Scuola: riorganizzazione secondo ciclo

Scuola: riorganizzazione secondo ciclo
Attuazione riorganizzazione secondo ciclo e valorizzazione professionale: ancora lontane le soluzioni, mentre i tempi sono strettissimi
Resoconto dell’incontro del 18 novembre al Miur. A breve partiranno tavoli tematici specifici.
Si è svolto ieri al Miur l’incontro con le organizzazioni sindacali di categoria, convocato per affrontare le problematiche relative all’avvio dell’attuazione della riorganizzazione degli istituti di scuola secondaria superiore (licei, tecnici e professionali) e le problematiche contrattuali sulla valorizzazione professionale del personale della scuola.
L’incontro, in sede tecnica, fa seguito a quello dell’11 novembre scorso con il Ministro e, seppure senza troppe illusioni, avevamo sperato si cominciassero ad affrontare nel concreto le tante problematicità che i due temi oggetto dell’incontro sollevano.
La posizione dell’amministrazione
Nell’introdurre i lavori, l’Amministrazione ha informato le organizzazioni sindacali della situazione complessiva dell’iter ancora in corso sui regolamenti della secondaria superiore: entro una ventina di giorni le Commissioni parlamentari dovrebbero esprimere il proprio parere. Ai primi di dicembre si procederà alla riscrittura dei nuovi testi, sulla base della valutazione che il Ministero farà delle osservazioni espresse nei vari passaggi istituzionali.
L’Amministrazione conta che per gennaio l’iter dei regolamenti dovrebbe essere concluso, mentre è in corso, in parallelo, la predisposizione degli atti necessari all’avvio per il prossimo settembre 2010.
L’Amministrazione, consapevole della complessità delle procedure che devono essere messe in atto per la piena applicazione delle nuove norme, ha proposto la costituzione di tavoli tecnici per affrontare, in modo più preciso, le tante problematicità che riconosce essere presenti.
In particolare ci ha informato che:
•È stato acquisito un accordo verbale con il ministero dell’Economia per favorire il pensionamento e aumentare per questa via il numero dei posti disponibili. Ciò dovrebbe, per un verso consentire immissioni in ruolo e per l’altro un aumento dei posti per le supplenze. Dovrebbe essere garantita una maggiore stabilità dell’organico, continuità didattica, a partire dai docenti di sostegno.
•Il regolamento sulla formazione iniziale ha avuto l’ok del ministero dell’ Economia e quindi a breve dovrebbe essere licenziato il regolamento definitivo. Per quello che riguarda il reclutamento, il ministero è intenzionato a stringere i tempi per una proposta, che accompagni/affianchi il decreto sulla formazione iniziale.
•Per quel che riguarda i regolamenti sulla secondaria superiore, se ne prevede l’approvazione in seconda lettura da parte del Consiglio dei Ministri per dicembre. Sarebbero previste alcune modifiche sulla base delle osservazioni emerse nel corso dei confronti previsti dall’iter procedurale, fermo restando la riduzione del monte ore. Sono, intanto, stati programmati momenti d’informazione per la scuola: seminari nazionali cui sono invitati un rappresentante per Provincia; mentre successivamente – dopo febbraio – dovrebbe partire momenti di formazione per il personale. A tal fine sono state individuate risorse provenienti dalla legge 440 e si utilizzerà l’istituto ex Indire come struttura di supporto alla formazione, oltre alle associazioni e alle fondazioni.
•Sulla valorizzazione professionale del personale della scuola, il Miur ha confermato quanto già affermato dal ministro nell’incontro dell’11 novembre e cioè di voler aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, al fine di convenire eventuali proposte che potrebbero poi costituire le linee guida nell’atto d’indirizzo all’Aran, di competenza del ministero, per l’avvio della contrattazione e tenendo conto delle risorse già disponibili per effetto dei tagli agli organici (il 30% dei risparmi per i 4 mesi settembre- dicembre 2009).
