Sicurezza nelle scuole: in Molise è ancora una chimera

November 2, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato, Uncategorized 

La FLC CGIL ricorda i bambini e la maestra che nel 2002 sono rimasti sotto le macerie del terremoto nella scuola di San Giuliano di Puglia.

A otto anni dalla tragedia di San Giuliano di Puglia la FLC CGIL Molise, nel documento che pubblichiamo di seguito, traccia un bilancio di quanto è stato fatto finora: sprechi di denaro pubblico, interventi estemporanei e la situazione attuale che desta seria preoccupazione. Il MIUR, infatti, ha comunicato l’elenco delle scuole con criticità edilizia: nella Regione i plessi sono oltre 80.

_________________

La sicurezza delle scuole molisane è ancora una chimera

In occasione dell’ottavo anniversario della tragedia di San Giuliano di Puglia occorrerebbe, tra le altre cose, fare un’analisi seria di come gli edifici scolastici sono tenuti, di quale piano di manutenzione è stato fatto, di quali prospettive future si delineano per la sicurezza degli studenti molisani. Sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti gli sprechi di denaro pubblico utilizzato per ristrutturare scuole, spesso al di sotto dei parametri previsti dalla legge, fatti senza una razionale utilizzazione delle risorse e soprattutto senza una previsione programmatica di un piano di dimensionamento scolastico che unisse plessi, offerta formativa territoriale ed utilizzo del denaro pubblico.

Gli interventi sono stati a dir poco estemporanei. Infatti ricordiamo che il nuovo regolamento sulla “Riorganizzazione della rete scolastica e sull’utilizzo delle risorse umane” in attuazione del comma 4 dell’art. 64 della L. 133 del 6 agosto 2008, ha modificato i parametri per la costituzione delle classi. Sono stati ristrutturati plessi che secondo queste nuove regole dovranno chiudere.

Inoltre il MIUR ha comunicato l’elenco delle scuole con criticità edilizia. Il Molise è presente con oltre 80 plessi. Sono distribuiti su tutto il territorio regionale, da Venafro a Termoli, con l’indicazione della via e del tipo di scuola.

Abbiamo più volte sollecitato i Prefetti della Provincia di Campobasso e della Provincia di Isernia a vigilare per il rispetto della normativa riguardante la composizione delle classi e le regole sulla sicurezza concernenti gli spazi necessari ad ogni alunno dentro una classe e nel richiedere il rispetto della normativa in materia. (Legge 23/96 che rende ancora validi gli indici del DM 18/12/75 – norme in materia di edilizia scolastica). Il D.M. Interno 26/08/92 – Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica – fissa l’indice di 26 persone/aula come indice di massimo affollamento ipotizzabile. Norme che si integrano con le linee guida per la sicurezza e l’antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili. (Circolare Ministero dell’Interno n. 4 del 1/3/2002).

Pensiamo che anche questo sia il modo per ricordare le vittime di San Giuliano. Rilanciare l’iniziativa sulla sicurezza delle scuole significa non rendere vano quel sacrificio ma anche progettare una rete scolastica con strutture adeguate, risorse destinate alla qualità dell’istruzione pubblica e rilancio del valore e del ruolo che la scuola deve avere nella nostra regione.

Anche in questo modo potranno essere ricordati i bambini e la maestra rimasti sotto le macerie del terremoto nella scuola di San Giuliano.

Campobasso, 31 ottobre 2010

Il segretario regionale
Sergio Sorella

A scuola le classi potranno avere fino a 33 alunni

May 16, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Proteste 

Da settembre le classi delle superiori potranno avere fino ad un massimo di 33 alunni a dispetto delle norme sulla sicurezza nelle scuole.
Lo sapete che ci sono classi dove i professori devono accontentarsi di un banco perché la cattedra non entrerebbe? O quelli che in 35 sono stipati in un laboratorio di disegno? E ora che il tetto massimo di alunni per classe aumenterà ancora che cosa accadrà?

