Pensionamenti nelle scuole baresi ed elaborazione grafica andamenti 2011-12-13

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Arrivano al pettine i nodi della riforma pensionistica
All’USP di Bari i pensionamenti del personale della scuola si riducono del 60%
Gli effetti sulla mobilità dei lavoratori e sulle assunzioni saranno devastanti
La FLC CGIL di Bari lo aveva preannunciato già diversi mesi or sono: la riforma della pensioni targata Fornero avrebbe causato effetti devastanti sui lavoratori della scuola. Non si tratta soltanto dell’obbligo di rimanere in servizio per tutti quei dipendenti che, fino all’anno scorso, avrebbero potuto accedere alla pensione con 60/61 anni d’età e 36/35 anni di contributi (gli ormai celeberrimi “quota 96”, i nati nel ’51 o nel ’52), ma di tutte le conseguenze sulla qualità del servizio, sulla mobilità e sulle nuove assunzioni.
Andiamo con ordine. Quest’anno, come pronosticato, i pensionamenti del personale della scuola in provincia di Bari toccheranno un picco negativo, mai registrato prima. Tra tutti i profili (ausiliari, tecnici e amministrativi) del personale ATA rientranti nell’organico dell’Ambito Territoriale di Bari (intera provincia i Bari e quasi tutta BAT), hanno presentato domanda di pensionamento soltanto in 81, mentre 308 sono i docenti aspiranti a pensione di tutti gli ordini di scuola. Si tratta, precisiamo, delle istanze di cessazione che, ad una verifica più approfondita, potrebbero ulteriormente ridursi.
Se si pensa che i pensionamenti effettivi l’anno scorso sono stati più del doppio e due anni fa più del triplo di quelli attuali, si può intuire quale impatto devastante abbia provocato e provocherà la riforma Fornero sulla qualità del servizio scolastico e sul turn over del personale scolastico.
I posti liberati dai pensionamenti, infatti, sono utilizzati dall’Amministrazione scolastica per permettere la mobilità del personale docente e ATA della scuola. Una così drastica riduzione delle cessazioni, unita al sostanziale stallo delle iscrizioni degli alunni e ad organici ormai ridotti all’osso, si ripercuoterà negativamente sulle opportunità di trasferimento dei lavoratori (specie di quanti tenteranno di rientrare a Bari da altre province) e sulle possibilità di lavoro.
Infatti, tutti i posti rimasti liberi dopo i trasferimenti (che i docenti potranno chiedere fino al 9 aprile) vengono impiegati per le assunzioni in ruolo e per le nomine annuali. Una riduzione così drastica dei pensionamenti non solo produce un corpo docenti più anziano – con buona pace della qualità del servizio e del ringiovanimento della classe docente, retoricamente sbandierato dagli ultimi ministri, ma smentito dai fatti – ma riduce sensibilmente anche le occasioni di lavoro dei giovani precari.
Dal canto suo la FLC CGIL di Bari continuerà a rivendicare il diritto al pensionamento di tutti i lavoratori “quota 96” anche proseguendo le 40 vertenze in atto presso i tribunali di Bari e Trani e ad esigere una modifica delle disposizioni previdenziali e contrattuali che garantiscano la tutela dei lavoratori a fine carriera, la qualità del servizio e le opportunità di lavoro per i giovani precari.
Claudio Menga
Segr. Gen. FLC CGIL Bari
Nelle scuole ancora caos e risorse taglieggiate: ritardi nelle procedure e nel pagamento delle retribuzioni, tagli alle risorse di oltre il 30% e blocco degli stipendi. così sale il contributo delle famiglie

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Nelle scuole ancora caos e risorse taglieggiate:
ritardi nelle procedure e nel pagamento delle retribuzioni, tagli alle risorse di oltre il 30% e blocco degli stipendi. così sale il contributo delle famiglie
Dapprima era stato il passaggio del pagamento dei supplenti al Ministero del Tesoro. Una rivendicazione storica che doveva dare certezza del pagamento da sempre molto incerto degli stipendi. E invece si è trasformato in un incubo. Il passaggio della competenza nel pagamento dalle scuole al MEF (Ministero dell’economia e delle finanze) dal 1 di gennaio attraverso il nuovo sistema informatico “NoiPA” si è trasformato in un incubo. La Direzione provinciale del tesoro e le scuole sono sommerse di proteste e richieste di chiarimenti da parte dei tanti precari che, in alcuni casi, non percepiscono stipendi da 3/4 o 5 mesi.