La posizione della FLC Cgil
Come FLC abbiamo evidenziato che:
Per quanto riguarda l’attuazione dei regolamenti per il secondo ciclo, abbiamo ribadito, seppure in estrema sintesi, le nostre richieste, che da tempo abbiamo rappresentato in tutte le sedi, ivi compresa l’ultima audizione presso la VII Commissione del Senato.
Noi da tempo siamo convinti della necessità di mettere mano ad una riforma vera di tutta la scuola secondaria superiore, ma proprio sulla base di questo profondo convincimento, riteniamo che l’avvio deve avvenire con le carte in regola, in modo da non pregiudicare l’esito di un processo di cambiamento necessario e nel contempo complesso. Innanzitutto vanno rimossi i tagli; diversamente si sancirebbe chiaramente che non è la riforma ordinamentale che si va a realizzare, ma solo ed esclusivamente una politica di risparmio, che, come dimostrato dalla recente pubblicazione della Banca d’Italia finisce invece per aumentare i costi a carico del paese.
Abbiamo quindi di nuovo chiesto:
•il rinvio di un anno dell’attuazione dei regolamenti;
•che in nessun caso si possono coinvolgere le classi successive alle prime, e che va assunto l’impegno formale dell’Economia a soprassedere alla seconda tranche di tagli prevista per il prossimo anno scolastico. Diversamente, il ministero deve chiarire quelle economie da dove verrebbero: in nessun caso si può pensare di scaricarle sui gradi di scuola già allo stremo. Il primo ciclo, abbiamo ribadito, non è più in grado di garantire l’ordinario funzionamento, per via della falcidia di risorse finanziarie e professionali realizzata questo anno. In tal senso occorre un intervento che aiuti le scuole pubbliche del primo ciclo a svolgere normalmente la propria funzione istituzionale!
•che l’assetto del biennio iniziale di tutta la secondaria superiore deve essere unitario, dato l’elevamento dell’obbligo di istruzione a 16 anni, a regime da questo anno scolastico.
Il rinvio di un anno si rende necessario, a nostro avviso, perché manca tutta una serie di strumenti di orientamento e di riferimento per le famiglie e per gli alunni da un lato e per gli insegnanti e gli altri lavoratori della scuola dall’altro, che non potranno essere completati in tempo utile per il 27 di febbraio.
In particolare mancano all’appello le seguenti misure:
•Chiarezza circa le modalità dell’avvio: allo stato attuale tutti gli atti scritti, dalle bozze di regolamento ai documenti ritornati dal Tesoro alle commissioni parlamentari, parlano di avvio nelle prime e nelle seconde e, per gli istituti tecnici, anche di riduzione da 36 a 32 ore nelle terze e nelle quarte. Si tratta di misure la cui natura antididattica non richiede ulteriori commenti. Per di più mancano le indicazioni su come operare il raccordo tra prima e seconda e su quali discipline ridurre nelle terze e nelle quarte.
•Chiarezza circa la uniformità dell’avvio a causa sia della differente precisazione dell’articolazione dei percorsi nei tre ordini di scuola (licei, istituti tecnici e istituti professionali), sia in relazione alle diverse competenze istituzionali da parte di Stato e Regioni. Intollerabile e davvero grave per le conseguenze pesantemente negative su orientamento e tenuta dell’insieme del sistema di istruzione sarebbe un avvio differenziato dei tre macro indirizzi, i cui effetti sarebbero deleteri da qualunque punto di vista!
•Il decreto sulle classi di concorso, decisivo perché tutti docenti conoscano il proprio destino e per la gestione del personale.
•Il decreto relativo alla articolazione delle cattedre comprensivo delle indicazioni circa la gestione dei laboratori e del personale ivi assegnato.
