Gli studenti: giù le mani dal valore legale del titolo di studio

January 22, 2012 by admin · Leave a Comment
Filed under: Studenti 

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Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio dei Ministri di Venerdì scorso avrebbe affrontato il tema dell’abolizione del valore legale del titolo di studio. Secondo fonti stampa, infatti, l’intervento sarebbe previsto per il decreto semplificazione in discussione nel prossimo consiglio dei ministri.

“Ci chiediamo come il Governo possa pensare di inserire una norma così importante e rivoluzionaria per il nostro sistema universitario nel decreto semplificazione” afferma Luca Spadon portavoce di Link “Come se fosse possibile equiparare una norma sulle liberalizzazioni a una decisione che riguarda noi studenti così da vicino . Soprattutto dato che siamo ancora in attesa di una posizione chiara, da parte del Governo, sul futuro dell’università italiana.”

“Non accettiamo che il dibattito sull’abolizione del valore legale del titolo di studio venga presentato come una necessaria norma tecnica “di semplificazione”, perchè essa è più che mai una chiara scelta politica” continuano gli studenti di Link “Con l’abolizione del valore legale si incentiverà la nascita di atenei di serie A e atenei di serie B e si favoriranno solo quegli studenti che possono permettersi costosissimi master e decine di corsi di specializzazione post-laurea, a discapito di chi con fatica e sacrifici e’ riuscito a terminare gli studi universitari, nonostante le enormi lacune del sistema di diritto allo studio.”

Per questo motivo se il governo intende procedere con questa norma troverà certamente gli studenti nelle piazze, pronti a difendere il valore reale del titolo di studio, ormai indebolito da anni di riforme che hanno dequalificato la qualità della formazione dei nostri corsi di laurea e che non si risolve certamente abolendo il valore legale del titolo.

Link – Coordinamento Universitario Nazionale


Insegnanti della Cub scuola: solidarietà agli studenti colpiti dai 5 in condotta per ritorsione

January 22, 2012 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato 

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GLI INSEGNANTI DEL SINDACATO DI BASE CUB ESPRIMONO SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI COLPITI
DALLA REPRESSIONE (MULTE E 5 IN CONDOTTA) PER LE OCCUPAZIONI

Comunicato degli insegnanti della Cub Scuola di Modena

Gli insegnanti e le insegnanti iscritti alla Cub scuola (Confederazione unitaria di base) esprimono la loro piena e attiva solidarietà agli studenti delle scuole modenesi che stanno subendo una pesante repressione per le lotte degli scorsi mesi. In particolare, esprimiamo la nostra solidarietà agli studenti dei collettivi che hanno ricevuto pesanti multe (fino a 1500 euro!) e il 5 in condotta per aver lottato contro la distruzione della scuola pubblica e dei servizi pubblici.
La nostra condizione è simile a quella degli studenti. Prima il governo Berlusconi, ora il governo Monti: la scuola pubblica e gli altri servizi pubblici da anni subiscono solo tagli. Da ultimo, l’innalzamento dell’età pensionabile ha inferto un duro colpo al personale della scuola. I presidi, anche nelle scuole modenesi, sempre più spesso si comportano come manager pronti a sanzionare studenti e lavoratori. Noi diciamo no all’autoritarismo dei presidi-sceriffi!
Bene hanno fatto gli studenti ad occupare le scuole e manifestare contro il governo Berlusconi prima, contro il governo Monti poi: siamo solidali e sosterremo le manifestazioni di protesta contro la repressione.

Le insegnanti e gli insegnanti della Cub Scuola di Modena

Info: 3394836737
cubmodena@tiscali.it


Monti si ispira ai giovani? Allora ascolti le loro proposte!

January 9, 2012 by admin · Leave a Comment
Filed under: Studenti 

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Il Presidente Monti ha oggi dichiarato di ispirarsi ai giovani nella propria azione di governo. Poiché crediamo che l’ispirazione non possa venire per osmosi, ma mediante ascolto e attenta lettura delle proposte degli studenti e dei giovani, suggeriamo al Presidente del Consiglio un’attenta lettura delle proposte che migliaia di giovani hanno elaborato in questi anni nelle mobilitazioni studentesche.

