Amianto alla scuola elementare Contardo-Ferrini di Roma

Amianto alla Contardo-Ferrini, continua la battaglia di civiltà.
È di alcuni giorni addietro la notizia del ritrovamento di tracce di amianto nel giardino della scuola elementare Contardo Ferrini di Roma, ultima emergenza sul tema dell’amianto di una lunga serie che ha inizio con la costruzione di padiglioni negli anni 70.
È dal 2006 che docenti e genitori, consiglio di circolo e dirigenza scolastica, stanno portando avanti in tutte le sedi ogni iniziativa utile per la completa bonifica degli edifici della scuola e ciò ha portato all’attuale completa ricostruzione di un padiglione, attualmente funzionante; alla ricostruzione in corso di un secondo, la cui consegna è prevista a breve; alla sostituzione del tetto ed il confinamento dell’amianto, contenuto nelle pareti del terzo padiglione, come misura temporanea.
Il terzo padiglione oggi è il più problematico edificio presente nel circolo. Questo edificio in cui vi è presenza di amianto, pur confinato e sigillato, non può rimanere nello stato attuale. Ciò che inoltre allarma è la mancanza di date certe sul suo abbattimento e sulla sua ricostruzione da parte del Municipio II.
Il ritrovamento di tracce di amianto nel cortile della scuola pochi giorni fa, è poi l’ennesima dimostrazione di come l’opera di bonifica abbia lasciato alquanto a desiderare negli anni e di come non ci sia stato un quadro d’intervento chiaro da parte delle istituzioni competenti.
La Flc Cgil Roma Centro sostiene l’iniziativa di tutte le componenti della scuola Contardo Ferrini e chiede con fermezza al Comune e alla Regione la presa in carico dell’opera di bonifica e di riqualificazione del’intera struttura scolastica e di tutti gli ambienti che ne sono parte integrante.
Inoltre il Sindacato sollecita il Comune a intraprendere un’attività ispettiva a tappeto su tutte le scuole dell’infanzia e primarie affinché episodi così incresciosi non abbiano a ripetersi, poiché in ballo c’è l’incolumità di tutta la comunità scolastica della città oltre che lo svolgimento della normale attività didattica.
Federazione Lavoratori della Conoscenza
Scuola Università Ricerca
CGIL – Camera del Lavoro Territoriale Roma Centro
Via Goito, 39 – 00185 Roma tel. 06 44700191 – fax 06-44700208
Sito nazionale www.flcgil.it - e-mail: romacentro@flcgil.it
DOPO I TAGLI ANCHE LE TRUFFE: L’ESPROPRIAZIONE TREMONTIANA DELL’ENAM

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di ugl Scuola di Palermo.
L’ ENAM, Ente Nazionale d’Assistenza Magistrale, istituito nel dopo-guerra, ha praticato per anni una trattenuta obbligatoria dello 0,80%, contro la quale l’UGL s’è sempre battuto chiedendo che divenisse volontaria, operata sulla busta paga degli insegnanti di ruolo della Scuola Elementare e dell’Infanzia. Suo scopo dichiarato era rimborsare in parte le spese sanitarie, offrire prestiti agevolati, assegni di solidarietà a fondo perduto, soggiorni estivi nelle proprietà dell’Ente, borse di studio ed altro. Gli organismi direttivi venivano eletti sia a livello locale che nazionale. Ma dal 2004 almeno, il Consiglio Nazionale (composta da eletti di CISL, CGIL e SNALS) ha progressivamente ridotte le prestazioni reintroducendo, ad esempio, la franchigia per i rimborsi sanitari, l’eliminazione degli assegni di solidarietà, etc. Ad aggravare la situazione sono giunte le pressioni dei tre ultimi governi che hanno preteso dall’Ente milioni di euro a fronte di una “difesa” imbelle del Consiglio Nazionale.
