Scuola Calabria: tagli agli organici

May 25, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

Il documento unitario delle segreterie regionali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, ANP, GILDA Unams. I sindacati uniti e decisi a proseguire la mobilitazione.
Si è svolta l’Assemblea Sindacale Unitaria Regionale delle lavoratrici e lavoratori della scuola calabrese (Dirigenti, Docenti, ATA) a Catanzaro Lido il 20 maggio 2010 alla presenza di un considerevole numerodi operatori della scuola in rappresentanza di tutte le categorie che hanno letteralmente invaso la palestra del “Fermi” a testimonianza dello stato di tensione con cui oggi lascuola calabrese vive la preoccupazione sui tagli degli organici e sul futuro della scuola pubblica in Calabria.

In una terra destinata a vivere, a causa dei continui ed ingiustificati tagli agli organici, il dramma dell’emigrazione perpetua con la certezza che ciò causerà un impoverimento culturale di cui la nostra Calabria non ha proprio bisogno, anzi necessiterebbe di un forte investimento nella scuola pubblica che è l’unica istituzione in grado di garantire ai giovani calabresi di vincere la scommessa sul loro futuro e sul futuro della nostra Regione, che vive giornalmente con una illegalità diffusa, con un alto tasso di abbandono scolastico e con un analfabetismo di ritorno tra i più alti d’Europa e con un mercato del lavoro che non da prospettive a nessuno.

E’ emersa forte l’esigenza di proseguire l’azione di lotta sul territorio al fine di sensibilizzare soprattutto l’opinione pubblica su un problema che non può non riguardare l’intera comunità calabrese per i riflessi che la perdita di un solo posto di lavoro può avere per l’intera economia della nostra Regione.

Al termine dell’Assemblea si è convenuto di indire a livello di singola provincia in maniera unitaria con il coinvolgimento di tutte le Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente documento, dei SIT-IN di protesta, con la partecipazione anche di rappresentanze di genitori e di studenti davanti alle Prefetture e alle Articolazioni Territoriali Provinciali dell’USR della Calabria per essere sentiti dai rappresentanti delle predette Istituzioni in modo che il problema della scuola pubblica calabrese, le sue difficoltà e le sue paure possano emergere con tutta la sua forza agli occhi dell’opinione pubblica locale e nazionale.

A livello di singola provincia l’azione sarà svolta con il coordinamento delle locali Segreterie Provinciali di ciascun sindacato.

Catanzaro lido, 21 maggio 2010

Norme liberticide anche nella scuola

May 21, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

Da Gilda degli Insegnanti in merito alla manifestazione del 5 giugno a Roma.

Manifestiamo a Roma, il 5 giugno, per informare di tutte le misure che stanno mettendo in ginocchio la scuola; per protestare contro il depauperamento dell’ istruzione; per denunciare le norme liberticide anche nella scuola.

di Rino Di Meglio

Il terremoto non è finito. I tagli agli organici, lo stravolgimento della struttura dell’Istruzione superiore ed ora anche forse un taglio sugli stipendi – di fatto fermi da tempo – dei docenti sono misure ingiuste e gravissime che discendono da scelte di tipo economico. Inaccettabili certo, ma rispondenti ad una logica di risparmio. Ora, invece, il Ministro Brunetta, nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, è intervenuto con il Decreto legislativo n. 150 anche sulla delicata questione delle sanzioni disciplinari per i docenti. E lo ha fatto con mano tanto pesante da invadere quella dimensione costituzionalmente difesa che è la libertà d’insegnamento, cioè la condizione fondamentale che permette ai giovani di trasformarsi in cittadini liberi e democratici.

Sono rimaste inalterate le sanzioni in vigore, cioè quelle previste dal vecchio Testo Unico che, a propria volta riprendeva i Decreti Delegati del 1974, e abrogate con un colpo di spugna tutte le precedenti procedure, trasferendo i pieni poteri al Dirigente scolastico e, nei casi più gravi, ai funzionari dell’amministrazione scolastica.

La filosofia del decreto è di attribuire al Dirigente i poteri del privato imprenditore (con richiamo esplicito dell’art. 2106 del Codice Civile) e di trasformare i docenti in prestatori d’opera subordinati.