Si ispiri all’AltraRiforma della scuola e dell’università (www.altrariforma.it), e al documento elaborato da centinaia di studentesse e studenti provenienti da tutt’Italia che a fine dicembre si sono riuniti in una assemblea nazionale a Roma (in allegato).

“Se Monti vuole ispirarsi ai giovani – dichiara Claudio Riccio, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza, abbandoni una vuota retorica paternalista e prenda subito misure concrete. Non pensi però sia possibile metterci contro i nostri genitori e i nostri nonni, noi rifiuteremo sempre qualunque scontro generazionale, qualsiasi guerra tra poveri. Se il governo continuerà sulla strada della macelleria sociale e della finta equità il 2012 sarà l’anno di un grande movimento di giovani e studenti che metterà seriamente in difficoltà il governo e le sue politiche di austerity.

Chiediamo subito:

il reintegro dei fondi tagli dalla legge finanziaria 133/08 e il raggiungimento della media europea del 5,6% del Pil investito nell’istruzione.
una legge quadro nazionale sul diritto allo studio e il suo immediato finanziamento.
un fondo straordinario sull’edilizia scolastica che metta in sicurezza e costruisca nuove scuole nel giro del prossimo quinquiennio tutte le scuole italiane.
l’abrogazione della legge 69/09, con l’eliminazione del voto di condotta, del limite delle 50 assenze e degli esami di riparazione.
l’abrogazione della legge Gelmini (240/2010) che ha aperto la strada ai privati nei consigli di amministrazione e all’aumento del potere dei Baroni nelle nostre università, nonché il blocco dell’approvazione di tutti i decreti attuativi della riforma Gelmini ancora da approvare e che venga aperta una discussione pubblica che coinvolga tutte le componenti dell’università
la copertura totale di tutte le borse di studio e un adeguato finanziamento statale del fondo per il diritto allo studio, vogliamo che sparisca la figura dell’idoneo non beneficiario, in modo da poter porre fine ad una delle vergogne italiane, che non hanno esempi o paragoni in Europa, di studenti che avrebbero i requisiti per aver accesso ad una borsa di studio ma non la ricevono per mancanza di fondi.
la cancellazione del Fondo per il merito e il blocco di qualsiasi tipo di meccanismo di prestito d’onore in Italia, non vogliamo che nessuno studente sia costretto ad indebitarsi per pagarsi gli studi, non vogliamo che si lucri sulla conoscenza.
un diverso sistema di contribuzione studentesca: equo e progressivo, non vogliamo che gli atenei coprano i tagli del Governo prelevando i soldi mancanti dalle tasche degli studenti. Lotteremo sempre contro gli ingiusti aumenti delle tasse studentesche, che abbiamo visto più volte verificarsi negli ultimi anni.
Politiche di investimento per la costruzione di nuove Case dello Studente e la riconversione di immobili dismessi dei Comuni per mettere in campo politiche di social housing per i soggetti in formazione (interventi simili aumenterebbero il fondo regionale per il dsu, secondo il DPCM 2001);
Rifiutiamo lo scambio, proposto dal ministro Fornero, tra qualche garanzia fasulla per i giovani precari in cambio di tutti i diritti dei nostri padri. Per questo se il governo vuole strumentalizzarci per smantellare i diritti dei lavoratori e imporre il contratto unico precario rispondiamo, con lo slogan che urlammo anni fa contro la guerra in Iraq: NOT IN MY NAME, non in nostro nome.” Per questo chiediamo:

