Scuola e sostegno: una testimonianza diretta

Salve,
sono una naturopata pediatrica e ho 4 bambini in affidamento. Bambini che hanno notevoli difficoltà di comportamento date dalle privazioni e dai forti disagi subiti nell’infanzia. Quest’anno abbiamo speriementato cosa vuol dire inserire un bambino in difficoltà che richiede un sostegno pressochè a tempo pieno, all’interno dell’istituzione scuola.
Il dramma!
Insegnati che andavano e venivano perchè non di ruolo per dei bimbi per i quali è fondamentale il rapporto di fiducia con un’unico adulto da stimare e di cui non avere paura e fidarsi. L’impossibilità di frequentare a tempo pieno, sentendosì così “diversi”, a causa della mancanza di organico.
Anche alcune insegnanti di sostegno “non preparate e predisposte” che “temevano” le reazioni dei bambini e preferivano isolarli e controllarli piuttosto che comprenderli e trovare la giusta chiave di lettura… che c’è sempre.
La scuola si è data da fare ma è stata impotente dinnanzi alla macchina della burocrazia e davanti al salvadanaio sempre vuoto per i piccoli a cui in teoria dovrebbe essere dedicato “il servizio scuola”, ma sempre pieno per i grandi che dovrebbero dedicarsi al loro benessere e al loro maturare.
Cordiali saluti a tutti i lettori,
Roberta Cavallo
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Ripristinato il tempo pieno a Molfetta

Vi invio notizie sulla vicenda del tempo pieno, prima negato ed oggi ripristinato, a Molfetta.
Questi i fatti:
- l’amministrazione scolastica nega, a causa dei tagli imposti dal governo, 17 classi a tempo pieno nel comune di Molfetta, adducendo a motivazione le carenze del servizio mensa;
- il Comune di Molfetta si impegna a garantire la necessaria copertura finanziaria, ma l’organico per il tempo pieno non viene concesso;
- il 19 aprile la FLC di Bari tiene a Molfetta una prima, partecipatissima, assemblea, a cui seguono unteriori iniziative ed incontri con il legale avv. Roberto D’addabbo;
- delle circa 350 famiglie coinvolte, più della metà depositano un ricorso contro l’USR;
- l’USR fa marcia indietro, visti anche i recenti pronunciamenti del TAR Puglia sulla classe di liceo musicale ad Acquaviva delle fonti;
- in altri comuni la protesta dei genitori va montando e sicuramente ne vedremo ancora delle belle!
Claudio Menga – s.g. FLC CGIL Bari
TEMPO PIENO: RESTITUITO IL MALTOLTO IN BEN 17 CLASSI DI MOLFETTA !
Anche a Molfetta il vento cambia: non sudditi ma cittadini!
In terra di Bari, l’alleanza tra famiglie, sindacato e operatori del mondo della scuola continua a dare i suoi frutti: abbiamo appreso in queste ore, infatti, che l’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia ha deciso di concedere una deroga all’organico di diritto della scuola primaria per consentire che tutte le 17 classi a tempo pieno, fino ad ora negate nel comune di Molfetta, possano riaprire.
Anche questa volta all’epilogo positivo della vicenda ha contribuito la pressione e la determinazione dei tanti genitori che, a centinaia, hanno sottoscritto un ricorso, promosso dal legale della FLC CGIL Bari e della Camera del Lavoro comunale avv. Roberto D’Addabbo, obbligando tutti gli attori di questa singolare vicenda, dall’amministrazione comunale fino all’amministrazione scolastica territoriale, ad un inevitabile dietrofront!
A ben vedere, infatti, di alternative ormai non ce n’erano poi tante per gli uffici dell’amministrazione scolastica visto che, appena una settimana fa, il Tribunale Amministrativo di Bari, con Decreto del 22 giugno 2011, era già intervenuto contro la stessa amministrazione scolastica ordinando l’istituzione di una nuova classe di liceo musicale, negato dall’amministrazione, presso l’Istituto Statale “Don Milani” di Acquaviva delle fonti.