Leggete l’articolo di Flavia Amabile sulla Stampa on line.

Di seguito una petizione in atto contro queste classi “extralarge”.

Petizione contro l’ aumento degli alunni per classe

AL DIRIGENTE SCOLASTICO DELL’ISTITUTO
OGGETTO: Diritti e obblighi nell’individuazione dei criteri per la formazione delle classi.

In questi giorni i Consigli d’Istituto delle scuole si stanno riunendo per discutere, tra le altre cose, anche dei criteri per la formazione delle classi. Per effettuare tutti i tagli previsti dall’art. 64 della legge 133, le classi previste saranno composte di un numero molto alto di allievi. Alle superiori, le classi iniziali devono avere un numero minimo di 27 alunni e poi i resti vengono distribuiti fino a 30, ma in sede di organico di fatto si potrà pure arrivare a 33.
Sono numeri che peggioreranno la qualità del servizio e faranno andare le aule scolastiche ed i laboratori fuori norma:

sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 – Norme tecniche per l’edilizia Scolastica che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado)),
sia per la prevenzione incendi (D.M. 26 agosto 1992 – Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica). Il presente decreto al punto 5.0 (Affollamento) stabilisce il limite massimo di persone presenti in un’aula nel numero di 26.).
Inoltre appare opportuno evidenziare che la qualità dell’offerta formativa potrebbe risultare inevitabilmente compromessa dall’applicazione dell’articolo 64 e delle circolari ad esso correlate. Si reputano particolarmente allarmanti le problematiche indicate di seguito:

dispersione scolastica (soprattutto nelle classi iniziali i margini di intervento da parte degli insegnanti nei confronti di studenti con difficoltà di approccio a determinate discipline risultano sottoposti a fortissime limitazioni)
interventi individualizzati (fortemente limitata risulta anche la possibilità da parte del corpo docente di elaborare percorsi formativi finalizzati all’ottimizzazione del profitto scolastico e allo sviluppo delle potenzialità individuali)
difficoltà nell’organizzazione delle uscite didattiche
discontinuità didattica
disgregazione del gruppo classe nel caso di accorpamento di classi intermedie.
Con la presente nota allora si vuole:

denunciare le evidenti contraddizioni tra le direttive del Ministero (art. 64 legge 133 del 6 Agosto 2008) che impongono l’aumento degli alunni per classe e la normativa esistente in materia di sicurezza e agibilità dei locali scolastici (Decreto Interministeriale del 18 Dicembre del 1975; Decreto del 26 Agosto del 1992 del Ministero dell’ Interno; Decreto legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008: testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro).
richiamare l’attenzione sulle responsabilità civili e penali che potrebbero discendere sulla Dirigenza Scolastica qualora detta normativa fosse applicata a scapito della disciplina costituzionalmente garantita sulla sicurezza e sulla prevenzione nei plessi scolastici.
Quest’ultima normativa, basandosi su principi costituzionalmente garantiti, prevale rispetto alle leggi emanate esclusivamente nell’ottica di distrarre risorse (taglia 8 miliardi di euro e 134 mila posti in tre anni) dal settore scolastico, a detrimento non solo della qualità dell’offerta formativa, ma anche dell’incolumità dei soggetti che fruiscono delle strutture scolastiche.
Il Dirigente Scolastico e il Consiglio d’Istituto, quindi, hanno il compito e il dovere di verificare caso per caso, aula per aula, se sia possibile l’applicazione legittima delle normative inerente all’innalzamento del numero degli alunni per classe. In caso di inadempienza, essi stessi potrebbero essere responsabili della gravissima violazione delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione.
invitare alla mobilitazione immediata prima che si determinino definitivamente gli organici del prossimo anno e non rassegnarci o arrenderci, (parole che racchiudono tutta la liturgia del perdente) alla nuova ecatombe di posti di lavoro che ci si parerà innanzi.
Per il coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Modena “La Politeia”

Qui trovate modalità per firme e scarico del modulo.

