Cobas: continua l’attacco alla scuola

Il decreto legge con il quale il governo-zombie ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste:
Con la scusa di premiare il cosiddetto “merito” gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013 subiranno l’ulteriore blocco anche degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014.
Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: gli oltre 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti tecnici o amministrativi nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.
Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti tecnici e amministrativi precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà ruoli di assistenti tecnici o amministrativi spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e migliaia di precari saranno licenziati.
Sotto attacco il sostegno: nelle prime classi in cui c’è un docente per un solo alunno disabile può saltare il limite dei 20 alunni; le commissioni mediche per la diagnosi per assegnare il docente al disabile includeranno un rappresentante Inps per ridurre i riconoscimenti delle gravi disabilità.
“La scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. A tal fine, nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili”. Questo comma 2 dell’art.7 permette ai presidi di assegnare agli studenti disabili anche docenti non specializzati che abbiano seguito un corso di formazione. Si vuole ripetere quanto già avvenuto con l’inglese nella scuola primaria: con un corso di 340 ore ora la lingua può essere insegnata anche dai docenti di posto comune, eliminando 11.000 posti; con lo stesso metodo il governo potrebbe licenziare 31.000 specialisti di sostegno precari.
Blocco degli organici anche in presenza di aumento degli alunni a partire dall’anno scolastico 2012/2013: il che significa classi più affollate con una incidenza fortemente negativa sulla didattica, altri tagli ai posti di lavoro e carichi di lavoro maggiori per docenti ed ATA
Niente più esoneri o semi esoneri per i collaboratori dei dirigenti delle scuole con meno di 55 classi: oltre al danno per il funzionamento della scuola spariranno le ore assegnate a supplenza e vi saranno circa 1000 cattedre in meno per i docenti precari.
Le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi con almeno 1000 alunni, con evidenti disagi per le scuole che hanno tra loro distanze anche di oltre 30 chilometri, e con ulteriori tagli di posti di personale amministrativo. Saranno penalizzati gli istituti (comprensivi e superiori) dei comuni montani (costituiti con un numero di alunni inferiori a 500) e quelli delle piccole isole che avranno solo dirigenti reggenti impegnati con incarico in altre istituzioni.
COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it www.cobas-scuola.it
Bologna: sciopero della fame per la scuola pubblica
BOLOGNA 19 – 26 MAGGIO 2011
A Bologna grande iniziativa a difesa della scuola pubblica. L’iniziativa, molto forte, sta avendo un buon successo mediatico grazie all’adesione di personaggi pubblici come ad esempio Ivano Marescotti.
Genitori e docenti protestano, con uno sciopero della fame, contro i tagli alla Scuola Pubblica in Via Castagnoli , a 2 passi dal Teatro Comunale . Tutti i bolognesi sono invitati ad aderire all’iniziativa, a recarsi presso il presidio e a sostenere il diritto dei Cittadini.
PRESIDIO PERMANENTE DAL 19 AL 26 MAGGIO
Il 10-13 maggio Indignati contro i quiz Invalsi

10-13 MAGGIO IL POPOLO DELLA SCUOLA
INDIGNATO CONTRO I QUIZ INVALSI
Nonostante il gravissimo deficit di democrazia sindacale, che impedisce ai COBAS di svolgere assemblee in orario di servizio, la nostra campagna ha smascherato la colossale e pericolosissima truffa dei quiz Invalsi che si terranno nelle scuole tra il 10 e il 13 maggio e ha fatto sbandare vistosamente il carrozzone Invalsi, il MIUR e i tanti presidi-dirigenti che si considerano oramai i proprietari delle scuole. Gli stessi “valutatori” Invalsi hanno ammesso quale è – parole loro – “il vero intento del MIUR: quello di avere uno strumento al servizio dell’odiosa campagna contro i lavoratori della scuola pubblica, un “testificio” per fare la classifica dei docenti buoni e cattivi, per delegittimare e smantellare la scuola pubblica”: esattamente quello contro cui stiamo lottando. E il MIUR, vista la mala parata, ha scaricato i presidi-kamikaze, ammettendo con la Nota 2792 del 20 aprile che ogni decisione sui quiz Invalsi deve essere “deliberata dal Collegio docenti”; che non ci sono obblighi per i docenti in assenza di tali delibere (e anche in tal caso, il “vincolo di minoranza” consente di continuare a svolgere la normale attività didattica); che le delibere dei Collegi contrarie ai quiz non sono illegali ma solo “improprie”. Smascherata la truffa, molti presidi-kamikaze, diffidati in centinaia di scuole dai COBAS dal procedere nelle illegalità, stanno convocando precipitosamente i Collegi per far loro cambiare il piano delle attività, inserendo in extremis l’Invalsi. Anche tali modifiche in extremis sono illegali: e i presidi che le useranno per interrompere il pubblico servizio e imporre i quiz rischieranno nei tribunali.
Accanto ai docenti che in moltissime scuole hanno bocciato nei Collegi gli ignobili quiz, e a quelli che comunque si rifiuteranno di collaborare al massacro della didattica di qualità e del loro lavoro, ci saranno in molte città gli studenti delle superiori che, come quelli dei Collettivi di Senza Tregua a Roma, usciranno dalle classi dove si dovessero svolgere i quiz o consegneranno in bianco i materiali, nonostante che in molte scuole gli studenti vengano banditescamente minacciati di “penalizzazioni” negli scrutini finali. E infine, accanto a noi ci sarà anche la terza componente del popolo della scuola pubblica, quei genitori che denunceranno anch’essi i presidi che imporranno agli studenti i quiz Invalsi, e che comunque, nelle situazioni dove la protesta non fosse significativa, terranno i figli a casa.
CHI FA I QUIZ INVALSI AVVELENA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE
I quiz Invalsi insultano la scuola pubblica, ogni didattica di qualità, la professionalità dei docenti e qualsiasi serio apprendimento da parte degli studenti. I quiz saranno usati per classificare le scuole, i docenti, gli studenti, e per differenziare gli stipendi degli insegnanti. Impediamo l’interruzione illegale della didattica e lo svolgimento dei quiz nelle scuole: e comunque evitiamo in ogni modo di parteciparvi.
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
11 maggio: giornata della rabbia dei precari della scuola. Iniziative previste in tutta Italia

Se ancora non hai deciso di prendere posizione contro l’azione di massacro della scuola pubblica, è arrivato il momento di farlo!
Per una formazione statale di qualità, democratica e per tutti.
Contro i tagli dei finanziamenti all’istruzione pubblica: meno 8 miliardi tra il 2009 il 2011, meno 12 miliardi dal 2012 al 2014!
Contro il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica:150.000 posti di lavoro in meno!
Contro l’aumento del numero degli alunni per classe e la riduzione del tempo-scuola.
Per l’assunzione di tutti i lavoratori precari della scuola.
Aderite e organizzate iniziative nella vostra città, nel vostro quartiere, nella vostra scuola.
Promotori:
Cps Napoli
Milano C3O
Cps Mantova
Milano MSP
Rete Docenti Precari Bari
Cps Latina
Cps Roma
Cps Terni
Precari Dipartimento Educazione IDV

