Scuola elementare: libri di testo

Recuperare le risorse per i libri di testo.
Ma per la scuola elementare la gratuità è assicurata dalla legge (comunicato Scrima)
Il mancato stanziamento dei 103 milioni di euro destinati alla fornitura dei libri di testo agli alunni meno abbienti della scuola secondaria di I e di II grado penalizza ingiustamente coloro che hanno minori possibilità economiche: è inconcepibile che un Paese civile e che si vanta di essere la sesta potenza economica del mondo ostacoli in questo modo l’esercizio del diritto allo studio.
E’ un atto ancor più grave considerato il momento di particolare difficoltà che, a causa della pesante crisi economica, vivono molte delle nostre famiglie, private oggi della possibilità di accedere gratuitamente o semigratuitamente alla fornitura dei libri di testo.
Chiediamo al Ministro dell’Istruzione un deciso intervento a difesa del diritto allo studio, che punti ad ottenere garanzie di ripristino della necessaria dotazione di risorse.
Al Ministro chiediamo anche di fare chiarezza per quanto riguarda la gratuità dei libri di testo della scuola elementare, che nessuno può mettere in discussione in quanto assicurata da altre disposizioni di legge (art. 156, comma 1, decreto legislativo 297/94), tuttora pienamente vigenti.
Roma, 24 novembre 2009
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
Il dramma dei lavoratori precari a Caserta e a Benevento

Il dramma dei lavoratori precari a Caserta e a Benevento
Questo blog pubblica news sulla scuola, graduatorie scuola, graduatorie ad esaurimento
Via: www.flcgil.it
È l’effetto dei pesanti tagli agli organici della scuola pubblica che da mesi denunciamo.
Sono 800 i lavoratori precari, tra docenti e personale ATA, che in provincia di Caserta stanno vivendo i drammatici effetti dei tagli agli organici alla scuola pubblica. Nicola e la moglie Amalia sono due di loro. Entrambi hanno alle spalle diversi anni di nomine e la prospettiva di rimanere senza lavoro li ha spinti ad un gesto estremo: hanno scavalcato una finestra dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta e minacciato di lanciarsi nel vuoto.
Hanno chiesto alla FLC Cgil di farsi tramite di richieste alle Istituzioni di interventi significativi per la risoluzione dei problemi. Enrico Grillo, segretario generale della FLC Cgil di Caserta, ha seguito la vicenda e ci ha inviato la nota che pubblichiamo di seguito.
A Benevento, invece, prosegue l’occupazione del tetto dell’Ufficio Scolastico Provinciale da parte dei precari della scuola. Sotto il sole intenso del mattino ed il freddo pungente della notte è trascorsa la prima giornata. Solidarietà da parte di tanti precari, istituzioni e sindacati che stanno sostenendo il gesto disperato delle sette precarie. Presenti un centinaio di persone che hanno partecipato all’importante occasione della Giunta del Comune di Benevento riunita, simbolicamente, sotto il luogo dell’occupazione. Significativo il contributo che tutti gli interventi hanno dato alla discussione, e la proposta di istituzione di un tavolo regionale sul problema dei precari, che veda la partecipazione dei precari stessi nel determinare un possibile cambiamento del futuro tragico che stanno vivendo. Leggi il comunicato della FLC Cgil di Benevento.
Roma, 30 agosto 2009
Nicola è uno degli 800 precari (personale ATA e docenti) che quest’anno rimane escluso dagli incarichi per i tagli imposti dalla finanziaria e dalla legge 133. I numeri fissati impietosamente dalla finanziaria hanno determinato nella nostra provincia uno stato di grande sofferenza lasciando senza lavoro e senza reddito 350 lavoratori ATA, 450 docenti, precari sì, ma con diversi anni di incarichi e addirittura idonei all’assunzione in quanto in possesso di abilitazioni e idoneità. Nicola e la moglie Amalia, pubblicato il calendario dei convocati hanno avuto la certezza che sarebbero rimasti senza incarico e senza reddito.
Nicola viene da Brescia, dove aveva maturato i 24 mesi necessari all’inclusione nella tanto agognata prima fascia. È laureato, con due figli e una madre anziana qui a Caserta che non ha voluto lasciare sola, fidando sulla possibilità, una volta in prima fascia di lavorare nella sua terra. Poi però è partita la finanziaria e la legge 133 che sottraendo finanziamenti della scuola statale ha imposto il taglio di 142000 posti di lavoro in tre anni. In Campania i tagli di quest’anno ammontano a circa 8000 posti di lavoro, qui a Caserta prevediamo un bilancio negativo di circa 800 posti.
Superata l’incredulità è facile farsi prendere dalla disperazione, dallo sconforto, dalla voglia di ribellarsi e comunque comunicare alla società silente tutta la sofferenza e l’umiliazione e la rabbia che si materializza davanti all’esiguità dei convocati, sapendo poi che il territorio casertano ha ben 225 scuole che già quest’anno, in relazione ai tagli effettuati l’anno precedente, risulta pregiudicato nell’efficienza scolastica.
Ricordiamolo, tagli su tagli significano classi affollate, diversamente abili senza sostegno specialistico, riduzione del tempo scuola e azzeramento del tempo pieno (in provincia nella primaria, cioè la scuola elementare, solo un terzo delle prime classi per le quali i genitori avevano chiesto offerta didattica pomeridiana è stata autorizzata), chiusura e depotenziamento dell’educazione per gli adulti (in provincia sono stati svuotati di organico i serali di Caserta e Maddaloni), plessi scolastici senza la vigilanza dei bidelli, laboratori senza i tecnici necessari a farli funzionare, segreterie senza amministrativi per gestire le mille attività che la soppressione dei Centri Scolastici Amministrativi provinciali ha riversato sulle singole scuole. Significa cioè meno scuola e meno saperi per tutti, meno diritti alla emancipazione sociale, alla mobilità sociale e alla cittadinanza attiva che solo la conoscenza può assicurare. Con l’aggravante qui a Caserta di un territorio difficile dove criminalità organizzata, povertà, disgregazione sociale e emigrazione delle intelligenze preconfigurano uno scenario futuro molto diverso da quello che una società civile si aspetterebbe.
Nicola e Amalia sono saliti sul cornicione del secondo piano del Provveditorato e hanno gridato la loro rabbia e la loro disperazione, hanno chiesto della CGIL, hanno chiesto alla CGIL di farsi tramite di richieste alle Istituzioni di interventi significativi per la risoluzione dei problemi. Il sottoscritto segretario provinciale ha immediatamente chiesto alla Prefettura di Caserta di convocare un tavolo tecnico per verificare col Commissario provinciale la possibilità di stanziare dei finanziamenti provinciali per attivare posti di lavoro nella scuola pubblica. Il dott. Cupello, a nome del Prefetto in quel momento assente, ha assicurato che avanzerà la richiesta di un tavolo tecnico urgente per martedi p.v.. Segnalata la situazione al segretario generale della FLC Cgil Domenico Pantaleo abbiamo subito dopo avuto comunicazione di un tavolo tecnico ministeriale per il giorno 3 settembre.
Alla fine, grazie alla solidarietà e all’impegno di quanti insieme a noi hanno contribuito al dialogo con Nicola e Amalia, siamo riusciti a convincerli a desistere dai disperati propositi. Con grande umanità l’ispettore Persico, dopo aver testimoniato e garantito dell’impegno assunto dalle istituzioni nella riunione sollecitata in Prefettura dalla FLC Cgil nella mattinata, ha teso la mano ai precari e prima Amalia poi Nicola sono rientrati nell’edificio.
Nicola e Amalia sono usciti dall’Ufficio scolastico tra gli applausi di solidarietà di quanti erano in apprensione nella strada transennata e presidiata da vigili del fuoco, ambulanze e polizia.
Intanto i precari ata e docenti hanno deciso di palesare il diffuso disagio con un sit in di protesta che verrà organizzato a partire da lunedi.
Enrico Grillo
Segretario Generale della FLC Cgil Caserta
www.flcgilcaserta.it
Valutazione degli studenti, ecco il regolamento per il prossimo anno scolastico

