Scuola: USB Calabria, i piani di dimensionamento vanno cancellati

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Inaccettabile la cancellazione di 112 istituzioni scolastiche!
USB P.I. Calabria ha scritto al nuovo Ministro dell’Istruzione Profumo, al Presidente della Conferenza Stato-Regioni Errani e a tutti gli amministratori della Calabria, chiedendo di intervenire, ciascuno per le rispettive competenze, per l’abrogazione dell’art. 19 della manovra di luglio ulteriormente peggiorato in quella di novembre, in cui si prevedono Piani di Dimensionamento Scolastico che in Calabria determineranno la cancellazione di almeno 112 istituzioni scolastiche su 360 scuole primarie, medie e istituti comprensivi, oltre a numerosi istituti secondari superiori.
Il risparmio di 63 milioni a livello nazionale, ottenuto con questi accorpamenti delle direzioni e amministrazioni delle scuole, rappresenta una goccia nel mare dei miliardi di Euro dell’evasione fiscale e dei balletti delle borse e provoca la giusta reazione di cittadini ed amministrazioni locali, come sta accadendo in diverse aree della Calabria (Falerna, Decollatura, Locri, Melito Porto Salvo, Motta San Giovanni, ed altre ancora).
Secondo USB Calabria, è una forzatura inutile e dannosa imporre criteri puramente numerici su tutto il territorio nazionale, senza considerare le forti diversità dei territori, come le zone scarsamente popolate o quelle a forte densità mafiosa e criminale, dove l’impoverimento dell’apparato amministrativo significherebbe anche uno scarso controllo del territorio ed una ridotta capacità di intervento sociale.
Contro questa logica di trasformare la pubblica amministrazione in amministrazione privata, USB P.I. ha scritto anche al Presidente della Regione Calabria Scopelliti, al quale, in attesa del pronunciamento in materia da parte della Corte Costituzionale, si chiede almeno l’immediata sospensione del Piano Regionale così come hanno fatto altre sette Regioni (Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Liguria, Marche, Sicilia e Basilicata), al fine di evitare un’altra discriminazione degli studenti calabresi e un ulteriore elemento della rottura dell’unità nazionale.
Come sempre, USB rimane pronta alla mobilitazione al fianco dei lavoratori, dei giovani, della Scuola pubblica Statale.
Unione Sindacale di Base
00185 Roma, V.le Castro Pretorio 116 – Tel. 0659640004 – web: http://www.usb.it e-mail: usb@usb.it
Scuola Calabria: tagli agli organici
Il documento unitario delle segreterie regionali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, ANP, GILDA Unams. I sindacati uniti e decisi a proseguire la mobilitazione.
Si è svolta l’Assemblea Sindacale Unitaria Regionale delle lavoratrici e lavoratori della scuola calabrese (Dirigenti, Docenti, ATA) a Catanzaro Lido il 20 maggio 2010 alla presenza di un considerevole numerodi operatori della scuola in rappresentanza di tutte le categorie che hanno letteralmente invaso la palestra del “Fermi” a testimonianza dello stato di tensione con cui oggi lascuola calabrese vive la preoccupazione sui tagli degli organici e sul futuro della scuola pubblica in Calabria.
In una terra destinata a vivere, a causa dei continui ed ingiustificati tagli agli organici, il dramma dell’emigrazione perpetua con la certezza che ciò causerà un impoverimento culturale di cui la nostra Calabria non ha proprio bisogno, anzi necessiterebbe di un forte investimento nella scuola pubblica che è l’unica istituzione in grado di garantire ai giovani calabresi di vincere la scommessa sul loro futuro e sul futuro della nostra Regione, che vive giornalmente con una illegalità diffusa, con un alto tasso di abbandono scolastico e con un analfabetismo di ritorno tra i più alti d’Europa e con un mercato del lavoro che non da prospettive a nessuno.
E’ emersa forte l’esigenza di proseguire l’azione di lotta sul territorio al fine di sensibilizzare soprattutto l’opinione pubblica su un problema che non può non riguardare l’intera comunità calabrese per i riflessi che la perdita di un solo posto di lavoro può avere per l’intera economia della nostra Regione.
Al termine dell’Assemblea si è convenuto di indire a livello di singola provincia in maniera unitaria con il coinvolgimento di tutte le Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente documento, dei SIT-IN di protesta, con la partecipazione anche di rappresentanze di genitori e di studenti davanti alle Prefetture e alle Articolazioni Territoriali Provinciali dell’USR della Calabria per essere sentiti dai rappresentanti delle predette Istituzioni in modo che il problema della scuola pubblica calabrese, le sue difficoltà e le sue paure possano emergere con tutta la sua forza agli occhi dell’opinione pubblica locale e nazionale.
A livello di singola provincia l’azione sarà svolta con il coordinamento delle locali Segreterie Provinciali di ciascun sindacato.
Catanzaro lido, 21 maggio 2010
Scuola Catanzaro: i tagli agli organici non sono sostenibili
FLC CGIL – CISL Scuola – UIL Scuola – SNALS Confsal – ANP – GILDA Unams
Segreterie regionali Calabria
Comunicato stampa
Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di concertazione tenutosi lo scorso 23 Aprile 2010 tra le OO.SS. e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria che aveva all’O.d.G. gli organici della scuola calabrese per l’anno scolastico 2010/2011. Da parte dell’Ufficio scolastico regionale sono stati ribaditi i concetti ed i numeri che erano stati alla base dell’informativa alle OO.SS. tenutasi in data 21 Aprile 2010.