La cosa già si configurava come una sorta di tassazione illegittima ai danni di una categoria che, senza aiuti dallo stato, aveva costituito il fondo nazionale unicamente con i propri versamenti. La manovra era però tesa addirittura ad appropriarsi dell’ENAM, ancora una volta difeso in modo debole ed inappropriato. Tremonti è infine riuscito a mettere le zampe sul capitale ENAM, assorbendolo a Luglio nell’INPDAP, senza alcuna reazione sindacale degna di nota. Il colmo è che, mentre l’Ente è sparito ed i suoi dipendenti sono stati presi in carico dallo stato, la trattenuta obbligatoria è rimasta, a significare di fatto una tassazione aggiuntiva dello 0,80% mensile dell’INPDAP che già prelevava (e continua a prelevare) lo 0,35% da ogni insegnante. Gli insegnanti della Primaria e della Scuola dell’infanzia sono così divenuti gli unici a versare all’INPDAP una doppia trattenuta, per un corrispettivo dell’1,15% (per capirsi il doppio di una trattenuta sindacale) a fronte di un prelievo standard sugli altri docenti e su tutti i dipendenti pubblici pari solo allo 0,35%. E questo nel silenzio generale: CISL, UIL, SNALS, COBAS non fanno nulla, mentre la GILDA ha addirittura appoggiato l’assorbimento dell’ENAM nell’INPDAP. La CGIL si limita a raccogliere le firme per un inutile petizione di principio che a Tremonti (sic!) chiede unicamente l’abolizione della doppia trattenuta.
E’ ora di finirla. Non vogliamo solo che la doppia trattenuta sparisca: pretendiamo anche il rimborso di tutte le trattenute illegittimamente operate dal momento della soppressione dell’ENAM e soprattutto la restituzione del patrimonio (30 milioni di euro) accumulato in più di 60 anni dall’Ente, che deve venire restituito ai legittimi proprietari, suddividendolo fra i docenti di scuola elementare e dell’infanzia. Tutto ciò può essere ottenuto, solo con un’appropriata azione legale: quella avviata appunto dall’UGL.
PARTONO I RICORSI FATTI DALL’UGL SCUOLA PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO ENAM E DELLE TRATTENUTE ILLEGITTIME
Il ricorso mira:
• all’abolizione della tratte-nuta Enam;
• al recupero delle trattenute riscosse senza motivo, anco-ra presenti sulla busta paga anche se dal 30 Luglio 2010 l’ENAM è stato soppresso;
• alla ridistribuzione del patrimonio immobiliare ENAM (circa 30 milioni di euro) agli insegnanti di ruolo della scuola primaria e dell’infan-zia che lo hanno costituito con le trattenute sulle loro buste paga.
COSA SERVE PER FARE IL RICORSO
Servono:
• La più vecchia busta paga, della quale si è in possesso,ove risulti la trattenuta ENAM;
• La busta paga del mese di Agosto 2010, mese dal quale la trattenuta ENAM avrebbe dovuto essere soppressa;
Ogni ricorso ha il seguente costo:
Iscritti al sindacato UGL Scuola o per chi si iscrive al momento € 25,00
IL RICORSO E’ APERTO SOLO AGLI ISCRITTI DEL SINDACATO UGL SCUOLA O A CHI SI ISCRIVE AL MOMENTO.
In caso di successo, il ricorso dovrebbe restituire, ai docenti di scuola dell’infanzia e primaria di ruolo, circa € 400,00 medi netti più rivalutazione.
Per Info chiamare il 3292215295
Dr. Francesco Messina
Segretario Provinciale Ugl Scuola
TFR E FONDI PENSIONE
DOPO LA SMITRAGLIATA DI TREMONTI ARRIVANO GLI AVVOLTOI
La legge n° 122 del 2010 (la finanziaria estiva di Tremonti) dispone dal 1° Gennaio 2011 per tutti i lavoratori pubblici che sono in regime di TFS (gli assunti a t. i. prima del 2001) il passaggio forzato ad un regime simile al TFR, ma peggiorativo. In sostanza un ulteriore scippo sulla liquidazione che d’ora in poi sarà costituita da due quote: una prima quota secondo le vecchie regole della buonuscita per il servizio reso fino al 31.12.2010, una seconda quota, dal 01/01/2011 fino alla pensione, secondo le regole del TFR.
Nessuno dei sindacati che cogestiscono il fondo ESPERO insieme al MIUR (CGIL, CISL, UIL, SNALS e GILDA) ha denunciato a suo tempo con fermezza questo scippo, anzi ora approfittano della situazione per riprendere in grande stile la campagna pro-Espero, il fondo pensione della scuola a cui finora ha aderito, giustamente, meno del 5% della categoria. Sono riusciti anche a farsi prorogare il termine di adesione dal 31-12-2010 al 31-12-2015.
DI FRONTE AD UNA CATEGORIA SMARRITA, COME I PRETI, VANNO DICENDO CHE IL FONDO ESPERO E’ L’UNICA SALVEZZA
MA E’ VERO?
