Aprile, mese del no-voto nella scuola primaria

Non sei ancora fan di Scuola Magazine su Facebook? Clicca MI PIACE e diffondi fra i tuoi contatti!
Aprile mese senza voti. Per la promozione di una relazione didattica rispettosa della sensibilità dei bambini e delle bambine, per una valutazione plurale, creativa e multiforme che valorizzi le potenzialità e non schiacci sulle capacità, che sia stimolo alla crescita e non educazione alla competitività.
Dal convegno di Bologna sulla Didattica Resistente/Resiliente parte l’invito a maestre e maestri a liberarsi dei voti, almeno nella pratica didattica del mese di aprile.
Reintrodotto nella scuola primaria dal ministro Gelmini, il voto numerico riduce la relazione didattica a un esame continuo, fomenta la competizione tra scolari, crea ansie e ferite interiori, sposta l’attenzione dal contenuto dell’apprendimento al suo esito numerico.
L’attribuzione del voto implica una valutazione “sommativa” che tende a classificare per selezionare, mentre una valutazione “formativa” vuole capire e aiutare i bambini nella loro formazione.
“Classificare significa impedire un armonioso sviluppo intellettivo, rispettoso dei tempi di crescita individuali”.
Per questo già ora molti insegnanti non danno voti, se non nell’assolvimento burocratico richiesto per le schede di valutazione.
Il mese di aprile è l’occasione per allargare questa pratica didattica virtuosa, facendo provare ai bambini e ai loro genitori il piacere dell’apprendimento per se stesso e non per la “moneta” del voto.
Maestre! Maestri! Per questo mese tornate a non usare i voti, si può, si sta meglio, un piccolo passo nella costruzione di una società migliore.
www.cespbo.it
Didattica sotto assedio nella scuola primaria

Non sei ancora fan di Scuola Magazine su Facebook? Clicca MI PIACE e diffondi fra i tuoi contatti!
La “didattica” può essere luogo del conflitto e della resistenza?
Possiamo opporci con il nostro modo di stare in classe alla distruzione della qualità della scuola prodotta dai tagli e dalle controriforme?
Meglio i test invalsi o la discussione in classe?
Meglio i pacchetti didattici da trenta minuti o i tempi distesi sui ritmi dei bambini e degli argomenti?
Ne parliamo con gli organizzatori del convegno in programma a Bologna il prossimo 25 febbraio “Didattica Resistente. La didattica sotto assedio nella scuola primaria e le idee per contrastare l’arretramento”.
Calenzano (FI): il Comune fa pagare i libri alle elementari

Si ingegnano i comuni a far fronte ai tagli e non fa neppure più notizia che a pagarne le spese siano le famiglie. A Calenzano, nientemeno, la Giunta ha deciso di garantire la fornitura gratuita dei libri di testo solo “alle famiglie degli alunni che frequentano le scuole primarie di Calenzano, aventi un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) pari o inferiore a € 16.000,00”.
La delibera (n. 59 del 21.4.2011) è precisa e dà atto del fatto che il Testo unico sulla scuola prevede altrimenti (art. 156 del D.Lgs. 297/94: “Agli alunni delle scuole elementari … i libri di testo … sono forniti gratuitamente dai comuni, secondo modalità stabilite dalla legge regionale”), ma poiché la legge regionale nulla dispone in merito, ecco che gli amministratori di questo comune della provincia fiorentina, vista la mancanza di finanziamenti statali ad hoc, decidono di “ non dover sopperire con fondi propri alle carenze statali, accollandosi costi che sono di competenza dello Stato”.
“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte di genitori di bambini iscritti alla scuola primaria nel comune di Calenzano –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana- e poiché la delibera viola l’art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana (“L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”), abbiamo chiesto agli Amministratori di dichiararla nulla e di fornire gratuitamente i libri a tutti i bambini. Intanto però la scuola si è aperta e le maestre sollecitano i libri, per cui si dovrà necessariamente procedere al rimborso”.
Da notare che quello dei libri di testo per la scuola primaria è un prezzo imposto che varia da euro 18,91 nella prima classe a euro 41,44 IVA compresa nella classe quinta, per un totale di euro 145,00 per l’intero ciclo; i Comuni hanno poi diritto a un piccolo sconto.
L’A.Ge. Toscana ha dunque inviato una lettera circostanziata a Sindaco, Prefetto, Assessorato Regionale e Ufficio Scolastico chiedendo un ripensamento della delibera e intanto i genitori calenzanesi restano in attesa di risposta.
Scomparsa del tempo prolungato
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Claudio Menga della FLC CGIL di Bari.
AULE POLLAIO E ZERO RISPETTO DELLE NORME SU SICUREZZA E DISABILI:
NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO DI BARI E BAT
SCOMPARE IL TEMPO PROLUNGATO E NON SOLO
Apprendiamo in queste ore che, nelle nostre scuole secondarie di I grado, più di 70 tagli all’organico di diritto produrranno: classi ancora più affollate, ben al di sopra dei limiti consentiti dalle norme sulla sicurezza; nessun rispetto per il numero massimo previsto in presenza di alunni diversamente abili; decine e decine di titolari perdenti posto e la totale scomparsa del tempo prolungato.
Come già successo con il tempo pieno nella scuola primaria, si preannuncia un’operazione, del tutto ideologica, di impoverimento del tempo scuola, al grido di: meno scuola per tutti!
E tutto ciò mentre si prepara la dèbâcle delle scuola secondaria di II grado, per effetto delle riduzioni di organico che si abbatteranno soprattutto sugli istituti tecnici e professionali.
Bari, 3 maggio ’11
Segretario Generale
FLC CGIL Bari
Claudio Menga

