SCUOLE SENZA INTERNET, RISPOSTA DEL MIUR INFONDATA

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In risposta al caso dei 3800 istituti cui dal 20 ottobre sarà staccato internet a causa dei tagli, nel pomeriggio sarebbero giunte dal MIUR risposte secondo le quali quest’anno in compenso aumenteranno i fondi alle scuole.
“Per quanto ci riguarda – ribatte l’Unione degli Studenti – il fondo per il funzionamento didattico ed amministrativo quest’anno è rimasto immutato. E’ da quei fondi che le scuole attingono per questo genere di spese e purtroppo, se dobbiamo dirla tutta, dal 2008 sono stati tagliati 8,5 miliardi di euro all’istruzione e le scuole si trovano in situazioni di tale difficoltà da non poter pagare neanche le supplenze in certi casi. Ci farebbe piacere essere smentiti, se è questo il caso il MIUR ce lo dimostri con gli atti, nero su bianco.”
“Se oggi, rispetto a quando è stato finanziato il progetto, esistono tariffe più convenienti, sarebbe bene che il Ministero stipuli una nuova convenzione a livello nazionale visto che le scuole coinvolte insistevano nelle zone del paese interessate dal digital divide, quindi in una situazione di esclusione dall’utilizzo delle tecnologie digitali.”
UNIONE DEGLI STUDENTI
Basta tagli e drastiche riduzioni sugli organici Ata: a settembre a rischio la riapertura delle scuole

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La FLC CGIL di Roma e Lazio denuncia la mancata applicazione, da parte dell’USR del Lazio, del decreto interministeriale per la determinazione degli organici ATA, trasmesso dal MIUR con circolare N° prot. 5060 il 03/07/2012.
Nell’organico complessivo trasmesso dal MIUR alla Regione Lazio c’è stato un taglio di 175 posti: da 18.173 posti in organico regionale si è scesi a 17.998 tra tutto il personale ATA, in particolare un forte taglio all’organico dei DSGA. Il tutto nonostante l’aumento di 6657 studenti, rispetto all’anno scolastico appena trascorso.
Per attuare questi obiettivi, la direzione scolastica è andata in deroga ai parametri ministeriali con la nota n. 21329 del 16/07/2012 (“deroga” è l’eufemismo usato dall’Amministrazione per non dire in “palese contrasto”). Questo taglio si aggiunge a quelli già operati negli anni scorsi nel Lazio per effetto della Legge Finanziaria 133/2008 per un totale nell’ultimo triennio di 61 DSGA, 737 assistenti amministrativi, 269 assistenti tecnici e 2793 collaboratori scolastici.
Le deroghe riportate nella circolare dell’USR vanno a colpire immediatamente la qualità del servizio scuola.
Gli organici dei collaboratori scolastici assegnati alle scuole nel prossimo anno scolastico non consentiranno, in molti casi, nemmeno l’apertura e la chiusura di tutti gli edifici scolastici, la loro pulizia e la sorveglianza, con evidenti problemi di sicurezza per gli alunni, in particolare per quelli delle scuole materne ed elementari.
Viene fortemente compromessa l’apertura pomeridiana delle scuole e, di conseguenza, oltre alla mancata realizzazione dei progetti finanziati anche con risorse di Regione e Comuni, non sarà più possibile lo svolgimento delle dovute attività pomeridiane come i corsi di recupero, scrutini ed esami, riunione degli OO.CC. e ricevimento delle famiglie.
Gravissima si profila la situazione degli alunni con disabilità ai quali non potrà più essere assicurata, dalle ridottissime unità di personale collaboratore scolastico una qualsivoglia forma di “ausilio materiale”, con conseguente lesione dei più elementari diritti di cittadinanza.
Anche sul fronte del lavoro amministrativo la situazione sta sempre più peggiorando.
A fronte del decentramento selvaggio di nuove e più complesse funzioni amministrative e alle pesanti complessità derivanti dal dimensionamento scolastico, si risponde con un taglio pesantissimo degli organici degli assistenti amministrativi e dei DSGA.
Ormai anche la sola apertura degli edifici scolastici e la semplice amministrazione ordinaria richiedono il sacrificio continuo dei lavoratori, costretti a fare straordinario in modo sistematico, in evidente contrasto con le norme contrattuali.
Si è creato un aumento dell’esercito dei disoccupati: molti di coloro che avevano ricevuto una nomina sino allo scorso anno scolatico, oggi si trovano per strada. Nel panorama della nostra Regione questo ulteriore taglio è un colpo al cuore al mondo del lavoro non solo dei giovani, ma anche di coloro che da anni lavorano in situazione di precariato.
A questo va aggiunto il dimensionamento scolastico che ha portato ad un taglio di 75 scuole nel Lazio e di conseguenza un ulteriore taglio di posti di lavoro con numerosissimi soprannumerari tra il personale a tempo indeterminato.
La FLC di Roma e Lazio denuncia il comportamento assunto dall’USR del Lazio nel derogare alla circolare del MIUR e diffida l’amministrazione a dare immediata applicazione a suddetta circolare, al fine di garantire lo svolgimento di attività essenziali quali, il regolare espletamento delle pratiche amministrative, la sicurezza e la fruizione dei laboratori, il supporto alla disabilità, la sorveglianza, l’igiene, l’apertura e la chiusura delle strutture scolastiche.
Il sistema scolastico statale in questa Regione supera la soglia di tenuta e di sostenibilità; continuare a privarlo delle risorse necessarie significa portarlo al collasso affievolendo sempre di più i diritti costituzionali!
Scuola: Tagli sinistri in Toscana