•I decreti che chiariscono le articolazioni/opzioni degli istituti tecnici e professionali: non si sa quanto e come si articoleranno gli indirizzi a partire dal terzo anno. E’ questa una indicazione decisiva per la scelta di alunni e famiglie ed anche per la mappatura delle scuole nelle diverse province. Non si sa che relazione c’è tra articolazioni e opzioni nell’istruzione tecnica e tra indirizzi e opzioni di filiera in quella professionale; non si sa che relazione c’è tra il 20% di autonomia “canonico” e le aumentate quote di flessibilità da calcolarsi sulle aree di indirizzo.
•Il decreto che attribuisca all’istruzione professionale la possibilità della qualifica triennale, in caso di assenza del sistema di formazione professionale (elemento decisivo per l’orientamento).
•Il decreto sull’attuazione dell’opzione scientifico-tecnologica, decisivo per conoscerne la possibilità di attivazione sia nei licei che nell’insieme del sistema scolastico.
•La collazione (nel sistema dei licei piuttosto che nell’istruzione professionale) dell’attuale istruzione artistica, anch’essa determinante per l’orientamento di genitori e studenti.
•I programmi dei licei: persino le iniziative ministeriali di formazione ne prevedono esplicitamente l’esclusione.
•Tutti i decreti relativi a obiettivi specifici di apprendimento, alla valutazione e autovalutazione dei percorsi, alle competenze professionali ecc.
•Atti adeguati per la informazione e formazione di dirigenti scolastici ed insegnanti su tutte le misure adottate: i primi atti usciti, tardivi e macchinosi, sono ridotti a poche slide e il meccanismo elaborato per i licei prevede di fatto l’arrivo della prime azioni di formazione alle scuole solo dopo le vacanze di Natale (se va bene!).
•Garanzie circa la contrattazione della mobilità che deriverà da tutte queste operazioni, in merito alla quale le bozze dei regolamenti pongono già vincoli intollerabili per la qualità professionale.
In riferimento poi al tema della valorizzazione professionale abbiamo ribadito la necessità che le risorse per la valorizzazione professionale siano aggiuntive a quelle contrattuali e che, comunque, il rinnovo contrattuale per tutti ha la priorità rispetto alla valorizzazione per pochi. La stessa amministrazione, del resto, ha lasciato intendere che si tratta di una operazione che, con le sole risorse attualmente disponibili, potrà riguardare quasi certamente non più del 10% del personale docente e che i benefici economico saranno piuttosto modesti. In ogni caso le risorse disponibili dovranno essere utilizzate sulla base di criteri da individuare in sede di contrattazione, e non certo per legge, in modo trasparente e, soprattutto, condiviso dall’insieme dei lavoratori.
Abbiamo inoltre sollecitato che tra i tavoli tecnici da istituire ci sia innanzitutto un tavolo sugli organici (per la secondaria di secondo grado, ma non solo) in modo da poter discutere sulle ricadute per il nuovo contratto sulla mobilità del personale per il prossimo anno scolastico.
L’amministrazione, a conclusione dei lavori, ha ribadito come la complessità della situazione necessita di organizzare nell’immediato dei tavoli tecnici sui temi affrontati nel corso dell’incontro ed ha riconosciuto la necessità esposta della Flc di un ulteriore tavolo sugli organici e mobilità.
Saranno, quindi, attivati incontri monotematici oltre che sui regolamenti della secondaria superiore, sulla valorizzazione della carriera, sul reclutamento, sulle classi di concorso e sugli organici e mobilità del personale.
I tempi sono ormai strettissimi e la decisione di partire comunque il prossimo anno scolastico risponde più ad un’esigenza ideologica che alle necessità della scuola pubblica del paese in particolare della secondaria superiore, che sicuramente ha bisogno di riforme ma non certo di essere travolta da tagli che finiranno per aumentarne le criticità.
Anche per contrastare questo disegno la FLC Cgil ha proclamato lo sciopero generale della conoscenza per il prossimo 11 dicembre e chiama tutti coloro che condividono le nostre preoccupazioni sul destino della nostra scuola pubblica ad aderire numerosi ed a partecipare in massa alla manifestazione nazionale.