Pertanto la scuola calabrese perderà dal prossimo settembre 2010, 1.522 cattedre, che si aggiungono ai tagli effettuati lo scorso anno. Ancora una volta la Calabria paga un tributo molto alto, rispetto ad altre regioni, alla logica dei tagli ragionieristici.
Tutto ciò avviene in un contesto territoriale, ambientale, strutturale e sociale come quello Calabrese che dovrebbe indurre ad una attenta e più approfondita analisi e portare, senza ombra di dubbio, ad un maggiore investimento in termini di scuole sicure, di più docenti e di una maggiore offerta formativa.
In una realtà come quella calabrese, la scuola rimane l’unica istituzione, l’unico baluardo socialmente rilevante che accoglie i ragazzi, i giovani, che costruisce comunità, in particolare nelle zone interne e rurali che sempre di più si stanno spopolando e che invece rappresentano una delle tante ricchezze della nostra regione.
Riteniamo che i tagli agli organici, il taglio ai finanziamenti delle scuole ed i danni che essi producono diventano socialmente non sostenibili per la nostra Calabria, in una condizione generale in cui il lavoro nell’intera Regione segna il passo aggravando maggiormente l’impatto sociale col territorio. Tanti precari sono partiti per le città del Nord, molti sono rimasti senza un reddito. Sono risorse intellettuali che scappano, non per libera scelta, ma perché costretti; sono energie che perdiamo, aggiungendo alla desertificazione industriale la desertificazione intellettuale. È necessario, quindi, che l’appello che lanciamo come organizzazioni sindacali venga ascoltato da tutte le istituzioni e in particolare dalle Istituzioni locali e regionali affinché si apra da subito un confronto sulla scuola calabrese. L’esperienza dell’anno scolastico in corso ci ha permesso di registrare un abbassamento generalizzato della qualità dell’offerta formativa: classi numerose, alunni smistati, solo per dovere di vigilanza, in altre classi per mancanza di docenti, prestazione dei servizi in grande sofferenza. Il maestro unico o prevalente nella scuola primaria non è nella condizione di rispondere alle esigenze di una didattica al passo coi tempi; di una didattica capace di canalizzare le sollecitazioni esterne che gli alunni ricevono in un percorso organizzato in modo sistematico, che finalizzi le conoscenze agli obiettivi programmati. Analoghe situazioni, in prospettiva, si potrebbero verificare con la logica dell’accorpamento delle classi di concorso nel processo di riforma in atto della scuola secondaria superiore. Non meno preoccupante è la situazione del personale ATA chiamato sempre a maggiori compiti ed al sovraccarico dovuto alla carenza di organico. Le difficoltà economiche in cui versano le scuole ormai prossime alla bancarotta mettono a dura prova la conduzione ordinaria di una scuola degna di questo nome fino al punto che non si riescono a pagare nemmeno le supplenze.
Chiederemo alla Giunta Regionale, a cui il Titolo V° della Costituzione Italiana trasferisce molte competenze in materia di istruzione pubblica e offerta formativa sul territorio, un incontro per aprire un confronto serio e senza pregiudizi sul progetto di scuola pubblica in Calabria e per riflettere sui risultati che l’ultimo dimensionamento scolastico ha prodotto.
In un contesto così difficile anche le relazioni sindacali risentono di sottovalutazioni e pressapochismo soprattutto da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria come denunciato nella nota unitaria del 23 marzo u.s. inviata al Ministero. Riteniamo, invece che proprio in una situazione difficile da gestire e da risolvere, un confronto sindacale serio e che entri nel merito sia indispensabile ed auspicabile non solo con l’USR ma anche con gli Enti locali e in particolare con la nuova Giunta Regionale.
Pertanto le OO.SS. convocano l’assemblea regionale del personale della scuola (docenti e ATA) che si terrà il prossimo 20 Maggio 2010 alle ore 10,30 a Catanzaro Lido presso il Liceo Scientifico FERMI.
Elezioni RSU nella scuola: l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria invita le istituzioni scolastiche a rispettare gli obblighi di legge

Elezioni RSU nella scuola: l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria invita le istituzioni scolastiche a rispettare gli obblighi di legge
Nota dell’USR della Calabria. Entro il 2 novembre 2009 la presentazione delle liste.
Pubblichiamo un nota dell’USR della Calabria con la quale si ricorda alle scuole la scrupolosa osservanza delle indicazioni contenute nella nota ARAN di chiarimenti circa lo svolgimento delle elezioni RSU 2009 e si riafferma che la Scuola deve favorire la più ampia partecipazione dei lavoratori alle operazioni elettorali, informandoli tempestivamente dell’importanza delle elezioni, facilitando l’affluenza alle urne mediante un’adeguata organizzazione del lavoro.
Ricordiamo che le procedure per le elezioni, si sono avviate con la sottoscrizione, il 2 settembre scorso, del protocollo ARAN-Organizzazioni sindacali, che ha indetto le elezioni e definito il calendario degli adempimenti.
Tale protocollo è tuttora valido, anche dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto Brunetta, poiché è necessario un passaggio ulteriore per revocare l’atto di indizione delle elezioni RSU nel comparto scuola. Peraltro, il decreto ad oggi non è legge dello Stato, in quanto ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Via: www.flcgil.it
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