Uil Scuola proclama lo sciopero sulla manovra per il 16 dicembre

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Lo ha deciso oggi il comitato centrale della Uil Scuola riunito a Roma.
Nell’ambito dello sciopero generale indetto dalle confederazioni UIL e CISL, il comitato centrale della Uil Scuola ha deciso lo sciopero di un’ora del personale della scuola, il 16 dicembre, insieme alle altre categorie del settore pubblico. (L’ora di sciopero, per la scuola, riguarderà l’ultima ora).
La protesta è rivolta, in particolare, contro il provvedimento del Governo che introduce nel sistema previdenziale una doppia penalizzazione: un allungamento dell’età pensionabile e una riduzione anche della prestazione previdenziale. Cambiamenti iniqui e inaccettabili che riguardano in modo diffuso il personale della scuola, impegnato in una delicata funzione.
Il 17 novembre contro la “manovraccia” bipartisan lavoratori e studenti in sciopero e in piazza

A ROMA CORTEO DA P. DELLA REPUBBLICA (ore 10)
Le pre-dimissioni del governo Berlusconi, le risposte della sedicente opposizione parlamentare e gli ulteriori interventi delle autorità della UE rendono ancora più urgente la mobilitazione generale contro la “manovraccia” anti-popolare in arrivo. Alla decisione furbesca di Berlusconi di condizionare il suo ritiro all’approvazione della “manovraccia” entro il mese, il centrosinistra ha replicato con le parole di Franceschini a nome di tutta l’”opposizione”: “Offriamo la nostra disponibilità a fare in modo che la legge di stabilità ottenga il via libera in questa settimana e siamo disposti a lavorare anche sabato e domenica per consentire l’approvazione entro tali tempi, perché non si può perdere neanche un’ora”. Nel contempo il Commissario europeo agli Affari economici ha inviato ben 39 punti per richiedere ulteriori massacri sociali allo schieramento antipopolare bipartisan che si sta creando. Si conferma che il centrosinistra non voleva cacciare Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per accelerarle e intensificarle. Insieme voteranno la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici, l’annullamento dei contratti nazionali, il peggioramento ulteriore delle pensioni, la cancellazione dei referendum di giugno, la svendita del patrimonio naturale e artistico, confermando in più per l’intero Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità, oltre alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole in base ai grotteschi quiz Invalsi e ad un ulteriore massacro degli organici.
LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.
Neppure una traccia, da parte della casta bipartisan, di un qualsiasi provvedimento che faccia pagare la crisi a coloro che si sono arricchiti anche in questi anni! Eppure, visto che il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale e un patrimonio intorno ai 5000 miliardi, basterebbe una tassa di un 1% per avere 50 miliardi l’anno; e con una evasione fiscale tra i 300 e i 400 miliardi annui, un taglio, fosse pure del 20%, darebbe altri 70 miliardi. La corruzione nelle strutture pubbliche divora circa 200 miliardi annui: già eliminandola al 20%, otterremmo 40 miliardi; e riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari altre decine di miliardi l’anno. Tali provvedimenti fornirebbero oltre 200 miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale (il disastro di Genova ne conferma l’urgenza) ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e.
Perciò i COBAS, insieme alla CUB, riconfermano con forza lo sciopero dell’intera giornata di tutti i lavoratori/trici dipendenti pubblici e privati il 17 novembre, giornata mondiale di lotta degli studenti e ottima occasione per essere in piazza insieme a loro contro lo scempio sociale che centrodestra e centrosinistra vogliono imporre con la “manovraccia” bipartisan. Nelle principali città si svolgeranno manifestazioni di lavoratori/trici e studenti.
A Roma effettueremo un corteo partendo da P. della Repubblica (ore 10), anche per porre fine agli intollerabili divieti di Alemanno, recuperando la piena libertà democratica di manifestare pacificamente percorrendo le vie della città.
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
IL 17 NOVEMBRE SCUOLA E UNIVERSITA’ IN SCIOPERO E IN PIAZZA