L’episodio di Molfetta ci consente, inoltre, di affermare, con comprensibile soddisfazione, che questa volta è stata la stessa linea difensiva dell’amministrazione a sconfessare, in un sol colpo, se stessa e la linea controriformistica che, sull’istruzione pubblica, ha adottato la Gelmini: sembra quasi che anche la stessa amministrazione nutra, ormai, la consapevolezza dell’ infondatezza giuridica dei tagli imposti alla scuola pubblica!
Nella FLC di Bari abbiamo sempre sostenuto che non si può governare la scuola con logiche ragionieristiche e, oggi, ne prendiamo piacevolmente atto perché abbiamo questa nuova e autorevole conferma da parte della stessa amministrazione scolastica!
Cancellare classi intere, raggruppare più di 30 alunni in un’aula, eliminare docenti di sostegno e di discipline comuni, tagliare posti di collaboratori scolastici, amministrativi e tecnici che garantiscono apertura, vigilanza e funzionamento minimo delle scuole, obbligare docenti ad accettare cattedre oltre le 18 ore settimanali, tutto ciò vìola i diritti costituzionali dei nostri cittadini, dei loro figli e dei lavoratori della scuola.
Sia ben chiaro: se al Ministero qualcuno pensa di poterci trattare da sudditi allora, come accaduto a Molfetta, dimostreremo non solo che non siamo disposti ad abbassar la testa ma anche che non vogliamo pagare, a suon di diritti negati, una crisi che di certo noi non abbiamo determinato.
Noi continueremo a seguire da vicino questa vicenda, anche per evitare imprevedibili colpi di coda, ma non fermeremo qui il nostro impegno perché già martedì 5 luglio saremo a Conversano a patrocinare, con la Camera del lavoro locale, la creazione di un comitato di famiglie di bambine/i disabili, i soggetti verso cui particolarmente accanite sono state le politiche restrittive di questi ultimi anni.
E intanto a Molfetta resta ancora aperta la questione delle future prime classi a tempo pieno, non ancora concesse dall’amministrazione; ci auguriamo che, almeno su questo punto, il Comune di Molfetta voglia portare avanti quella che è, innanzitutto, una battaglia di civiltà.
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Cisl Scuola: la beffa! Col tempo pieno più tagli

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Cisl Scuola di Sassari sul tempo pieno.
“BEFFA! COL TEMPO PIENO PIU’ TAGLI ”
I POLITICI E L’AMMINISTRAZIONE SI BEFFANO ANCORA UNA VOLTA DELLA SCUOLA E DEI SINDACATI
La Cisl Scuola da sempre sostiene che il piano dei tagli della pseudo riforma Gelmini/Tremonti non sarebbe stato sostenibile. Siamo ora giunti alla dimostrazione di quanto questa affermazione fosse vera e non demagogica!
Oggi l’Ufficio Scolastico Provinciale ha dato informativa ai Dirigenti Scolastici delle scuole primarie della Provincia, che nonostante sia stato salvato il TEMPO PIENO l’organico richiesto NON SARA’ GARANTITO.
La nuova escamotage adottata dall’Amministrazione Scolastica ha ulteriormente tagliato l’organico tanto da diminuire ancora i posti nonostante sia consentito un tempo scuola più lungo.
Come si è riusciti in questa impresa?
Facendo un CALCOLO ESCLUSIVAMENTE MATEMATICO che mette in gioco anche le due ore residue di ciascun docente per coprire ore da assegnare ad altre classi.
Le conseguenze sono nefaste per la qualità dell’istruzione, perché si costringeranno le scuole a spezzettare gli insegnamenti tanto che alcune classi si troveranno ad avere una pluralità di docenti incredibile.
Tutto ciò è aberrante! Restituire il tempo pieno significava mettere la scuola in grado di garantire lo schema organizzativo e didattico consolidato e riconosciuto nel tempo, attribuendo due docenti per ciascuna classe a tempo pieno.
Per comprendere come si sia passati da un organico con tagli senza concessione di tempo pieno, ad un organico ancora inferiore nonostante la concessione del tempo pieno, si consultino alcuni esempi allegati in sintesi!
Purtroppo i nostri politici sembra che non sappiano di cosa si parla quando sostengono che ”niente sarà toccato” e “nulla ci faremo togliere senza reagire”.
Il dato assodato è che le scuole, con l’organico assegnato, non saranno in grado di garantire un tempo scuola di qualità, sia esso tempo normale sia esso tempo pieno!