In pratica il decreto ha cancellato le competenze in materia dei Consigli di disciplina provinciali e nazionali, competenze che servivano a garantire la libertà di insegnamento, da interferenze indebite.

E’ stato inoltre affidato, in questo caso dal precedente governo, al dirigente il potere di trasferimento d’ufficio (casi di particolare turbamento) e di sospensione cautelare (niente più parere del Collegio dei docenti).

Difficile immaginare un colpo più pesante alla libertà di insegnamento.

Il nuovo procedimento disciplinare è di carattere inquisitorio ed alcune tipologie di infrazioni sono generiche e strumentalizzabili, ad esempio il comportamento “aggressivo” o “molesto”. Vuol dire forse che basta alzare la voce?

Viene violato il principio giuridico e civile della terzietà ed imparzialità del giudice; infatti il Dirigente scolastico inquisisce, giudica e punisce anche quando è parte in causa.

Viene introdotto, pena sanzioni pesanti, l’obbligo della delazione nei confronti di chi venga a conoscenza dell’infrazione disciplinare altrui.

Manca un altro principio pilastro della civiltà giuridica, “la legge è uguale per tutti e chi sbaglia paga”: il Dirigente che abuserà dei propri poteri e perseguiterà ingiustamente un docente, resterà impunito, salvo che non si dimostri che ha infranto il codice penale.

L’unica difesa che resta è, in buona sostanza, il ricorso al giudice del lavoro, i cui costi sono, come è noto, al di fuori della possibilità economica degli insegnanti.

Il sistema che ne risulterà sarà profondamente involuto e porterà ad una gestione autoritaria, caratteristica che nuocerà gravemente ad un luogo come la Scuola pubblica statale che dovrebbe caratterizzarsi per il pluralismo, per l’incoraggiamento della professionalità e per la creatività.

Ci impegneremo per contrastare questa deriva, anche con l’intervento della Corte Costituzionale.

Per questo e per tutti gli altri motivi che stanno mettendo in ginocchio la nostra Scuola manifestiamo a Roma, il 5 giugno, perché intendiamo non cedere e continuare, invece, a informare, protestare e denunciare. La FGU-Gilda degli Insegnanti continuerà a disvelare ogni operazione contro la qualità della scuola e contro la democrazia, su cui ogni buona scuola deve contare.

(Da Professione Docente – giugno 2010)

Scuola Catanzaro: i tagli agli organici non sono sostenibili

May 19, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

FLC CGIL – CISL Scuola – UIL Scuola – SNALS Confsal – ANP – GILDA Unams
Segreterie regionali Calabria
Comunicato stampa

Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di concertazione tenutosi lo scorso 23 Aprile 2010 tra le OO.SS. e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria che aveva all’O.d.G. gli organici della scuola calabrese per l’anno scolastico 2010/2011. Da parte dell’Ufficio scolastico regionale sono stati ribaditi i concetti ed i numeri che erano stati alla base dell’informativa alle OO.SS. tenutasi in data 21 Aprile 2010.

Pertanto la scuola calabrese perderà dal prossimo settembre 2010, 1.522 cattedre, che si aggiungono ai tagli effettuati lo scorso anno. Ancora una volta la Calabria paga un tributo molto alto, rispetto ad altre regioni, alla logica dei tagli ragionieristici.

Tutto ciò avviene in un contesto territoriale, ambientale, strutturale e sociale come quello Calabrese che dovrebbe indurre ad una attenta e più approfondita analisi e portare, senza ombra di dubbio, ad un maggiore investimento in termini di scuole sicure, di più docenti e di una maggiore offerta formativa.

In una realtà come quella calabrese, la scuola rimane l’unica istituzione, l’unico baluardo socialmente rilevante che accoglie i ragazzi, i giovani, che costruisce comunità, in particolare nelle zone interne e rurali che sempre di più si stanno spopolando e che invece rappresentano una delle tante ricchezze della nostra regione.