Quello del pagamento degli stipendi non è l’unico ritardo che il personale del Ministero dell’istruzione deve subire. Anche le procedure relative ai pensionamenti e, soprattutto, alla mobilità stanno subendo un ritardo gravissimo che si scaricherà inevitabilmente su tutte le prossime scadenze del mondo della scuola: organici, assegnazioni del personale e nuove assunzioni, costringendo i Provveditorati (sempre più a corto di personale) a compiere, come avvenuto lo scorso anno, scelte drastiche e penalizzanti per dare regolarmente avvio al prossimo anno scolastico.
Le difficoltà delle scuole della provincia però sono principalmente economiche. Le stesse scuole che aumentano i contributi per le iscrizioni agli alunni il 18 febbraio scorso hanno ricevuto l’importo delle risorse per il miglioramento dell’offerta formativa. Si tratta delle risorse del cosiddetto Fondo d’Istituto (FIS), soldi che servono a retribuire il lavoro straordinario del personale di ciascuna scuola (docenti e ATA) impegnato nelle attività di recupero, di potenziamento e in tutte le altre attività aggiuntive (coordinamenti, segretariati, viaggi d’istruzione, ecc.). In un raffronto con lo scorso anno scolastico, si nota come a fronte della crescente mole di lavoro e delle complicazioni, nelle nostre scuole arriverà tra il 25% e il 30% in meno e anzi, al momento, le anticipazioni che arrivano in questi giorni coprono a malapena il 60% delle somme attribuite lo scorso anno.
ITC Marco Polo
FIS 2011-12
246.994,00
Riduzione a.s. precedente
Disponibilità in percentuale rispetto a.s. precedente
FIS 2012-13
178.000,00
-68.994.00
-27,93%
Anticipo FIS 2012-13
137.923,53
-109.070,47
-44,15%
Istituto Comprensivo Balilla-Imbriani
FIS 2011-12
83.546,00
Riduzione a.s. precedente
Disponibilità in percentuale rispetto a.s. precedente
FIS 2012-13
48.000,00
-35.546,00
-42,54%
Anticipo FIS 2012-13
22.854,00
-60.692,00
-72,64%
IISS Euclide
FIS 2011-12
273.199,00
Riduzione a.s. precedente
Disponibilità in percentuale rispetto a.s. precedente
FIS 2012-13
195.000,00
-78.199,00
-28,62%
Anticipo FIS 2012-13
150.731,00
-122.468,00
-44,82%
Scuola media Michelangelo
FIS 2011-12
55.384,00
Riduzione a.s. precedente
Disponibilità in percentuale rispetto a.s. precedente
FIS 2012-13
30.500,00
-24.884,00
-44,92%
Anticipo FIS 2012-13
13.899,00
-41.485,00
-74,90%
Scuola elementare Re David
FIS 2011-12
97.180,00
Riduzione a.s. precedente
Disponibilità in percentuale rispetto a.s. precedente
FIS 2012-13
55.500,00
-41.680,00
-42,88%
Anticipo FIS 2012-13
26.336,00
-70.844,00
-72,89%
Come si vede dalle varie situazioni esemplificate, le istituzioni scolastiche della nostra provincia stanno ricevendo in questi giorni solo una minima parte delle risorse ricevute lo scorso anno. La riduzione delle risorse assegnate alla fine dell’anno scolastico oscillerà tra il 25% (riduzione dei fondi per le superiori) e il 40-45% (scuole medie, elementari e comprensivi), mentre l’anticipo che stanno ricevendo in questi giorni è davvero irrisorio rispetto alle somme ricevute lo scorso anno scolastico già ai primi di settembre.
Una situazione, questa che renderà incerta l’assicurazione di alcune attività essenziali nelle scuole (si pensi solo alle supplenze brevissime che si rischia persino di non poter retribuire) nelle 210 scuole della provincia di Bari. Il caos che rischia di riversarsi nelle scuole di tutta la provincia dipende dall’accordo che il precedente Governo ha voluto stringere con quasi tutti i sindacati (CGIL esclusa) per coprire parzialmente il blocco degli scatti d’anzianità a circa il 10% dei lavoratori della scuola. Lo sblocco degli scatti d’anzianità, infatti, nonostante la cospicua contrazione del FIS, non toccherà nell’immediato il 90% del personale e lascia insoluto il problema del recupero dell’anno 2012, ma comporta subito una drastica contrazione di risorse per le nostre scuole. La sofferenza finanziaria, in parte, si scarica sulle famiglie e sugli alunni ai quali viene diffusamente chiesto un contributo all’iscrizione che, troppo spesso, diviene una vera e propria tassa anche per le scuole dell’obbligo che dovrebbero essere completamente gratuite.