In realtà l’unica novità consiste nel fatto che adesso per chi è in regime di TFS è leggermente meno sconveniente aderire al fondo Espero rispetto a prima, infatti il passaggio forzato al TFR dal 1-1-11 elimina, ma solo apparentemente, la remora principale all’adesione: il dover sottoscrivere il passaggio volontario dal TFS al TFR. Attenzione però questo passaggio andrà comunque fatto perché chi passa a Espero perde comunque la quota di TFS maturata fino al 31-12-2010 che viene trasformata in TFR: questa è la fregatura!
L’adesione a Espero rimane comunque sconveniente per tutti, anche per gli assunti dal 2001 in poi che sono già in regime di TFR, perché i fondi pensione, oltre ad essere rischiosi, rendono comunque meno del TFR che annualmente viene rivalutato. Infatti che con inflazione sotto il 6%, la rivalutazione complessiva del TFR supera l’inflazione (per esempio, con un tasso di inflazione al 3% il TFR viene rivalutato del 2,25% (equivalente al 75% dell’inflazione) + l’1,5% fisso, quindi del 3,75% rispetto ad un rendimento medio dei fondi pensione di circa il 2%).
“L’investimento che meglio difende dall’inflazione non è quotato in Borsa, non si sottoscrive alle Poste né viene offerto dai promotori finanziari. È nominativo, non trasferibile e può durare fino all’età della pensione. Si tratta infatti del tanto discusso TFR. Basti dire che il suo potere d’acquisto, al netto delle imposte, si conserva persino con 30 anni d’inflazione al 7%, equivalenti a un aumento complessivo del costo della vita superiore al 650%. Nessun altro investimento è così difensivo, per cui non appare furba la soluzione d’incassare il TFR alla fine di ogni anno. Ma titoli come il TFR purtroppo non sono esistono: uno può al massimo tenerselo stretto, se non vi ha già improvvidamente rinunciato, vittima di cattivi consigli interessati (vedi fondi pensione!!)”.
MA OLTRE ALLA FREGATURA FINANZIARIA C’E’ ANCHE QUELLA POLITICA: CHI ADERISCE AI FONDI PENSIONE AVALLA E INCORAGGIA LO SMANTELLAMENTO DELLE PENSIONI PUBBLICHE VOLUTO DAL REGIME E DAGLI AVVOLTOI.
Libri di Testo: recuperare le risorse

Recuperare le risorse per i libri di testo. Ma per la scuola elementare la gratuità è assicurata dalla legge – Dichiarazione Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola.
Come lo scorso anno, si ripropone la questione del mancato stanziamento delle risorse destinate alla fornitura dei libri di testo agli alunni, un fatto che penalizza ingiustamente soprattutto coloro che hanno minori possibilità economiche: è inaccettabile che venga ostacolato in questo modo l’esercizio del diritto allo studio, specie nel momento di particolare difficoltà che, a causa della pesante crisi economica, vivono molte delle nostre famiglie.
Al Ministro dell’Istruzione chiediamo un deciso intervento che punti al ripristino della necessaria dotazione di risorse. Oltretutto nessuno può mettere in discussione la gratuità dei libri di testo nella scuola primaria, assicurata da altre disposizioni di legge (art. 156, comma 1, decreto legislativo 297/94) tuttora pienamente vigenti.
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Lettera di una mamma precaria alle figlie fra qualche anno, di Rosalinda Gianguzzi
Dolcissimi amori miei
Come ogni sera da quando eravate piccole mi chiedete”ci racconti una storia” ?
A volte sono favole a volte chiedete “raccontaci di quando eravamo piccole noi!”.
Ed è quest’ultimo genere di storia che vi voglio raccontare oggi: voglio affidarvi una memoria, della quale non sono riusciuta a difendere la vita, ma spero ancora di tramandarne il ricordo.
Qualche anno fa quando voi eravate ancora più piccole c’era una scuola meravigliosa.
Pensate la scuola elementare italiana si chiamava primaria ed era libera, laica, gratuita ed aperta a tutti.
Era infatti pagata interamente dallo Stato e in ogni classe le materie erano affidate non ad un singolo maestro, ma a insegnanti specialisti e “specializzati” con gli anni, all’insegnamento di ogni disciplina.
C’era insomma un’ insegnante prevalente, che si occupava di solito dell’ambito linguistico, poi un insegnante che si occupa dell’ambito matematico che aveva 2 classi, spesso un insegnante specialista che insegnava l’inglese, un insegnante che, come oggi insegnava religione (quello è rimasto uguale) e se in classe c’erano bambini diversamente abili c’era anche un insegnante chiamato di sostegno.
Era un modello eccellente, tra i primi 5 d’Europa, per tante ragioni.