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I tagli sono tagli e non fanno meno male se l’Assessore è di sinistra, anzi!Perché da chi strepita incessantemente contro i tagli del Governo centrale, i cittadini si aspetterebbero almeno un po’ di coerenza, e invece no. Ancora peggio se la motivazione non è quella consueta dei buchi di bilancio, ma meramente ideologica.
Capita in Toscana, dove lo staff dell’Assessore Stella Targetti sul finire del2011 ha dichiaratamente fatto pressione su comuni e dirigenti scolasticiperché deliberassero gli accorpamenti delle scuole in istituti comprensivi, agitando lo spauracchio della Legge nazionale n. 111/2011.
Lo stesso Assessorato si è premurato di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro quella medesima legge (che infatti poi è stata abrogata) e già a dicembre il Ministero aveva fatto marcia indietro accettando che non si facessero comprensivi se sussistevano motivi geografici od organizzativi e se la media regionale ‘numero di alunni/istituti’ era soddisfatta.
Regioni più prudenti (o forse solo meno ideologicamente connotate) hanno operato tagli con misura, rinviando al prossimo anno ulteriori determinazioni. In Toscana no: caso unico in Italia, abbiamo avuto addirittura 16 tagli più del dovuto, con una grossa penalizzazione per la scuola toscana.
Adesso la Consulta ha dichiarato quella legge incostituzionale e le realtà locali più penalizzate, come Grosseto, scalpitano per tornare indietro ma… qualcosa, o forse qualcuno impedisce il realizzarsi dei desideri di genitori, insegnanti, scuole, sindacati, perfino di alcuni esponenti politici! Basta leggere la stampa locale o il blog “Voce alla Vico”, dal nome della scuola media più sacrificata, per scoprire che le forze politiche grossetane lunedì 18 giugnoerano unanimemente motivate a richiedere per iscritto un passo indietro a Provincia e Regione, ma già venerdì 22 si prendeva tempo e qualcuno si comportava come se avesse preso “una bella sculacciata”.
In modo significativo la sentenza della Corte Costituzionale, che doveva uscire il 18 aprile, è stata posticipata fino al 7 giugno, un giorno dopo l’uscita dei trasferimenti per infanzia e primaria. Non importa che un sindacato a Grosseto abbia fatto ricorso, non importa che lo stesso sindacato chieda di congelare tutto per un anno, trasformando i trasferimenti interprovinciali in assegnazioni provvisorie. L’importante è andare avanti con quella che è né più né meno un’aprioristica presa di posizione. La Provincia chiama in causa la Regione,la Regione i Comuni e intanto il tempo passa e la scelta dei comprensivi diventa ogni giorno più ineluttabile.
Poco importa che l’organico del personale non docente penalizzi le scuole troppo grandi, con troppi alunni e troppi plessi, con conseguenti tagli al numero dei bidelli e quindi alla pulizia e alla sorveglianza. A Firenze si sono dovuti addirittura muovere i sindacati per spiegare a un sindaco che creare un mostro da 2000 alunni significava perdere 10 bidelli.
“Per assurdo non questo è il problema principale –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente di AGe Toscana- e non lo è neppure la sorveglianza, anche se la sicurezza dei nostri figli ovviamente ci è cara. Il fatto è che proprio chi si erge a paladino della scuola pubblica contribuisce quotidianamente alla sua distruzione. Ci sono casi di comprensivi fatti per togliere la patata bollente dalle mani di chi non la sa gestire; di sicuro un trasferimento sarebbe stato un evento assai meno traumatico per quelle scuole. La volontà politica è chiara, siamo evidentemente noi cittadini a non voler capire”.
Non interessa che ci siano scuole materne sorvegliate fino alle 10,30 dal cuoco del Comune; che esistano scuole di tre piani con due bambini diabetici e numerosi portatori di handicap ma un solo bidello di turno, tanto i figli non solo loro. W l’ideologia! W i tagli!
Info: agetoscana@age.it – 328 8424375 – http://www.agetoscana.it -www.facebook.com/agetoscana