difesa del contratto nazionale come strumento fondamentale per la tutela dei diritti dei lavoratori e la costruzione di legami reali di solidarietà, da salvaguardare e rilanciare sul piano europeo e internazionale;
l’eliminazione delle tipologie contrattuali atipiche che travestono da un lavoro autonomo quello che è lavoro subordinato a tutti gli effetti, legalizzano il caporalato, privano di diritti centinaia di migliaia di lavoratori;
il riconoscimento a tutti i lavoratori e le lavoratrici, a tempo indeterminato o determinato, degli stessi diritti, delle stesse tutele e degli stessi ammortizzatori sociali;
l’istituzione di un reddito minimo (fissato al 60% del salario medio nazionale, come stabilito dal Parlamento europeo) come forma di welfare universale, che assicuri la continuità di reddito ai precari e liberi almeno in parte dal ricatto del posto di lavoro;
istituzione di un reddito per i soggetti in formazione, una misura integrata di servizi e contribuzione economica per garantire libertà e autonomia sociale a chi è inserito nei percorsi formativi. Sia il reddito minimo che di formazione potrebbero essere finanziati dal “fondo per il futuro”, finanziabile tramite il taglio delle spese militari, la tassazione delle rendite finanziarie e delle transazioni internazionali, la sottrazione dei fondi a scuole e università private, la lotta all’evasione fiscale, l’emersione dell’economia sommersa e una nuova imposta di scopo fortemente progressiva;

Rete della Conoscenza


Gli studenti: “Fare cassa sulle pensioni è urgente, mentre i precari possono aspettare”

December 2, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Studenti 

Le prime misure annunciate in campo previdenziale dalla ministra del welfare Elsa Fornero sono purtroppo deludenti rispetto alle promesse di innovazione ed equità fatte dal governo Monti e dalla stessa ministra nei giorni scorsi.

Da quello che ha annunciato ai giornali la stessa Fornero, infatti, sembra che la riforma previdenziale che il governo sta per varare stia sulla scia di quanto già iniziato da Maroni e Sacconi: innalzamento dell’età pensionabile, blocco dell’adeguamento all’inflazione, accelerazione del passaggio al contributivo. Tutte misure che anticipano ogni possibile “gobba” nel sistema pensionistico, oggi in equilibrio di bilancio, e che di fatto configurano un trasferimento netto di denaro dalle pensioni dei lavoratori alle casse dello stato. Insomma, il debito pubblico non si paga con la fiscalità generale, con la tassazione progressiva, magari con la tanto attesa patrimoniale, ma con i contributi che i lavoratori hanno pagato e che non vedranno mai più sotto forma di pensione.
Si conferma, purtroppo, lo stile che ha caratterizzato i governi precedenti: l’unica urgenza è fare cassa, approfittando della finta emergenza di un sistema pensionistico oggi in pareggio, mentre si ignora la vera emergenza, cioè il fatto che il nostro sistema previdenziale non è oggi in grado di assicurare una pensione ai giovani precari, il cui livello di contribuzione è basso e discontinuo.

La ministra Fornero ha accennato a questa questione e si è perfino detta favorevole all’introduzione di un reddito minimo garantito, misura assolutamente necessaria per provare a fermare il livellamento verso il basso delle condizione di vita di centinaia di migliaia di giovani. Ma, ha aggiunto il ministro, queste sono solo sue opinioni personali e il governo se ne occuperà solo in seguito.
Insomma, nessuna traccia, per ora, della tanto attesa discontinuità con il governo Berlusconi: la priorità è fare cassa, sulla pelle dei lavoratori, mentre la vera emergenza sociale di un’intera generazione è completamente ignorata.

Di fronte al bivio tra fare cassa rapidamente, in stile Tremonti, giocando retoricamente sulla guerra tra poveri e sullo scontro generazionale, oppure mettere in campo riforme vere, coraggiose e innovative, che sappiano rispondere alle istanze portate in piazza dai giovani nelle mobilitazioni degli scorsi mesi, la ministra Fornero sembra intenzionata a scegliere la via facile: far pagare i soliti e rimandare i veri problemi strutturali.

Le chiediamo di ripensarci. Chiediamo che il governo, se intende veramente dimostrare la sua differenza dagli esecutivi di Berlusconi e la sua impronta tesa all’innovazione e all’equità, inverta radicalmente la rotta: la priorità di cui occuparsi subito è la questione sociale di una generazione. L’attacco alle pensioni è inutile e iniquo. Servono invece subito misure per cancellare la precarietà del lavoro, garantire un reddito minimo e rendere sostenibile a lungo termine il sistema pensionistico.

Rete della Conoscenza

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