Linee guida degli istituti tecnici

May 11, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato, istituti tecnici 

Riportiamo una nota di Cgil in merito alle Linee guida degli istituti tecnici

Materiali incompleti e inadeguati

Continua la pubblicazione da parte del Miur di documenti provvisori e senza alcuna copertura normativa per l’applicazione del riordino della scuola secondaria di secondo grado, prevista dai regolamenti approvati dal Consiglio di Ministri del 4 febbraio 2010 e ancora non registrati dalla Corte dei Conti né pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

Dopo la bozza di indicazioni nazionali per i Licei, è del 30 aprile la pubblicazione sul sito dell’Indire delle prime bozze delle linee guida per gli istituti tecnici, mentre non si hanno notizie di quelle sugli istituti professionali.

Le Linee guida per gli istituti tecnici dovrebbero fornire gli strumenti e le indicazioni per la programmazione nelle prime classi dei nuovi istituti, ma quelle pubblicate sono incomplete e inadeguate a fornire indicazioni certe e praticabili.

In particolare va sottolineata la totale mancanza di riferimenti alle competenze trasversali richieste dalla certificazione a conclusione del biennio ed il permanere anche per gli istituti tecnici di una impostazione sostanzialmente contenutistica, pur in presenza di una impostazione sicuramente più snella e meno prescrittiva rispetto alle indicazioni per i Licei.

Sicuramente in questi primi materiali messi a disposizione dal Ministero si conferma l’assenza di riferimenti culturali, didattici e metodologici all’elevamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni, a regime dall’anno scolastico in corso, che implicherebbe la necessità di una impostazione unitaria del biennio di tutta la scuola superiore e il necessario raccordo con il primo ciclo di istruzione.

Da una prima lettura si rileva la fretta e la disomogeneità di documenti che rispondono soltanto all’esigenza di far sembrare completo il quadro normativo di un riordino che, al momento, non ha l’ufficialità della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei Regolamenti.

Ci riserviamo di pubblicare una analisi dettagliata del testo nei prossimi giorni.

Ultimo anno dell’obbligo di istruzione nell’apprendistatoNetta contrarietà della Uil Scuola

January 21, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato 

Approvato dalla Commissione Lavoro della Camera un emendamento
al DDL Lavoro collegato alla Finanziaria che prevede la possibilità di assolvere l’ultimo anno dell’obbligo di istruzione nell’apprendistato
Di Menna: Un pressante invito alla maggioranza di Governo
a non procedere in questa direzione
e al ministro Gelmini a dire la sua

Mentre il Governo sta per approvare il provvedimento legislativo di riordino della scuola secondaria di secondo grado e mentre è ampiamente diffusa, e da più parti rappresentata, l’esigenza di alti livelli di istruzione per vincere la sfida della competitività, innovazione e sviluppo, tale provvedimento di fatto elimina l’obbligo di istruzione a 16 anni prefigurando un brusco ritorno al passato

Un obbligo di istruzione – aggiunge Di Menna – che l’Italia ha raggiunto con ritardo rispetto agli altri paesi europei dove è da molto tempo tra i 16 e i 18 anni.

L’introduzione di simile provvedimento potrebbe determinare che già a 15 anni, i ragazzi anziché continuare ad essere a scuola inizino a fare gli apprendisti.

La via maestra – continua il segretario generale della Uil Scuola – è quella di un sistema integrato che, a partire dall’assolvimento dell’obbligo di istruzione a 16 anni, punti su una solida cultura di base, permetta opportunità di alternanza scuola/lavoro e il formarsi di conoscenze e competenze adeguate, necessarie anche ad affrontare i rapidi mutamenti del mercato del lavoro.