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Scuola: riordino secondo ciclo

Scuola: riordino secondo ciclo
Audizione Commissione Cultura Camera dei Deputati
Le osservazioni della UIL
Il riordino dell’intero secondo ciclo di istruzione deve favorire la crescita personale degli individui ed al contempo offrire ai giovani maggiori possibilità di occupazione ponendo le basi per il potenziamento lungo l’intero corso della vita di competenze culturali e professionali adeguate ai
profili di avanguardia e di sviluppo sociale ed economico cui ognuno è chiamato a contribuire attivamente.
Una revisione degli ordinamenti che riguarda contestualmente gli istituti tecnici, i professionali ed i licei va introdotta con la gradualità necessaria a rispettare le scelte operate dagli studenti e dalle famiglie nel tempo, oltre che per graduare nei modi più opportuni gli interventi attuativi; il riordino
dovrà coinvolgere ad avviso della UIL Scuola gli studenti iscritti alle classi prime per l’anno scolastico 2010-2011, e seguire gradualmente la leva anagrafica fino al naturale completamento del ciclo.
La revisione del sistema richiede misure di accompagnamento che non risultano al momento previste in maniera chiara e sufficiente, né in relazione alla formazione in servizio degli operatori, né rispetto ad opportunità di valorizzazione professionale.
Il naturale sviluppo del processo di riordino, sia in termini di abilità e competenze degli studenti che per la modernizzazione del sistema dell’istruzione non può prescindere dalla attuazione delle previsioni della legge 40/2007 per ciò che attiene la nascita dell’Istruzione Tecnica Superiore, dei Poli formativi territoriali ad alta specializzazione ed al potenziamento del sistema degli IFTS, nelle cui prospettiva il riordino dell’istruzione tecnica e professionale va complessivamente orientata e
potenziata.
Tra le misure di accompagnamento assume particolare rilevanza la previsione di organici funzionali pluriennali di istituto; ciò consentirebbe la realizzazione dei progetti formativi qualificati, favorirebbero la salvaguardia di esperienze formative di pregio oltre che supportare la flessibilità
didattica ed organizzativa nell’ambito degli indirizzi definiti e più ancora delle opzioni che le scuole, in accordo con le regioni, potranno declinare.
In questo ambito è fondamentale per la UIL Scuola il pieno utilizzo del personale, vera risorsa professionale, il cui contributo e la cui motivazione sono indispensabili per gli esiti del processo di innovazione.
L’assenza di tali condizioni, connessa alla riduzione del monte ore e dei quadri orario delle discipline determina il forte rischio di un utilizzo improprio del personale se individuato come soprannumerario.
A tal proposito la UIL Scuola ritiene che tale obiettivo possa essere raggiunto anche attraverso la rimodulazione della norma finanziaria fissata dall’ articolo 64 del decreto 112/2008, in quanto, al di là delle esigenze di razionalizzazione della spesa la previsione di un così ampio progetto di
revisione del sistema non può essere sostenuto dalla scuola con una riduzione così netta delle risorse.
L’introduzione degli organici di istituto pluriennali e funzionali avrebbe inoltre il merito di ridurre atteggiamenti di contrasto al riordino, come conseguenza di una situazione di stabilità della sede di lavoro che orienterebbe un atteggiamento più costruttivo ed attivo in primo luogo degli insegnanti.
