Lettera Di Menna (Uil Scuola) a Profumo e Commissioni Camera e Senato su riforma organi collegiali

April 4, 2012 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato 

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La lettera inviata al Ministro e alle Commissioni di Camera e Senato

Gentile Ministro Profumo,

il sistema degli organi collegiali fa riferimento ad una legge del 1974. E’ del tutto evidente che la sua riforma appare non più procrastinabile.

La Uil Scuola ritiene che l’iter parlamentare debba essere rapido e caratterizzato dalla massima condivisione.

La Uil Scuola giudica positivamente, l’impianto generale e lo sforzo di sintesi delle diverse proposte che emerge dall’esame del testo unificato, approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
Appare positivamente risolta la delicata questione degli investimenti privati. La carenza di risorse per la scuola riguarda sia l’intervento pubblico che gli investimenti privati.
L’Italia si colloca agli ultimi posti trai paesi sviluppati, spende il 4,8% del PIL per l’istruzione, 1,3 punti percentuali in meno rispetto alla media OCSE del 6,1%.
Anche gli investimenti privati nell’istruzione sono piuttosto limitati. L’8,6% della spesa totale destinata agli istituti d’istruzione in Italia proviene da fonti private, quasi la metà della media OCSE (16,5%).
Secondo la Uil Scuola, cosi come è giusto opporsi all’uso dei soldi dello Stato per finanziare scuole private, in parallelo vanno favoriti gli investimenti privati destinati alle scuole pubbliche, fissando criteri e regole per il loro utilizzo.
Appare positiva anche la previsione di un’articolazione nelle scuole del sistema di valutazione che fa perno sull’Invalsi creando un intreccio e non un sistema separato; auspichiamo un rafforzamento prevedendo una dimensione di rete.
Risulta interessante rinviare agli statuti, in modo da tener conto delle specificità anche territoriali, la individuazione di presenze di rappresentanti delle forze culturali, sociali, professionali nel consiglio dell’autonomia.
L’impianto della legge, che dovrà passare al vaglio della Commissione Istruzione del Senato, presenta però, secondo la Uil Scuola, alcune criticità che vanno risolte.
Il ruolo di presidente del consiglio della scuola dovrebbe essere svolto dal dirigente scolastico come sintesi della responsabilità di guida. Appare carente la descrizione della funzione dirigenziale. Il testo dovrebbe acquisire quanto definito dalla norma che ha istituito la specifica dirigenza scolastica con riferimento alle competenze degli organi collegiali e a quelle contrattuali.


Non c’è chiarezza in merito alle reti di scuole. Il Dl semplificazioni le istituisce mentre l’impianto previsto dalla legge di riforma della governance della scuola le mette sullo sfondo, come volontarie.
Sarebbe opportuno, secondo la Uil Scuola collegare il testo del ddl a quanto stabilito nel decreto.
Altra questione che merita un approfondimento riguarda il sistema di funzionamento del consiglio di istituto che, secondo quanto attualmente previsto, viene demandato agli ‘statuti’. La sollecitazione che giunge dalla Uil Scuola è rivolta a prevedere un sistema-quadro di riferimento e di controllo in modo da evitare entrambe gli eccessi: da un lato la predisposizione di statuti fotocopia che appiattirebbero l’autonomia delle istituzioni scolastiche, dall’altro il comporsi, senza regole, di statuti eccentrici basati su istanze estemporanee e improvvisate.
Non da ultimo, la Uil Scuola fa osservare che, nel progetto di riforma della governance della scuola, non è prevista, nel consiglio della scuola la presenza di un rappresentante eletto dal personale Ata. Un’assenza che non trova alcuna giustificazione. Al contrario la presenza potrebbe favorire la condivisione nella partecipazione ai processi decisionali.
Cordiali saluti

Massimo Di Menna
Segretario generale

Scuola: stabilizzazioni e scatti di anzianità, dal governo operazione di inciviltà giuridica

October 1, 2009 by admin · Leave a Comment
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STABILIZZAZIONI E SCATTI DI ANZIANITÁ, DAL GOVERNO OPERAZIONE DI INCIVILTÁ GIURIDICA.