Regolamenti scuola secondaria superiore

November 27, 2009 by admin · 2 Comments
Filed under: secondaria superiore 

Regolamenti scuola secondaria superiore: criticità e indeterminatezza. Il caso delle Discipline giuridiche ed economiche

Continua l’iter parlamentare ma anche l’incertezza su impianto, curricoli e modalità di attuazione

I regolamenti (licei, istituti tecnici, istituti professionali) sulla scuola secondaria superiore continuano il loro percorso verso l’approvazione definitiva, mentre le dichiarazioni del Ministro sulle eventuali modifiche che saranno apportate al testo finale da approvare in seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri ad inizio dicembre non ci rassicurano, date l’aleatorietà, la confusione e le nebbie nelle quali naviga la nave della scuola secondaria superiore.

Riteniamo sbagliata l’impostazione complessiva che sta alla base di quei regolamenti che, partendo dalla necessità di fare cassa sulle spalle della scuola pubblica, conferma anzi accentua quella concezione gerarchica dei saperi tipica dell’attuale scuola secondaria superiore, che non riconosce pari valore e dignità formativa alla cultura umanistica e scientifica.


Altro che Lisbona e Indicazioni europee! E’ una struttura a canne d’organo, gerarchica tra licei, istituti tecnici e professionali quella che risulta dall’insieme delle operazioni di riorganizzazione che si stanno per approvare.

Permane un’idea dei licei, rivolti a pochi, in particolare a quelli “destinati” a percorsi di alta formazione superiore universitaria, antica, fuori dal tempo, che non fa i conti neppure con l’elevamento dell’obbligo di istruzione, dato l’impianto disciplinare tanto diverso fra i bienni iniziali dei diversi licei, per non parlare dell’assenza totale di dialogo con i bienni dell’istruzione tecnica e professionale!

Si produce una canalizzazione, precoce, all’interno dello stesso sistema di istruzione che blocca e condanna gli adolescenti ad un presente e futuro, formativo ed occupazionale, condizionato dalle condizioni soggettive di partenza.

La necessaria mobilità sociale nella società contemporanea, sostenuta e resa possibile solo da un sistema pubblico dell’istruzione ad essa finalizzata, viene bloccata e le divisioni per censo e per cultura sono destinate ad accentuarsi con la secondaria prossima ventura.

Per essere una proposta di riorganizzazione, è a dir poco strabiliante che essa non si misuri neppure con il presente ma prefigura una scuola per una società del passato!

A conforto e conferma di questo ritorno indietro, segnaliamo lo “strano” caso delle discipline giuridiche ed economiche che, nel nuovo modello, scompaiono dal percorso formativo del primo biennio di tutti i licei e vedono consistenti riduzioni orarie anche nei percorsi triennali dell’istruzione tecnica e professionale.

Del resto, quando si parte dalla necessità di fare cassa ( e questo è l’obiettivo prioritario della destrutturazione in atto), tagliare è l’unico strumento a disposizione e sotto la falcidia dei tagli crolla qualsivoglia ipotesi e valenza culturale e pedagogica.

Ed è così che si tagliano le ore di una disciplina che, paradossalmente e falsamente, si afferma su un altro versante essere rilevante per la formazione dei futuri cittadini.

Ci riferiamo a Cittadinanza e Costituzione, indicata propagandisticamente come una delle novità più importanti del nuovo corso gelminiamo, ma che, non solo non viene istituita come nuova disciplina, ma se ne affida l’insegnamento all’area storico/geografica, considerandola alla stregua di quell’altra “rilevante” disciplina che fu Educazione civica!

Insomma da una parte viene tagliata e dall’altra si ingannano istituzioni (si pensi al discorso del ministro all’inaugurazione dell’anno scolastico alla presenza del Presidente della Repubblica), docenti, genitori e studenti evocando una disciplina, Cittadinanza e Costituzione, che non si istituisce e per l’insegnamento della quale nessuna professionalità specifica viene richiesta.

Si sottrae ai docenti di diritto ed economia un insegnamento che presuppone conoscenze e competenze specifiche del dettato costituzionale e delle norme fondanti la nostra Repubblica.

Tutte le sperimentazioni messe in atto in questi ultimi anni sono spazzate via: vengono completamente annullate le esperienze che avevano previsto una presenza consolidata delle discipline giuridiche ed economiche nei licei e si ridimensionano negli istituti tecnici.