In merito agli indirizzi ed alle articolazioni che il riordino va assumendo le proposte della UIL Scuola attengono:
- l’esigenza di salvaguardare la specificità di alcuni indirizzi che hanno nel tempo evidenziato elementi di forte competitività a livello nazionale ed internazionale in termini di competenze di avanguardia in particolari settori di sviluppo produttivo: tra questi citiamo ad esempio il ruolo degli istituti aeronautici e dell’istituto tecnico ambientale dei corsi FASE;
- lasciare agli istituti d’ arte la possibilità di esprimere una opzione favorevole alla trasformazione in licei artistici ovvero in istituti professionali per l’artigianato in relazione ad opzioni e tradizioni formative consolidate;
- garantire al piano di studi del liceo delle scienze umane una opzione formativa più marcata in ordine all’indirizzo di studi base, il cui biennio costituisce l’unico esempio di assenza di materie caratterizzanti, – filosofia, scienze umane- proprio nell’indirizzo da cui maggiormente si rileverebbe , almeno in linea teorica, la provenienza degli studenti orientati
a proseguire gli studi verso corsi universitari che aprono a successive carriere ed attività di formatori e di insegnanti;
- in merito ai licei musicali vanno eliminate le rigidità quantitative individuate in sede legislativa per favorire, nella fase attuativa, l’inserimento di tali licei nei piani regionali, coordinandone l’attività all’interno di una fase sperimentale che ne accompagni il consolidamento.
Tagli alle superiori: 3.643 docenti in esubero e oltre 6.000 precari licenziati
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Via: www.flcgil.it
Tagli alle superiori: 3.643 docenti in esubero e oltre 6.000 precari licenziati
I dati dopo i trasferimenti confermano la drammaticità dei tagli
Dal riepilogo dell’organico della scuola secondaria di secondo grado dopo i trasferimenti pubblicati il 26 giugno, è possibile ricavare immediatamente l’ effetto dei tagli voluti da Gelmini e Tremonti: oltre 3600 professori di ruolo non trovano posto nelle scuole della loro provincia e quindi sono dichiarati soprannumerari.
Inoltre, in molti casi per rientrare nei tagli imposti, sono state costituite cattedre in organico di diritto illegittimamente
a più di 18 ore in aperta violazione del Ccnl.
Il dato conferma quanto avevamo sostenuto, malgrado i tentativi di rassicurazione del Ministro: ci sarà meno scuola, ma anche meno docenti, sia di ruolo che precari.
Questa situazione di esubero, infatti, si aggiungerà alla riduzione dei posti determinando il licenziamento, solo per i docenti della scuola secondaria di secondo grado, di oltre 6.000 lavoratori precari per i quali il Ministero, dopo alcuni annunci propagandistici, non ha ancora fornito risposte concrete.
Dopo i dati della primaria, questo è un altro effetto tangibile dei tagli al quale si aggiungeranno a breve quelli per secondaria di primo grado e per il personale ATA oltre agli ulteriori tagli previsti in organico fatto.
Di fronte a questa intollerabile situazione la FLC Cgil prosegue nelle sue iniziative di contrasto alla politica di tagli e di smantellamento della scuola pubblica e sarà in piazza Montecitorio il 15 luglio per sostenere le rivendicazioni e i diritti dei lavoratori precari della scuola.
Roma, 13 luglio 2009
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Organico di fatto 2009-2010: il Miur emana la circolare. La scuola è in ginocchio!

Via: www.flcgil.it
Il Miur ha emanato la circolare n. 63 del 6 luglio 2009 con cui vengono fornite indicazioni per la definizione dell’organico di fatto per il prossimo anno scolastico. Come era già chiaro nell’incontro della scorsa settimana con i sindacati, non cambia la sostanza di queste disposizioni. Come denunciato dalla FLC Cgil, non c’è alcun riscontro positivo rispetto alle dichiarazioni e agli impegni del ministro Gelmini ad attenuare il taglio agli organici, non c’è nessuno sconto rispetto all’ammontare complessivo della riduzione, né sul personale docente (-42.000 posti) né sul personale Ata (-15.000 posti). Questa ulteriore riduzione, pari a 5.000 unità, da effettuare in organico di fatto rispetto a quella pesantissima già fatta nell’organico di diritto comporterà che saranno attivate meno deroghe dello scorso anno, a prescindere dalle esigenze aggiuntive che porranno le scuole, rispetto alle deroghe di posti in più autorizzate ed attivate nello scorso anno nel passaggio dall’organico di diritto a quello di fatto. In sostanza per il prossimo anno dovranno essere autorizzate 5.000 deroghe in meno. A ciascuna regione è attribuita la quota di posti da contenere rispetto a quelli aggiuntivi autorizzati nell’organico di fatto dello scorso anno.