Con la “letteraccia” scritta sotto dettatura della BCE e in ossequio al diktat franco-tedesco, il governo Berlusconi ha annunciato un ulteriore massacro sociale: piena libertà di licenziamento in tutti i settori lavorativi; trasferimento coatto di dipendenti pubblici, con l’introduzione della Cassa Integrazione; annullamento dei contratti nazionali e dei diritti del lavoro; peggioramento ulteriore delle pensioni; cancellazione degli effetti dei referendum di giugno; svendita del patrimonio naturale e artistico. Il centrosinistra non si oppone al disastroso progetto, a parte qualche lamento sulla libertà di licenziare.
Per la scuola a tutto questo va aggiunto il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino al 2014, che impone a docenti ed ATA sottosalari intollerabili e la perdita di decine di migliaia di euro nell’intera carriera; la retribuzione degli insegnanti e i finanziamenti alle scuole sulla base dei grotteschi quiz Invalsi, ridicolizzati davanti all’opinione pubblica nella scorsa primavera; un ulteriore massacro degli organici in una scuola-miseria impossibilitata a fornire istruzione di qualità; la vigliacca deportazione dei docenti “inidonei” (per gravi motivi di salute) dal loro lavoro a mansioni che non possono né devono svolgere; l’espulsione in massa dei precari.
FACCIAMO PAGARE LA CRISI A CHI HA CONTINUATO AD ARRICCHIRSI ANCHE IN QUESTI ANNI.
Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale e un patrimonio globale intorno ai 5000 miliardi di euro. Basta una tassa patrimoniale di un 1% per recuperare 50 miliardi l’anno. L’evasione fiscale è stimata tra i 300 e i 400 miliardi annui. Con i mezzi a disposizione, se li si usa davvero, un taglio, fosse pure del 20%, metterebbe a disposizione altri 70 miliardi. La corruzione nelle strutture pubbliche divora circa 200 miliardi annui: impedendola anche solo al 20%, otterremmo circa 40 miliardi. Ponendo limiti alle “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e riducendo drasticamente le spese militari si risparmierebbero decine di miliardi l’anno. Con questi soli cinque provvedimenti ci sarebbero oltre 200 miliardi annui in più, non solo per aggiustare il bilancio pubblico, ma per avere salari e pensioni adeguate, investimenti importanti nella scuola e nella sanità pubblica, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; si potrebbe porre fine alla precarietà, garantendo l’occupazione stabile e un reddito minimo per tutti/e.
Il 17 è la giornata mondiale di lotta degli studenti ed in tutta Italia si svolgeranno manifestazioni di centinaia di migliaia di giovani delle scuole e dell’Università. E’ la migliore occasione per avere in piazza insieme lavoratori/trici e studenti in un fronte comune contro la “letteraccia” e il gravissimo scempio sociale che annuncia. Perciò i COBAS, insieme alla CUB, hanno convocato lo sciopero dell’intera giornata dei docenti, degli ATA, degli amministrativi e dei ricercatori, di scuola e Università.
Il 17 NOVEMBRE TUTTO IL POPOLO DELLA SCUOLA PUBBLICA, DALLA MATERNA ALL’UNIVERSITA’, SCIOPERA E MANIFESTA NELLE PRINCIPALI CITTA’.
COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it www.cobas-scuola.it
Cominciano lo sciopero gli studenti della Rete della Conoscenza

A cominciare la mobilitazione nella giornata di sciopero generale indetta dalla Cgil sono stati gli studenti e le studentesse della Rete della Conoscenza. Nella notte diversi striscioni sono comparsi nella città di Roma in seguito a delle azioni simboliche portate avanti dai ragazzi.
Di fronte alle sedi della Crui e del Ministero dell’Istruzione sono infatti comparsi nella notte striuscioni con scritto ironicamente “ora i conti li fate con noi!”, slogan della manifestazione nazionale organizzata per il 7 ottobre, riferito al fatto che i bilanci di queste istituzioni non possono sistematicamente ignorare le esigenze degli studenti.
Il secondo striscione comparso nella notte e’ invece comparso di fronte ai ministeri del lavoro e dell’economia con su scritto “diamo i numeri? Disoccupazione giovanile al trenta per cento”. In cui viene denunciata la cifra elevatissima di giovani che vedono le loro prospettive di vita impoverirsi mentre continuano ad essere considerati dai Ministri di questo Governo solo numeri con cui far quadrare i conti, precarizzando, attaccando i diritti, colpendo i salari.
Per queste ragioni gli studenti e le studentesse della Rete della Conoscenza saranno oggi in piazza con la Cgil.
Rete della Conoscenza
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