“In merito alla pubblicazione del decreto legge 134 ed alla predisposizione del decreto ministeriale relativo alle cosiddette norme ‘salva-precari’, non possiamo che ribadire il nostro giudizio di insufficienza di tali provvedimenti rispetto alla gravità delle condizioni in cui si trovano migliaia di docenti”. È quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio.

“La Gilda – spiega Di Meglio – ritiene particolarmente grave che nel decreto legge siano state inserite due norme che sembrano scritte appositamente per ostacolare l’iter delle cause promosse proprio dalla nostra associazione sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro e sugli scatti di anzianità per i precari”.

Secondo il coordinatore nazionale della Gilda, “si tratta dell’ennesima operazione di inciviltà giuridica, tesa a bloccare la rivendicazione di diritti ampiamente sanciti dalla Corte di Giustizia Europea. Ci auguriamo un ripensamento del Parlamento in sede di conversione in legge del decreto, altrimenti – conclude Di Meglio – sposteremo il nostro contenzioso in sede europea”.

 

Via: www.gildains.it


Cisl e scuola: “Non ci interessa la polemica!”

September 30, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato, scuola 

 

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NON CI INTERESSA LA POLEMICA!

Non ci interessa la polemica, e non ci piace, tanto che ci siamo sempre guardati bene dall’alimentarla. Per nostro costume, siamo abituati a reagire solo se provocati. Nel caso in questione, non possiamo tacere di fronte alle accuse, più o meno velate, di connivenza con presunti atti liberticidi o limitativi della democrazia. Su queste cose non si scherza, e chi si permette di gettare sulla CISL sospetti del genere ha le risposte che merita.

La Flc CGIL conosceva benissimo il nostro pensiero sul rinnovo delle RSU, quindi non finga di scoprire adesso cose note da tempo: prese di posizione assunte in sedi ufficiali (ARAN), sempre chiaramente argomentate e ampiamente pubblicizzate.

La Flc CGIL sa anche benissimo che niente e nessuno impedisce, laddove ce ne sia bisogno, di rinnovare una RSU decaduta o di istituirla negli istituti scolastici di nuova formazione.


La piena funzionalità della contrattazione d’istituto sta a cuore anche a noi, non serve che altri ci diano lezioni di cui non abbiamo bisogno e per cui, francamente, non hanno titolo. Soprattutto non accettiamo, dalla CGIL e da nessun altro, lezioni di democrazia.

E’ mai possibile che in questo Paese – ora per la scuola, domani per qualche altro comparto – la CGIL si consideri l’unica ed esclusiva custode della democrazia e pensi che tutti gli altri sindacati lavorino per mortificarla e umiliarla?

Né tantomeno accettiamo lezioni di confederalità, perché confederalità vuol dire farsi carico di trovare soluzioni praticabili rispetto ai problemi dei più deboli.

Proprio la vertenza sul precariato è il terreno di un impegno vero in questa direzione: i più deboli vanno aiutati, non strumentalizzati; hanno diritto a risultati concreti non a illusioni, favole e demagogia.

In questa fase politica e sindacale si stanno esprimendo, del tutto legittimamente, posizioni e atteggiamenti diversi sulle azioni da assumere; qualcuno è indotto a privilegiare sempre e comunque lo scontro, qualche altro a rivendicare, prima di tutto, l’esercizio di prerogative negoziali che sono il terreno proprio e specifico dell’agire sindacale.

Fortemente convinti delle nostre opinioni e delle nostre scelte, non ci siamo però mai arrogati il diritto di indicarle come le sole “giuste e legittime” e rispettiamo comunque quelle altrui.

Chiediamo alla CGIL di fare altrettanto, evitando di salire ogni volta sul pulpito ad impartire prediche al mondo su come si debba fare sindacato e su come si debba difendere la democrazia.

Non è così che si contribuisce a ristabilire un clima in cui il confronto sia soprattutto ascolto, rispetto e dialogo, non sordità e pretestuoso contrasto.

Con l’arroganza e la presunzione non si costruisce l’unità sindacale, né dal basso né dall’alto.