Scuola: non c’è più tempo per l’indifferenza

August 27, 2010 by admin · Leave a Comment
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Notiamo con piacere che a Bari sul fronte della lotta ai tagli nella scuola i sindacati sono uniti.
Pubblichiamo sotto il comunicato stampa unitario, sottoscritto in data odierna dalle organizzazioni sindacali della scuola della provincia di Bari.

Diritti negati ai lavoratori, diritti negati alle famiglie, classi colme all’inverosimile, tagli inaccettabili agli organici, riduzione del sostegno educativo agli alunni disabili, scuole pericolanti riduzione dei livelli di vigilanza sono solo alcune dei pericoli che incombono sulla scuola barese, minacciando il regolare avvio di anno scolastico.

Compattamente ed unitariamente le organizzazioni sindacali denunciano l’inarrestabile smantellamento della scuola pubblica, perpetrato da questo Governo, con particolare accanimento verso la scuola meridionale e della terra di Bari in particolare.

Non c’è più tempo per l’indifferenza: la scuola è di tutti e tale deve restare, perché costituisce il bene pubblico primario di una comunità politica che voglia definirsi civile. Dagli studenti agli insegnanti, dalle famiglie alle istituzioni, dagli organi di stampa alle forze politiche, tutti, nessuno escluso, devono avvertire la responsabilità di questo momento storico verso le generazioni future che, nel Mezzogiorno più che nel resto d’Italia, hanno diritto ad un’istruzione che sia veicolo di sviluppo ed inclusione sociale.

C.Menga
FLC CGIL BARI

F. Basile
CISL SCUOLA BARI

F. Rafaschieri
UIL SCUOLA BARI

V.F.Lozito
SNALS CONFSAL BARI

A.Elefante
GILDA BARI

Scuola Bari: Il Socrate smembra una classe e i genitori ricorrono al Tar

July 26, 2010 by admin · Leave a Comment
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Gli effetti dei tagli alla scuola ricadono sulle scelte dei genitori e sul futuro dei figli.

Un gruppo di genitori di una classe di studenti del Socrate ha deciso di rimboccarsi le maniche e fare quel che si può per evitare che “una scelta calata dall’altro incida sulla vita dei nostri figli” spiega Lello Leogrande, avvocato barese dello studio Enzo Augusto e associati che ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del liceo classico di smembrare una classe.

La decisione è stata presa a maggio quando la direzione del liceo ha deciso che per l’anno scolastico 2010-2011 saranno nove e non dieci le classi di primo liceo. Il problema è che i venticinque alunni della classe sperimentale di storia dell’arte, saranno divisi in gruppi e spostati in altre classi, con indirizzi di studio differenti. “Questo significa che – come spiega Leogrande – nonostante la scuola abbia presentato un’offerta formativa e sulla base di quella i genitori hanno fatto delle scelte, ora quell’offerta viene modificata unilateralmente”.
Scelta operata in corso d’opera, perchè dopo i due anni ginnasiali, i venticinque alunni cambieranno il loro pacchetto di studio.

La scelta della scuola e dell’Ufficio scolastico provinciale pare essere stata dettata dal numero esiguo di studenti: venticinque.

Dal 2008 il numero minimo di studenti per classe è di ventisette. Anche se, come spiega Leogrande, c’è un escamotage “E’ la stessa legge che stabilisce che, se durante il percorso di studi il numero di studenti dovesse scendere al di sotto dei ventisette, è ammessa una tolleranza del dieci per cento”.
Insomma, la classe non andava formata a priori, a voler essere precisi, oppure, una volta formata, adottare la regola della tolleranza del dieci per cento.

“A voler banalizzare la questione, la scuola ha stipulato con i genitori, un contratto e non può unilateralmente cambiarne le condizioni. In questo modo si rende inadempiente” sostiene l’avvocato. Ora spetterà al Tar stabilire se i genitori hanno ragione, oppure se i loro figli dovranno abbandonare le velleità artistiche e studiare ciò che alla scuola è più comodo che studino.