Riteniamo che i tagli agli organici, il taglio ai finanziamenti delle scuole ed i danni che essi producono diventano socialmente non sostenibili per la nostra Calabria, in una condizione generale in cui il lavoro nell’intera Regione segna il passo aggravando maggiormente l’impatto sociale col territorio. Tanti precari sono partiti per le città del Nord, molti sono rimasti senza un reddito. Sono risorse intellettuali che scappano, non per libera scelta, ma perché costretti; sono energie che perdiamo, aggiungendo alla desertificazione industriale la desertificazione intellettuale. È necessario, quindi, che l’appello che lanciamo come organizzazioni sindacali venga ascoltato da tutte le istituzioni e in particolare dalle Istituzioni locali e regionali affinché si apra da subito un confronto sulla scuola calabrese. L’esperienza dell’anno scolastico in corso ci ha permesso di registrare un abbassamento generalizzato della qualità dell’offerta formativa: classi numerose, alunni smistati, solo per dovere di vigilanza, in altre classi per mancanza di docenti, prestazione dei servizi in grande sofferenza. Il maestro unico o prevalente nella scuola primaria non è nella condizione di rispondere alle esigenze di una didattica al passo coi tempi; di una didattica capace di canalizzare le sollecitazioni esterne che gli alunni ricevono in un percorso organizzato in modo sistematico, che finalizzi le conoscenze agli obiettivi programmati. Analoghe situazioni, in prospettiva, si potrebbero verificare con la logica dell’accorpamento delle classi di concorso nel processo di riforma in atto della scuola secondaria superiore. Non meno preoccupante è la situazione del personale ATA chiamato sempre a maggiori compiti ed al sovraccarico dovuto alla carenza di organico. Le difficoltà economiche in cui versano le scuole ormai prossime alla bancarotta mettono a dura prova la conduzione ordinaria di una scuola degna di questo nome fino al punto che non si riescono a pagare nemmeno le supplenze.

Chiederemo alla Giunta Regionale, a cui il Titolo V° della Costituzione Italiana trasferisce molte competenze in materia di istruzione pubblica e offerta formativa sul territorio, un incontro per aprire un confronto serio e senza pregiudizi sul progetto di scuola pubblica in Calabria e per riflettere sui risultati che l’ultimo dimensionamento scolastico ha prodotto.

In un contesto così difficile anche le relazioni sindacali risentono di sottovalutazioni e pressapochismo soprattutto da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria come denunciato nella nota unitaria del 23 marzo u.s. inviata al Ministero. Riteniamo, invece che proprio in una situazione difficile da gestire e da risolvere, un confronto sindacale serio e che entri nel merito sia indispensabile ed auspicabile non solo con l’USR ma anche con gli Enti locali e in particolare con la nuova Giunta Regionale.

Pertanto le OO.SS. convocano l’assemblea regionale del personale della scuola (docenti e ATA) che si terrà il prossimo 20 Maggio 2010 alle ore 10,30 a Catanzaro Lido presso il Liceo Scientifico FERMI.

La politica alla rovescia

August 21, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato, tagli 

 

Via: www.flcgil.it

 

La politica alla rovescia

La scuola è nel caos ma si discute di dialetti e test per i docenti del sud.

La scorsa estate il ministro Gelmini ci ha intrattenuto con amenità come gembriulini e voto in condotta, a settembre arrivarono i tagli per migliaia di posti di lavoro, il maestro unico e la riduzione delle risorse.

Quest’anno, fra boccali di birra e fumanti panini con i crauti, hanno varato il tema del giorno: dialetti obbligatori nelle scuole, test d’ingresso per insegnanti del sud, presidi con la patente padana. Il Ministro della Repubblica ci sta pensando.

Ancora fumo negli occhi, informazione indirizzata verso futilità (ancorché gravi per un Paese civile) per distogliere l’attenzione dai veri e concreti problemi: la scuola rischia a settembre di cominciare nel caos. Saranno avvertiti da tutti, famiglie e lavoratori, i tagli agli organici, la riduzione delle risorse, la riduzione dell’offerta formativa.


La FLC Cgil ha già annunciato la mobilitazione a partire dal primo giorno di scuola. Le dichiarazioni del Segretario Generale Domenico Pantaleo hanno denunciato una situazione insopportabile e il rischio dell’ingestibilità del sistema a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico.

Nella rassegna stampa, riportiamo un articolo del maestro Marco Rossi Doria che, nel deserto dell’informazione, ricorda che ci sono altri e ben più gravi problemi, rispetto alla necessità di rendere obbligatorio lo studio dei dialetti, sui quali la politica, nella maggioranza come nell’opposizione, dovrebbe misurarsi.

 

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