Per questa ragione nei giorni scorsi la FLC CGIL di Bari ha svolto assemblee in 22 comuni coinvolgendo oltre 1300 lavoratori e certificando l’orientamento dei partecipanti che, nella stragrande maggioranza, oltre il 94% si sono detti contrari a questo accordo, mostrando non solo attaccamento alla propria retribuzione, ma una sensibilità particolare e attenzione per le sorti della scuola pubblica statale. Quella stessa retribuzione che, se i rumors del Consiglio dei ministri dovessero essere confermate, sarebbero nuovamente esposte a gravi rischi, considerando la minaccia di blocco ulteriore degli scatti d’anzianità e della stessa indennità di vacanza contrattuale per il 2013 e 2014.
La FLC CGIL di Bari non lascerà soli né i lavoratori, né le istituzioni scolastiche e, nonostante i pochi spiccioli riversati nelle casse disastrate delle istituzioni scolastiche, continuerà a battersi per il recupero integrale degli scatti d’anzianità e per la restituzione di risorse congrue a tutte le istituzioni scolastiche che permettano di far proseguire le attività fondamentali all’interno dei nostri istituti.
Segreteria provinciale FLC CGIL Bari
FLC Bari e Puglia su licenziamenti al Provveditorato di Bari

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La giustizia secondo il Ministero dell’Istruzione:
Partono i licenziamenti dei lavoratori assunti in ruolo per far posto alle stabilizzazioni
Sono partite questa settimana le lettere di licenziamento nei confronti di circa 15/20 unità di lavoratori – 5 collaboratori scolastici, 2 assistenti tecnici e vari docenti dei diversi ordini e classi di concorso – tra gli ultimi immessi in ruolo di ciascun profilo e di ciascun ordine di scuola coinvolto. Si tratta di quei lavoratori che, dopo aver atteso per anni l’immissione in ruolo, l’hanno ottenuta, all’inizio di quest’anno scolastico, per lo scorrimento ordinario della graduatoria in cui erano collocati grazie ai punteggi maturati con i titoli culturali e col servizio svolto: un’assunzione a tempo indeterminato conquistata con piena merito, insomma.
In queste ore, l’Ufficio scolastico regionale e provinciale stanno comunicando ad alcuni di loro, assunti per ultimi in quest’anno scolastico o nel precedente, che il rapporto di lavoro si interrompe, perché devono far posto a quei colleghi, ancora a tempo determinato, che avevano presentato ricorso contro l’abuso del lavoro precario da parte del MIUR che, avvalendosene a piene mani, ha tenuto, e continua a tenere, migliaia di lavoratori in condizioni di precarietà per anni (più di 3), nonostante questi occupino, ormai stabilmente, posti vacanti.
Il MIUR, dunque, ritiene che il riconoscimento del diritto alla stabilizzazione per un lavoratore non può avvenire se non a discapito di altri lavoratori. Il tentativo, evidente anche in questo caso, è di mettere gli uni contro gli altri, di dividere i lavoratori e di impedire che insieme possano rivendicare e ottenere la stabilizzazione di tutti coloro che ne abbiano diritto per merito o per sentenza passata in giudicato del Giudice del lavoro.
Contro questa inaudita condotta, preannunciata da una circolare interna, la FLC CGIL di Puglia e Bari hanno inviato, già 15 giorni fa, agli uffici periferici dell’Amministrazione scolastica una lettera di diffida con la quale si invitano USR e USP a desistere da questo comportamento, minacciando di aprire un nuovo contenzioso a tutela dei lavoratori licenziati che non hanno alcuna colpa che legittimi la revoca del contratto. Si aggiunga, peraltro, che per rispettare le sentenze definitive, l’Amministrazione sta comunicando ad altre decine di lavoratori già in ruolo lo slittamento della decorrenza giuridica della propria nomina provocando gravi conseguenze giuridiche ed economiche anche a danno di tanti docenti e ATA che, pur non perdendo il ruolo, saranno comunque penalizzati.
La FLC CGIL non potrà che difendere, con le proprie risorse e il proprio ufficio legale, tutti quei lavoratori che riceveranno in questi giorni le comunicazioni di questo assurdo licenziamento o dello slittamento della nomina. Giornate straordinarie di accoglienza di questi lavoratori gravemente danneggiati sono già state fissate dal nostro sindacato (martedì, mercoledì e giovedì pomeriggio presso la nostra sede di Japigia) per poter agire con urgenza e rapidità per ristabilire i diritti violati dal MIUR che ha scelto ancora una volta la strada complicata e onerosa del contenzioso coi lavoratori, piuttosto che quella più ragionevole ed economica del rispetto dei diritti.
Claudio Menga – segr. gen. FLC CGIL Bari