Scuola: il settore non regge i tagli previsti

October 21, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Sindacato, scuola, tagli 

 

SCUOLA: SCRIMA (CISL), SETTORE NON REGGE I TAGLI PREVISTI (dal notiziario ANSA)
La scuola non regge i tagli previsti, la manovra va cambiata: lo ha chiesto con forza il Segretario Generale della CISL Scuola, Francesco Scrima, presentando oggi – assieme al leader della Confederazione, Raffaele Bonanni – la Manifestazione Nazionale del 31 ottobre.

“Riteniamo di dover rivendicare, perché possibile e sensato” – ha dichiarato Scrima – “un riesame dei provvedimenti sugli organici adottati in attuazione della legge 133. Sono insostenibili e lo dimostrano i disagi che segnano l’avvio dell’anno scolastico”.

“La stessa amministrazione” – ha proseguito Scrima – “se ne rende conto nel momento in cui sottoscrive intese con le Regioni proprio per trovare la risposta, con interventi compensativi, non solo a una emergenza di tipo occupazionale, ma anche alle difficoltà che sul territorio si riscontrano rispetto al soddisfacimento del fabbisogno formativo”.


Sottolineando quindi che la CISL si è opposta alla politica del Governo “con le armi della ragionevolezza” e con “la credibilità di un’organizzazione che non può essere accusata di ideologismo preconcetto”, Scrima ha ricordato che 131.900 posti in meno fra docenti e ATA in tre anni scolastici “equivalgono al 66% dei dipendenti dell’intero gruppo Fiat, a 10 volte i dipendenti Alitalia-Cai, alla quasi totalità dei dipendenti delle Poste italiane”.

Il sindacalista si è anche soffermato sulla questione del rinnovo contrattuale sollecitando risorse adeguate “non solo per tutelare il potere d’acquisto dei salari, ma anche per valorizzare il lavoro“.

E a proposito delle retribuzioni degli insegnanti (un professore delle superiori – ha citato ad esempio – parte da € 1.300 e arriva, dopo 35 anni, a € 1.950) ha sottolineato il “grave ritardo” rispetto alla media europea.

Quanto al precariato, è stata ribadita la necessità di coprire tutti i posti vacanti con assunzioni stabili. “Chiediamo una verifica e il rilancio del piano di assunzioni, chiediamo interventi” – ha concluso Scrima – “che consentano di superare le tensioni e il contenzioso sulle graduatorie, con regole certe, trasparenti ed eque”.

 

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I precari calabresi incontreranno l’On. Di Pietro

October 13, 2009 by admin · 2 Comments
Filed under: precari, scuola 

I precari della scuola calabresi incontreranno l’On. Di Pietro
I precari della scuola potrebbero ritrovare in lui la vera lotta contro una riforma indiscriminata che si è abbattuta sulla scuola italiana.

L’ins. precario Giovanni Portas, durante il corteo del 3 ottobre 2009, ha incontrato l’on. Antonio Di Pietro con il quale ha intrattenuto una breve conversazione riconoscendogli la sua costanza e coerenza politica riguardo i problemi della gente e la salvaguardia del nostro Paese dalla politica scorretta. I precari della scuola potrebbero ritrovare in lui la vera lotta contro una riforma indiscriminata che si è abbattuta sulla scuola italiana. I precari, gli ha spiegato Portas, sono quella parte di personale scolastico che per anni con umiltà e passione hanno servito la scuola sperando prima o poi di poter essere “definiti” con contratti a tempo indeterminato, tanto sperati e tanto agognati. Quella dei precari della scuola è sempre stata una condizione lavorativa difficile e tortuosa ma pur sempre un punto di riferimento per sopravvivere.


Purtroppo con la politica dell’attuale governo Berlusconi e di ministri quali Tremonti, Brunetta e Gelmini, a causa dei loro conseguenti tagli alla scuola nella finanziaria (8 mld di euro) l’esistenza di 150.000 famiglie di precari non avrà futuro. Portas ha fatto notare all’onorevole Di Pietro che a Roma, a manifestare, c’erano anche i precari arrivati dal profondo sud dell’Italia per far sentire la rabbia dinanzi a questa ingiustizia che ha dirottato il futuro di lavoratori che da sempre operavano per la società attraverso la scuola.
L’onorevole si è dimostrato disponibile e al termine della breve conversazione, Portas si è fatto assicurare un appuntamento (15 ottobre a Vibo Valentia) per ricevere una delegazione del Coordinamento Precari Calabria e insieme discutere dei problemi causati ai precari della scuola da parte del Governo Berlusconi.

 

http://cpsrc.wordpress.com/


Migliaia di cartoline per salvare la scuola dai tagli

October 9, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: precari, scuola 

 

Migliaia di cartoline per salvare la scuola dai tagli, pronte per essere spedite.
Questa l’iniziativa realizzata da www.docentinmutande.blogspot.com  e www.scuolamagazine.it ,
che hanno stampato migliaia di cartoline, indirizzate al Presidente del Consiglio, nelle quali
si chiede di bloccare immediatamente i tagli della Gelmini ed aprire una discussione con docenti
e studenti, per costruire assieme una vera riforma della scuola. Ora le cartoline dovranno essere
distribuite in modo capillare, per essere infine spedite.
E’ possibile collaborare all’iniziativa e richiedere dalle 50 alle 300 cartoline, da diffondere
poi sul proprio territorio, scrivendo all’indirizzo docentiprecari@gmail.com . Non è necessario
alcun contributo economico, perché l’intero costo della stampa e della spedizione è stato
finanziato dall’editore Ariaperta on Line (casa editrice e laboratorio di idee per progetti di
comunicazione in rete) che edita Scuolamagazine.it.