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Regolamento sulla valutazione degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico.
Queste le principali novità contenute nel provvedimento:
Scuola Primaria (scuola elementare)
Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall’ insegnante unico di riferimento.
La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.
La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.
Solo per l’insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente.
I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni.
Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati.
»Voto in condotta nella scuola elementare
Il voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari.
Scuola secondaria di I grado (scuola media)
Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con voti numerici. Questo metodo di valutazione riguarderà anche l’ insegnamento della musica.
Anche alle medie l’insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente.
Per essere ammessi all’anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia.
Per la ammissione all’esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta.
In sede d’esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all’unanimità.
»Voto in condotta alle scuole medie
Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella.
Scuola secondaria di II grado (scuola superiore)
Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.
Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno successivo, formulerà il giudizio finale e l’ammissione alla classe successiva.
Secondo quanto indicato dall’ordinanza ministeriale n.40 dell’8 aprile 2009, per l’anno scolastico 2008/09, per l’ammissione all’esame di Stato sarà necessaria la media del 6. Il voto in condotta concorrerà alla formazione della media.
A partire dall’anno scolastico 2009/10 saranno ammessi all’esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.
Accesso diretto all’esame di stato per gli “ottisti”
Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza.
L’educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti.
»Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado
Con il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.
Il 5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.
Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.
La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell’anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell’anno per recuperare.
L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato.
Valutazione degli alunni con disabilità
Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.
Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-DSA
Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.
Obbligo scolastico
Resta confermato l’obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