Saranno le singole Direzioni Scolastiche Regionale a dover individuare le modalità per ottenere tale risultato, mentre il Miur, su questo, si è limita solo a fornire, a mò di esempio, alcune piste di lavoro. Il taglio sul personale Ata è ancor più intollerabile perché mette a rischio, nelle scuole, oltre alla funzionalità degli uffici amministrativi, la chiusura dei laboratori e di numerosi plessi. Molte scuola hanno avuto assegnati meno collaboratori scolastici rispetto al numero di plessi che dovranno funzionare. E’ inaccettabile che il MIUR, pur conoscendo bene il problema, si limiti a scrivere nella circolare che “l’attivazione di ulteriori posti nell’adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto non deve comportare, a livello provinciale, incrementi di posti del medesimo organico. Qualora necessario, le SS.LL., sulla base delle indicazioni e delle richieste formulate dai dirigenti scolastici, possono autorizzare eventuali incrementi di posti esclusivamente a mezzo di compensazione, a livello provinciale”. Si tratta di una circolare che tenta disperatamente di nascondere la drammatica realtà dei fatti.
Per la FLC Cgil l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto non può essere limitata solo a casi eccezionali (sicurezza e inidonei), ma va estesa a tutte quelle situazioni dove è necessario almeno un collaboratore scolastico per ogni plesso e per ogni turno.
Nel testo finale della circolare, su pressante richiesta da parte della FLC Cgil, questo passaggio è stato inserito cosi come il rispetto dovuto agli obblighi del Ccnl. Non si può imporre al personale, come già accade oggi, orario straordinario e turni di lavoro massacranti.
Nei confronti delle decisioni che ora dovranno assumere i Direttori Regionali occorre rivendicare almeno un collaboratore scolastico per ogni plesso e per ogni turno per tutte quelle situazioni dove è necessario.
Sintesi dei punti principali trattati nella circolare
Per effetto della L. n. 14 del 24/2/2009, tutte le operazioni per l’anno prossimo vanno concluse entro il 31 agosto (e non più 31 luglio).
I parametri relativi al numero massimo di alunni per la costituzione delle classi per l’anno prossimo sono quelli previsti dal nuovo regolamento sul dimensionamento della rete scolastica, norma che ha sostituito i precedenti del DM 331/98 e 141/99. Ovviamente rispetto al numero di alunni per classe è obbligatorio il rispetto delle norme sulla sicurezza e sulle dimensioni delle aule.
La ripartizione dell’ulteriore riduzione di 5.000 posti, non rispetto all’organico di diritto ma rispetto alle deroghe autorizzate nello scorso anno regione per regione, è contenuta nella tabella G (colonna C) allegata alla circolare.
Le richieste di adeguamento dell’organico da parte delle singole scuole, cosi come la comunicazione dei posti e/o spezzoni disponibili, va comunicata ai singoli USP entro la data definita da ciascuna Direzione Regionale e comunque non oltre il 20 luglio 2009.
Lo sdoppiamento delle classi o l’attivazione di nuove classi deve essere autorizzata, per effetto delle disposizioni contenute nella finanziaria 2007, dal Direttore Regionale (o Usp se delegato).
Dopo il 31 agosto non sono più consentiti sdoppiamenti di classi, fatta eccezione per la scuola secondaria di secondo grado qualora la scuola abbia programmato la verifica sul recupero dei debiti scolastici ai primi giorni di settembre. Tale eventuale variazione va comunicata entro il 10 settembre.
Va mantenuta in organico di fatto la stessa composizione delle cattedre definita in organico di diritto. Solo in caso di aumento di ore nella scuola in cui si è titolari, si ha diritto a lasciare le ore esterne per completare nella stessa scuola. Questo vale anche per i docenti di religione cattolica.