Barbara Facchini

http://www.barisera.net/site/il-socrate-smembra-una-classe-e-i-genitori-ricorrono-al-tar-16317.html

Lo smontaggio della scuola pubblica atto II

July 17, 2010 by admin · Leave a Comment
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Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Claudio Menga, Segretario FLC CGIL Bari.

221 tagli ai posti di personale ATA in provincia di Bari per effetto della riforma Gelmini: il prossimo anno scolastico si preannuncia critico.

L’incontro dei rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali con il Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale tenutosi oggi ha permesso, ancora una volta, di pendere atto che delle ricadute nefaste che la L.133/08 sta producendo sulle scuole del territorio della provincia di Bari.

221 posti in meno in organico di diritto sul personale ATA. Parliamo di quei collaboratori scolastici, e di quegli assistenti amministrativi e tecnici indispensabili per garantire l’apertura dei plessi, la vigilanza sugli alunni, lo svolgimento delle pratiche amministrative e il corretto funzionamento delle strumentazioni tecniche dei laboratori scolastici. Soltanto la pazienza e la sensibilità dei dirigenti e degli operatori dell’USP ha permesso di limare e contenere, per quanto possibile, l’impatto dei tagli che, se applicati asetticamente, avrebbero messo a serio rischio il servizio minimo delle scuole della provincia di Bari a partire da settembre. Nonostante questo, i tagli colpiscono pesantemente il profilo dei collaboratori scolastici (-127 unità), degli assistenti amministrativi (-39) e degli assistenti tecnici (-57). La riduzione d’organico comporterà conseguenze negative non solo sull’andamento dei servizi scolastici dei nostri istituti, ma anche sui lavoratori precari della provincia che, in oltre 200, rischiano di non vedere rinnovato un rapporto di lavoro che, magari da molto tempo, intrattengono con l’amministrazione e dei quali la scuola ha un disperato bisogno. Come potranno far fronte all’ingente mole di lavoro che sempre più incombe sulle segreterie, quelle scuole (l’anno scorso un’eccezione, quest’anno più di 10 nella provincia) che si vedranno assegnata 1 sola unità di personale amministrativo, è un autentico mistero.

I disagi non terminano qui, però, dato che per effetto della contrazione vi è anche una sovrannumerarietà spinta tra il personale a tempo indeterminato. 60 unità tra i collaboratori scolastici, 34 tra gli amministrativi e 36 tra i tecnici rischiano di spostarsi in sedi lontane e disagiate, con le conseguenze che si possono immaginare per le famiglie di questi lavoratori (spesso lavoratrici, quindi mogli e madri).

La FLC CGIL, con la coerenza che ha sempre contraddistinto le proprie posizioni, continuerà tanto a livello centrale che periferico ad ostacolare il progressivo smontaggio della scuola pubblica che, con una strategia rapida e sistematica, il Governo sta operando da due anni a questa parte. Le iniziative di mobilitazione e di tutela dei lavoratori della scuola, per noi, non si fermano neanche durante questa torrida estate, durante la quale le nostre sedi saranno tutte a disposizione di quanti avranno bisogno della necessaria assistenza.

Questo è il lavoro che, da sempre, da Roma a Bari coerentemente conduciamo.

Bari, 16 luglio 2010

CLAUDIO MENGA

Segretario FLC CGIL Bari

Bari, i docenti precari vogliono risposte sul loro futuro

June 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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Bari, i docenti precari vogliono risposte sul loro futuro

Protestano per i tagli al mondo della scuola fatti dal Governo attraverso la manovra finanziaria e vogliono risposte sul loro futuro. Sono i precari della scuola, che chiedono risposte sul numero dei docenti di ruolo soprannumeri nella provincia di Bari e in Puglia e per capire quali saranno le ripercussioni sulle supplenze brevi e sui posti disponibili per quelle annuali.

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