Si sottrae così alle future generazioni il diritto ad una formazione finalizzata alla cittadinanza attiva, limitandone pesantemente le capacità autonome di lettura e interpretazione della realtà sempre più complessa.


Riorganizzazione secondo ciclo

November 25, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: secondo ciclo 

 

Riorganizzazione secondo ciclo: lontane le soluzioni, mentre i tempi stringono.
Resoconto dell’incontro del 18 novembre 2009 al Miur. A breve partiranno tavoli tematici specifici.
Si avvia il confronto sulla valorizzazione professionale

Si è svolto ieri al Miur l’incontro con le organizzazioni sindacali di categoria, convocato per affrontare le problematiche relative all’avvio dell’attuazione della riorganizzazione degli istituti di scuola secondaria superiore (licei, tecnici e professionali) e le problematiche contrattuali sulla valorizzazione professionale del personale della scuola.

L’incontro, in sede tecnica, fa seguito a quello dell’11 novembre scorso con il Ministro e, seppure senza troppe illusioni, avevamo sperato si cominciassero ad affrontare nel concreto le tante problematicità che i due temi oggetto dell’incontro sollevano.

La posizione dell’amministrazione
Nell’introdurre i lavori, l’Amministrazione ha informato le organizzazioni sindacali della situazione complessiva dell’iter ancora in corso sui regolamenti della secondaria superiore: entro una ventina di giorni le Commissioni parlamentari dovrebbero esprimere il proprio parere. Ai primi di dicembre si procederà alla riscrittura dei nuovi testi, sulla base della valutazione che il Ministero farà delle osservazioni espresse nei vari passaggi istituzionali.


L’Amministrazione conta che per gennaio l’iter dei regolamenti dovrebbe essere concluso, mentre è in corso, in parallelo, la predisposizione degli atti necessari all’avvio per il prossimo settembre 2010.

L’Amministrazione, consapevole della complessità delle procedure che devono essere messe in atto per la piena applicazione delle nuove norme, ha proposto la costituzione di tavoli tecnici per affrontare, in modo più preciso, le tante problematicità che riconosce essere presenti.

In particolare ci ha informato che:

•È stato acquisito un accordo verbale con il ministero dell’Economia per favorire il pensionamento e aumentare per questa via il numero dei posti disponibili. Ciò dovrebbe, per un verso consentire immissioni in ruolo e per l’altro un aumento dei posti per le supplenze. Dovrebbe essere garantita una maggiore stabilità dell’organico, continuità didattica, a partire dai docenti di sostegno.
•Il regolamento sulla formazione iniziale ha avuto l’ok del ministero dell’ Economia e quindi a breve dovrebbe essere licenziato il regolamento definitivo. Per quello che riguarda il reclutamento, il ministero è intenzionato a stringere i tempi per una proposta, che accompagni/affianchi il decreto sulla formazione iniziale.
•Per quel che riguarda i regolamenti sulla secondaria superiore, se ne prevede l’approvazione in seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri per dicembre. Sarebbero previste alcune modifiche sulla base delle osservazioni emerse nel corso dei confronti previsti dall’iter procedurale, fermo restando la riduzione del monte ore. Sono, intanto, stati programmati momenti d’informazione per la scuola: seminari nazionali cui sono invitati un rappresentante per Provincia; mentre successivamente – dopo febbraio – dovrebbe partire momenti di formazione per il personale. A tal fine sono state individuate risorse provenienti dalla legge 440 e si utilizzerà l’istituto ex Indire come struttura di supporto alla formazione, oltre alle associazioni e alle fondazioni.
•Sulla valorizzazione professionale del personale della scuola, il Miur ha confermato quanto già affermato dal ministro nell’incontro dell’11 novembre e cioè di voler aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di convenire eventuali proposte che potrebbero poi costituire le linee guida nell’atto d’indirizzo all’Aran, di competenza del ministero, per l’avvio della contrattazione e tenendo conto delle risorse già disponibili per effetto dei tagli agli organici (il 30% dei risparmi per i 4 mesi settembre- dicembre 2009).
La posizione della FLC Cgil
Come FLC abbiamo evidenziato che:

Per quanto riguarda l’attuazione dei regolamenti per il secondo ciclo, abbiamo ribadito, seppure in estrema sintesi, le nostre richieste, che da tempo abbiamo rappresentato in tutte le sedi, ivi compresa l’ultima audizione presso la VII Commissione del Senato.
Noi da tempo siamo convinti della necessità di mettere mano ad una riforma vera di tutta la scuola secondaria superiore, ma proprio sulla base di questo profondo convincimento, riteniamo che l’avvio deve avvenire con le carte in regola, in modo da non pregiudicare l’esito di un processo di cambiamento necessario e nel contempo complesso. Innanzitutto vanno rimossi i tagli; diversamente si sancirebbe chiaramente che non è la riforma ordinamentale che si va a realizzare, ma solo ed esclusivamente una politica di risparmio, che, come dimostrato dalla recente pubblicazione della Banca d’Italia finisce invece per aumentare i costi a carico del paese.

Abbiamo quindi di nuovo chiesto:

•il rinvio di un anno dell’attuazione dei regolamenti;
•che in nessun caso si possono coinvolgere le classi successive alle prime, e che va assunto l’impegno formale dell’Economia a soprassedere alla seconda tranche di tagli prevista per il prossimo anno scolastico. Diversamente, il ministero deve chiarire quelle economie da dove verrebbero: in nessun caso si può pensare di scaricarle sui gradi di scuola già allo stremo. Il primo ciclo, abbiamo ribadito, non è più in grado di garantire l’ordinario funzionamento, per via della falcidia di risorse finanziarie e professionali realizzata questo anno. In tal senso occorre un intervento che aiuti le scuole pubbliche del primo ciclo a svolgere normalmente la propria funzione istituzionale!
•che l’assetto del biennio iniziale di tutta la secondaria superiore deve essere unitario, dato l’elevamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni, a regime da questo anno scolastico.
Il rinvio di un anno si rende necessario, a nostro avviso, perché manca tutta una serie di strumenti di orientamento e di riferimento per le famiglie e per gli alunni da un lato e per gli insegnanti e gli altri lavoratori della scuola dall’altro, che non potranno essere completati in tempo utile per il 27 di febbraio.

In particolare mancano all’appello le seguenti misure:

•Chiarezza circa le modalità dell’avvio: allo stato attuale tutti gli atti scritti, dalle bozze di regolamento ai documenti ritornati dal Tesoro alle commissioni parlamentari, parlano di avvio nelle prime e nelle seconde e, per gli istituti tecnici, anche di riduzione da 36 a 32 ore nelle terze e nelle quarte. Si tratta di misure la cui natura antididattica non richiede ulteriori commenti. Per di più mancano le indicazioni su come operare il raccordo tra prima e seconda e su quali discipline ridurre nelle terze e nelle quarte.
•Chiarezza circa la uniformità dell’avvio a causa sia della differente precisazione dell’articolazione dei percorsi nei tre ordini di scuola (licei, istituti tecnici e istituti professionali), sia in relazione alle diverse competenze istituzionali da parte di Stato e Regioni. Intollerabile e davvero grave per le conseguenze pesantemente negative su orientamento e tenuta dell’insieme del sistema di istruzione sarebbe un avvio differenziato dei tre macro indirizzi, i cui effetti sarebbero deleteri da qualunque punto di vista!
•Il decreto sulle classi di concorso, decisivo perché tutti docenti conoscano il proprio destino e per la gestione del personale.
•Il decreto relativo alla articolazione delle cattedre comprensivo delle indicazioni circa la gestione dei laboratori e del personale ivi assegnato.
•I decreti che chiariscono le articolazioni/opzioni degli istituti tecnici e professionali: non si sa quanto e come si articoleranno gli indirizzi a partire dal terzo anno. E’ questa una indicazione decisiva per la scelta di alunni e famiglie ed anche per la mappatura delle scuole nelle diverse province. Non si sa che relazione c’è tra articolazioni e opzioni nell’istruzione tecnica e tra indirizzi e opzioni di filiera in quella professionale; non si sa che relazione c’è tra il 20% di autonomia “canonico” e le aumentate quote di flessibilità da calcolarsi sulle aree di indirizzo.
•Il decreto che attribuisca all’istruzione professionale la possibilità della qualifica triennale, in caso di assenza del sistema di formazione professionale (elemento decisivo per l’orientamento).
•Il decreto sull’attuazione dell’opzione scientifico-tecnologica, decisivo per conoscerne la possibilità di attivazione sia nei licei che nell’insieme del sistema scolastico.
•La collazione (nel sistema dei licei piuttosto che nell’istruzione professionale) dell’attuale istruzione artistica, anch’essa determinante per l’orientamento di genitori e studenti.
•I programmi dei licei: persino le iniziative ministeriali di formazione ne prevedono esplicitamente l’esclusione.
•Tutti i decreti relativi a obiettivi specifici di apprendimento, alla valutazione e autovalutazione dei percorsi, alle competenze professionali ecc.
•Atti adeguati per la informazione e formazione di dirigenti scolastici ed insegnanti su tutte le misure adottate: i primi atti usciti, tardivi e macchinosi, sono ridotti a poche slide e il meccanismo elaborato per i licei prevede di fatto l’arrivo della prime azioni di formazione alle scuole solo dopo le vacanze di Natale (se va bene!).
•Garanzie circa la contrattazione della mobilità che deriverà da tutte queste operazioni, in merito alla quale le bozze dei regolamenti pongono già vincoli intollerabili per la qualità professionale.
In riferimento poi al tema della valorizzazione professionale abbiamo ribadito la necessità che le risorse per la valorizzazione professionale siano aggiuntive a quelle contrattuali e che, comunque, il rinnovo contrattuale per tutti ha la priorità rispetto alla valorizzazione per pochi. La stessa amministrazione, del resto, ha lasciato intendere che si tratta di una operazione che, con le sole risorse attualmente disponibili, potrà riguardare quasi certamente non più del 10% del personale docente e che i benefici economico saranno piuttosto modesti. In ogni caso le risorse disponibili dovranno essere utilizzate sulla base di criteri da individuare in sede di contrattazione, e non certo per legge, in modo trasparente e, soprattutto, condiviso dall’insieme dei lavoratori.

Abbiamo inoltre sollecitato che tra i tavoli tecnici da istituire ci sia innanzitutto un tavolo sugli organici (per la secondaria di secondo grado, ma non solo) in modo da poter discutere sulle ricadute per il nuovo contratto sulla mobilità del personale per il prossimo anno scolastico.

L’amministrazione, a conclusione dei lavori, ha ribadito come la complessità della situazione necessita di organizzare nell’immediato dei tavoli tecnici sui temi affrontati nel corso dell’incontro ed ha riconosciuto la necessità esposta della Flc di un ulteriore tavolo sugli organici e mobilità.

Saranno, quindi, attivati incontri monotematici oltre che sui regolamenti della secondaria superiore, sulla valorizzazione della carriera, sul reclutamento, sulle classi di concorso e sugli organici e mobilità del personale.

I tempi sono ormai strettissimi e la decisione di partire comunque il prossimo anno scolastico risponde più ad un’esigenza ideologica che alle necessità della scuola pubblica del paese in particolare della secondaria superiore, che sicuramente ha bisogno di riforme ma non certo di essere travolta da tagli che finiranno per aumentarne le criticità.

Anche per contrastare questo disegno la FLC Cgil ha proclamato lo sciopero generale della conoscenza per il prossimo 11 dicembre e chiama tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni sul destino della nostra scuola pubblica ad aderire numerosi ed a partecipare in massa alla manifestazione nazionale.

 

 

Via: www.flcgil.it


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