Ogni insegnante conosceva bene quello che insegnava perchè negli anni si era specializzato, e non come oggi che siete voi bambini ad essere “specializzati” in ciò che la vostra insegnante ama di più insegnarvi.
Ogni bambino era valorizzato nelle proprie attitudini, perchè c’era spazio/tempo per ognuno.
Le classi erano di non più di 25 alunni e questo, permetteva a ciascuno, di trovare una valida relazione con l’adulto di riferimento.
Tra l’altro grazie alla pluralità docente tutti trovavano un loro punto di riferimento.
INOLTRE SI FORMAVANO VERE “SQUADRE”, VERI TEAM, DI INSEGNANTI CHE AVEVANO 2 ORE LA SETTIMANA, PER CONFRONTARSI PARLARE, E A VOLTE ANCHE DISCUTERE, ma grazie a questi team, ogni bambino era speciale per qualcuno.
L’inglese non era come succede oggi insegnato con 2 canzoncine a Natale e fine anno, ma lo insegnava chi lo conosceva bene e amava insegnarlo.
Così come l’informatica: nessuno lasciava ricerche sul “mouse”, dicendo che era argomento interdisciplinare con l’inglese.
C’era un solo computer in classe, spesso era dell’insegnante, ma tutti noi lo usavamo.
E chi lo sapeva usare, poteva fare vedere quello che sapeva fare o poteva discuterne con l’insegnante, anche perchè c’erano anche insegnanti giovani.
Si tesori miei, giovani maestri senza acciacchi, che venivano a scuola solo quando stavano bene, e non nervosi per i dolori, la febbre etc.
Anche perchè se stavano male potevano stare a casa, e non sgridavano gli alunni perchè portatori di malattie.
Infatti se si assentavano chiamavano un supplente.
C’era una seccatura, che molti insegnanti bravi, cambiavano spesso la sede, venivano chiamati precari, ma quasi sempre dove arrivavano lasciavano un segno di freschezza, innovazione e voglia di fare!
Era come se la scuola avesse più respiro, e anche non si sentisse quel fastidioso odore di colonia, balsamo tigre e muffa.
Anche i voti non esistevano, c’erano giudizi, perchè erano legati non ad una scala di merito in cui sul podio salivano solo i primi col 6, ma che valutava il raggiungimento degli obiettivi, per cui si diceva sufficiente, buono etc.
Parole, se vogliamo più “gentili” dei freddi numeri, che anche se c’era un “non sufficiente”, non era una condanna, ma uno stimolo a fare di più e meglio.
Poi c’era il tempo pieno, si usciva cioè a scuola alle 4, (normalmente alle 13,30/14) e non era male come immaginate voi.
Perchè oggi rabbrividite all’idea di stare 1 minuto di più con quella maestra, che poverina, non è male, è solo anziana, stanca, sofferente, nervosa perchè deve fare 1000 cose e non ha certo il tempo di ascoltarvi.
C’erano altri insegnanti, che facevano fare varie attività: i compiti, decoupage, burattini, giochi riciclaggio.
Per la verità non erano sempre utili questi progetti, ma ai bambini piacevano e anche a noi genitori, ci toglievano tante rogne, ed era tutto gratis.
Noi non eravamo costretti a pagare, chi andava a prebdere i bambini a scuola, dava loro da mangiare, gli facesse fare i compiti, per poi sentirvi comunque stanchi e annoiati la sera, perchè siete stati ad annoiarvi in una scuola di “piccoli”!
Insomma era scuola davvero bella, senza sponsor da ringraziare acquistando i loro prodotti, per continuare a far si, che alleggeriscano le rette della scuola.
Senza consiglio di amministrazione, che dice sempre che soldi non ce n’è e dobbiamo fare ANCORA sacrifici.
E sapete una cosa?
La vostra mamma ne faceva parte, era proprio una precaria.
Perchè ridete? Non sto prendendovi in giro, anche se oggi mi vedete così dismessa e con la ramazza in mano vi assicuro che è così.
Ho combattuto strenuamente insieme ad altri colleghi per far si che quella fosse la Vostra scuola, non ci sono riuscita.
L’allora ministro Gelmini, una giovane zelante esecutrice, abbandonata dal governo e dalla memoria quando i genitori capirono cosa aveva fatto ed insorsero (era tardi purtroppo), ormai l’aveva attuata.
E se non sono riuscita a mantenerla in vita per me, e soprattutto per voi, almeno voglio affidarvene il mio ricordo.
Vi amo
Rosalinda Gianguzzi
Insegnante precaria della scuola primaria siciliana.
Mamma e docente per vocazione, scrittrice per diletto.