Scuola dell’infanzia: è la prima volta che non si attribuirà nemmeno un posto in più e nemmeno in presenza di liste d’attesa.
Scuola primaria.
Le ore necessarie per il servizio mensa, oltre le 30 ore, dovranno essere ricavate dalle eventuali e residue ore di compresenza dovute al docente aggiunto per la religione cattolica, oppure le l’insegnamento dell’inglese, oppure utilizzando le 4 ore di compresenza nella classi a tempo pieno. Dunque non si garantisce il tempo mensa in tutte le scuole perché non è detto che ci siano le ore necessarie.
Le ore in più in organico di fatto per l’insegnamento della lingua inglese potranno essere date solo se sono stati completamente utilizzati i docenti in possesso del titolo e già in servizio nella scuola. Su questo deve però essere anche ben chiaro che a nessun docente, titolare di posto comune, può essere imposto di operare di fatto come specialista. Quindi l’insegnamento della lingua inglese è dovuto esclusivamente nelle classi in cui si opera anche come docente comune.
Nella circolare, su richiesta dei sindacati, è stato scritto chiaramente che, date a ciascuna scuola le risorse di organico, poi è la scuola che decide, in piena autonomia, come utilizzarle. Quindi nessun presunto maestro unico, né prevalente, può essere obbligatorio né imposto.
Scuola secondaria di primo grado.
Su richiesta della FLC Cgil viene chiarito una volta per tutte (a differenza della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 carente su questo) che sono possibili anche cattedre inferiori a 18 ore (es. 15 per lettere, 16 o 17 per le altre classi di concorso) quando non si può abbinare tutte le ore a 18. Ad esempio in tutte quelle scuole che hanno classi a tempo prolungato per le quali, nelle terze, si è mantenuto ancora per un anno il precedente quadro orario. Una conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’illegittimità di tutte quelle cattedre che in organico di diritto sono state costituite oltre le 18 ore settimanali, per “risparmiare”, anche nei casi non previsti dagli ordinamenti.
Per il tempo prolungato si precisa che l’eventuale disattivazione di tale modello, per mancanza delle condizioni necessarie per effettuare almeno 2 rientri pomeridiani, deve assicurare comunque la prosecuzione delle scelte operate negli anni passati dalla famiglie e pertanto opererà sole nelle nuove prime classi.
Scuola secondaria di secondo grado. Rispetto alla costituzione delle cattedre a 18 ore vale quanto detto sopra per la scuola media e dunque rimane la possibilità di costituzione di cattedre inferiori a 18 ore come previsto dalla precedente normativa, quando non è possibile abbinare a 18 ore esatte.
Posti di sostegno. Viene confermata, tra dotazione di diritto e quota aggiuntiva nel fatto, la stessa dotazione complessiva dello sorso anno.
Istruzione degli adulti. Si ribadisce il rinvio all’anno prossimo dell’attivazione dei nuovi CPIA. Pertanto sono confermati gli attuali CTP e serali.
Progetti. Possono essere assegnati posti per progetti, se richiesti dalle scuole, nel limite di quelli attivati nello scorso anno.
Personale educativo. Si rinvia ad una successiva comunicazione.
Personale Ata. E’ data la possibilità di consentire deroghe “motivate”, non solo previa compensazione da scuola a scuola, ma anche in deroga alla dotazione complessiva già assegnata in organico di diritto, nei casi in cui non sia assicurata la funzionalità del servizio nelle singole scuole (cioè se, ad esempio, ci sono meno collaboratori rispetto alle sedi oppure nel caso siano necessari doppi turni), oppure per garantire la sicurezza degli allievi e del personale della scuola (ad esempio per il personale tecnico nei laboratori), nonché per fare fronte a situazioni di difficoltà nel servizio per la presenza di più unità di personale inidoneo alle mansioni per motivi di salute.
Roma, 7 luglio 2009

