpo di mano del governo-zombie, approvato IL Sistema Nazionale di (S)valutazione
Contro la scuola-quiz dell’Invalsi, sciopero generale delle Scuole Materne ed Elementari il 7 maggio, delle Medie il 14 maggio, delle Superiori il 16 maggio


Sembrava impossibile che un governo-zombie varasse un provvedimento così sconvolgente: e invece l’8 marzo Monti ha dato vita al Sistema Nazionale di (S)valutazione – bocciato dalle scuole quando fu proposto come sperimentazione, dal Consiglio di Stato e dal Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione – introducendo uno strumento coercitivo per piegare l’istruzione alle logiche della scuola-azienda e della scuola-quiz e dando all’’INVALSI il potere di stabilire i criteri che dovrebbero orientare – ma in realtà SVALUTARE, imponendo una scuola-miseria – l’azione dei nostri istituti. Il provvedimento prevede: a) una sedicente “autovalutazione”: in realtà la scuola si “autovaluta” sulla base dei quiz INVALSI (ridicoli ed etero diretti, estesi anche all’ultima classe delle Superiori) e dei parametri forniti dal MIUR. È l’INVALSI che valuta e decide cosa valutare: nelle scuole si imporrà la subordinazione ai parametri indicati, eliminando ciò che non sarà oggetto di valutazione (ad es. la buona didattica). E dal prossimo anno i fondi alle scuole saranno dati in base ai risultati di “qualità”; b) la valutazione esterna: in base ai risultati dei rapporti, si individueranno le scuole da sottoporre per prime alla “cura” (ma successivamente si estenderà a tutte): nuclei di (s)valutazione esterni costituiti da ispettori e “esperti” formati e selezionati dall’Invalsi, formuleranno il piano di “miglioramento” imposto alle scuole: di fatto viene annullata la libertà d’insegnamento; c) azioni di “miglioramento”: entra in campo l’INDIRE che supporterebbe le scuole nella definizione dei piani di “miglioramento” attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e di corsi di formazione in servizio potendo avvalersi anche di privati. E se la cura non funziona? Non si dice cosa succederà alle scuole che, nonostante la “cura”, non riusciranno a raggiungere gli standard previsti: negli USA e Gran Bretagna vengono chiuse e i docenti licenziati (la legge Brunetta prevede il licenziamento dei dipendenti pubblici a fronte di “rendimenti negativi”). Innalzamento della “qualità”? In realtà questo sistema SVALUTERA’ rapidamente e con danni irreparabili la qualità della scuola pubblica a tutto vantaggio di quella privata, come già accaduto nella scuola inglese e statunitense. Una quantità enorme di risorse sarà ulteriormente dirottata nella burocrazia e sottratta al lavoro concreto della didattica. E ancor più pericoloso sarà il potere retroattivo del sistema: ci verrà imposto di adeguare le programmazioni e l’attività didattica agli indicatori dell’INVALSI, pena la “cura” a suon di ispettori e di corsi di “miglioramento”. Il popolo della scuola deve rispondere con decisione a quest’attacco. Il Sistema di (S)valutazione modificherà il nostro lavoro ed entrerà di forza dentro le nostre classi: vogliono imporci cosa insegnare e come insegnare. I docenti devono reagire ed essere in prima fila nella difesa della qualità della scuola pubblica.
Abbiamo un’arma potente conto la svalutazione. Se blocchiamo i quiz Invalsi di maggio, fallirà il loro principale strumento di misurazione. I COBAS hanno indetto lo sciopero contro i quiz INVALSI il 7 MAGGIO per la SCUOLA MATERNA ed ELEMENTARE, il 14 MAGGIO per la SCUOLA MEDIA. Il 16 MAGGIO per la SCUOLA SUPERIORE. Lo scorso anno il tribunale di Roma ha decretato attività antisindacale la sostituzione dei docenti che avevano scioperato contro i quiz. La normativa non è cambiata e perciò è importante che scioperino i docenti in orario nelle classi coinvolte e/o i docenti “somministratori”. Proponiamo di istituire in ogni scuola una cassa di resistenza in modo da sostenere economicamente i colleghi il cui sciopero risulterà utile a fermare la somministrazione. No alla scuola-quiz degli (s)valutatori: solo una scuola pubblica di qualità, Bene comune per tutti/e, può battere la privatizzazione e la mercificazione dell’istruzione.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS


Gli studenti in piazza in tutta Italia il giorno dello sciopero della scuola

November 24, 2012 by admin · Leave a Comment
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Oggi le studentesse e gli studenti di questo paese saranno in piazza in tutta Italia il giorno dello sciopero della scuola per protestare contro la privatizzazione di scuola e università e per rivendicare il diritto ad avere un futuro
“Torniamo in piazza subito dopo il 14 novembre – dichiara Federico del Giudice portavoce della Rete della Conoscenza – per dimostrare come gli studenti non abbiano paura malgrado la spaventosa repressione ordinata dalla forze dell’ordine il giorno dello sciopero europeo e per rivendicare come la nostra generazione abbia la volontà di lottare contro le politiche di austerity che in Italia, come in altri paesi europei, hanno distrutto il welfare ed eliminato i diritti”

“Sono centinaia le scuole occupate in tutta in Italia per protestare contro l’ex Pdl Aprea e la privatizzazione della scuola pubblica – prosegue Roberto Campanelli coordinatore dell’Unione degli studenti – oggi siamo in piazza e siamo partiti dalle nostre scuole per ribadire ancora una volta con forza, come fatto il 12 ottobre e il 14 novembre che non si può toccare la scuola pubblica. Manifestiamo al fianco di migliaia di docenti e di precari della scuola anche loro colpiti dalle misure di questo governo e contrari allo smantellamento del ruolo sociale della scuola”


In tutta Italia oggi si svolgeranno cortei, manifestazioni, aziono o presidi gli studenti dopo la straordinaria giornata di partecipazione del 14 novembre che ha visto manifestare oltre 300.000 studenti medi ed universitari, non hanno intenzione di fermarsi e continueranno a scendere in piazza per richiedere con forza la ripubblicizzazione di scuole e università, la liberazione dei saperi, un redditto di cittadinanza, un reddito per i soggetti in formazione e un welfare universale.

“Oggi a Roma come studenti universitari siamo di nuovo in piazza, malgrado la repressione del 14 novembre e i lacrimogeni sparati dal ministero della giustizia sui quali ancora non è stata fatta chiarezza – dichiara Luca Spadon portavoce di Link coordinamento universitario – vogliamo riaprire il centro di questa città, vogliamo poter manifestare sotto i palazzi del potere, come avviene in tutti i paesi europei, dove troppo spesso vengono prese delle decisioni sopra le nostre teste e pretendiamo i numeri identificavi sopra i caschi della polizia pratica anche essa in uso in tutta Europa”

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