Tagli agli organici nella scuola: il Ministero non ha fatto sconti

October 9, 2009 by admin · 1 Comment
Filed under: Sindacato, precari, scuola 

 

Tagli agli organici nella scuola: il Ministero non ha fatto sconti

Inesatte le cifre sui tagli effettivi agli organici dei docenti apparse in questi giorni su alcuni quotidiani.

Dai dati ufficiali pubblicati la scorsa settimana sul sito del Miur e relativi all’organico di diritto 2009-2010, emerge che rispetto all’organico di diritto dello scorso anno la variazione sul numero dei docenti è pari a circa 27.200 posti in meno.
Da questo dato sembrerebbe che il taglio di posti sui docenti effettuato dal ministero sia più basso di circa 15.000 unità rispetto ai 42.000 previsti nel piano programmatico del Ministro.

Un bello sconto, solo se fosse vero!
Come dire, “una buona notizia per chi lavora nella scuola”, come qualcuno ha affermato, e una notizia che dovrebbe far rientrare, almeno in parte, le proteste di alcuni sindacati e associazioni nei confronti del ministro Gelmini. Peccato che le cose non stanno affatto come, in modo un po’ affrettato, si potrebbe desumere dai dati sull’organico di diritto pubblicati dal Miur.


Il taglio reale, infatti, e cioè i posti di lavoro in meno, non si computa facendo la differenza tra organico di diritto 2009-2010 e organico di diritto 2008-2009, ma tra l’organico di fatto (cioè i posti effettivamente autorizzati, e dunque gli stipendi che paga il Tesoro) dell’anno scolastico che è appena iniziato, con quello dell’anno precedente.
E il dato esatto e definitivo sui posti effettivamente attivati lo si conoscerà non prima di fine ottobre, novembre. E’ solo a questa data che ogni anno il Miur fornisce i dati effettivi. Tra l’altro, in questo anno, molte operazioni sono state effettuate in ritardo, per cui non sono da escludere tempi più lunghi rispetto agli anni scorsi.
Quindi sarà solo a quella data, e sui dati dell’organico di fatto, che si potranno tirare le somme di quanto è stato sottratto alla scuola, sia sul versante del personale docente che sul personale Ata, rispetto al taglio preventivato di 42.000 posti docenti e 15.000 Ata. Per un totale di 57.000 posti di lavoro in meno nella scuola e tutti in un solo colpo!
Proviamo a spiegare perché, nonostante che la riduzione sull’organico di diritto dei docenti rispetto allo scorso anno sia pari a 27.200 unità, alla fine i tagli effettivi saranno comunque sempre pari a 42.000.

Tre le ragioni principali:
•La dotazione organica di sostegno. Nel decreto sugli organici è stata confermata la dotazione complessiva dello scorso anno, come previsto dalla finanziaria 2008, e pari a circa 90.000 posti. Di questa dotazione complessiva però, la quota in organico di diritto è passata da circa 53.000 posti dello scorso anno a 58.000 (quindi + 5.000), mentre la quota aggiuntiva in organico di fatto si è ridotta di pari entità (- 5.000 posti). Per cui al dato del Miur sull’organico di diritto vanno sottratti 5.000 posti in meno autorizzati nel fatto sempre per il sostegno. Quindi il taglio effettivo sale da 27.200 posti in meno a 32.200.
•Poi, come noto, nel decreto sugli organici era stata prevista rispetto al diritto una ulteriore riduzione nell’organico di fatto pari ad altri 5.000 posti. Taglio che è stato effettivamente fatto con le disposizioni (e le tabelle) emanate dal MIUR a luglio: Circolare Ministeriale n. 63 del 6 luglio 2009. Pertanto la riduzione effettiva sale ancora da 32.200 unità a 37.200.
•Infine, occorre avere presente che, nella scuola secondaria di primo grado, fino allo scorso anno la seconda lingua comunitaria era stata assicurata con posti ed ore aggiuntive in deroga solo in organico di fatto, visto che i precedenti ordinamenti prevedevano nel diritto solo una lingua straniera. Tale dotazione aggiuntiva era pari, complessivamente, a circa 5.000 posti in più.

Ora, con il nuovo ordinamento della scuola media tale insegnamento è stato inserito in organico di diritto a scapito di ore di altre discipline. Questa modifica farà risparmiare al Tesoro altrettanti posti (e stipendi) che fino allo scorso anno venivano attivati in deroga in organico di fatto ed ora non più.

Di conseguenza il taglio effettivo sale di altri 5.000 posti, che sommati ai 37.200 di cui sopra, arriva complessivamente a 42.000. Tanto quanto previsto nel piano del Ministro.

In conclusione, non c’è alcuna ragione per ritenere attenuato il nostro giudizio complessivo sulla manovra economica del governo sulla scuola, perché alla fine i tagli saranno sostanzialmente quelli previsti sia sul personale docente che Ata. Non sarà certo qualche eventuale centinaio di posti in meno tagliati che risolverà la situazione di tante scuole.

Una conferma per continuare nella mobilitazione contro le politiche di questo governo sulla scuola e più in generale su tutti i comparti della conoscenza.

 

 

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