Sicurezza nelle scuole

January 27, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sicurezza 

ISPESL: “PROMUOVERE LA CULTURA DELLA SICUREZZA NELLE SCUOLE E’ NECESSARIO PER DIMINUIRE GLI INFORTUNI.

Ogni anno 30.000 invalidi permanenti. I più colpiti sono i giovani”

L’elevato numero di infortuni sul lavoro, gli incidenti domestici e gli incidenti stradali costituiscono alcuni dei maggiori problemi di salute pubblica in Europa ed in Italia, con costi umani, sociali ed economici molto elevati.

“Nonostante il 2008 – spiega Umberto Sacerdote, Direttore Generale dell’ISPESL – abbia fatto registrare un decremento degli infortuni sul lavoro (874.940 infortuni, -4,1% rispetto al 2007), con una riduzione dei casi mortali al di sotto dei 1200 casi l’anno (1.120 casi mortali, -7,2% rispetto al 2007), permane la drammaticità del fenomeno che fa comunque registrare ogni anno circa 30.000 invalidi permanenti. Tra le fasce di età più colpite emerge quella dei giovani fino ai 34 anni che sono i protagonisti del 37% degli infortuni sul lavoro.”

“Questi dati, insieme con le dimensioni del fenomeno infortunistico in ambiente domestico, evidenziano come permangono criticità in merito alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) all’interno dei percorsi Universitari e di avviamento professionale e confermano la riflessione che da alcuni anni si sta approfondendo sulla necessità di promuovere tali conoscenze prima possibile, sin dalla scuola primaria, sensibilizzando i bambini alla percezione dei rischi negli ambienti che li circondano.”

La scuola, ambiente di vita per gli alunni e ambiente di lavoro per gli insegnati, rappresenta il luogo preposto ad offrire occasioni formative volte a promuovere e divulgare ai “lavoratori di domani” la cultura e le azioni di prevenzione attraverso l’acquisizione di comportamenti che si troveranno a dover applicare concretamente nella futura vita lavorativa.

Per questo l’Ispesl che da sempre lavora con il massimo impegno in tale direzione, anche alla luce del nuovo D.Lgs 81/2008 che prevede l’inserimento in ogni attività scolastica ed universitaria di specifici percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si fa promotore insieme al CNEL del Convegno “La Promozione della cultura della salute e sicurezza nelle scuole. Puntiamo sulla prevenzione per crescere in sicurezza”, in programma giovedì 28 gennaio a Roma presso il Cnel, in viale David Lubin 2, nella sala del Parlamentino

Alla giornata di dibattito parteciperanno tra gli altri Antonio Moccaldi Commissario ISPESL, Umberto Sacerdote Direttore Generale e Sergio Iavicoli,direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro.

“Allora educare alla Salute e alla Sicurezza sul Lavoro – prosegue Umberto Sacerdote – significa aiutare i ragazzi a sviluppare la capacità di prendere decisioni consapevoli nei riguardi del proprio benessere, in difesa del proprio equilibrio fisico, psichico e sociale, trasmettendo modelli positivi, promuovendo una corretta percezione dei rischi e l’adozione di comportamenti che diventino parte integrante dello stile di vita e di lavoro”.

“Con queste finalità già da alcuni anni come Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro abbiamo attivato delle iniziative che, su differenti livelli, hanno cercato di dare delle risposte, con l’obiettivo di supportare le Istituzioni Scolastiche in questo nuovo ed importante compito educativo.”

“Nell’ambito del Convegno – precisa Sergio Iavicoli, Direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Ispesl – verranno inoltre presentati i risultati di un’indagine condotta dall’Ispesl nelle scuole di ogni ordine e grado di Roma e Provincia, finalizzata a identificare i bisogni formativi in tema di promozione e divulgazione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro nella scuola.”