Taglio del tempo pieno

April 5, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Cisl Sassari sul taglio del tempo pieno nella scuola in Sardegna.

LA SCUOLA SARDA DOVRA’ DIRE ADDIO AL TEMPO PIENO

La Cisl Scuola da sempre sostiene che il piano dei tagli della pseudo riforma Gelmini/Tremonti non sarebbe stato sostenibile. Siamo ora giunti alla dimostrazione di quanto questa affermazione fosse vera e non demagogica!
Oggi l’Ufficio Scolastico Provinciale ha dato informativa ai Dirigenti Scolastici delle scuole primarie della Provincia che non avranno l’organico richiesto per attivare il TEMPO PIENO nelle classi prime.
Questo significa che le famiglie che hanno iscritto i propri figli in una classe a tempo pieno e contano sul fatto che il loro figlio possa frequentare la scuola per otto ore al giorno (dalle ore 8.30 alle ore 16.30) avranno l’amara sorpresa di non vedere garantito il diritto allo studio come da scelta operata. Infatti tutti i genitori per scegliere la scuola che meglio risponde alle loro aspettative, iscrivono il loro figlio in una scuola piuttosto che in un’altra.
Ora tutto ciò è vanificato perché aver iscritto il proprio figlio in una scuola che garantiva il tempo pieno [e fino ad oggi questa garanzia le scuole la davano] non serve a tutelare le aspettative.


TUTTI UGUALI! TUTTI I BAMBINI DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA IN SARDEGNA AVRANNO LO STESSO TEMPO SCUOLA COL “MAESTRO UNICO”.
La traduzione di questo slogan tanto caro a chi ci governa è presto fatta: prima sono stati tagliati i moduli per eliminare tre maestri su due classi; ora si taglia il tempo pieno per eliminare il secondo maestro di ogni classe di tempo pieno. ECCO IL MAESTRO UNICO!
Le conseguenze sono nefaste per la qualità dell’istruzione, per l’assenza di risposte alle giuste richieste delle famiglie, per l’impossibilità di fruire di schemi organizzativi e didattici consolidati e riconosciuti nel tempo per il loro alto livello qualitativo nel campo pedagogico e didattico.
Ma conseguenze ancor più tragiche si ripercuotono sul campo occupazionale: in provincia di Sassari sopprimere il tempo pieno nelle classi prime significa perdere in un sol colpo 90 posti di lavoro per i docenti dichiarandoli perdenti posto nel giro di poche ore.
Se a questi 90 si aggiungono quelli operati sul personale specialista di lingua inglese, la situazione è catastrofica: MAI PIÙ I PRECARI AVRANNO UN POSTO DI LAVORO!
LA CISL SCUOLA
SI OPPONE in modo forte alla politica di destrutturazione della scuola statale, portata avanti anno dopo anno dal governo, che impone alla nostra scuola per l’ a.s. 2011/12 un tributo insostenibile;
DICHIARA una forte campagna di mobilitazione perché siano garantiti i diritti costituzionali inviolabili: il diritto all’istruzione e il diritto al lavoro.
RICHIAMA i politici locali a livello provinciale e regionale e li invita a mantenere le promesse che garantivano il mantenimento dell’organico.
INVITA tutte le forze sociali alla mobilitazione perché LA SCUOLA È UN BENE COMUNE.

Scuola primaria: la beffa del tempo pieno

March 12, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: comunicati stampa 

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento sul tempo pieno a cura di Claudio Menga di Flc Cgil di Bari.