LA CISL SCUOLA
DENUNCIA che non sono state mantenute le promesse. Niente è stato fatto per tutelare la scuola pubblica: nessun protocollo d’intesa tra Regione e Ministero ancorché garantito dal Governatore solo una settimana fa sui quotidiani locali! Nessuna vigilanza, nessuna chiarezza è stata operata!
SEGNALA il rischio reale di dequalificazione del servizio a causa dalla scarsità d’organico assegnato.
SI OPPONE in modo forte e deciso alla politica di destrutturazione della scuola pubblica statale, che impone alla nostra scuola per l’ a.s. 2011/12 un tributo di tagli insostenibile.
DICHIARA una forte campagna di mobilitazione perché siano garantiti i diritti costituzionali inviolabili: il diritto all’istruzione e il diritto al lavoro.
RICHIAMA i politici locali a livello provinciale e regionale e li invita a mantenere le promesse che garantivano il mantenimento dell’organico.
INVITA tutte le forze sociali alla mobilitazione perché LA SCUOLA È UN BENE COMUNE.
In Puglia si difende il tempo pieno a scuola

In questi giorni la FLC CGIL di Bari con la Camera del Lavoro di Molfetta ha seguito da vicino la problematica vicenda della richiesta dell’attivazione di 17 classi a tempo pieno nei circoli didattici della città di Molfetta. All’epilogo della vicenda ha contribuito, insieme alla nostra pressione sull’Amministrazione comunale e scolastica, soprattutto la determinazione dei tanti genitori coi quali venerdì mattina prima e nel pomeriggio poi, gli organi comunali sono stati costretti a confrontarsi. Alla fine dell’incontro il Sindaco Azzollini ha assunto l’impegno di inviare un atto di indirizzo al Direttore dell’ex provveditorato di Bari, col quale il comune dichiara di farsi carico degli adeguamenti strutturali necessari all’attivazione della mensa. Ancora una volta è stato efficace lo schema che più volte ha funzionato l’anno scorso per forzare i tagli della Gelmini basato sull’alleanza tra famiglie, sindacato e operatori scolastici. Sventato (almeno per il momento) il rischio di perdere le classi già funzionanti con 40 ore settimanali; ora però non è detto che l’Ufficio Scolastico Regionale riconoscerà l’organico necessario per soddisfare le richieste dei genitori per il tempo pieno nelle prime. Quest’anno, infatti, per la prima volta le classi che l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia riconoscerà saranno meno di quelle dello scorso anno. Già da numeri ufficiali comunicati ben 87 richieste saranno respinte in Puglia, col rischio che, come avvenuto lo scorso anno, ulteriori tagli vengano operati ad estate inoltrata (chissà perché si taglia sempre d’estate …). Allertiamo fin d’ora, a questo proposito, scuole e genitori molfettesi: noi continueremo a seguire da vicino la faccenda, ma anche loro non devono pensare che il risultato sia definitivamente acquisito. Tutt’altro.
Una valutazione su questa vicenda emblematica e sul ruolo del sindaco-senatore-presidente della commissione bilancio al Senato, Azzollini. Il sindaco ha dovuto accorgersi sulla propria pelle che non è possibile continuare a garantire tutti servizi necessari coi tagli ai trasferimenti dello Stato agli enti locali, voluti da Tremonti. Lo stesso Sindaco ha dovuto ammettere che “A dire di trovare i soldi è facile, ma trovarli è un’altra cosa (…)al momento non abbiamo soldi e il Comune di Molfetta ha subito un taglio di 2,4milioni di euro per il 2011”.
I nodi vengono al pettine, dunque. Se si vuol fare una scuola di qualità sul territorio ci vogliono non solo i docenti (tagliati), ma anche le risorse dei comuni (tagliate anche queste). Possibile che Azzollini se ne renda conto come sindaco, mentre come presidente della commissione bilancio abbia ignorato gli effetti delle operazioni Gelmini – Tremonti? Siamo disposti a scommettere che, dopo questa vicenda, lo stato di gravità in cui versa la scuola statale almeno da lui sia stato inteso.
Claudio Menga
Seg. Gen. FLC CGIL
Bari