Solo ora le famiglie stanno constatando quanto veritiere siano state le nostre previsioni allorché, in vista delle iscrizioni degli alunni al nuovo anno scolastico, pur accusati, come consuetudine, di allarmismo, consigliammo loro di privilegiare esclusivamente la richiesta del modello a quaranta o trenta ore. Ci giunge voce infatti che a Bari, non meno che a Toritto, Putignano, e in altri comuni della provincia, va montando la legittima protesta delle famiglie, che ci impegniamo a sostenere sin d’ora, con la relativa richiesta di incontri di chiarimento con dirigenti e amministratori locali.
I motivi della protesta sono in realtà imputabili solo ai tagli d’organico che, nella scuola primaria, rischieranno di comprometterne seriamente la funzionalità. Vediamo un po’ di numeri.
L’anno prossimo in Italia ci saranno altri 19.700 docenti in meno con una riduzione percentuale media pari al 3,20%. In Puglia però, come in altre regioni meridionali, la percentuale salirà al 4% portando così i tagli nella nostra regione a quota 1878 che, aggiunti ai 2.535 dello scorso anno, e ai 3.425 effettuati due anni fa corrispondono a 7.838 cattedre perse nel triennio!
Cos’ accadrà, allora, nella nostra provincia? Al momento le incognite e le variabili sono numerose, ma non tanto da impedirci di provare a fare due conti almeno sulla scuola primaria.
I PENSIONAMENTI
Nella nostra provincia, in base ai dati nazionali forniti dal MIUR, nella scuola primaria (elementare) avremo all’incirca 270 posti di insegnamento che si liberano per i pensionamenti e che, secondo la Gelmini, dovrebbero servire ad assorbire l’entità dei tagli del prossimo anno. In realtà, il vantaggio ventilato dal ministro è quasi nullo in quanto:
1. innanzitutto è previsto in provincia un calo di iscrizioni stimabile in 1.250 unità pari a 70 classi circa e 68 posti di organico che, ridimensiona in 200 unità il numero dei posti rimasti liberi;
2. da queste 200 unità dobbiamo poi sottrarre gli 83 posti dei docenti già soprannumerari che ne riducono a 120 il beneficio;
3. infine, poiché sul tempo pieno è prevedibile un incremento di 55 classi intermedie con 100 docenti circa.
Vediamo che il beneficio dei pensionamenti risulta così quasi annullato.
I TAGLI
Secondo le nostre stime i tagli per il prossimo anno all’organico della primaria, nella nostra provincia, ammonteranno a ben 270 unità circa visto che, sul dato regionale delle 1878 cattedre, ben 760 riguarderanno la sola scuola primaria. Questi tagli si otterranno:
1.da un lato con il taglio a 27 ore settimanali dell’offerta formativa;
2.dall’altro con l’aumento del numero di alunni per classe in aule ridotte sempre più a pollaio;
3.infine con il taglio del tempo pieno richiesto dalle famiglie di bambini delle nuove classi prime.

Altro che aumento del tempo pieno promesso dalla Ministra Gelmini! La verità è con questa entità di tagli poco conta se qualcuno va in pensione perché anche per l’anno prossimo avremo l’esito paradossale di una doppia beffa: decine e decine di insegnanti in esubero non potranno soddisfare il tempo scuola richiesto da centinaia di famiglie! Agli uffici territoriali è chiesto solo realizzare sulla carta i tagli richiesti dal duo Gelmini /Tremonti: poco importa se poi si chiama, sulla carta, risparmio ciò che in pratica corrisponde allo sperpero di risorse pubbliche.
Per questo motivo la FLC CGIL di Bari chiede agli uffici scolastici territoriali competenti che s’impegnino a fondo per garantire, con organico certo, il rispetto delle scelte delle famiglie per quanto riguarda il tempo scuola (30 ore e tempo pieno nella scuola primaria) ed evitino la tentazione di rendere le classi sempre più affollate. Noi intanto vigileremo.
Bari, 11 marzo ’11 per la FLC CGIL Bari CLAUDIO MENGA

Tempo pieno: il miracolo della Ministra Gelmini

June 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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Si tagliano i posti ma il Ministero afferma che la classi sono aumentate. Intanto però continuano le proteste dei genitori. La FLC chiede risposte concrete.

I conti non tornano sul tempo pieno nella scuola primaria. Il MIUR continua ad affermare che le classi sono aumentate ma le proteste dei genitori continuano. Come avevamo già messo in evidenza le richieste di tempo pieno delle famiglie non sono state soddisfatte e in alcuni casi, ad esempio Roma e Milano, non sono state confermate neppure la classi che erano già così organizzate.

Abbiamo da tempo richiesto che ci vengano consegnati i dati di organico che possano suffragare il presunto aumento: ad oggi nessuna risposta.

La realtà è che l’aumento delle classi, propagandato dal MIUR, non corrisponde ad un aumento dei posti. Si utilizzano gli scampoli orari, laddove è possibile, per costruire un tempo scuola a 40 ore che nulla a che fare con il modello organizzativo e didattico del tempo pieno, quindi cannibalizzando le poche risorse interne a ciascuna scuola. Tutto ciò non sarà possibile a lungo. Infatti già quest’anno per effetto dell’attribuzione degli organici nelle prime classi a 27 ore e della scomparsa delle compresenze, la coperta si è rivelata troppo corta, rispetto alle richieste delle famiglie.

La FLC chiede al Ministro che, oltre a produrre comunicati stampa, si attivi per risolvere concretamente la situazione.

Anche per queste ragioni, contro lo smantellamento della scuola pubblica e l’attacco ai diritti dei lavoratori, portato dalla manovra del Governo, la FLC e la CGIL insieme a migliaia di lavoratori, di cittadini, di studenti riempiranno le strade di Roma sabato 12 giugno.

A Milano e provincia aumentano gli alunni iscritti ma vengono tagliate le risorse, dalle materne alle superiori

May 28, 2010 by admin · Leave a Comment
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Retescuole Monza e Brianza si mobilita per fermare questa vergogna.

Nel prossimo anno scolastico, nelle province di Milano e Monza e Brianza verranno tagliati più di 700 insegnanti delle primarie a fronte di 1.900 iscrizioni in più (circa 168 i tagli dei docenti nella sola provincia di Monza e Brianza). Circa 3.000 bambini e bambine che hanno chiesto il tempo pieno non lo avranno. Infatti, 148 classi prime sono state trasformate d’ufficio da tempo pieno a 27 ore. Anche le classi 2e 3e 4e e 5e dovranno subire gravi disagi: sulle classi turneranno 2/3/4 maestre, senza soldi per le supplenze in caso di assenza delle maestre i bambini verranno smistati. Non ci saranno più compresenze, non ci sarà tempo e modo per lavorare con piccoli gruppi, per aiutare chi è in difficoltà, per organizzare laboratori e progetti didattici. Sarà difficile effettuare gite e uscite a musei o teatri. Ci sarà poco tempo per seguire i bambini e le bambine di diversa nazionalità e insegnare loro l’italiano. Mancheranno gli specialisti di lingua inglese. Non si hanno ancora dati certi per le medie e per le superiori, ma la situazione sarà di generale impoverimento delle risorse professionali anche in questi ordini di scuola. Il prossimo anno scolastico avremo:

MENO DOCENTI
MENO FONDI PER L’ORDINARIO FUNZIONAMENTO DELLE NOSTRE SCUOLE
MENO TEMPO PIENO E UN TEMPO-SCUOLA SEMPRE PIU’ SVUOTATO DI REALE QUALITA’
UN’OFFERTA FORMATIVA SEMPRE PIU’ POVERA DI CONTENUTI E ATTIVITA’
COMPRESENZE A RISCHIO E SEMPRE MAGGIORI DIFFICOLTA’ PER LE ATTIVITA’ DI RECUPERO E DI POTENZIAMENTO
CLASSI SEMPRE PIU’ AFFOLLATE E SCUOLE MENO SICURE
MENO RISPETTO DELLE DIFFERENZE E DELLA LAICITA’

In pratica, avremo SEMPRE MENO DIRITTO ALLO STUDIO per i nostri figli, mentre Stato e Regione aumentano i finanziamenti alle scuole paritarie e le famiglie sono costrette a fare sempre più ricorso alle lezioni private. L’Italia è ormai un “caso” internazionale per la dispersione scolastica (cioè per il numero di studenti che abbandonano la scuola prima del diploma). È fanalino di coda fra le nazioni più sviluppate, anche per il numero di laureati. Risulta fra i paesi che spendono meno in istruzione, incapace da anni di investire nei giovani e nel futuro. Utilizza male le risorse esistenti, omettendo di individuare e di eliminare gli sprechi e quanto non funziona nel sistema d’istruzione, e di sostenere e diffondere le eccellenze.

Nelle diverse scuole, i genitori e gli insegnanti si stanno mobilitando per l’approvazione di mozioni dei collegi e dei consigli d’istituto, l’invio di lettere di protesta alle autorità scolastiche, con la richiesta di reintegrare le risorse che sono state tagliate per il prossimo anno scolastico. Faremo il possibile per incontrare le diversi istituzioni e, in particolare, chiederemo alla nostra nuova provincia, tanto preoccupata che Monza perda l’autodromo, perché non spende neppure una parola per salvare le risorse che verranno tagliate nelle scuole dei nostri figli, mettendo gravemente a rischio il livello di qualità del lavoro che vi viene svolto.

Siamo decisi a fermare questa vergogna, facendo il possibile per far giungere ALLE AUTORITA’ SCOLASTICHE LOCALI E AL GOVERNO un chiaro messaggio di profondo dissenso e denuncia delle politiche attuate finora.

Retescuole invita genitori, docenti e insegnanti di tutti gli ordini di scuole a partecipare alle prossime mobilitazioni.

Ecco gli appuntamenti:

giovedì 3 giugno 2010

PRESIDIO

ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE

ore 16.00, via Ripamonti 85, Milano

venerdi 04 giugno 2010

MOBILITAZIONE DI RETESCUOLE

MONZA E BRIANZA

ore 17.00 DAVANTI alla Scuola Elementare Don Gnocchi di Via Ozanam, Concorezzo

ore 18.00, Piazza della Pace, Concorezzo e per seguire una “LEZIONE DI MATEMATICA” molto speciale!

nei prossimi giorni, fino alla fine della scuola

AZIONI E INFORMAZIONE PER UNA SCUOLA

DI QUALITA’:

davanti e nelle scuole, fra genitori, studenti e nei collegi docenti

ORGANIZZA, PARTECIPA, SOSTIENICI E FAI SAPERE COSA SUCCEDE

NELLA TUA SCUOLA all’indirizzo e-mail: difendiamolascuola@gmail.com

Per contatti:

RETESCUOLE MONZA E BRIANZA – e-mail: difendiamolascuola@gmail.com

Sul web: www.retescuole.net

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